Dopo il DAC/pre/ampli cuffie Verse la serie Crescendo della LAiV si arricchisce di un finale di potenza: il Chorus. Si tratta di un amplificatore stereo in tecnologia GaN (nitruro di gallio), derivato in linea diretta dai monofonici Harmony GaNM, che si propone di portare ad una cifra decisamente più accessibile l’esperienza maturata dall’azienda di Singapore nel campo dell’amplificazione in classe D di nuova generazione. Con una particolarità non da poco: la possibilità di funzionare anche a ponte, trasformandosi in un vero monofonico bilanciato.

Chi ha letto la nostra prova del Crescendo Verse ricorderà come la LAiV tenga particolarmente al cosiddetto family feeling, e il Chorus non fa eccezione. Il cabinet, compatto e a pianta quadrata, adotta il design unificato della serie Crescendo ed è realizzato in alluminio anodizzato, disponibile nelle finiture nero/oro e argento/oro. Il peso è di appena 1,5 kg: un valore che, fino a qualche anno fa, avremmo associato più ad un preamplificatore che ad un finale di potenza. Il pannello frontale è quanto di più essenziale si possa immaginare. Il pulsante di accensione funziona con una pressione breve per l’accensione e una prolungata per il passaggio in standby. Tre LED forniscono tutte le indicazioni necessarie: il primo segnala lo stato di funzionamento (rosso in standby, bianco in funzione); il secondo indica la modalità operativa (spento in stereo, bianco in mono con ingresso RCA, blu in mono con ingresso XLR); il terzo, infine, è dedicato alle segnalazioni di errore e lampeggia una, due o tre volte rispettivamente in caso di sovratemperatura, sovracorrente o intervento della protezione contro la tensione continua in uscita.
Sul pannello posteriore troviamo gli ingressi bilanciato su XLR e sbilanciato su RCA, il selettore della modalità di funzionamento (Stereo, RCA Mono e XLR Mono), i morsetti per i diffusori e la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione con relativo fusibile. Come già sul Verse, l’aggiornamento del firmware avviene tramite una microSD da inserire nell’apposito lettore posto sul fondo dell’apparecchio.

Un dettaglio che la dice lunga sull’efficienza della tecnologia impiegata: non c’è alcuna ventola né alcun sistema di raffreddamento attivo, ed è lo stesso telaio a fungere da dissipatore e durante le nostre sessioni d’ascolto il cabinet è rimasto poco più che tiepido. La Casa, del resto, ha concepito il Chorus per restare sempre acceso: il consumo dichiarato è inferiore a 0,5 W in standby e a 20 W a riposo. Unica raccomandazione, quella di rispettare la corretta sequenza di accensione: prima il DAC o il preamplificatore e poi il Chorus, e viceversa allo spegnimento.
La tecnica
Il cuore del Chorus è costituito da transistor di potenza al nitruro di gallio, gli stessi che equipaggiano i monofonici Harmony GaNM. Rispetto ai tradizionali MOSFET al silicio, i GaN FET sono in grado di commutare a velocità molto più elevate: ciò consente di spingere la frequenza di commutazione ben oltre la banda audio, con evidenti benefici in termini di distorsione, estensione della risposta in frequenza ed efficienza complessiva. Il costruttore sottolinea di aver curato in modo particolare i modulatori e gli stadi di pilotaggio, messi a punto con l’obiettivo dichiarato di coniugare trasparenza, risoluzione e musicalità.
Le differenze rispetto al fratello maggiore riguardano essenzialmente il telaio, in alluminio stampato anziché lavorato dal pieno, e l’alimentazione switching, da 160 W contro i 250 W del GaNM. Non si tratta dunque di una versione “semplificata” nel senso deteriore del termine, bensì di una razionalizzazione delle risorse che mantiene intatta la tecnologia di base.

La caratteristica più interessante è però la doppia anima dell’apparecchio. In modalità stereo il Chorus funziona come un amplificatore a due canali indipendenti, in grado di erogare 50 W per canale su 8 ohm e 80 W su 4 ohm. In questa configurazione sono utilizzabili sia l’ingresso XLR sia quello RCA. Commutando il selettore posteriore in modalità mono, l’apparecchio si trasforma in un amplificatore a ponte completamente differenziale: il segnale in ingresso viene convertito internamente in bilanciato (anche se proveniente dall’ingresso RCA) e pilota entrambi i canali in configurazione bridge. La potenza sale così a 120 W sia su 8 sia su 4 ohm, con stabilità dichiarata fino a 2 ohm e picchi istantanei di 165 W. La configurazione consigliata dalla LAiV per ottenere il massimo è evidentemente quella con due Chorus in mono, uno per canale.
Interessante notare come il guadagno vari sensibilmente in funzione della modalità e dell’ingresso utilizzato: si va dai 22 dB in stereo con ingresso XLR ai 34 dB in mono con ingresso RCA, passando per i 28 dB delle altre due combinazioni. L’impedenza d’ingresso è di circa 94 kohm su XLR e 47 kohm su RCA, mentre il fattore di smorzamento dichiarato è di circa 200 a 1 kHz su 8 ohm. La distorsione armonica totale più rumore è inferiore allo 0,005% a 5 W su 8 ohm, il rapporto segnale/rumore e la dinamica sono superiori a 100 dB e la risposta in frequenza si estende da 20 Hz a 80 kHz entro ±3 dB.
Completa il quadro un triplice sistema di protezione (tensione continua in uscita, sovracorrente e sovratemperatura) gestito da un microcontrollore che, ad ogni accensione, esegue una verifica completa dei circuiti prima di collegare i diffusori.
Ascolto
Un finale di potenza, si sa, non suona mai da solo: buona parte di ciò che si ascolta dipende da quello che gli sta a monte. Per questo abbiamo voluto provare il Chorus in tre diverse configurazioni. La prima è la più ovvia, quella “di famiglia”, con il Crescendo Verse in funzione di DAC/preamplificatore. Nella seconda abbiamo affidato il ruolo di sorgente e preamplificatore all’Eversolo DMP-A8 Gen 2. Nella terza, infine, abbiamo utilizzato come convertitore l’Aqua La Scala, seguito da un buffer a guadagno unitario (1:1) basato su un progetto di Nelson Pass e i diffusori erano i Davis Olympia One Master 35.
Con il Verse a monte il Chorus si presenta come un amplificatore rapido, pulito e sostanzialmente neutro, privo di quelle colorazioni che talvolta vengono utilizzate per rendere più accattivante il primo ascolto. Chi si aspetta il classico suono “da classe D” di qualche anno fa, asciutto e un po’ anemico in gamma alta, rimarrà sorpreso. La coppia è coerente e piacevole, ma lascia l’impressione che il finale abbia qualcosa in più da dire.
E infatti è bastato cambiare ciò che stava a monte per rendersene conto. Sia con l’Eversolo sia, ancor più, con la catena Aqua La Scala e buffer Pass, il Chorus ha mostrato un volto decisamente più maturo: maggiore corpo e naturalezza timbrica, una dinamica più libera e una scena sonora più ampia e profonda. La conclusione è tanto semplice quanto significativa: in questo abbinamento non è il finale a porre il limite, ma la sezione preamplificatrice del Verse, che pure resta una soluzione più che dignitosa considerando quante funzioni racchiude in un solo telaio.
Nella configurazione migliore, la gamma bassa è ben controllata, articolata e veloce, e qui il fattore di smorzamento elevato si fa sentire: il contrabbasso non si trasforma mai in una massa indistinta e i diversi piani del registro grave rimangono ben leggibili. Non aspettatevi tuttavia molto micro-contrasto e l’autorevolezza di un finale tradizionale di peso e dimensioni ben più importanti: in modalità stereo, quando il programma si fa impegnativo e il volume sale, si avverte che i 50 W per canale hanno un limite, specie con diffusori poco efficienti.
La gamma media è il punto di forza dell’apparecchio: le voci sono ben centrate e naturali, gli strumenti acustici possiedono contorni precisi e la ricostruzione dell’evento sonoro appare coerente. In gamma alta il Chorus è dettagliato ed esteso, senza durezze, e restituisce con fedeltà il carattere della sorgente: con l’Aqua, ad esempio, emerge quella morbidezza e quella tridimensionalità che caratterizzano il convertitore italiano.
Conclusioni
Il LAiV Crescendo Chorus è un finale di potenza che riesce a racchiudere in un telaio di dimensioni e peso quasi trascurabili una tecnologia, quella dei GaN FET, fino a ieri appannaggio di apparecchi ben più costosi. Lo fa con una costruzione curata, una dotazione di protezioni completa e una flessibilità d’impiego rara in questa fascia di prezzo, grazie alla possibilità di funzionare sia in stereo sia come monofonico bilanciato.
Il suono è rapido, pulito e trasparente, con una gamma bassa ben controllata e una gamma media convincente per naturalezza. In stereo mostra qualche limite di potenza con i diffusori più impegnativi.
Il Chorus si fa dunque apprezzare come il complemento ideale del Verse, ma non solo: può essere abbinato alla gran parte dei DAC e preamplificatori in commercio e si rivolge tanto a chi cerca un sistema desktop di alto livello quanto a chi desidera un impianto tradizionale compatto, efficiente e musicalmente gratificante, con la possibilità di crescere nel tempo.
Caratteristiche tecniche:
- Tecnologia: Gallium Nitride FET (GaN), classe D
- Ingressi:
- 1 x XLR (stereo/mono), approx. 94 kohm
- 1 x RCA (stereo/mono), approx. 47 kohm
- Sensibilità d’ingresso: 1,414 Vrms (XLR stereo), 1,1 Vrms (XLR mono), 0,707 Vrms (RCA stereo), 0,55 Vrms (RCA mono)
- Guadagno: 22 dB (XLR stereo), 28 dB (XLR mono), 28 dB (RCA stereo), 34 dB (RCA mono)
- Potenza:
- 50 W/canale su 8 ohm (stereo)
- 80 W/canale su 4 ohm (stereo)
- 120 W su 8/4 ohm (mono), stabile fino a 2 ohm
- Fattore di smorzamento: circa 200 a 1 kHz su 8 ohm
- Risposta in frequenza: 20 Hz – 80 kHz, ± 3 dB
- Distorsione THD+N: < 0,005% a 5 W su 8 ohm
- Rapporto S/N: ≥ 100 dB
- Gamma dinamica: ≥ 100 dB
- Protezioni: DC, sovracorrente, sovratemperatura
- Alimentazione: 100 – 260 VAC, 50/60 Hz
- Consumo: ≤ 0,5 W in standby, ≤ 20 W a riposo, ≤ 160 W alla massima potenza
- Peso: 1,5 kg
- Dimensioni: [DA VERIFICARE]
Prezzo: 999€
Costruttore: LAiV 24 Sin Ming Lane Singapore 573970
Distributore: Polaris Audio Via Matteo Babini 28 00139 Roma



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