In questa prova affrontiamo non uno bensì due apparecchi: l’amplificatore integrato Marantz Model 70 e il lettore CD 70; si tratta di apparecchi che possono ovviamente essere acquistati separatamente, tuttavia è del tutto evidente come siano stati pensati per lavorare assieme. Del resto sono gli eredi di un’altra “coppia” di Marantz che per anni ha tenuto banco nel segmento di ingresso del costruttore americano che peraltro ha sempre presidiato con successo la fascia economicamente più accessibile del mercato. Si trattava del PM6007 e del lettore CD6007. Vediamo allora se questi nuovi prodotti sono all’altezza dei loro predecessori.

Considerazioni preliminari di mercato
Ho appena scritto che la serie 70 di Marantz include un amplificatore integrato e un lettore CD. Dal punto di vista tipologico tale descrizione sarebbe stata ovvia sino a qualche anno fa. Quando io ero un ragazzo era del tutto ovvio che assieme ad un amplificatore integrato fosse necessario acquistare una sorgente quale un giradischi, lettore CD o tuner. Oggigiorno l’Hi-Fi, segnatamente il segmento entry level, ha mutato tipologie, forme e funzioni, proponendo quegli apparecchi All in One, con i quali spesso ci confrontiamo. Marantz, ha seguito un approccio diverso: certamente si è cimentata nella produzione di efficaci e riusciti prodotti figli della modernità come quel delizioso Model 1 da noi provato diverso tempo fa, ma ha comunque continuato con la dedizione e con la competenza che le è propria a proporre amplificatori e lettori CD. Non solo, con lungimiranza ha integrato alcune tra le funzionalità proprie dei prodotti più recenti, inserendole in una formula estetico/funzionale ben consolidata e apprezzata dalla clientela del marchio.

Analisi tecnica
Scrivevo poc’anzi che il punto di partenza per questa accoppiata di amplificatore integrato e lettore CD sono i PM6007/CD6007. Questa non è una impressione del sottoscritto ma qualcosa che ci è stato confermato dai responsabili dell’azienda. Tuttavia le differenze tecniche ed estetiche sono molteplici e hanno portato ad un diverso posizionamento in termini economici dei due prodotti che ora attengono all’estremo alto del segmento entry level. Penso di poter affermare che il pubblico target di questa coppia sia costituito dall’utente che vuole qualcosa in più in termini di musicalità rispetto a ciò che può offrire un sistema audio/video integrato – magari una Soundbar evoluta – e che non ha preclusioni mentali nei confronti dell’ascolto con “solo” due canali.

Inizierei con il rilevare le analogie in termini estetici rispetto ai modelli maggiori del catalogo Marantz. Il pannello frontale è dunque suddiviso in due sezioni sovrapposte: quella inferiore è caratterizzata da una piacevole texture 3D, mentre quella che occupa la maggior parte dello spazio disponibile è liscia e contiene i vari controlli è l’ormai iconico oblò contenetene il display OLED posto esattamente al centro. Mancano, in questa declinazione Entry Level, le due cornici luminose a LED che separano i due elementi del pannello. I vari comandi rotativi sono disposti simmetricamente rispetto all’asse verticale e sono caratterizzati da una piacevole sensazione tattile di precisione e solidità. In particolare, da sinistra a destra, abbiamo il selettore degli ingressi, l’attivazione della modalità Source Direct che bypassa i controlli di tono, il bilanciamento dei canali. Alla destra del display troviamo le due regolazioni di tono (escludibili) e infine il controllo del volume. Interessante sottolineare che il selettore Source Direct avrebbe potuto essere implementato mediante un interruttore a levetta ma, per coerenza formale, è stato giustamente implementato come un controllo rotativo.

La potenza dichiarata è di 50 watt su 8 ohm, che sale a 65 W su 4 ohm. Rispetto agli standard attuali non sono numeri che suscitano particolare impressione. Del resto, specialmente nella fascia entry level, la tecnologia della Classe D è ormai dominate e con essa potenze molto elevate offerte a prezzi contenuti. Sotto questo specifico aspetto il Marantz Model 70 è caratterizzato da una particolarità che avevamo già rilevato nel corso della prova del Model 60: nella fascia più alta del catalogo Marantz si trovano i modelli basati su moduli in Classe D, ritenuti particolarmente complessi da realizzare volendo attenersi agli elevati standard qualitativi cui il costruttore americano ci ha abituato. Al di sotto di questa fascia, l’azienda adotta un approccio più tradizionale e pertanto all’interno del Model 70 troviamo uno stadio di amplificazione in classe AB che include la tecnologia HDAM (Hyper Dynamic Amplifier Module), sviluppata ormai da tempo dell’azienda e giunta ormai alla versione SA3, che sostituisce i circuiti integrati più convenzionali. Rispetto al PM6007 varia la dotazione complessiva delle capacità che passa da 12,000uF a 15,000uF (+25%); peraltro la posizione dei condensatori è stata spostata in modo da averli più vicino allo stadio di uscita a vantaggio della riduzione della resistenza del cablaggio nel circuito di alimentazione. Il controllo del volume non è più di tipo analogico ma è basato su un encoder rotativo, che mostra il volume sul display centrale, e che pilota un chip posizionato in modo tale da rendere molto più breve il percorso del segnale rispetto al modello precedente.
Rispetto ai modelli più grandi manca la piattaforma di streaming HEOS, pertanto se si ha questo tipo di esigenza è necessario collegare uno streamer esterno al Model 70. eventualmente anche a uno degli ingressi digitali.

Volgendo lo sguardo al pannello posteriore scopriamo che la connettività disponibile sul Model 70 è piuttosto ampia: la sezione analogica comprende tre ingressi linea sbilanciati (RCA), uno stadio phono per fonorivelatori a magnete mobile; inoltre c’è un’uscita preamplificata stereo e un’uscita mono dedicata per il subwoofer. A questo si aggiungono gli ingressi della scheda digitale basata su un chipset DAC Sabre ES9020Q, che offre un ingresso coassiale, un ingresso ottico e un ingresso HDMI ARC che consente accensione/spegnimento e regolazione del volume mediante il telecomando del TV al quale è collegato. Non può mancare il supporto della tecnologia Bluetooth compatibile con il CODEC aptX HD. Insomma, tutto ciò considerato, posiamo affermare che il Model70 potrebbe già suonare in autonomia, senza il contributo del lettore CD70 o di qualsivoglia sorgente esterna. Come nel modello precedente sul pannello frontale c’è un’uscita per le cuffie da 6,3 mm.



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