Rotel ha recentemente lanciato il finale DX-5 e il DX-3, vale a dire il primo amplificatore per cuffie in oltre 60 anni di storia del marchio, nonché il primo modello con un fattore di forma diverso da quello standard. Il Rotel DX-3 non è solo un amplificatore per cuffie, è anche un DAC, ha il Bluetooth integrato, ingressi digitali e analogici e può essere usato come preamplificatore.
Un pò di storia
La storia di Rotel dimostra come, dietro molti marchi dell‘hi-fi, ci siano visioni individuali e scelte imprenditoriali coraggiose. Oggi Rotel è un brand affermato, ma le sue radici affondano nel Giappone degli anni ‘50, quando l‘azienda — allora chiamata Roland — produceva componenti per i televisori Sylvania destinati al mercato USA. L‘esigenza di adattare quei prodotti agli standard elettrici giapponesi permise di sviluppare competenze ingegneristiche che avrebbero poi definito il DNA del marchio.
La svolta arriva nel 1961, quando il fondatore Tomoki Tachikawa riorganizza l‘azienda e decide di concentrarsi esclusivamente sull‘audio di qualità. Nasce Rotel, con una filosofia chiara: creare apparecchi concreti, affidabili e musicalmente rigorosi. La progettazione veniva svolta in Giappone, mentre la selezione delle parti più importanti e la messa a punto finale avvenivano in una succursale localizzata in Inghilterra, contribuendo in tal modo a definire l‘equilibrato carattere sonoro per cui il marchio è noto.
Il riconoscimento internazionale arriva nel 1982 con il pluri premiato integrato RA-820B. Da quel momento Rotel diventa sinonimo di hi-fi accessibile e di qualità. Nello stesso periodo nasce anche la partnership con Bowers & Wilkins, che ne ha curato la distribuzione in Europa e Nord America per oltre vent‘anni. Nonostante la crescita, Rotel resta un‘azienda familiare. Bob Tachikawa, figlio del fondatore, porta negli anni ‘80 e ‘90 una visione internazionale, aprendo al mondo dell‘home theater, lettori DVD e amplificatori multicanale. L‘attuale CEO Peter Kao, nipote di Bob Tachikawa, entrato nel 1995, guida l‘espansione globale con l‘apertura degli uffici di Hong Kong e lo sviluppo del moderno polo produttivo di Zhuhai, oggi cuore delle operazioni.

DX-3: Tecnica
Sul suo sito Rotel presenta il DX-3 come “The ultimate Personal Audio companion”. In effetti il suo ridotto ingombro costituisce motivo di attrazione per chi desidera un componente audio di alta qualità ma dispone di poco spazio. Misura 7,6 cm x 21,5 cm x 24,7 cm, ovvero solo leggermente più grande dello streamer WiiM Ultra da noi provato sul nostro canale YouTube. La veste estetica del DX-3 – condivisa con il finale DX-5 – con il suo design scolpito che si discosta fortemente dalle consuete linee Rotel, trasmette una sensazione di raffinatezza e solidità. Rotel voleva dare a questa nuova linea un look innovativo e a tal fine ha coinvolto nella progettazione uno studio di designer italiani. Suppongo che il processo di progettazione sia stato assai meticoloso come testimoniano alcuni alcuni dettagli quali, ad esempio, il bordo smussato del pannello frontale, la zigrinatura della grande manopola del volume o ancora la griglia di ventilazione laterale le cui fenditure diagonali corrono lungo tutta la lunghezza del lato destro – una posizione insolita e sorprendente – riprendendo il medesimo motivo estetico/funzionale del comando del volume. Insomma, ogni dettaglio è stato curato con la massima attenzione. Il cabinet ed il telecomando, entrambi dal look minimalista e sobrio, sono realizzati in alluminio spazzolato con la finitura disponibile nei due colori argento e nero. Quando il DX-3 è in stand-by, il display è spento e la sottile luce verde che circonda il pulsante di accensione è l‘unico segno che l‘unità è accesa.

Il display a colori è nitido e la luminosità può essere controllata dal telecomando. Poiché è visibile la sola sorgente selezionata, il display risulta ordinato e facile da leggere anche da lontano. Sul pannello frontale, oltre alla manopola del volume, troviamo un interruttore di guadagno scorrevole e i due jack per le cuffie: uno single-ended da 6,5 mm e uno bilanciato da 4,4 mm. Probabilmente per mancanza di spazio manca un connettore XLR. Tuttavia il jack da 4,4 mm fornisce la medesima potenza che fornirebbe una connessione XLR. Nella parte inferiore sinistra del display è presente un selettore della sorgente che, allorquando viene premuto, si illumina mostrando un grande simbolo grafico della sorgente selezionata.

Veniamo ora al pannello posteriore dove ci sono connessioni sia analogiche che digitali. La sezione analogica, posta sulla sinistra, è dotata di connettori di uscita XLR e RCA per uscita e ingresso, mentre per le connessioni di ingresso digitali ci sono: coassiale, ottico, PC-USB e Bluetooth. L‘ingresso analogico RCA permette di collegare, ad esempio, un preamplificatore phono. Ricordo che il Rotel DX-3 può funzionare come DAC autonomo o come DAC/preamplificatore.

Il Rotel DX-3 ha un design del segnale differenziale completamente bilanciato a partire dal DAC, passando per l‘encoder del volume, fino all stadio di amplificazione per cuffie in Classe A, coerentemente supporta sia cuffie single-ended che completamente bilanciate. Per la scelta del chipset DAC, gli ingegneri hanno optato per l‘ESS Sabre ES9028PRO giacché si integra al meglio con il resto del design. Mi preme sottolineare, anche in questa sede, la nostra convinzione che il chipset DAC non è il solo responsabile dell‘output finale del suono, che è invece modellato dall‘intera catena di componenti a contorno, dai filtri sino all‘alimentatore. Scrivo questo non a caso poiché Rotel è nota per la cura nella selezione dei componenti che popolano i suoi apparecchi e, in particolar modo, per i suoi alimentatori toroidali schermati, realizzati internamente e su misura, con driver ad alta corrente. Come abbiamo avuto modo di vedere personalmente durante una visita presso la fabbrica cinese di Rotel, il rame utilizzato proviene da selezionati fornitori che certificano la purezza del metallo. Il metallo viene poi trasformato in cavi campione che vengono testati prima di essere inseriti nel trasformatore. Ogni nucleo del trasformatore viene assemblato, avvolto e sottoposto a stress test.

La manopola del volume del Rotel DX-3 merita una accurata descrizione: quando la si gira ha dei “clic” molto precisi che, a basso volume, realizzano regolazioni piuttosto ampie, mentre a volume più alto premettono regolazioni piccole e precise. Il tutto è gestito da un controller analogico differenziale NJW1195A di livello audiophile prodotto dalla giapponese Nisshinbo Micro Devices. Vi sono due modalità selezionabili dall‘utente, ciascuna progettata per soddisfare diverse preferenze. Queste impostazioni sono disponibili sia nel menu di configurazione, utilizzando il display del pannello frontale, sia sul telecomando. L‘impostazione predefinita è una modalità di regolazione numerica del volume rappresentata da una scala che va da MIN (livello 0) a MAX (livello 97). Ai livelli di volume più bassi, gli incrementi sono relativamente grandi, circa 7 dB per scatto, e diventano progressivamente più piccoli (6 dB, 5 dB, 4 dB, ecc.) all‘aumentare del livello del volume, fino a diventare incrementi ultra precisi da 0,5 dB. Suppongo che il motivo di tale configurazione si basi sulla natura logaritmica dell‘udito umano. I livelli di pressione sonora determinano il modo in cui percepiamo il volume. Poiché percepiamo i suoni in modo logaritmico e non lineare, è necessario un aumento maggiore di potenza, quindi incrementi maggiori a livelli di dB più bassi per percepire un cambiamento udibile. Man mano che il volume aumenta, l‘orecchio diventa più sensibile ai cambiamenti più piccoli, quindi incrementi in dB più precisi consentono una regolazione più fluida. Tuttavia, per chi desidera un controllo più preciso, la seconda modalità offre incrementi fissi di 0,5 dB su tutta la gamma di volume. In tale modalità, la scala del volume parte da -99 dB con un‘attenuazione quasi completa del segnale, e aumenta verso 0 dB, che è poi la piena potenza. Questa modalità potrebbe risultare utile allorquando venissero abbinate delle cuffie partcolarmente sensibili.

Il Rotel DX-3 offre infine un‘impostazione di uscita del volume fissa che permette l‘integrazione con sorgenti audio o altoparlanti amplificati che dispongono di un proprio controllo del volume. Quando si seleziona questa impostazione, il DX-3 bypassa la sua regolazione interna del volume ed emette un segnale a livello fisso. Il livello è selezionabile dall‘utente in base alla sorgente. Ad esempio, se si utilizza il Bluetooth tramite telefono o tablet, l‘utente può impostare un livello controllabile da quel dispositivo, oppure se si utilizza l‘USB da un computer, il volume viene controllato dal computer. Se la sorgente non dispone di un controllo del volume, l‘impostazione verrà messa su Variabile, abilitando la manopola del volume frontale o il telecomando. Anche in questo caso, queste varie impostazioni si trovano nel menu di configurazione, che offre un numero sorprendente di opzioni per la regolazione fine dell‘apparecchio.

Ascolto
Ho inserito il Rotel DX 3 in un impianto così costituito: amplificatore integrato Canor Virtus i3, diffusori Martin Logan Motion XT B100, trasporto digitale costituito da un PC Audio autocostruito con componentistica JCat e sistema operativo Audiolinux, cablaggio Neutral Cable e AudioQuest.
In questa configurazione non ho evidentemente utilizzato il Rotel DX 3 come preamplificatore ma solo come DAC/Amplificatore per cuffia.
Come la maggior parte dei miei lettori sa bene, io non sono un habitué dell’ascolto in cuffia, tuttavia l’apparecchio in prova è principalmente un amplificatore dedicato a tale sistema di ascolto e pertanto ho ritenuto di dover iniziare la prova in questo modo, rendendomi subito conto di un aspetto che – lo confesso – mi ha sorpreso. Sin da primo brano ascoltato con una delle due cuffie che avevamo in sala prove per l’occasione ho notato un inquietante “nero” posto sullo sfondo e tra le note che mi ha fatto sobbalzare per via della sua palpabile consistenza che tenderei a definire “vellutata”. Non ricordo di aver mai avuto questa esperienza ascoltando nessun altro amplificatore per cuffie per quanto silenzioso fosse. Con il Rotel DX3 è come se il silenzio avesse una sua vivida presenza entrando a far parte del range dinamico da esso espresso. Detto in altre parole: il contrasto generato del profondo silenzio dianzi al quale si staglia il segnale musicale genera uno spazio tridimensionale all’interno del quale la musica prende vita. Ciò indipendentemente dal brano che si sta ascoltando. Una sensazione decisamente intrigante.
Tornato all’uso come come DAC ho potuto apprezzare come il DX 3 riesca trasferire, almeno in parte, la medesima caratteristica anche in un sistema di ascolto basato su diffusori. Ciò significa che, anche in questo caso, il silenzio e l’ampiezza del range dinamico sono gli elementi che immediatamente si pongono all’attenzione di chi ascolta. Inoltre il fatto di non avere l’imbarazzo e l’ansia della scelta del filtro digitale di uscita contribuisce, per quel che mi riguarda, alla gradevolezza della sessione di ascolto.
Forse a casa della silenziosità alla quale mi riferivo poc’anzi, il DX 3 mi ha permesso di effettuare delle interessanti sessioni di ascolto di musica barocca dove le trame sonore degli strumenti antichi venivano svelate con grande accuratezza e dettaglio. Su un versante completamente opposto mi sono molto divertito con alcune incursioni in territorio rock, complice l’aggressivo e dinamico tweeter a nastro delle Martin Logan che, assume al generoso woofer da 16, 5 cm, sembravano andare particolarmente d’accordo con la catena posta a monte, DX 3 incluso.
Conclusioni
Francamente non pensavo che la prova di un amplificatore per cuffie mi avrebbe appassionato, invece il Rotel DX 3 mi ha indotto a rivedere questo pregiudizio. Sicuramente è un eccellente DAC che può essere impiegato al meglio con dei diffusori amplificati o in abbinata al suo finale di riferimento Rotel DX 5. Al di là di questo ritengo però giusto sottolineare come il suo ruolo d’elezione sia quello di amplificatore per cuffie. Per quanto non mi ritenga particolarmente esperto in questo specifico segmento dell’audio, posso dire che l’ascolto mi ha emozionato.
Giulio Salvioni
Prezzo: 1.599,00 € IVA inclusa.
Distributore per l’Italia: Audiogamma spa – Via Nino Bixio 13 – 20900 Monza (MB) Italia
Tel. +39 02 55181610
web: www.audiogamma.it
Specifiche tecniche
POTENZA D’USCITA (THD+N < 1%)- 765 mW (16 Ω)
- 383 mW (32 Ω)
- 41 mW (300 Ω)
- 2.8 w (16 Ω)
- 1,4 w (32 Ω)
- 150 mw (300 Ω)
- < 0,008% @ Uscite=70 mW
- < 0,004% @ Uscite=280 mW
- 20 Hz – 20k Hz, +0 dB, -0,2 dB
- 10 Hz – 20 kHz, +0 dB, – 0,5 dB
- 20 Hz – 20k Hz, +0 dB, – 0,4 dB
- Sbilanciato: >100 dB
- Bilanciato: >110 dB




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