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Marantz LINK 10n

Ma cosa è il Marantz LINK 10n ? Non solo uno streamer o un convertitore D/A particolarmente sofisticato, e sarebbe persino riduttivo definirlo un preamplificatore digitale. LINK 10n probabilmente rappresenta prima di tutto la sintesi di un percorso progettuale che Marantz ha iniziato molti anni fa e che oggi raggiunge la piena maturità. Per capire a fondo LINK 10n forse è meglio uscire dalla logica tradizionale con cui siamo abituati a classificare i componenti Hi-Fi. Per oltre quarant’anni il sistema ideale è stato costruito attorno a sorgenti distinte, un preamplificatore, un integrato, o uno o più finali di potenza. Lo streamer è arrivato soltanto negli ultimi quindici anni, inizialmente come semplice sostituto del lettore CD, successivamente come sorgente universale capace di gestire musica liquida, servizi online e file ad alta risoluzione.

LINK 10n nella classica finitura dorata Marantz.

Questa impostazione trova la sua naturale collocazione all’interno della nuova Serie 10, il progetto più ambizioso sviluppato da Marantz negli ultimi decenni. MODEL 10, SACD 10 e LINK 10n condividono infatti molto più di un’identità estetica: sono stati progettati come elementi di un’unica piattaforma tecnologica, sviluppata senza compromessi e destinata a rappresentare il nuovo riferimento assoluto della produzione del marchio. Estrarlo dall’imballo richiede quasi la stessa attenzione necessaria per un finale di potenza. I suoi oltre trentatré chilogrammi sorprendono per un componente che, almeno sulla carta, dovrebbe essere “soltanto” una sorgente digitale. Le dimensioni importanti, unite a una costruzione estremamente massiccia, restituiscono immediatamente la sensazione di trovarsi davanti a un’elettronica di riferimento. Il frontale in alluminio fresato si appoggia su un contropannello finemente lavorato, e rappresenta una delle migliori interpretazioni del nuovo linguaggio stilistico Marantz. E’ impreziosito da una leggera illuminazione che sottolinea il contrasto dei due pannelli in modo molto discreto. Al centro domina l’ampio display ad alta definizione, inserito nella caratteristica finestra circolare che richiama immediatamente la tradizione del marchio, mentre ai lati trovano posto due grandi manopole ricavate dal pieno, montate su cuscinetti e caratterizzate da una precisione meccanica difficilmente riscontrabile anche in prodotti appartenenti a fascie di prezzo superiori.

La serie 10 di Marantz, il lettore SACD-10 e l'amplificatore Model 10 si affiancano a LINK 10n

Anche il pannello posteriore racconta molto della filosofia del progetto. Ingressi analogici bilanciati e sbilanciati, stadio phono MM/MC (quest’ultimo con 3 impedenze regolabili, 32/100/390Ω), connessioni digitali complete, HDMI ARC, Ethernet, USB, uscite fisse e variabili, collegamenti XLR e RCA, uscita dedicata al subwoofer con tagli 40/60/80/100/120 Hz. Più che il retro di uno streamer, ricorda quello di un sofisticato preamplificatore di controllo. È proprio osservando questa dotazione che si comprende la filosofia del LINK 10n. Non è stato progettato per aggiungere una sorgente digitale all’impianto, ma per diventarne il centro operativo. Seguendo il percorso del segnale, tutto diventa immediatamente più chiaro.

LINK10n ha ingressi analogici bilanciati e sbilanciati, stadio phono MM/MC, connessioni digitali, HDMI ARC compresa, Ethernet, USB, uscite fisse e variabili, collegamenti XLR/RCA e uscite sub

Qualunque sorgente digitale, sia essa un servizio di streaming, un NAS, una memoria USB oppure un ingresso S/PDIF, viene instradata verso la piattaforma di elaborazione proprietaria Marantz. Le sorgenti analogiche seguono invece un percorso completamente differente, evitando qualsiasi conversione analogico-digitale e mantenendo un trattamento interamente analogico fino alla sezione di controllo del volume. Questa distinzione rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto. Molti preamplificatori digitali moderni convertono qualunque sorgente analogica in digitale per uniformarne il trattamento. Marantz ha invece scelto una strada differente, preservando la natura originale del segnale.

Il convertitore MMM, Marantz Musical Mastering

A differenza della quasi totalità dei convertitori presenti oggi sul mercato, il LINK 10n non utilizza un chip DAC commerciale prodotto da ESS, AKM o Texas Instruments. Tutto il processo di conversione è stato sviluppato internamente. Il segnale PCM, indipendentemente dalla frequenza di campionamento originale, viene elaborato da un FPGA proprietario nel quale avviene la prima fase del processo, denominata MMM-Stream. Qui il flusso PCM viene completamente ricostruito e trasformato in un segnale DSD a un bit mediante un sofisticato modulatore sigma-delta sviluppato da Marantz. Successivamente interviene il secondo stadio, MMM-Conversion, nel quale il flusso DSD viene trasformato direttamente in analogico attraverso un convertitore discreto a un bit seguito da un filtro passa-basso analogico. Il risultato è un’architettura che non appartiene né alla famiglia dei convertitori R-2R né a quella dei DAC delta-sigma tradizionali. Piuttosto rappresenta una reinterpretazione moderna della conversione a un bit, resa possibile dalla potenza di calcolo degli FPGA contemporanei e dall’esperienza accumulata da Marantz nel corso di oltre trent’anni di sviluppo dei propri sistemi digitali. Una volta completata la conversione numerico-analogica entra in gioco un altro elemento fondamentale del progetto: il controllo del volume. Si tratta probabilmente di uno degli aspetti meno appariscenti ma più sofisticati del LINK 10n. Marantz non ha divulgato il funzionamento dettagliato del circuito, ma alcuni elementi consentono di comprenderne la filosofia. La presenza della modalità Source Direct e l’assenza di qualsiasi riferimento a conversioni A/D sugli ingressi analogici lasciano ragionevolmente ritenere che le sorgenti analogiche seguano un percorso dedicato, distinto da quello digitale. Questo significa che il LINK 10n può essere utilizzato come vero preamplificatore analogico senza costringere il segnale proveniente da un giradischi o da un lettore esterno a subire una doppia conversione analogico-digitale e digitale-analogica. L’attenuazione del volume rappresenta quindi il punto di incontro tra la sofisticata piattaforma MMM e la circuitazione analogica proprietaria Marantz

HDAM-3

Sviluppati come alternativa ai tradizionali amplificatori operazionali integrati, gli HDAM utilizzano esclusivamente componenti discreti accuratamente selezionati e rappresentano da oltre trent’anni uno degli elementi distintivi della produzione Marantz, un approfondimento tecnico lo trovate qui. Nel LINK 10n trovano impiego nello stadio di uscita del convertitore, nella sezione preamplificatrice, nel circuito phono MM/MC e nell’amplificatore per cuffie, creando un’architettura perfettamente omogenea. Le caratteristiche elettriche confermano questa impostazione. Le uscite variabili presentano un’impedenza estremamente ridotta, pari a 30 ohm sulle connessioni RCA e 140 ohm su quelle XLR, mentre la tensione massima disponibile raggiunge rispettivamente 10 e 20 volt RMS. Valori normalmente riscontrabili in preamplificatori separati di elevatissima qualità e che consentono al LINK 10n di pilotare direttamente qualsiasi finale di potenza senza difficoltà.

HDAM3
I moduli HDAM-3 presenti sulle scheda di uscita analogica

Alimentazione surdimensionata

Rimuovendo il coperchio superiore emerge immediatamente una costruzione che ricorda molto più quella di un amplificatore di riferimento che quella di uno streamer di rete. Nella parte anteriore trovano posto due grandi trasformatori toroidali, completamente separati e racchiusi all’interno di schermature dedicate. La scelta del doppio trasformatore non nasce tanto dall’esigenza di aumentare la potenza disponibile quanto dalla volontà di mantenere il più possibile indipendenti le alimentazioni delle sezioni digitali e analogiche.

A valle dei trasformatori una scheda dedicata provvede al raddrizzamento, al primo filtraggio e alla distribuzione della corrente verso i vari sottosistemi dell’apparecchio. Colpisce la presenza di una robusta barra di distribuzione in rame, soluzione tipica delle elettroniche di elevata potenza e scelta per ridurre al minimo resistenza e induttanza del percorso di alimentazione.

La capacità di filtro non è concentrata in un unico banco centrale, ma distribuita in prossimità delle diverse sezioni circuitali. Ogni gruppo di HDAM dispone del proprio disaccoppiamento locale, riducendo l’impedenza dell’alimentazione e garantendo una risposta estremamente rapida alle richieste di corrente. L’impressione generale è quella di una progettazione sviluppata partendo dall’alimentazione e non conclusa con essa. Anche il layout interno merita una riflessione. Le fotografie dell’interno mostrano una compartimentazione rigorosa del telaio. La sezione di alimentazione occupa un’area dedicata, completamente distinta dalla piattaforma digitale HEOS e MMM e dagli stadi analogici di uscita. Ogni sottosistema dispone del proprio spazio fisico, riducendo al minimo le possibilità di interferenza reciproca.

È una soluzione tipica della strumentazione professionale e delle migliori elettroniche High End, nella quale la disposizione meccanica diventa parte integrante del progetto elettronico. Osservando il LINK 10n dall’interno emerge un aspetto che forse nessuna fotografia ufficiale riesce a trasmettere completamente. Non colpisce tanto la presenza di una particolare soluzione tecnica quanto la straordinaria coerenza dell’insieme. Ogni elemento sembra essere stato progettato per lavorare in funzione degli altri, senza che esistano sezioni realizzate come semplici aggiunte o adattamenti. È probabilmente questa la caratteristica che distingue il LINK 10n dalla maggior parte dei concorrenti. Non tanto la presenza di un convertitore proprietario, di moduli discreti HDAM o di una doppia alimentazione toroidale, quanto il fatto che tutte queste soluzioni siano state sviluppate contemporaneamente come parti di un unico progetto.

Streaming sofisticato

LINK 10n è pensato per essere il cuore di un sistema hi-fi moderno, offrendo una piattaforma di streaming completa, versatile e perfettamente integrata nell’ecosistema Marantz. Grazie a HEOS Built-in, permette di accedere direttamente ai principali servizi musicali online, tra cui Qobuz, TIDAL, Spotify tutti nelle versioni connect, Amazon Music e radio Internet, con la possibilità di gestire la riproduzione dall’app HEOS e di creare sistemi multiroom con altri dispositivi dell’ecosistema. La compatibilità con AirPlay 2 permette invece una perfetta integrazione con i dispositivi Apple, mentre la certificazione Roon Ready lo rende ideale anche per chi utilizza librerie musicali evolute e sistemi di gestione audio avanzati. Per la musica archiviata localmente, LINK 10n può riprodurre file da server di rete tramite UPnP/DLNA ed è quindi anche compatibile JPLAY, e da dispositivi USB, supportando formati audio ad alta risoluzione fino a PCM 384 kHz/32 bit e DSD 11,2 MHz.

La app HEOS comune anche ai prodotti Denon che gestisce la parte di streaming

Ascolto

La prima impressione è quella di un apparecchio progettato senza compromessi, nel quale la sezione analogica riveste un ruolo centrale, ben più importante di quanto accada nella maggior parte degli streamer oggi in commercio. Lo testimonia la presenza di uscite preamplificate dedicate, separate dalle uscite di linea a livello fisso. Non si tratta infatti di un semplice streamer con un controllo di volume digitale o con uno stadio di uscita adattato per pilotare direttamente un finale di potenza. Il LINK 10n è un vero preamplificatore, dotato di una sezione analogica sviluppata con la stessa attenzione riservata ai pre dedicati, e questa scelta progettuale emerge chiaramente già dai primi minuti di ascolto. L’impianto utilizzato per la prova era composto dalle nuovissime B&W 804 D5, alternate alle Vivid Audio Kaya S12, dal finale Unison Research Unico DM V2 e dal giradischi New Horizon 301i equipaggiato con testina Ortofon 2M Bronze. La sensazione è quella di una riproduzione estremamente raffinata, capace di coniugare precisione e musicalità senza mai apparire artificiosa. Il livello di dettaglio è molto elevato, ma non viene mai messo in primo piano per stupire. Le informazioni emergono con naturalezza, senza enfatizzazioni, permettendo di seguire con facilità le linee melodiche secondarie e il lavoro dei singoli strumenti anche nei passaggi più complessi.

Abbiamo usato le nuove 804D5 come diffusori di riferimento per l'ascolto

Le basse frequenze sono uno degli aspetti meglio riusciti. Non colpiscono tanto per quantità quanto per qualità: il basso è perfettamente scolpito, ritmico, veloce, con contorni netti e un controllo che permette di seguire ogni nota senza alcuna sensazione di gonfiore. Anche le registrazioni più ricche di energia conservano sempre una notevole intelligibilità, senza mai perdere articolazione o precisione. La gamma media rappresenta probabilmente il punto di forza del LINK 10n. Le voci risultano libere, naturali e credibili, prive di quella leggera colorazione che spesso caratterizza molti prodotti digitali. Gli strumenti acustici conservano armoniche ricche e una presenza estremamente realistica, restituendo una sensazione di fluidità che rende l’ascolto rilassato anche dopo molte ore. Il rispetto del silenzio è esemplare: ogni nota ha il proprio attacco e il proprio decadimento naturale e, tra una nota e l’altra, rimane tutto il respiro necessario a ricostruire l’evento musicale con straordinaria credibilità. Le alte frequenze sono altrettanto convincenti. Estese, perfettamente a fuoco e ricche di microinformazioni, ma mai aggressive o affaticanti. Piatti della batteria, archi e riverberi mantengono brillantezza e aria senza perdere naturalezza, contribuendo a creare una scena sonora ampia, ariosa e credibile.

Uno dei finali utilizzati per il test d'ascolto è stato l'Unico DM v2, di recente uscita

Proprio la ricostruzione spaziale è uno degli elementi che più colpiscono. Il palcoscenico si sviluppa con grande ampiezza, ma soprattutto con una notevole profondità. Gli strumenti occupano posizioni ben definite, l’immagine rimane stabile anche nei passaggi più complessi e la sensazione di tridimensionalità è superiore a quella offerta da molti streamer concorrenti. Si percepisce chiaramente il lavoro svolto sulla sezione analogica e sull’alimentazione, aspetti che permettono al LINK 10n di restituire un’immagine sonora solida, stabile e assolutamente convincente. Anche utilizzato come semplice preamplificatore analogico, il LINK 10n svolge il proprio compito con lo stesso carattere che esprime nella sezione digitale. Chi pensa che un apparecchio “tutto in uno” rappresenti inevitabilmente un compromesso dovrà ricredersi. Per verificarlo abbiamo collegato all’ingresso XLR il Rockna Signature, utilizzato in modalità a livello fisso e già protagonista di un’altra nostra prova. In questa configurazione il LINK 10n si è limitato a svolgere il ruolo di preamplificatore, affidandogli esclusivamente il controllo del volume. Il risultato è stato sorprendente: nessuna colorazione percepibile, nessuna perdita di trasparenza, ma semplicemente la capacità di lasciare esprimere il DAC nelle migliori condizioni possibili. È una qualità che normalmente si ritrova in preamplificatori dedicati di livello elevato, non in un apparecchio che nasce anche come streamer.

Le KayaS12 di Vivid che utilizziamo come riferimento hanno fatto parte delle prova di ascolto di questo Marantz LINK10n

Come tutti i cavalli di razza, non è un componente che cerca di impressionare al primo ascolto. Chi è abituato a una presentazione particolarmente brillante o spettacolare potrebbe inizialmente percepirlo come molto composto, quasi misurato. In realtà non manca né di dinamica né di estensione: semplicemente evita qualsiasi artificio che metta in evidenza una parte dello spettro a discapito dell’equilibrio complessivo. È proprio questa impostazione che, nel lungo periodo, si rivela vincente, perché privilegia coerenza timbrica, naturalezza e assenza di fatica d’ascolto. È uno di quei componenti che invitano ad ascoltare un disco dopo l’altro, dimenticandosi dell’impianto e concentrandosi soltanto sulla musica. L’unico vero limite è rappresentato da ciò che gli si collega. Nel catalogo Marantz c’è il MODEL 10, il super integrato che abbiamo già provato e che rappresenta un riferimento assoluto nella sua categoria. Eppure il LINK 10n lascia intuire di poter esprimere ancora qualcosa in più quando viene abbinato a un finale di potenza dedicato. Forse Marantz sta davvero preparando un finale hi-end separato; se ne parla da tempo, ma al momento non esistono conferme ufficiali. Una cosa, però, è certa: un’apparecchiatura così neutra, trasparente e controllata merita elettroniche dello stesso livello. Il LINK 10n non è semplicemente un eccellente streamer di rete. È un componente di riferimento che riunisce in un unico telaio una sorgente digitale di altissimo livello e un vero preamplificatore analogico, capace di pilotare direttamente un finale di potenza senza far rimpiangere molte elettroniche dedicate. Le sue prestazioni vanno ben oltre quelle normalmente associate a un player di rete e, per equilibrio, trasparenza, maturità sonora e qualità della sezione analogica, appartengono pienamente al mondo dell’hi-end. Il prezzo di acquisto, seppure alto in assoluto, non solo è pienamente giustificato, ma appare conveniente se messo a confronto sia con la tecnologia profusa che con le prestazioni. Merito per certo della grande economia di scala.

Caratteristiche tecniche:

  • Risposta in frequenza: 2Hz-50kHz
  • Distorsione armonica totale: 0,0004%
  • Livello di uscita linea XLR/RCA: 4V/2Vrms
  • Rapporto segnale/rumore: 122dB
  • Sensibilità phono MM/MC: 80/8 mV
  • Impedenza phono MC: 32Ω/100/390 Ω
  • Impedenza phono MM: 39 kΩ
  • Risoluzione massima: 32/384 DSD 512
  • Ingressi digitali: USB-B, HDMIeARC, 1xcoax, 2xopt, 1xUSB-A, 1xEthernet RJ45
  • Uscite digitali: 1xCoax, 1XOPT
  • Ingressi audio: 1xPhono MM/MC, 1xRCA, 1xXLR
  • Uscite audio: preamp XLR/RCA, line out XLR/RCA, 1X RCA sub out
  • BT 5.4 A2DP, SBC bidirezionale
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Scritto da Audio 2G

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