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Rockna Wavedream Reference DAC

Nei commenti che quotidianamente riceviamo su YouTube in molti ci avevano chiesto una recensione di un prodotto della Rockna. Data l’importanza di questo marchio ci siamo dati da fare e abbiamo avuto il privilegio di poter provare per voi il modello top di gamma  dell’azienda rumena. Si tratta del Rockna Wavedream Reference, un DAC/Streamer che costituisce un concentrato delle impressionanti capacità tecniche di questa azienda che sfida la concorrenza adottando sempre soluzioni originali e particolarmente innovative. Seguiteci dunque in questa recensione che sarà fortemente incentrata sull’aspetto tecnico, non tralasciando tuttavia le sue ricadute sull’ascolto.

Rockna CEO Jitariu
Il titolare della Rockna Nicolae Jitariu

Brevi note su Rockna Audio

Rockna Audio è stata fondata nel 1999 da Nicolae Jitariu in Romania, ed è nata dalla passione di questo ingegnere per la realizzazione di apparecchiature audio non solo innovative, ma anche capaci di offrire una riproduzione musicale al contempo densa di dettagli, musicalmente coerente ed emozionante. L’azienda è costituita da un team votato alla ricerca dell’innovazione tecnologica, che sin dagli esordi ha privilegiato approcci non convenzionali alla progettazione dei componenti audio digitali. Rockna sviluppa prodotti originali appartenenti al segmento High End del mercato, contando esclusivamente sul proprio know how. Tale approccio gli ha permesso di aggirare i vincoli indotti dall’uso di soluzioni sviluppate da aziende terze. Grazie ai suoi sistemi digitali basati su FPGA e DAC R2R personalizzati, Rockna si è guadagnata una solida reputazione tra gli audiofili di tutto il mondo. Il Wavedream originale, che risale ormai ad una decina di fa ha costituito un capitolo fondamentale nella storia del marchio, ed è stato la base dalla quale il team Rockna è partito per arrivare al modello attuale che si distingue per molteplici soluzioni tecniche innovative.

Rockna WDRS silver
Il Wavedream Reference è disponibile anche in versione Silver.

Rockna Wavedream Reference: analisi tecnica

Inizierei questa descrizione tecnica, necessariamente lunga e sostanziosa data la densità di innovazioni presenti all’interno della macchina, chiarendo subito l’aspetto relativo al chipset, o meglio alla sua assenza. Vi è infatti una tendenza da parte degli audiofili ad associare al costruttore e al modello del chipset utilizzato una certa impronta sonora. Noi non smetteremo di insistere sul fatto che, per quanto importante, il chip non è l’unico elemento che determina il suono di un dispositivo audio digitale. Rimanendo nel dominio digitale la sezione di sovracampionamento, i filtri, il clock, l’implementazione a livello software dei vari protocolli di comunicazione, sono aspetti altrettanto – se non maggiormente – determinanti. Inoltre vi è la parte hardware – layout e tipologia delle PCB, collegamenti interni, componentistica, ecc. – che gioca un ruolo determinante. Dunque, pensare che il “suono” di un dispositivo digitale dipenda in larga misura dal chipset utilizzato è, a nostro avviso, quantomeno fuorviante. Nel Rockna in prova non c’è un chip inteso in senso tradizionale, bensì un’evoluzione dei moduli di conversione D/A presenti nel DAC Wavedream originale: un array a scala di resistenze, ibrido, discreto, di tipo “sign-magnitudine”, gestito a livello logico da un algoritmo codificato all’interno della FPGA (field-programmable gate array) dedicata. Questi moduli DAC sono in grado di gestire frequenze di campionamento fino a 6 MHz e la loro uscita non è bufferizzata.

Rockna WDRS DAC Module
Particolare della scala di resistenze di uno dei moduli DAC privo del contenitore metallico che assicura condizioni operative ottimali.

Sebbene a livello logico vi siano delle similitudini tra il vecchio ed il nuovo modello, il layout del circuito differisce in modo significativo. Questo perché il team progettuale ha svolto un lavoro di ottimizzazione dei percorsi del segnale che, a questo livello di frequenze di campionamento, sono affetti da problematiche complesse. All’interno della macchina i segnali digitali si muovono fisicamente come segnali analogici ad alta velocità e devono essere trattati di conseguenza. Detto in altri termini: “I bit sono bit” ma solo ad un livello astratto, mentre sulle tracce delle pcb, sui connettori, sui cavi si presentano come una successione di segnali analogici (onde quadre) ad altissima velocità, che possono non essere perfetti: ognuno ha un tempo di salita, un tempo di caduta e potrebbe essere afflitto da fenomeni di ringing, picchi, riflessioni, diafonia, rumore di fase (jitter) ecc. Questo è il motivo per cui Rockna ha implementato alcune tecniche impiegate in radiofrequenza al fine mitigare tali problemi potenzialmente in grado di rovinare il suono dopo lo stadio di conversione D/A. Il Wavedream Reference presenta dunque una scheda (PCB) centrale a 10 strati (layers) per l’elaborazione digitale front-end e per il renderer di rete. C’è poi una nuova sezione di alimentazione a basso rumore e nuove schede di conversione in configurazione simmetrica, due per ogni canale. Per preservare e mantenere l’integrità del segnale, i percorsi del clock e dei segnali dati sono stati accorciati fino a dove è stato possibile e sono dotati di connettori scheda-scheda di qualità superiore.

Rockna WDRS inside
L'immagine permette di apprezzare la simmetria dell'interno. Si noti lo scrigno in rame che contiene gli alimentatori. Anche i doppi moduli di conversione R2R sono collocati all'interno di un contenitore metallico.

Alimentazione lineare

A differenza di molti DAC che abbiamo avuto modo di provare negli ultimi tempi, il Rockna Wavedream Reference utilizza principalmente alimentatori lineari immancabilmente dotati di stadi di pre-regolazione e di una regolazione locale aggiuntiva. Il conteggio totale ammonta a ben venti diversi circuiti che gestiscono circa 90.000 µF di capacità. I trasformatori toroidali, separati per la sezione digitale e per quella analogica,  sono nascosti alla vista da una sorta di “scrigno” in rame che funge da schermatura. Un analogo accorgimento è stato utilizzato anche per il display.

Rockna WDRS PSU Block Diagram
Schema a blocchi della complessa alimentazione del Wavedream Reference

 L’elaborazione generale è affidata ad un MPSoC (Multi-Processor System on Chip) AMD ZynQ sul quale gira un kernel Linux personalizzato. Va posto in evidenza il fatto che lo ZynQ è decisamente sovradimensionato, disponendo di una potenza di calcolo più che sufficiente per gestire anche le operazioni audio più impegnative. L’ultimo stadio del percorso del segnale è quello di uscita analogico sviluppato per funzionare in abbinamento con i nuovi moduli di conversione. É realizzato a componenti discreti e funge da buffer ad alta velocità. Combinando dispositivi JFET e bipolari in uno schema in Classe A, lo stadio di uscita del Wavedream Reference presenta una bassa impedenza di uscita ad anello chiuso e un rumore di ingresso assai contenuto.

Rockna DWRS analog stage
Dettaglio di uno degli stadi di uscita analogici.

Gestione del clock e sovracampionamento

Tra le differenza più significative che distinguono questo Rockna dalla maggior parte dei suoi concorrenti è l’eliminazione di qualsiasi ASRC (asynchronous sample rate converter), ovvero il convertitore asincrono della frequenza di campionamento. Quando si trasferiscono le informazioni audio dal dominio digitale a quello analogico, il sistema di clock gioca un ruolo fondamentale nel conferire al suono un senso di realismo e tridimensionalità. La maggior parte dei DAC in commercio utilizza l’ASRC integrato all’interno del proprio chipset. La qualità dell’ASRC implementato nei chip DAC è prevalentemente influenzata dal costo e dal ristretto spazio disponibile sul chip più che dalle effettive prestazioni, tutto ciò a dispetto del fatto che questo dettaglio può effettivamente comportare una percettibile firma sonica. Il Wavedream Reference utilizza una soluzione avanzata di clock PLL digitale senza ASRC. qualsiasi segnale in ingresso subisce un upsampling a una frequenza fissa di 16x. I moduli DAC decodificano il flusso digitale a 768 kHz o 705,6 kHz, a seconda della frequenza di campionamento in ingresso. Rockna sostiene che tali frequenze di campionamento siano le più indicate rispetto alle prestazioni analogiche dei moduli DAC.

WDRS Clock-Diagram
Schema a blocchi della sezione di clock

Renderer

Un altro aspetto che mi ha colpito del Wavedream Reference è il suo renderer di rete che si integra perfettamente nel front-end digitale del DAC. Non c’è una “sezione streamer” separata a bordo, come accade nella stragrande maggioranza dei casi, poiché fa parte del software caricato nell’FPGA. Ciò elimina la necessità di una connessione esterna dedicata e di perniciosi ostacoli nel percorso del segnale digitale. Non manca il controllo del volume digitale a 32 bit che funziona con incrementi di 0,5 dB. Immagino che la maggior parte degli utenti di questa sofisticata macchina opterà per l’impiego di un preamplificatore per svolgere questo delicato compito, purtuttavia è una opzione da tenere in considerazione.

WDRS Renderer
Dettaglio della scheda contente il MPSoC (Multi-Processor System on Chip) AMD ZynQ sul quale, tra gli altri, è codificato via software il renderer

Potenza di elaborazione

L’upsampling è strettamente legato alle opzioni di filtraggio e dipende fortemente dalla potenza di elaborazione per funzionare in modo efficace. Rockna non utilizza i filtri standard di Nyquist-Shannon, ritenendo che le prestazioni ottenibili non siano al livello delle aspettative per questo DAC. Avendo condotto approfondite simulazioni matematiche e meticolosi test di ascolto, Rockna ha sviluppato un filtro di upsampling Parks-McClellan personalizzato con varianti per risposte a fase lineare, a fase minima e a fase ibrida. Nella fase lineare, l’energia (overshoot) di ringing è distribuita uniformemente prima e dopo l’impulso. Nel filtro a fase minima tutta questa energia si presenta dopo l’impulso. Al contrario, il filtro a fase ibrida presenta una risposta combinata tra quella lineare e quella a fase minima, mostrando un overshoot molto basso prima dell’impulso. Segnaliamo inoltre che ci sono anche impostazioni selezionabili da menu relative al dither e alla larghezza di banda DSD.

Linear phase filter
Minimum phase filter

Veste estetica

Per quanto attiene l’estetica del prodotto possiamo dire che il WDR ha una personalità ben definita che lo distingue dai prodotti della concorrenza, pur rimanendo nel novero dei prodotti con un fattore di forma convenzionale (45 x 39 x 10.5 cm (WxHxD)). Al centro del pannello frontale c’è un display touch screen da 3,5 pollici con risoluzione 800×480 pixel, più che sufficienti a mostrare con sufficiente chiarezza l’ingresso selezionato, la frequenza di campionamento del file in esecuzione e il livello di volume impostato qualora si utilizzi il controllo di volume digitale incorporato. Attraverso il medesimo touch screen è possibile eseguire tutte le operazioni di configurazione che sono tuttavia replicate in una comodissima app di controllo (da utilizzare per la configurazione, non per l’uso quotidiano come Player Software) con cui si ha accesso a tutte le impostazioni e alla possibilità di eseguire i firmware update che si susseguono con regolarità. Sul pannello posteriore ci sono uscite XLR e RCA a bassa impedenza e i vari ingressi digitali, segnatamente: LAN, USB, I2S su HDMI (configurabile su diverse piedinature), AES/EBU su XLR, S/PDIF coassiale e Toslink. Ho trovato particolarmente comoda e piacevole la facilità con è possibile selezionare l’interfaccia LAN, quindi il protocollo di rendering che si vuole utilizzare (Roon, UPnP A/V, OpenHome, HQPlayer NAA, AirPlay o Spotify, Qobuz Connect, Tidal Connect, Squeezelite). Vera chicca per gli appassionati di audio digitale è il supporto nativo al protocollo Diretta, piuttosto sconosciuto dalle nostre parti, ma invero molto interessante. Interessante nottare che il cabinet è costruito in spesse lastre di alluminio tenute assieme da torrette strutturali anch’esse del medesimo materiale. Una modalità di costruzione di tipo classico, assai distante dall’approccio, ormai consueto in macchine di fascia High End, che vede l’impiego di cabinet realizzati da blocchi di allumi aeronautico scavati dal pieno mediante macchine a controllo numerico. 

Rockna Wavedream Reference: ascolto

Per le nostre sessioni di ascolto critico, abbiamo abbinato il Rockna Wavedream Reference al sistema di amplificazione Soulution 511/525 che pilotava i diffusori Vivid Audio Giya G2.1. Come DAC di riferimento abbiamo utilizzato il Playback Designs MPD 8, mentre l’Antipodes Audio K30 (G4) fungeva da server audio. Il cablaggio utilizzato era Audioquest per la sezione analogica e Mad Scientist per quella digitale.

Inizio con una nota relativa al software utilizzato. Normalmente nel mio sistema utilizzo Roon Server in abbinamento con HQPlayer, stante la possibilità offerta dall’Antipodes K30 di dividere il carico di lavoro tra server e player grazie ai due computer presenti al suo interno. Ho quindi iniziato le sessioni di ascolto configurando il Rockna in modalità HQP NAA. Devo però riferire che, nonostante svariati tentativi, non sono riuscito a trovare una configurazione di HQPlayer che risultasse pienamente soddisfacente. Sicuramente lo attribuisco alla mia incapacità di gestire i moltissimi parametri di quel software in tempi brevi, del resto per trovare la configurazione ideale per il mio DAC Playback Designs MPD 8 ho impiegato diversi mesi di tentativi. Sono dunque passato, velocemente grazie alla semplice interfaccia del Rockna, ad utilizzare ROON bridge e qui c’è stata una sorpresa: non avevo mai sentito nulla che suonasse così bene con ROON “liscio” (leggi senza HQPlayer). La cosa è invero piuttosto bizzarra perché, in effetti, l’accoppiata ROON Server su un dispositivo dedicato e ROON bridge su un endpoint dedicato e collegato al DAC non mi ha mai completamente convinto. Al contrario con questo Rockna Wavedream Reference la prestazione è stata entusiasmante. Leggendo in rete ho scoperto che in realtà l’implementazione che Jitariu e i suoi tecnici hanno realizzato è profondamente diversa rispetto al classico componente ROON bridge che chiunque può scaricare dal sito della ROON. Si tratta, in effetti, di una versione “piena” di ROON Server, dalla quale sono state eliminate le parti relative alla funzionalità di server. Molto interessante e, a ben pensarci, una ulteriore testimonianza della perizia dei tecnici della Rockna. Infine, per non escludere uno dei miei protocolli preferiti, sono passato a UPnP utilizzando JPlay come player. Anche in questo caso la prestazione è stata superba, il che mi ha convinto a proseguire gli ascolti secondo tale modalità. Al momento della stesura di questo articolo sto testando anche la modalità “Diretta” (inteso come protocollo di rete), che si sta rivelando molto ben implementato e altrettanto ben suonante.

Passando alle sensazioni di ascolto la prima Keyword  che mi viene da utilizzare è “ariosità”. Il suono dell’orchestra appare immediatamente circondato da una sorta di aura. Questo accade sia a livello globale, dunque dell’intera orchestra, sia livello individuale, vale a dire del singolo strumento. Questo aspetto, oltre a rendere l’esperienza di ascolto per nulla faticosa, permette di effettuare con grande efficacia degli ascolti critici volti a scoprire ciò che si trova nella registrazione, fossero anche i dettagli più nascosti. Devo anche dire che questa sensazione di aria, e direi anche di luce, unitamente alla straordinaria trasparenza mi ha davvero emozionato e coinvolto. Nel confronto il mio DAC ha esibito una maggiore propensione verso toni chiaroscurali e “carnali”. Ovviamente a questo livello non c’è un “giusto o sbagliato”, sono sfumature interpretative e come tali vanno pesate e rapportate al proprio gusto personale.

Un’altro aspetto di cui vorrei riferire è lo straordinario livello di dettaglio di cui questo DAC è capace. Questo però non deve far pensare ad una macchina ottusamente analitica. No, la cosa è molto diversa e va anche collegata alla capacità di restituire un soundstage molto ampio e articolato sui tre assi. Le due caratteristiche sono fortemente interrelate: mentre si ascolta è un pò come se si stesse osservando un paesaggio, un panorama. Posso godere dell’insieme, ma posso anche concentrarmi su un singolo aspetto, che so, un albero, un lago, una nuvola. Con il Rockna Wavedream Reference non ho mai avuto la sensazione di un “eccesso di informazioni”, di dettagli sbattuti dinanzi al mio viso solo per il gusto di dimostrare le proprie capacità. No, si tratta di un insieme coerente e coeso ma, quando ci si concentra su uno strumento – sia esso un violino, un timpano, una batteria, finanche una voce – quello è lì con tutto il suo carico di informazioni pronte ad essere sentite, lette, percepite e godute. Guardate che non è affatto facile ottenere una prestazione di questo genere. Spesso, quando ci si riferisce ad un DAC con l’aggettivo “dettagliato” ci si rende conto, magari dopo un pò, che è solo molto aperto in gamma medio/alta, nulla più. Con questo Rockna le cose sono ben diverse.

Poc’anzi ho utilizzato l’aggettivo “coeso”, beh dovrei aggiungere al mix degli elementi perfettamente amalgamati anche un superlativo timing e l’eccellente dinamica: il Wavedream Reference riesce a infondere grande energia nel suono, sia che emani da uno strumento o da una voce, anche a livelli molto bassi, consentendo comunque di percepire l’energia e la dinamica di quel particolare suono. Coerentemente, a livelli più alti, si può assistere a vere e proprie “esplosioni” dinamiche nelle quali comunque la precisione dei transitori resta ineccepibile, con attacchi potenti e un decadimento naturale e dettagliato.

Conclusioni

Il Rockna Wavedream Reference ha suonato fianco a fianco con il mio front end digitale per più di un mese esibendo prestazioni del tutto comparabili. A livello puramente soggettivo posso aver preferito talvolta l’uno e talvolta l’altro sistema, resta tuttavia la sensazione di aver ascoltato due sistemi che “giocano nel medesimo campionato”. C’è però un distinguo da fare: il mio sistema si basa sulla suddivisione dei ruoli: un DAC, un server, un player, un’interfaccia di rete/reclocker; ognuno di questi elementi ha una sua alimentazione e cablaggi dedicati (fibra o rame). Come se non bastasse la messa a punto è complicata (per usare un eufemismo) e i costi elevati. Il sistema della Rockna non può certamente essere definito economico, figuriamoci! Del resto il contenimento dei costi non penso facesse parte del brief progettuale che Jitariu e i suoi tenaci si erano dati. Tuttavia, come scritto in precedenza, le prestazioni sono comparabili. Inoltre qui abbiamo un solo telaio il che, nella vita delle persone reali, è un vantaggio enorme. Se poi si utilizzano protocolli come Tidal Connect o Qobuz Connect – peraltro perfettamente funzionati e godibilissimi – non c’è nemmeno bisogno di un server. Con questo non voglio convincervi che Il Rockna Wavedream Reference sia la macchina che ogni appassionato deve acquistare, per carità, sto solo evidenziando il fatto che il suo prezzo di vendita mi pare assolutamente coerente rispetto alle sue eccezionali prestazioni soniche.

Giulio Salvioni

Technical specifications

  • Type: R2R based DAC/Network Audio Processor
  • Inputs: LAN, USB, I2S on HDMI, AES/EBU on XLR, S/PDIF coaxial and Toslink
  • Outputs: RCA and XLR
  • Audio Renderer support: Roon bridge, UPnP, OpenHome, AirPlay, HQPNAA, Spotify Connect, Qobuz Connect, tidal Connect, Diretta, Squeezelite.
  • Standards supported: PCM to 705.6/768kHz, DSD to DSD512
  • THD: -102dB (-3dB)
  • DNR: 139dB
  • Finish: Matt black, matt silver
  • Dimensions (WxHxD): 45 x 39 x 10.5 cm
  • Weight: 10kg

Prezzo: € 17.450,00

Costruttore: Rockna Electronics SRL, str. Plopului nr. 5 – 720145 Suceava, Romania

+40.770.125.694
(general inquiries)
contact@rockna-audio.com
(general inquiries)

Distributore per l’Italia: Audio Graffiti, Via degli Artigiani, 5 – 26025 – PANDINO (CR)

Tel.+39.0373.970485

Scritto da Audio 2G

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