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Fosi V3 finale monofonico

La nostra video recensione dei Fosi Audio V3 mono: non perdetela!

Fosi Audio V3 amplificatori monofonici

Fosi è un’azienda relativamente giovane, nata nel 2017 da un’idea di Ryan Huang con una missione chiara: rendere accessibile un’esperienza audio di qualità anche a chi non ha budget elevati. Il progetto parte dalla Cina, come molte realtà emergenti del settore audio, e si basa su un principio molto concreto: offrire dispositivi ben progettati, efficienti e convenienti, puntando tutto su un ottimo rapporto qualità/prezzo. Nel giro di pochi anni, Fosi ha ampliato notevolmente la propria gamma di prodotti, arrivando a coprire un ampio spettro di soluzioni per l’audio domestico. Oggi il catalogo comprende amplificatori di potenza e per cuffie, DAC, preamplificatori e una serie di accessori dedicati, come alimentatori e moduli di upgrade. Pur essendo un brand al 100% cinese — proprio come i suoi principali concorrenti diretti, SMSL e Topping — Fosi ha saputo costruirsi una reputazione solida nel panorama dell’hi-fi entry-level, soprattutto grazie alla distribuzione tramite canali globali come Amazon ed eBay. Questo modello di vendita diretta al cliente finale consente all’azienda di evitare i passaggi tradizionali della filiera commerciale: il distributore nazionale e il negozio fisico. Il risultato? Prezzi più aggressivi e accessibili, in linea con l’obiettivo iniziale dell’azienda. Tuttavia, questo approccio comporta anche delle limitazioni. La mancanza di una rete fisica di rivenditori significa che non c’è un punto di riferimento locale per ricevere consigli, assistenza personalizzata o supporto tecnico avanzato. E se da un lato è vero che Fosi offre supporto via email (all’indirizzo support@fosiaudio.com), la nostra esperienza diretta è stata piuttosto deludente: abbiamo provato a contattarli con una semplice domanda, in inglese sia nel caso della prova del DAC/PRE ZD3 che in questo caso, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. In sintesi, Fosi è un marchio interessante per chi è disposto a sacrificare un po’ di assistenza sul fronte post-vendita in cambio di un prodotto competitivo, economico e, in molti casi, molto performante per il prezzo a cui viene proposto.

V3 Mono, una architettura conosciuta

Il finale si basa sul chip TPA3255, il “solito” utilizzato da molte aziende, e che prevede tanto una configurazione stereo quanto quella a ponte, quindi in mono, con tensioni di alimentazione che vanno da 18V a 53,5V, con una potenza (facendo fede al datasheet Texas Instruments) di 315W in stereo e 600W in mono, riferito a una impedenza di 4Ω e una distorsione THD del 10%, ovviamente alla massima tensione di alimentazione, per arrivare a dati più con i piedi per terra di 150W per canale su 8 Ω con lo 0,1% di THD. In dotazione a V3 viene fornito un corpulento alimentatore da 48V 5A, non molto semplice da sistemare, tenendo conto che per la coppia stereo ce ne sono due, e sono molto più grandi degli amplificatori stessi.

TPA3255 di Texas Instruments è un finale stereofonico che può essere configurato anche in mono, come in questo caso

I finali Fosi Audio V3 mono sono dotati di un frontale semplice con due interruttori, uno per ON/OFF/AUTO, l’altro per la selezione dell’ingresso tra XLR e RCA. Sul pannello posteriore corrispondono XLR con possibilità di ingresso jack 6,3 mm centrale, RCA con commutatore per controllo di guadagno tra 31dB e 25dB e i piccoli binding post di uscita (non potrebbe essere diversamente viste le dimensioni) oltre al jack di ingresso alimentazione. Unica concessione all’arancione Fosi le due fiancate con una fitta foratura dove è applicata una griglia colorata.

Il frontale di V3 è molto scarno, a sinistra l'interruttore di accensione con la comoda posizione AUTO, e dall'altra parte il selettore per l'ingresso

La tecnica PFFB dei Fosi Audio V3 mono

La tecnologia PFFB dei Fosi Audio V3 mono è stata in realtà già vista in altre realizzazioni, basta ricordare che oltre a Texas Instruments, la utilizza Hypex (anche se non la chiama PFFB), i Purifi (con il modulo 1ET400A) o la Orchard audio, in tecnologia GaN. Cosa è PFFB è presto detto. Gli amplificatori in classe D convertono il segnale in digitale, ricostruendolo in analogico tramite un filtro passa basso, che è una delle cose più delicate da realizzare. E qui entra in gioco la tecnica PFFB. Tradizionalmente, il sistema di feedback, la retroazione (cioè quel meccanismo che “controlla” l’uscita per correggere eventuali errori) si applica prima del filtro appena descritto. Ma ciò può introdurre distorsioni, perché il sistema non “vede” cosa succede realmente dopo il filtro, ovvero nel punto in cui il segnale viene effettivamente prelevato, e quindi con la interazione del carico, ovvero del diffusore acustico. PFFB preleva il segnale di retroazione dopo il filtro di uscita, permettendo all’amplificatore di correggere gli errori in base al segnale reale che arriva alle casse.

Ottima componentistica

Moltissimi e davvero belli i componenti utilizzati, condensatori di filtro Nichicon, poi ELNA, WIMA rossi, le induttanze Sumida giapponesi, ed un circuito stampato a quattro strati molto ben fatto. Interessante il sistema di dissipazione, con il chip TPA3255 collocato nella parte inferiore e fissato al telaio, consentendo uno smaltimento efficace del calore attraverso l’involucro. I fori di ventilazione laterali migliorano il flusso d’aria interno, garantendo stabilità di funzionamento anche dopo lunghi periodi.

L’op-swap

Per i Fosi Audio V3 mono, come del resto per molte elettroniche del costruttore cinese, è possibile e anzi da loro consigliato cambiare gli op-amp. Ne sono presenti 3, il numero 1, quello subito a ridosso del pin RCA di ingresso, è quello che sbliancia l’ingresso XLR e quindi se non lo usate -cosa auspicabile visto che V3 non è bilanciato- non è necessario sostituirlo, ce ne sono poi altri 2, quelli invece concorrono attivamente al suono, il più importante è il n°2, e a seguire il n°3. Ma quale op-amp comprare ? Il mercato è molto variegato, ed è necessario fare delle scelte precise, visto che sono dietro l’angolo copie e cloni, e nel caso degli operazionali non è affatto facile capire se ci si trova davanti un esemplare vero o contraffatto. Conta molto il dove si compra, ma a questo proposito vi consigliamo di leggere l’articolo che abbiamo pubblicato e che spiega abbastanza chiaramente come orientarsi nel mercato

Dei tre operazionali da cambiare, in n°1 è quello che converte il segnale XLR in sbilanciato, pertanto se usate ingresso RCA, cosa che vi consigliamo, non ha senso cambiarlo, il n°2 è quello che ha maggiore influenza sul suono e poi a seguire il n°3.

La prova d’ascolto: discreta, ma con dei limiti

Abbiamo messo alla prova i Fosi Audio V3 mono in abbinamento al DAC/PRE ZD3, già provato sia sul canale YT che come articolo un’accoppiata che ben conosciamo. Il risultato, nella configurazione standard, è stato tutto sommato positivo ma non privo di critiche. A volumi moderati, il suono risulta discreto, con una buona resa complessiva, ma già alzando un po’ il livello di ascolto emergono alcune rigidità: la scena si comprime, i dettagli si offuscano e il basso perde presenza e controllo, mentre le frequenze medio-alte si fanno più confuse e meno intelligibili. Un miglioramento percepibile si ottiene sostituendo l’operazionale numero 2 con uno Sparkos: la durezza si attenua, la scena sonora si scalda, e i microcontrasti emergono in modo più vivido. Tuttavia, anche con questo upgrade, il problema della compressione alle alte pressioni sonore resta evidente. È plausibile ipotizzare che parte del limite risieda negli alimentatori switching in dotazione, che potrebbero essere il collo di bottiglia del sistema. Un upgrade verso alimentatori lineari di qualità potrebbe rappresentare una soluzione, ma comporterebbe ulteriori costi.

Upgrade sì, ma con moderazione

Ed è proprio sul tema degli upgrade che si apre una riflessione più ampia. Operazioni come la sostituzione degli op-amp o degli alimentatori — pur efficaci — rischiano di far lievitare sensibilmente il costo complessivo del sistema, portandolo in una fascia di prezzo dove alternative più tradizionali e integrate potrebbero offrire una resa sonora superiore già out of the box.

Buoni sì, ma senza illusioni

I Fosi Audio V3 Mono sono senza dubbio una proposta allettante per chi cerca un amplificatore desktop economico, compatto e performante entro certi limiti. Così come sono, rappresentano un acquisto onesto, in grado di soddisfare un’utenza non troppo esigente o alla ricerca di un secondo impianto per l’ufficio o ambienti secondari. Non bisogna però aspettarsi miracoli: questi piccoli finali non sono “giant killers” e non possono essere paragonati a prodotti di fascia più alta. Sono onesti e fanno bene il loro lavoro, finché non gli si chiede troppo. Se poi volete divertirvi con modifiche progressive, l’esperienza sarà certamente formativa e appagante sotto il profilo dell’hobby, ma il rischio concreto è di trovarsi con un sistema costoso e dalle prestazioni non pienamente bilanciate. In definitiva: i V3 Mono valgono ogni euro del loro prezzo di listino, ma non uno di più.

Caratteristiche tecniche:

  • Chip di amplificazione: Texas Instruments TPA3255 
  • Ingressi: RCA, XLR, ¼” TRS
  • Uscite:  banana o cavo spellato
  • Rapporto segnale/rumore:XLR: ≥123dB 
  • Range dinamico: ≥123dB 
  • Distorsione THD : <0.006% 
  • Guadagno: XLR/¼” TRS: 20dB ; RCA: 25dB, 31dB;  
  • Impedenza diffusori: 2-8Ω 
  • Potenza di uscita: 48V/5A-240W-4Ω ; 32V/5A-100W@4Ω
  • Risposta in frequenza: 10Hz-30kHz(±0.06dB)
  • Tensione di alimentazione: DC 32-48V

Prezzo: 149€ l’uno

Costruttore: Fosi Audio

Distributore: Amazon

Per comprarlo ecco il link ad Amazon

 

Scritto da Audio 2G

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