Molti marchi un tempo famosi e acclamati si sono progressivamente persi fino a estinguersi definitivamente. Questo è vero in tutti i settori, non solo nell’audio. Basti pensare a colossi apparentemente inattaccabili come Kodak nella fotografia o Nokia nella telefonia, che all’apice del loro sviluppo non avevano rivali, dei quali adesso se ne sono perse le tracce. Le cause possono essere state diverse ma un fattore che ha accomunato tutte le estinzioni, commerciali, tecnologiche o biologiche, è stata l’incapacità di adattarsi ai cambiamenti.
Un esempio di adattamento efficace lo ha dimostrato invece Linn che nell’arco di oltre cinquanta anni ha saputo evolversi con esemplare abilità, dall’analogico al digitale perfino anticipando i tempi.

Teoria e pratica dell’evoluzione high-end
L’azienda scozzese è nata nel 1972 prendendo il testimone della produzione dei giradischi Ariston che sono stati il fondamento della stirpe dei Sondek LP12, ancora in piena forma ed acclamata. Non sono mancati momenti di difficoltà, frangenti in cui però la casa di Glasgow ha saputo adattarsi. Uno su tutti l’avvento dell’era digitale, che è stata fatale a molti costruttori di giradischi ma che per Linn è stata invece occasione di rilancio. Senza fermarsi all’iconico giradischi Sondek LP12, ha saputo realizzare sistemi di lettura tra i più musicali dell’era “buia” dei CD player anni Novanta. Con l’arrivo di Internet è stata poi una delle prime aziende a intuire che la rete poteva essere un veicolo ideale per la musica di alta qualità. Linn ha addirittura precorso i tempi essendo tra i primi a realizzare apparecchi in grado di interfacciarsi con la rete e a distribuire sul proprio sito musica in alta risoluzione. Dunque, dopo oltre cinquant’anni, possiamo ancora provare un apparecchio della Linn e non a caso si tratta proprio uno streamer. Uno steamer Linn, però, che supera gli schemi e si propone come componente universale. Tutto con la qualità che ci si aspetterebbe da un prodotto high-end. Stiamo parlando del Selekt DSM, un nome che effettivamente evoca la selezione naturale ma che in questo caso potremmo definire tecnologica.
Selekt DSM: selezione e inclusività tecnologica
Il termine selezione a volte assume il significato di esclusione, il Selekt DSM invece appare come un componente molto inclusivo. DSM è l’acronimo di Digital Streaming and Music Player ma Linn in effetti permette l’espansione verso differenti funzioni e lascia aperta la porta ad upgrade futuri. Questo apparecchio nasce come un hub modulare in cui lo streaming è il punto di partenza su cui costruire l’impianto in funzione delle proprie esigenze sonore.

Andiamo per gradi e partiamo dalla base, dal Network Music Player come viene definito da Linn. È disponibile in due versioni, la Classic Hub e la Edition Hub. La prima è la versione relativamente base, mentre la seconda ha rifiniture estetiche più ricercate, come il pannello superiore in alluminio ricavato dal pieno e il pannello frontale in vetro mentre sull’altra è in acrilico. Anche la manopola multifunzione in vetro posta sul top ha una meccanica che la rende più fluida. Per entrambi è compresa l’alimentazione Utopik.

Il Selekt DSM di base è in realtà una piattaforma che va configurata con schede e moduli, definiti in inglese cartridge (cartucce). Di partenza è dotato di ingressi analogici, uno linea e due fono (rispettivamente MM/MC). Le connessioni digitali sono due S/PDIF, due TOSLINK, due RJ45 Exact Link per l’interfaccia diretta con componenti Linn compatibili, più una terza classica Ethernet. C’è poi una presa HDMI-ARC per un TV e l’ingresso USB-B per l’utilizzo come DAC da computer. Come unica uscita analogica c’è una coppia dedicata ai subwoofer. Il Selekt DSM base è utilizzabile solo per interfacciarsi con i diffusori Linn Exakt, bisogna pertanto prevedere l’installazione di moduli di uscita per tutte le altre situazioni. I moduli aggiuntivi sono chiusi all’interno di un loro contenitore, studiato per essere inserito rapidamente in tre apposite slitte predisposte sul retro. Per una configurazione come streamer-DAC va incluso il modulo analogico con una coppia di uscite XLR e una RCA. Il concetto di modularità è talmente spinto che la cartuccia analogica stessa può essere equipaggiata con DAC differenti. Le schede D/A disponibili sono Standard, Katalyst e Organik, quest’ultima anche in configurazione mono, per cui servirebbero due moduli analogici se si vuole la configurazione più elevata. Si possono installare contemporaneamente due moduli con DAC Standard e Katalyst, ad esempio, ma mai in abbinamento con l’Organik che dovrà essere sempre da solo.
Sono inoltre disponibili moduli Power Amplifier che trasformano il Selekt DSM in uno smart-amp “tuttofare” da 100 watt su quattro ohm e 50 watt su otto ohm. Anche su questo modulo va installata la scheda DAC che potrà essere scelta come nei casi precedenti. L’evoluzione più ambiziosa può essere quella che apre la porta verso il multicanale. Le composizioni possono essere innumerevoli se consideriamo che il Selekt può trasformarsi anche in un A/V Receiver installando più moduli amplificatori negli slot verticali e ingressi HDMI multipli. C’è davvero l’imbarazzo della scelta e vale la pena studiare come poter allestire al meglio il vostro Selekt DSM.





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