Denafrips Pontus DAC R2R
L’azienda nasce nel 2012 da una idea di Mr Zhao, ed ha sede nella città di Guangzhou, in Cina, in ottima compagnia con numerosi altri produttori audio. La fabbrica si estende per ben 15.000 metri quadrati e da sempre il marchio si è concentrato sullo sviluppo di prodotti audio di fascia alta ad un prezzo competitivo. Dai 5 dipendenti degli albori, adesso Denafrips vanta oltre 50 collaboratori e in questo percorso l’azienda è cresciuta molto sia nel digitale che nell’analogico, ampliando la linea di prodotti da quattro a tredici DAC con l’aggiunta negli anni di preamplificatori, amplificatori di potenza e per cuffie, e tutti sviluppati internamente.

Una delle cose di cui si vanta Mr. Zhao è il fatto di fabbricare quasi tutto in casa, differenziando molto Denafrips dalla concorrenza, soprattutto in capo al totale controllo della qualità, dei costi e dei tempi di fabbricazione, e questo si traduce in una riduzione dei costi che si riflettono nel prezzo molto competitivi dei prodotti. In particolare vengono realizzati in-house il telaio in alluminio, dalla lavorazione CNC dei blocchi di alluminio grezzo all’anodizzazione e alla finitura finale, i trasformatori, ovviamente la progettazione, le PCB, l’assemblaggio e non potrebbe mancare il controllo di qualità. Solo i componenti elettronici, alcuni circuiti stampati, dei dettagli estetici, i cablaggi, i telecomandi e gli imballi non sono fatti all’interno della fabbrica. La grande somiglianza con i prodotti Musician fanno presupporre che l’azienda sia la stessa, sono in molti a dirlo, ma non abbiamo avuto alcun riscontro reale di questo. Avevamo provato sul canale il Pegasus, DAC R2R di costo molto conveniente, e se vedete il video vi accorgerete immediatamente che sono molte le somiglianze, soprattutto in capo alla filosofia costruttiva e al modo di realizzare il cabinet rispetto a questo Puntus

Denafrips Pontus 15Th, un Mid-End DAC
Così viene definito nel sito del costruttore, il DAC Defrafrips Pontus 15Th disponibile in nero o silver, e che deriva direttamente dal Venus 12Th, così direttamente da essere praticamente uguale. Sulla scheda di alimentazione la scritta è proprio “Venus”, mentre la board del DAC vero e proprio appare identica nelle fotografie a quella della 12esima versione del Venus. Non ci è affatto chiaro come mai ci siano due versioni “ballerine”, visto che la 13Th e la 14Th non esistono. Misteri inespugnabili della logica orientale. Ma del resto il Venus 15Th è una macchina non solo molto più cara, ma completamente diversa nell’hardware, più grande fisicamente e con delle soluzioni tecniche più sofisticate. Ma le chiacchiere stanno a 0, comprando oggi un Pontus 15Th è come se vi compraste il Venus 12Th che fino a pochi mesi fa costava oltre 4000€.

A sua volta il Denafrips Pontus 12Th anche se uguale nel contenitore e quindi nelle dimensioni, è piuttosto diverso da questo 15Th, clock molto più preciso a basso rumore nella nuova versione, condensatori in polipropilene di maggior numero e capacità, catena R2R migliorata con resistenze a bassissima tolleranza (dichiarano 0,005%). La decodifica avviene attraverso quattro serie di reti R2R , mentre tutti gli ingressi digitali sono sottoposti a buffering FIFO e sono re-clockati riducendo al minimo la dipendenza del DAC dalla qualità dell’oscillatore del dispositivo sorgente. L’alimentazione di Pontus 15TH è un esempio di notevole ingegnosità. Nella parte inferiore un box-in-box che “galleggia” e isola totalmente la scheda madre del DAC dall’alimentatore lineare, impedendo di fatto che le interferenze possano influire sulla qualità audio. Pontus 15Th è un DAC completamente bilanciato, il consiglio è quello quando possibile di collegarlo a un amplificatore o pre altrettanto completamente bilanciato
La tecnica
R2R è forse il processo più vecchio tra quelli utilizzati per convertire un segnale da digitale ad analogico. Si basa su una serie di interruttori che possono essere aperti o chiusi, controllati da un numero binario, ad esempio 1010. Ogni interruttore è collegato a una rete di resistenze molto precise, costruita solo con due valori: R e 2R. Questa rete è come una scala elettronica che “pesa” ogni bit in base alla sua posizione: i bit più a sinistra (più significativi) valgono di più, quelli a destra di meno. Quando un bit è acceso (cioè vale 1), il relativo interruttore collega una tensione di riferimento, per esempio 5 volt, al circuito. Quando è spento (cioè vale 0), lo collega a massa (0 volt). Grazie all’organizzazione delle resistenze, queste tensioni vengono combinate in modo preciso per formare una tensione continua in uscita che rappresenta il valore binario originale. Se il numero, per esempio, è 1010, la rete R-2R calcola la giusta combinazione di tensioni, “soppesa” ogni bit e alla fine fornisce una tensione proporzionale a quel numero. Se il numero aumenta, la tensione di uscita aumenta. In questo modo si ottiene un segnale analogico continuo partendo da un numero digitale. Tutto si basa sulla precisione delle resistenze e sul modo in cui si sommano i contributi di ciascun bit. Nel nostro mondo i bit sono almeno 16, ma possono essere 32, come sappiamo, e quindi la questione diventa particolarmente complessa. Va fatta una precisazione molto importante rispetto ai bit, parlavamo prima di quelli più a sinistra, più significativi, i MSB (Most Significant Bit) e di quelli a destra, LSB (Low Significant Bit).

I primi caratterizzano i segnali più grande di valore, immaginiamo un pieno orchestrale, gli altri sono invece quelli dei dettagli a livello più basso, fino al primo bit, quello meno significativo, che è molto vicino alla figura di rumore del DAC, ovvero al rumore elettronico dei semiconduttori sommato alle interferenze varie. In quel bit e in quel valore però non c’è meno musica rispetto ai bit di destra, agli MSB, ma è proprio quel bit ad essere più sensibile alla precisione delle resistenze che lo rappresentano e alla struttura del DAC stesso, sotto tutti i punti di vista, chassis, alimentazione, schermatura interna ed esterna, reiezione ai disturbi. Il segnale ha un valore decine di volte inferiore rispetto a quelli dei bit più significativi, e rischia di essere “confuso”, non interpretato come segnale. Per quello gli R2R sono DAC più delicati da realizzare di quelli standard e necessitano di una struttura molto robusta e ben progettata sia in capo all’alimentazione che alla schematura che il talio effettua verso l’esterno e tra le varie parti del circuito. R2R è stata “rispolverata” dai costruttori fondamentalmente per un problema di reperibilità dei chip DAC a causa del problema con la Asaki Kasei che come sappiamo a smesso di produrre per alcuni anni a causa di un incendio (ha ripreso di fatto due anni fa circa, nel 2023) lasciando molti produttori di elettroniche senza il cuore dei loro devices. In realtà Denafrips non ha mai fatto ricorso ai chip integrati e anche i primi modelli di DAC, parliamo di ARES e PONTUS, erano già R2R.
Strane dimensioni per il Denafrips Pontus 15Th
Il Denafrips Pontus 15Th non è ne half size, ne full-size, ha dimensioni “strane”, è infatti largo 32cm, mentre è profondo 33 cm e alto 11 compresi i piedini piramidali, quindi occupa di fatto un intero scaffale da 43 lasciando un po’ di spazio. Un pannello frontale con pochi pulsanti per selezione ingressi, fase, per includere l’oversampling, il muting e il tasto mode per entrare nel set-up. Tutto a destra, sopra la scritta Pontus alcuni piccoli fori che fanno passare la luce a infrarossi per il telecomando, non incluso. Una fila di led molto piccoli, rossi, posta sopra i tasti, attesta l’ingresso selezionato a sinistra e la frequenza di campionamento del file che sta suonando a destra. Molto razionale e che lascia pochissimo spazio alla fantasia, insomma. Il pannello superiore ha una bella scritta Denafrips fresata sull’alluminio del coperchio, mentre il pannello posteriore ospita gli ingressi, HDMI con doppia mappatura dei PIN, USB-B, ottico, due AES/EBU, due coassiali, uno sui BNC e uno su PIN, la vaschetta di alimentazione, e le uscite RCA e BNC.

Un ascolto estremamente convincente
Il Denafrips Pontus 15th si rivela, fin dal primo ascolto, un apparecchio dal carattere sorprendente e affascinante. Nonostante la casa madre raccomandi un periodo di rodaggio di circa due settimane di utilizzo continuo per permettere al DAC di esprimersi al meglio delle sue potenzialità, già dai primi momenti è evidente la qualità e l’impronta sonora di questo DAC.
La sua cifra distintiva è senza dubbio la chiarezza, ma è importante specificare che non si tratta di luce artificiale o eccessivamente brillante. Al contrario, il Pontus 15th combina in modo magistrale precisione e naturalezza, offrendo un suono ricco di equilibrio, peso, presenza e compostezza. Questa chiarezza non è mai tagliente né analitica in modo sterile: al contrario, restituisce la musica con grande coerenza e musicalità.
Ciò che colpisce è la sua neutralità, intesa come uniformità timbrica su tutto lo spettro di frequenze, senza mai privilegiare una gamma a discapito di un’altra. Il risultato è un suono pieno e avvolgente, che riesce a mantenere la propria coesione anche in contesti complessi come l’ascolto di musica sinfonica. In questi casi, dove l’estensione del palcoscenico sonoro è ampia e articolata, il Pontus riesce a restituire un senso di spazialità tridimensionale davvero convincente.
Si dimostra straordinariamente composto, anche nei passaggi più dinamici o nei brani più impegnativi, non perde mai il controllo, non diventa mai aspro o affaticante, ma mantiene sempre una presentazione stabile, trasparente e raffinata.

Un dettaglio curioso da segnalare riguarda la modalità di funzionamento in oversampling (OS): questa non solo è attivata di default, ma – in modo controintuitivo – il LED che ne segnala l’inserimento è spento. Una scelta progettuale che sembra suggerire una fiducia implicita da parte degli ingegneri Denafrips nella superiorità dell’oversampling. All’atto pratico non abbiamo riscontrato differenze marcate tra la modalità OS e quella NOS (non-oversampling), sebbene la possibilità di scegliere non poteva mancare. Le differenze tra i due filtri digitali disponibili, invece, sono lievemente più percepibili, ma si tratta comunque di variazioni sottili. Non aspettatevi stravolgimenti radicali nel carattere del suono: si tratta più che altro di sfumature, che possono piacere più o meno a seconda delle preferenze personali o del materiale musicale riprodotto. Ma non sono proprio tutte rose, il suono del Denafrips Pontus 15Th, non è “troppo” morbido, se c’è uno spigolo si sente, e anche nello strutturare la voce all’interno del palcoscenico, ciò avviene senza sconti, in modo quasi aggressivo, il che se può essere un vantaggio per taluni, per altri potrebbe essere una leggera nota stonata. Va però detto che, in fin dei conti, stiamo analizzando e giudicando questo DAC con criteri da fuoriclasse, accostandolo idealmente a prodotti dal prezzo ben più elevato. Se, invece, tenessimo come riferimento il suo posizionamento di mercato – sotto i 2.500 euro – il giudizio non potrebbe che essere estremamente positivo. A questo prezzo, ciò che offre è, a tutti gli effetti, straordinario. Il Pontus 15th è un DAC costruito in modo impeccabile, con una cura per i dettagli che traspare già al primo sguardo, e un suono che si posiziona ben oltre la sua fascia di prezzo. Un prodotto che, senza esagerazioni, può essere considerato un vero affare per chi cerca prestazioni audiofile senza voler (o poter) affrontare investimenti a cinque cifre. Come ciliegina sulla torta, è disponibile attraverso una rete di distribuzione italiana, rendendo più agevole anche l’assistenza e l’eventuale supporto post-vendita. Cosa si può desiderare di più? Forse solo un pomeriggio tranquillo, un buon impianto e qualche disco preferito per lasciarsi conquistare. E magari, alla fine, decidere che sì, il Denafrips Pontus 15th merita davvero di entrare nella propria catena audio.
Caratteristiche tecniche:
- Tipologia: R2R bilanciato 26Bit R2R + 6 BIT DSD
- Resistenze utilizzate: 0,005% selezionate a mano
- DSD: 64-1024
- PCM: 1536kHz, 24bit
- Ingressi: 2X coassiali (BNC/RCA), 1XToslink, 2XAES/EBU, 1XUSB-B, 1X I2S
- Uscite analogiche: RCA 2V, XLR 4V
- Risposta in frequenza: 20Hz-70kHz
- Distorsione THD-N: 0,001%
- Rapporto segnale/rumore: 120dB
- Range dinamico: >121dB
- Diafonia: -110dB
- Alimentazione: 100-240V CA 50/60Hz
- Consumo: ~20W
- Dimensioni: 320X330X80
- Peso: 8,5kg
Prezzo: 2421 euro
Costruttore: Denafrips
Distributore per l’Italia: Polaris Audio




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