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Amplificatore integrato IOTAVX SA3 e finale PA3

Quando provo un prodotto, presumo di fare l’operazione inversa rispetto a molti, nel senso che la priorità delle cose da fare inizia con l’ascolto, per poi cercare notizie tecniche sull’ oggetto e solo alla fine consultare il suo listino. Perlomeno, questo, come metodo di approccio, che forse può non facilitare la prova ma che consente di ascoltare l’oggetto con meno interferenze possibili.Talvolta, al momento di dare una definizione qualitativa rispetto al prezzo d’acquisto, arrivano delle sorprese, sia in senso positivo che negativo e non di rado si rimane delusi da un costo veramente esorbitante rispetto a ciò che il prodotto è in grado di offrire e devo dire che, negli ultimi anni, questo purtroppo succede spesso, soprattutto se ci si riferisce a prodotti di marchi occidentali. Ebbene nel caso dell’amplificatore integrato IOTAVX SA3 e del finale PA3, posso tranquillamente affermare che ciò non è avvenuto, in considerazione di un livello costruttivo curato e di prestazioni in sala d’ascolto per nulla banali a fronte di un prezzo che definirei di prima fascia.

SA3 front panel
L'estetica dell'amplificatore integrato IOTAVX SA3 è in gran parte dominata dal grande display alfanumerico.

WHO IS IOTAVX?

Si tratta di un marchio britannico, nato per volontà di Ian Vermeulen, il quale nel 2023 ha completamente lasciato l’azienda a due ingegneri tedeschi. In effetti il team di IOTAVX ha ancora sede in Inghilterra, ma nel corso degli anni si è integrato sempre più con il distributore tedesco HifiPilot, i cui amministratori Berthold Daubner e Jens Hörmann sono ora direttamente coinvolti nel processo di ideazione e progettazione dei prodotti IOTAVX. Lo sviluppo, tuttavia, rimane principalmente responsabilità del team in Inghilterra, mentre i prodotti vengono assemblati in Germania. Insomma, in poche parole si può ancora progettare e produrre elettroniche Hi Fi di qualità e basso prezzo in Europa, senza bisogno di scomodare la terra del Dragone.

SA3 inner view
La costruzione dell'SA3 non presenta nessuna soluzione innovativa, cionondimeno è ben fatta e ordinata.

Amplificatore integrato IOTAVX SA3 e finale PA3: analisi tecnica

Le amplificazioni IOTAVX ricorrono a collaudati schemi in classe AB, con alimentazioni lineari ben dimensionate considerando, nel caso dei due prodotti in prova, una potenza di una cinquantina di watt su carico di 8 ohm. Tuttavia il colpo di genio, a mio parere, è la completa integrazione delle due elettroniche che consente con un sostanziale raddoppio della spesa di raddoppiare, appunto, la potenza a disposizione, in quanto l’integrato IOTAVX SA3 dispone di una uscita pre che può pilotare il finale, il quale, ovviamente, è identico allo stadio di potenza dell’integrato. I due prodotti possono essere messi in mono, utilizzando ciascuno su un canale, oppure in alternativa si possono mettere in modalità stereo per una biamplificazione passiva (o attiva se naturalmente disponete di un crossover elettronico). Personalmente ne consiglio l’utilizzo in modalità mono, avrete così un sostanziale raddoppio della potenza ed un tangibile miglioramento anche qualitativo di cui parleremo poco avanti.

Il finale di potenza IOTAVX PA3 è - in sostanza - la sezione di amplificazione di potenza del SA3 racchiusa in uno contenitore separato. Ovviamente manca il controllo del volume.

Da rimarcare la presenza di uno stadio phono MM nonché di un ingresso digitale coassiale, in quanto dentro al SA3 c’è un DAC Wolfson, ma purtroppo manca un ingresso USB, mentre apprezzabile è la presenza dei controlli di tono. Infine, può essere implementato un modulo Bluetooth opzionale, che permette la riproduzione wireless da smartphone o tablet.

SA3 ingressi
Particolare del pannello posteriore dell'SA3 con la sezione degli ingressi/uscite. In primo piano l'ingresso Phono MM.

La costruzione mi è sembrata ben al di sopra del prezzo richiesto, a testimoniare una certa attenzione costruttiva fatta anche – e soprattutto – di sostanza. In effetti a guardarli, i due oggetti sembrano provenire da un listino perlomeno doppio.

L’ASCOLTO (IOTAVX SA3)

La prova d’ascolto si è svolta prima utilizzando l’integrato, per affiancarne successivamente il finale. Inizialmente ha pilotato le mie Triangle Stella ES, delizioso due vie transalpino di ottima qualità, per poi essere provato con le Klipsch La Scala 2, le quali pur non avendo bisogno di wattaggi imponenti per potersi esprimere, necessitano di elevata capacità di pilotaggio dell’ampli e non perdonano proprio nulla di ciò che può non andare bene a monte. Il suono dello IOTAVX mi ha ricordato, e sto per fargli un complimento, quello di alcuni amplificatori Naim, marchio penso ben noto a tutti per incarnare una sonorità neutra a mai sopra le righe, il classico suono inglese, con in più una capacitò dinamica di ottimo livello. In effetti sin dalle prime note si respira un’aria di compostezza, fatta di sobrietà ed eleganza, senza clamori o ruffianerie sonore.

Visto che mentre sto scrivendo siamo nel bel mezzo dei campionati europei di atletica, paragonerei questo amplificatore ad un ottimo decatleta, che in quanto tale sa fare tutto bene senza eccellere in nessuna specialità. Tu gli metti un giavellotto in mano oppure un peso o gli fai correre il chilometro e mezzo in pista, lui fa tutto, senza ovviamente raggiungere le prestazioni dei veri specialisti, ma stiamo parlando di un atleta da podio, comunque. Quindi il suono che esprime questo IOTAVX SA3 è completo ma non eccelle in nulla, il che ne decreta una prestazione musicale senza difetti evidenti e direi molto matura. In sostanza è un ampli che si fa ascoltare per ore senza fastidio alcuno. Il dettaglio e la trasparenza non fanno gridare al miracolo ma sono sufficienti per far sentire tutto ciò che è contenuto nel brano, senza artificiose esclamazioni e la grana musicale è ridotta tanto basta per avere l’idea reale dello strumento, giustamente completo di armonici. Siamo decisamente lontani da certe amplificazioni cinesi che fanno del dettaglio la loro forza, spesso però a danno della musicalità e del realismo sonoro, suonando un po’ artefatte.

Quindi lo IOTAVX SA3 si pone come diretto discendente di quella filosofia sonica, molto British, che fa della fluidità e della neutralità il proprio pregio, mantenendo un equilibrio mai compromesso da nessuna esagerazione, che rende sempre godibile l’ascolto. Non mi dilungo sulle singole caratteristiche timbriche, tutte le gamme presentano sonorità pulite e indistorte, ma parlarne distoglierebbe l’attenzione sulla omogeneità del suono di questo amplificatore, che ne costituisce la sua principale forza. Vorrei solo dire che la gamma bassa è sufficientemente profonda e potente, ma soprattutto ben articolata e dinamica.

iotavx-sa3 back panel
Vista del pannello posteriore dell'integrato IOTAVX SA3. L'apparecchio dispone di un DAC interno con ingresso ottico e coassiale.

L’ingresso phono, così come il DAC interno, sono risultati piuttosto basici e dobbiamo considerarli più che altro come una opzione iniziale di cui il cliente dispone; potrà in seguito, se interessato a migliori performance, adottare elementi separati. Ora, se costasse 1.000 euro direi che è una ottima scelta possibile ed assolutamente in linea con quanto possiamo chiedere ad un amplificatore di questo prezzo, ma poiché ne costa 500, direi senz’altro che ha ben pochi concorrenti e di quelli che ho sentito nessuno vanta un equilibrio altrettanto convincente.

ASCOLTO 2: IOTAVX SA3 e PA3

Tirando fuori dal portafogli altri 400 € scarsi, quindi complessivamente spendendo una cifra ben al di sotto dei 1000 €, si può affiancare all’integrato il finale IOTAVX PA3. Ebbene, fate qualche sacrificio, mettete da parte qualcosina ogni mese ma … fatelo. L’accoppiata si rivela assolutamente vincente e convincente, sotto ogni profilo.

Messe in modalità mono, le due elettroniche fanno fare al suono un passo in avanti decisivo e proiettano le prestazioni del sistema in un ambito di classe ben più elevata. Il suono acquista spessore e dinamica, e l’incedere compassato della Musica che avevamo con il solo integrato si trasforma in una riproduzione più contrastata ed a fuoco. Tutto, ma proprio tutto migliora sensibilmente ed i brani inizialmente ascoltati con il solo ITAVX SA3 vengono alla luce in maniera differente, certamente più completa, con un salto di qualità tangibile e facilmente avvertibile.

Iotavx PA3 back panel
La sezione di ingresso del PA3 è limitata ai collegamenti Amp In e Pre Out.

Non è il solo aumento della potenza disponibile che conta, in questo caso, anche se ciò consente a livelli medioalti di pilotare con un certo margine il diffusore senza incorrere in affanni, come poteva avvenire con il solo integrato, ma l’aspetto qualitativo della riproduzione se ne giova soprattutto sul piano del contrasto dinamico, nel rispetto del DNA timbrico che resta molto coerente, avvertendo soprattutto un maggiore impatto della gamma più bassa, sicuramente più potente ma anche più estesa. L’immagine, che ad elevati livelli d’ascolto tendeva a collassare, adesso resta solida e credibile, a testimonianza che i watt in più servono eccome, anche con le Klipsch.

Sostanzialmente, il suono del solo integrato viene “vitaminizzato” in misura consistente, seppure le sue peculiarità non vengano distratte o alterate, è lo stesso suono ma espresso in maniera più decisa e vitale. Il salto di classe, con l’accoppiata, rende ancora più eclatante il rapporto prezzo/prestazioni, proiettando l’unione delle due elettroniche tra le amplificazioni di fascia media, pur conservando un prezzo del tutto accessibile. Insomma, ora abbiamo a che fare con un decathleta che vince la medaglia d’oro e pur non riuscendo a competere con i migliori specialisti è in grado di fare tutto ottimamente, senza punti deboli evidenti.

Devo dire che accolgo con grande piacere prodotti che riescono a dare all’utilizzatore un suono così qualitativo ad un prezzo assolutamente alla portata dei più, in un’ epoca come quella attuale nella quale il “senno” dei prezzi sembra uscito da un pallottoliere impazzito. Il solo integrato può costituire un ottimo inizio, che potrà avvicinare qualche acquirente deluso dall’ultimo “cinese del mese”, (beninteso apprezzo molto alcuni prodotti orientali che possono avvicinare a prezzi irrisori molti appassionati alla vera HiFi) fornendogli una base di partenza corretta, perché il SA3 suona come un ampli deve suonare.

Con l’adozione del PA3 si potrà fare, anche in un secondo momento, quel salto di qualità del quale prima o poi si sente il bisogno, giungendo ad un livello che per alcuni appassionati potrà essere definitivo e che per incrementarlo si dovrà mettere mano al portafogli in misura non banale.

IOTAVX SA3 e PA3: conclusioni

Un’amplificazione molto concreta. Potrà non colpirvi al primo momento, ma di sicuro non vi stancherà e saprà dare alla vostra Musica piacevolezza rendendo gradevole ogni ascolto. In questo senso, gli IOTAVX SA3 e PA3 sono metaforicamente tra gli amplificatori più democratici del momento, rappresentando comunque un approccio serio alla vera “Hi Fi per tutti”.

Paolo Di Marcoberardino

Dati tecnici dichiarati

Amplifier SA3

Continuous Power Output (Stereo): 45 Watts x 2CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 8Ω)
90 Watts x 2CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 4Ω)
Continuous Power Output(Mono/Bridged): 100 Watts x 1CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 8Ω) 180 Watts x 1CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 4Ω)
Total Harmonic Distortion: < 0.02% @ 1kHz
Frequency Response: 20Hz – 100kHz
Input Sensitivity – Line Inputs: 200mV
Input Sensitivity – Phono Input: 2.5mV
Input Overload – Line Inputs: 4V
Signal to Noise Ratio (IHF “A”): > 100dB
Channel Separation – Line Inputs: > 80dB
Standby Power Consumption: < 0.5W
Power Requirements – AC: AC230V / 50Hz, AC115V / 60Hz SELECTABLE
Power Consumption: 220W Maximum
Dimensions – Main Unit: 432mm x 240mm x 59mm (W x D x H)
Weight – Main Unit: 6.5Kg

Power Amplifier PA3

Continuous Power Output (Stereo): 45 Watts x 2CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 8Ω)
70 Watts x 2CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 4Ω)
Continuous Power Output(Mono/Bridged): 100 Watts x 1CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 8Ω) 140 Watts x 1CH (20Hz – 20kHz, <0.07%, 4Ω)
Total Harmonic Distortion: < 0.02% @ 1kHz
Frequency Response: 20Hz – 100kHz
Input Sensitivity – Line Inputs: 200mV
Input Sensitivity – Phono Input: 2.5mV
Input Overload – Line Inputs: 4V
Signal to Noise Ratio (IHF “A”): > 100dB
Channel Separation – Line Inputs: > 80dB
Standby Power Consumption: < 0.5W
Power Requirements – AC: AC230V / 50Hz, AC115V / 60Hz SELECTABLE
Power Consumption: 220W Maximum
Dimensions – Main Unit: 432mm x 240mm x 59mm (W x D x H)
Weight – Main Unit: 6.5Kg

Distributore per l’Italia: Audio Video s.a.s. Largo Cesare Campana N°2 (stazione ffss) Mondovì 12084 (CUNEO) ITALIA tel.0174 670100

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