Di Unison Research Audio 2G ha provato, peraltro con grande soddisfazione, alcuni amplificatori integrati valvolari, segnatamente i modelli Simply 845, Simply Italy e S6 Black Edition. Tuttavia la produzione dell’azienda di Dosson di Cassier in provincia di Treviso annovera da anni una linea di amplificatori ibridi, che cioè coniugano stato solido e valvole, denominata Unico. Nel caso specifico di questa prova ci troviamo al cospetto della nuova versione, V2 per l’appunto, dell’Unico Pre e dell’Unico Dm risalenti al 2008. Questo dovrebbe far riflettere su quanto a lungo i modelli proposti dal costruttore italiano restino a catalogo e su quanto le innovazioni tecnologiche vengano a lungo perfezionate e sviluppate prima di essere immesse in produzione su di un nuovo modello.

Un pò di storia.
Unison Research è stata fondata nel 1987 da un gruppo di appassionati audiofili, guidati da Giovanni Maria Sacchetti (1945) che successivamente si avvalse della competenza imprenditoriale di Giovanni Nasta. Sacchetti si è dedicato allo studio ed alla progettazione di sistemi hi-fi sin da giovane, coniugando il suo interesse per l’elettronica con la passione per la musica ereditata dal padre, valente pianista. Dopo aver completato gli studi in elettronica, si è dedicato all’insegnamento, e alla progettazione e sviluppo degli amplificatori Unison Research. Altro pilastro dell’azienda trevigiana è il prof. Leopoldo Rossetto, professore ordinario di elettronica analogica avanzata presso la Facoltà di ingegneria dell’Università di Padova, le cui intuizioni progettuali sono alla base della tecnologia A.S.H.A. di cui riferirò nel prosieguo di questo articolo. Mi piace ricordare il contributo di altri due ingegneri alla messa a punto dei recenti prodotti Unison: Alessio Fusaro, che abbiamo già avuto modo di intervistare in merito ai precedenti prodotti provati e Agostino Zamai, allievo del prof. Rossetto che è stato suo relatore di tesi di Laurea.

Veste estetica.
L’analisi estetica dei nuovi pre e finale di Unison, se svolta con occhio disattento, potrebbe portare all’errata conclusione che si tratta di un design sobrio, elegante ma privo di motivi di interesse. Nulla di più sbagliato. Se ci si concentra sugli spigoli dei pannelli frontali si può cogliere la raffinata variazione dello spessore dei pannelli frontali, nonché la bizzarra conformazione dei bordi degli stessi, che vanno assottigliandosi da un lato all’altro. Anche le altre superfici sono finemente lavorate: i coperchi metallici sono traforati in modo tale da rappresentare il logo Unison, mentre i fianchetti, anch’essi traforati, sono caratterizzati da un motivo che richiama l’inviluppo di un segnale musicale così come lo potremmo vedere sul display di un computer. Estetica a parte bisogna ricordare che i pannelli frontali sono realizzati in alluminio lavorato dal pieno da 15 mm di spessore, mentre le altre superfici hanno uno spessore di 2 mm contribuendo, anche grazie ad alcuni intelligenti accorgimenti costruttivi, a realizzare un insieme di grande rigidità che scongiura l’eventualità dell’insorgere di indesiderate risonanze meccaniche. Personalmente ho trovato delizioso l’interruttore di accensione mirabilmente realizzato in legno: una sorta di riferimento ai tratti identitari della serie valvolare i cui cabinet fanno ampio uso di tale, nobile materiale.
Unico Pre
La sigla DM, che identifica il finale, indica in modo inequivocabile la natura Dual Mono di quel prodotto. Vero è che la stessa sigla potrebbe essere impiegata anche per il preamplificatore e il primo indizio di ciò è il layout “quasi simmetrico” del pannello posteriore con tutte le connessioni relative ai due canali disposte specularmente rispetto all’asse verticale. Ho scritto “quasi” perché, in effetti, a “sporcare” la perfetta simmetria c’è la coppia di connettori RCA dell’ingresso phono MM/MC posto sulla destra. Cionondimeno la circuitazione di tale sezione è anch’essa dual mono finanche nelle PCB che sono separate per i due canali L e R. Sempre sul pannello posteriore troviamo due banchi di dip switch per la selezione della tipologia di fonorivelatore, per la regolazione dei parametri elettrici e per aumentare eventualmente il guadagno di 10dB. Gli ingressi linea disponibili sono quattro di cui tre sdoppiati in modalità bilanciata (XLR) e sbilanciata (RCA) e uno solo RCA che può essere utilizzato, previa apposita configurazione tramite menu accessibile da pannello frontale e navigabile grazie al display alfanumerico, per l’inserimento di un processore esterno realizzando una sorta di “tape monitor”.

La sezione degli ingressi digitali è posizionata su una scheda dedicata e comprende quattro S/PDIF (2 ottici e 2 coassiali) e un USB asincrono (chip XMOS) in grado di gestire flussi dati in PCM fino a 384 kHz e DSD fino a 256x. Il chipset utilizzato è il Sabre ES9018K2M la cui architettura con uscite bilanciate si integra in modo ottimale con i circuiti a valvole dell’Unico Pre, garantendo elevata qualità di conversione e coerenza timbrica. I nostri test si sono svolti in ambiente operativo Linux (Audiolinux) e ne hanno evidenziato la piena compatibilità. L’Unico Pre è intrinsecamente bilanciato e, di conseguenza, per la regolazione del volume impiega un chip Burr Brown PGA2311 stereo per ognuno dei due canali. Sebbene questi chip siano in grado di gestire 120 dB di range dinamico a passi di 1/2 dB, in questo caso si è optato per limitare il range a 59 db utilizzando 74 livelli con passi differenziati: 1/2 dB per i livelli tra “99” e “29”, un dB tra “29” e “10” ed infine due dB al di sotto. Una volta aperto il coperchio l’architettura dual mono risulta immediatamente evidente in virtù del layout speculare della PCB principale, al centro della quale c’è un grande connettore che porta i vari rami di alimentazione provenienti dall’apposita sezione separata che utilizza, come si conviene, un trasformatore toroidale di notevoli dimensioni. Dal punto di vista circuitale l’Unico Pre, così come il finale Unico DM v2, fa uso di valvole per lo stadio di ingresso analogico, in particolare una ottima Genalex Gold Lion ECC83, e transistor discreti e circuiti integrati. La costruzione è a foro passante per quel che riguarda la PCB principale, mentre la scheda digitale, le due del volume e quelle della sezione phono sono realizzate con tecnologia SMD.

Unico DM v2
Del finale la prima cosa che colpisce è la dimensione dei due grossi trasformatori toroidali da 750 VA che occupano una buona parte del volume interno. Osservandoli dall’alto si nota che sono stati resi tra loro solidali grazie ad una piastra metallica sagomata. Anche i dissipatori di calore, di ampia estensione e di conseguenza superficie radiante, sono collegati tra loro da una staffa metallica che attraversa l’apparecchio da fianco a fianco. Ortogonalmente rispetto ad essa troviamo altre due staffe metalliche che collegano i pannelli frontale e posteriore contribuendo al miglioramento della rigidità meccanica dell’insieme. Non trascurabile l’attenzione riservata all’abbattimento di eventuali vibrazioni grazie a tamponi in neoprene strategicamente posizionati in alcune zone. Anche nel caso del finale il layout è chiaramente dual mono. Il finale Unico DM v2 è di tipo ibrido, quindi presenta un primo stadio a valvole in Classe A con due ECC82 / 12AU7 Gold Lion, mentre il secondo stadio utilizza un’innovativa configurazione di tipo push-pull a tecnologia complementare, con tre coppie di MOSFET (IRFP240/9240) in parallelo.

Con questo modello la Unison Research introduce per la prima volta la tecnologia A.S.H.A., il cui acronimo sta per Analog Synchronized Hybrid Amplification. Da questa tecnologia scaturisce una particolare configurazione dello stadio di potenza denominata Classe A-AB, che unisce le qualità di musicalità proprie della Classe A all’efficienza e all’affidabilità tipiche della Classe AB. Bisogna fare attenzione a non confondere questa configurazione con quella ampiamente utilizzata da decenni denominata Classe AB dove i dispositivi attivi lavorano inizialmente in Classe A per poi commutare in Classe B allorquando le richieste in termini energetici lo impongano. Qui l’amplificatore lavora costantemente in Classe A e solo quando è necessario attiva lo stadio complementare nella semi onda negativa. Per una dettagliata descrizione della tecnologia A.S.H.A. vi rimando al video caricato sul nostro canale YouTube dove gli ingegneri Fusaro e Zamai la descrivono in termini accurati ma comunque comprensibili anche a chi non ha una specifica competenza in materia.

Dal punto di vista dell’interfaccia utente il finale Unico DM v2 è estremante intuitivo: sul pannello frontale troviamo l’interruttore principale incastonato nel logo Unison in legno, e due piccoli pulsanti cui sono associati altrettanti LED. Uno serve ad attivare la commutazione RCA/XLR, l’altro ad attivare la modalità di standby (risparmio energetico). Sul pannello posteriore troviamo due coppie di morsetti per gli altoparlanti, utili per un eventuale uso in modalità bi-wiring, ed il commutatore per il passaggio tra modalità Stereo e modalità Mono.




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