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Chord ULTIMA Integrated

Chord ULTIMA Integrated è l’integrato top di gamma della CHORD Audio e fa parte della linea ULTIMA, la più ambiziosa del costruttore inglese.

Chord ULTIMA Integrated è l'ultima fatica dell'azienda inglese ed appartiene alla serie top ULTIMA

Chord Ultima Integrated: premesse doverose ed un po' di storia

Chord Electronics nasce nel 1989 dalla passione di John Franks, ingegnere con un passato nell’industria avionica e collaborazioni con aziende del calibro di Raytheon, AT&T e Marconi Avionics. E questo ha senza dubbio plasmato il suo approccio alla progettazione, che è sempre stato quello di cercare di spingersi fino a dove è necessario (e oltre), senza risparmiarsi insomma, in modo da realizzare il miglior prodotto secondo quello che offre la tecnologia in quel momento. Del resto nell’avionica i compromessi sono banditi, e altrettanto Franks cerca di fare con le sue elettroniche, a tutti i livelli.

John Franks è il deus ex machina di Chord, con un passato come progettista avionico. Le sue esperienze le ha poi trasposte nel mondo dell'audio

L’integrato Chord Ultima Integrated è una delle sue ultime esternazioni, lo avevamo visto, aveva attirato non poco la nostra attenzione, all’ultimo Monaco Hi-End, dove troneggiava proprio al centro dello stand Chord. Il nome non è scelto a caso, ed è quello delle due nuove tecnologie sviluppate dal costruttore inglese, introdotte insieme cinque anni fa negli amplificatori di punta del marchio, e che per la prima volta vengono utilizzate in un integrato. Quindi dual feed-forward, ovvero il controllo evoluto del segnale con correzione degli errori in tempo reale, e gli alimentatori switching ad altissima frequenza. Dual feed-foreward si basa su una idea di Malcolm Hawksford (Essex University) poi ripresa e perfezionata da Bob Cordell dei Bell Labs e ulteriormente sviluppata e perfezionata per il mondo dell’audio da Franks

Su una delle teorie di Bob Cordell si basa la tecnica Dual Feed-Foreward, poi perfezionata da John Franks e applicata i n tutta la serie UTLIMA. Bob Cordell è un apprezzato progettista audio che ha pubblicato numerosi trattati considerati un riferimento

Consta di due circuiti di amplificazione aggiuntivi estremamente veloci che monitorano e correggono la differenza tra l’uscita e l’ingresso e aggiungono, se necessario, un “segnale di differenza”, un concetto che seppure non nuovo, in questo integrato, come del resto nel finale Mono, viene implementato con circuitazioni ad hoc che non interferiscono in nessun modo sul segnale originale. L’alimentazione a commutazione, da sempre cavallo di battaglia di Chord, funziona in questo caso a 80 kHz, il che significa che non interferisce con i segnali audio. I primi alimentatori progettati con questa tecnica da Franks erano poco affidabili, costavano molto e generavano interferenze e infatti, al debutto della tecnologia ULTIMA, ammise di aver impiegato oltre 10 anni di perseveranza per superare tutte le difficoltà.

Gli alimentatori switching con funzionamento a 80kHz sono sempre stati prerogativa di Chord che ne ha messi addirittura 4 all'interno di ULTIMA Integrated.

Il suo approccio si basa sulla considerazione che è necessaria molta energia per arrestare ed avviare nel giro di microsecondi soprattutto i woofer, e quella energia, attinta direttamente dall’alimentatore e molto rapidamente, secondo lui può essere erogata sono da uno switching ad alta frequenza, e non dai tradizionali a trasformatore. Tra l’altro, sempre secondo lui, i condensatori piccoli rispondono più rapidamente, e per questo Franks non usa enormi capacità ma bensì batterie relativamente piccole in parallelo, in modo da rendere il tempo di ricarica molto più veloce. Chord ULTIMA Integrated utilizza quattro alimentatori switching da 80kHz a correzione di fase ad alta potenza. Il loro funzionamento è relativamente semplice, l’alimentazione a 230 volt in ingresso viene filtrata e raddrizzata, tagliata con MOSFET ad alta tensione e mandata verso un trasformatore ad alta frequenza con rivestimento in ceramica. La tensione ottenuta viene nuovamente raddrizzata e mandata a un sistema di accoppiamento dinamico proprietario che combina i rami positivo e negativo con un forte flusso magnetico per far fronte a qualsiasi richiesta energetica.

Due dei quattro alimentatori switching a bordo di ULTIMA Integrated che forniscono energia alle sezioni di preamplificazione e servizi

Altra importante particolarità di ULTIMA è il bias, non fisso come nella maggior parte degli amplificatori, ciò significa che funziona quasi sempre in classe A, se non dei momenti di maggiore richiesta. Abbiamo notato che le alette scaldano proprio poco, seppure tutto il contenitore partecipa alla dissipazione, e questo ci fa pensare proprio a un sistema di gestione variabile del riposo particolarmente veloce ed efficiente. Gli stadi di uscita poi adottano MOSFET realizzati per Chord da una azienda aerospaziale, e sono accoppiati termicamente in produzione per adattarsi perfettamente l’uno all’altro, in modo da limitare al massimo le derive termiche.

Un "semplice" amplificatore

ULTIMA Integrated, a dispetto di un aspetto che è riduttivo definire originale e futuristico, è un amplificatore integrato del tutto tradizionale, totalmente analogico, senza DAC ne ingresso Phono. La simmetria è bilanciata, e quindi come è giusto aspettarsi è presente un ingresso XLR, purtroppo singolo a causa dello scarso spazio sul pannello posteriore, gli si affiancano 3 ingressi RCA e un bypass XRL per audio/video piuttosto incomprensibile, avremmo preferito due ingressi XLR e il bypass in RCA, ma tanto è ! Una uscita pre out bilanciata che il costruttore consiglia di utilizzare per una multi-amplificazione passiva visto che tutte le elettroniche Chord hanno la stessa sensibilità e quindi non ci si troverebbe con problemi di livello tra le vie. Infine un trigger in/out per accensione sincronizzata con altri apparati. 

Lo spazio disponibile per i connettori è relativamente limitato dall'altezza del pannello da una parte e dall'alettatura dei Mosfet finali dall'altra.

I binding-post di uscita per i diffusori sono del tutto inediti e possono accogliere qualsiasi tipo di terminazione in modo sicuro, ci sono particolarmente piaciuti. L’elettronica in se è particolarmente compatta se si tiene conto del fatto che è la struttura centrale ad ospitare i circuiti, che sono disposti su due grosse schede, una ispezionabile dal fondo e l’altra, lato componenti, visibile rimuovendo il coperchio. Certo non sarà semplice il compito del tecnico che dovrà eventualmente intervenire sulla macchina, ma crediamo sia una evenienza che molto difficilmente accadrà, a meno di errori compiuti dal padrone (per esempio corto circuito delle uscite). Dei 4 alimentatori switching presenti, quelli per preamplificazione e servizi sono sistemati superiormente e gli altri due, quelli ad alta corrente, a ridosso delle sezioni finali. 

Tolto il coperchio anteriore si accede alla scheda che contiene i circuiti di ingresso, due dei quattro alimentatori switching e le capacità di filtro, relativamente piccole di valore ma numerose, come da filosofia Chord.
Rimuovendo il fondo si accede al lato saldature della scheda che ospita le sezioni finali con relativi alimentatori dedicati e le circuitazioni driver

L'estetica futuribile del Chord Ultima Integrated

Questo Chord ULTIMA Integrated non è diverso da tutti i prodotti dell’azienda inglese dal punto di vista estetico. Si caratterizza per una forma davvero originale e che si sposa perfettamente con quella delle altre elettroniche della serie top. E’ infatti disponibile uno stand dedicato che accoglie sia l’amplificatore che eventualmente la coppia pre/finale e il DAC DAVE, a breve in prova su queste stesse pagine. Le 4 colonne ai lati del cabinet hanno un foro centrale che accoglie questa struttura e permette di impilare in modo molto elegante il tutto. L’impatto è senza dubbio particolare, originale, del tutto inedito nel mondo dell’Hi-Fi e non solo.

Attraverso un rack opzionale è possibile impilare le elettroniche della serie ULTIMA. In foto l'integrato in prova con il DAC DAVE, al top della gamma CHORD e presto in prova

Come solito per il costruttore inglese la disposizione dei comandi è di primo acchito un pò criptico. Ci si trova di fronte due manopole e un “occhio” che ricorda molto da vicino quello di Hal 9000 di 2001 odissea nello spazio, che tra l’altro è illuminato proprio di rosso quando l’amplificatore è in stand-by. Ma si fa presto a prendere dimestichezza con il prodotto. Due anelli luminosi coassiali alle altrettante manopole che controllano volume e bilanciamento cambiano di colore quando si azionano i comandi, tramite telecomando o fisicamente. Pressioni ripetute sulla manopola del volume cambiano l’ingresso, l’occhio centrale se premuto accende l’apparecchio facendo cambiare colore alla sfera, e infine il balance pur non avendo lo scatto può essere sistemato più o meno al centro visto che il costruttore ha fatto in modo che ci sia una certa tolleranza nella posizione che garantisce comunque lo 0 tra i canali. Il telecomando è in alluminio fresato dal pieno ed è piuttosto compatto e di buona fattura. Sembra un pò troppo “normale” per un costruttore come CHORD, ci saremmo aspettati un oggetto di forma molto più “esotica”, ma svolge perfettamente le funzioni alle quali è chiamato.

Un suono tra il vecchio e il nuovo

Abbiamo effettuato numerosi ascolti con il Chord ULTIMA Integrated, utilizzando le Kaya S12 come diffusori e il consueto Aqua La Scala MK II per la conversione DA. Prima di tutto spicca una innata capacità di pilotaggio, che permette il controllo senza alcuna incertezza delle piccole di casa Vivid, che seppure di dimensioni relativamente contenute sono una perfetta cartina di tornasole per valutare l’erogazione in corrente. Sembra più potente, molto di più del dato di targa, ma di quella potenza che non appare esuberante e prepotente come sanno fare alcuni prodotti moderni, ma bensì docile, gentile, non arrogante o prepotente. E’ una riserva che c’è ma che viene espressa all’abbisogna e non emerge a tutti i costi. Ma ciò che maggiormente colpisce è il suono che sembra provenire da un amplificatore in classe A. Non sappiamo, non abbiamo capito esattamente, il funzionamento delle sezioni finali, si parla di corrente di riposo variabile, avallata dalla scarsa temperatura che raggiungono le alette, ma questo cosa voglia esattamente dire in termini di polarizzazione lo sa solo John Franks. Fattostà che il suono è quello tipico di un classe A e ricorda molto da vicino quello dell’A1 di Musical Fidelity, seppure con le dovute proporzioni. Delicato, compassato, estremamente arioso e proporzionato, fa venire voglia di ascoltare e ascoltare, senza mai annoiare o stancare, come se il nostro Chord ULTIMA tendesse a scomparire, a non “pronunciarsi”, a lasciare insomma che sia la musica a parlare, con una grana finissima sopratutto sulle medie e medio-alte, dove riesce a volte ad essere addirittura commuovente. Non che la parte bassa non dica la sua in modo energico ed efficace, tutt’altro, in un messaggio sonoro estremamente omogeneo e fluido. Insomma una macchina che sembra appartenere ad una classe superiore, molto superiore, e che non sembra avere difetti se non quello di non poter essere interfacciato a diffusori troppo grandi con i quali potrebbe andare in qualche affanno. E’ molto potente e in grado di erogare, ma ovviamente tutto ha un limite.

Specifiche tecniche:

  • Risposta in frequenza: 10 Hz-200 kHz +/- 3 dB
  • Distorsione THD: 0.01 % 20 Hz-20 kHz
  • Rapporto segnale/rumore: 90 dB tutti gli ingresso
  • Impedenza di ingresso: 100 kΩ
  • Voltaggio massimo di ingresso: 3 V RMS
  • Voltaggio massimo in uscita: 35 V RMS
  • Guadagno: 21dB
  • Separazione: 100 dB
  • Tensione di alimentazione: 80-250 V AC auto-switching
  • Potenza di uscita:  125 W su 8Ω
  • Consumo: 200W
  • Dimensioni: 13 cm(H) x 48 cm(W) x 38 cm(D)
  • Peso: 14,5 kg

Costruttore: CHORD Electronics

https://chordelectronics.co.uk/

Distributore: HIFIGHT Italia  VIa E. Fermi 20/2 35030 Rubano PD

www.hifight.it

Prezzo: 11.350 €

Scritto da Audio 2G

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