Progettato per integrarsi con gli altri componenti della stessa serie, l’ultimo arrivato nella famiglia Michi di Rotel è un lettore CD con caricamento dall’alto, dotato di ingresso USB e DAC.
Il nome assegnato da Rotel al Michi Q5 è “Transport DAC” anche se, a giudicare dall’estetica, è prima di tutto un lettore CD. Il maestoso meccanismo di caricamento dall’alto e l’essere collocato nella sezione “lettori CD” del sito web di Rotel, suggeriscono inoltre che si tratti principalmente di un’unità pensata per gli amanti dei dischi argentati. Purtuttavia, sul pannello posteriore, troviamo una cospicua dotazione di ingressi digitali per sfruttare l’unità DAC interna, nonché anche alcune uscite digitali.
Rotel può vantare una lunga tradizione nell’ambito della produzione dei lettori CD. Tradizione che affonda le sue radici nel lontano 1985 con il modello con l’RCD-850. Accanto a questo Q5, che è poi l’unico lettore CD della linea Michi, attualmente nel catalogo del costruttore nipponico vi sono ben altri quattro lettori, a testimonianza della dedizione del marchio a questo formato apparentemente in declino, ma rispetto al quale Rotel evidenzia una “forte domanda globale” e l’intenzione di continuare a supportarlo.

Analisi Tecnica: cabinet, ingressi e DAC
Il Rotel Michi Q5 CD Player appartiene a pieno titolo alla serie Michi, dunque ne condivide l’imponente cabinet a piena larghezza (43 cm) e l’elevato livello di finitura delle componenti interne, analogamente a quanto visto sull’integrato Michi X3 S2 che abbiamo avuto modo provare qualche mese orsono. Il “combinato disposto” di cabinet metallico, dissipatori laterali (superflui, in questo caso) e coppia di trasformatori toroidali realizzati in casa, contribuiscono al raggiungimento del peso complessivo di ben 23,5 kg.
Il pannello frontale è in vetro “a filo” e ospita un grande display TFT a colori che mostra le copertine degli album e le informazioni relative ai brani in essi contenuti. Dal momento che tali informazioni, o meglio metadati, non sono scritti sulla superficie dei CD è necessario un collegamento alla rete Internet per recuperarle da un database online. A tal fine il Michi Q5 è dotato di una connessione Ethernet cablata, ma non di Wi-Fi. Il perché di questa scelta, apparentemente bizzarra, è dovuto secondo Rotel al fatto che la tecnologia di streaming si evolve assai rapidamente mentre il Q5 ha l’ambizione di durare ben più a lungo di qualsiasi modulo di streaming che avrebbe eventualmente potuto essere collocato al suo interno. Meglio dunque affidarsi ad uno streamer esterno – magari a quello della serie Michi che il costruttore ha annunciato da qualche tempo – collegato ad uno degli ingressi digitali, vale a dire USB-B, coassiale e ottico. L’ingresso USB-B supporta file audio fino a 384 kHz/32 bit PCM e DSD 4x. I segnali digitali vengono elaborati da uno stadio DAC basato su quello sviluppato per il preamplificatore P5 S2, che pilota le uscite analogiche che sono sia bilanciate (XLR) che sbilanciate (RCA). Per questo modello Rotel utilizza un singolo chip DAC ES9028PRO, cioè lo stesso chipset impiegato nel preamplificatore P5 S2 che però ne impiega due in configurazione dual-mono. Ciò pone un piccolo problema a chi chi possiede sia il preamplificatore che il lettore; il costruttore consiglia a chi possiede sia il preamplificatore che il lettore di provare entrambe le configurazioni per decidere in autonomia quale preferisce.

Analisi Tecnica: meccanica CD
La produzione delle unità di lettura dedicate ai CD, in particolare quelle particolarmente pregevoli di Philips e Sony, si è conclusa più o meno alla fine degli anni ’90, allorquando il mercato è stato invaso dai lettori compatibili con il formato CD-ROM/DVD. Le aziende che hanno continuato a proporre nuovi modelli di lettori CD, tra cui Rotel, sono state a costrette a rivolgersi a singoli fornitori dell’Estremo Oriente per i laser, i servocomandi, i meccanismi, ecc. oppure – soluzione largamente diffusa – ad utilizzare unità CD/DVD-ROM ATAPI di provenienza informatica. Rotel ha adottato un approccio frammentario, cercando i migliori fornitori per ogni componente dell’unità. Il lettore CD, l’amplificatore RF e i chip di decodifica/correzione degli errori utilizzati nei lettori delle serie 14 e 15 sono di provenienza Toshiba, e sebbene siano da anni ormai obsoleti, Rotel ha avuto la lungimiranza di acquistarne ampie scorte che dureranno almeno per i prossimi dieci anni. La meccanica con caricamento dall’alto del Rotel Michi Q5 CD Player utilizza gli stessi circuiti integrati Toshiba, ma il laser, i motori e il codice scritto per la scheda servo/decodificatore sono specifici per questo modello. Inoltre, il laser a tracciamento lineare è montato su una piastra in lega metallica lavorata a CNC, sospesa a un telaio in acciaio, per un peso totale di 1,7 kg (cui andrebbero aggiunti gli 1,1 kg del coperchio superiore). Anche il vassoio è in lega metallica: nel Michi Q5 non ci sono parti mobili in plastica, a parte il piccolo disco magnetico che blocca il CD al mandrino del motore.

Analisi Tecnica: interfaccia utente
Basta qualche ora di utilizzazione per rendersi conto che la scelta della tipologia a caricamento dall’alto (top loader), oltre che ad innegabili motivazioni di natura tecnica è probabilmente motivata dal desiderio di offrire all’utente una esperienza “tattile” il più possibile simile a quella che si prova nell’uso del disco in vinile. Dico questo anche facendo riferimento al bel telecomando metallico che – stranamente – è privo del pulsante di STOP. Quando abbiamo chiesto ad un rappresentante della Rotel il perché di tale scelta, ci è stato risposto che il tasto STOP sul telecomando sarebbe stato inutile, giacché lo si utilizza solo nel caso in cui si voglia cambiare il CD, il che implica comunque la necessità di recarsi in prossimità del lettore per intervenire su di esso. E in che modo si può intervenire? Con una serie di comandi fisici posti a sinistra, sul lato inferiore del telaio, a loro volta segnalati da quella che sembra essere una fila di comandi “touch” posta sul pannello frontale del lettore, ma che in realtà è solo una serie di indicatori. Insomma, dal punto di vista della coerenza dell’interfaccia utente, qualche perplessità il Rotel Michi Q5 CD Player me l’ha suscitata. A sostegno di tale affermazione segnalo il fatto che il coperchio del vano CD del Q5 non risulta “bloccato” quando un disco è all’interno e sta girando; dunque, se lo si apre durante la riproduzione (o con la riproduzione “in pausa”), c’è la possibilità (e a me è successo) che il disco si sollevi dal meccanismo che lo pone in rotazione andando a impattare sui bordi. A parte questo non trascurabile dettaglio, quel che mi ha affascinato è la fattura del pesantissimo coperchio del vano di caricamento del disco. Capolavoro di eleganza e funzionalità, integra un platorello spingi disco e una serie di finestrelle trasparenti che consentono di osservare la rotazione del CD. Altrettanto gratificate e “scenografico” è l’anello LED bianco che circonda il perimetro interno del vano del CD, che si illumina quando si solleva il coperchio. Quantomeno bizzarro il fatto che sia possibile spegnerlo disattivando la “Modalità LED superiore” da menu. Dubito francamente che qualcuno vorrà mai privarsi di tale spettacolo. Altre opzioni di menu accessibili con i pulsanti del telecomando, includono la possibilità di assegnare un nome alla sorgente/ingresso, la gestione dei parametri di rete, lo stato del firmware e il relativo aggiornamento, il passaggio tra due modalità di “decodifica PC-USB” (una delle quali estende la gestione PCM da 24 bit a 32 bit a scapito della compatibilità DSD e MQA) e la regolazione della luminosità e del timeout del display frontale principale.

Rotel Michi Q5 CD Player: Ascolto
Ascolto
Abbiamo installato il Rotel Michi Q5 CD player nel nostro sistema migliore facendolo suonare con l’amplificazione Soulution 511/525 e i diffusori Vivid Audio Kaya 90. Ovviamente le considerazioni che seguono sono relative all’ascolto della macchina in funzione “completa”, ovvero come lettore CD sfruttando l’unità di conversione interna. Prima di passare alle note di ascolto vorrei togliermi subito l’incombenza di citare le uniche due note negative che ho rilevato. La prima è la relativa discrezionalità con la quale il Michi Q5 decide di mostrare o non mostrare i metadati sul display. La cosa è in effetti curiosa, ma devo rilevare che con alcuni CD in pochi istanti sono state presentate sul display TFT le tracce con i loro titoli e la copertina del disco, mantre con altri no. Non credo che ciò sia imputabile ad una mancanza di completezza del database che viene consultato dalla macchina perché, in effetti, sono stati riconosciuti anche CD piuttosto rari, mentre altri assai noti non hanno avuto la medesima sorte. Diciamo però che non si tratta di un gran problema, quantomeno per me. Molto più penalizzante è il mancato supporto del formato SACD (Super Audio CD) che mi ha impedito di ascoltare alcuni dischi che amo molto. Questo, lo devo dire, è un pò un peccato perché impedisce a qualche appassionato – tra cui il sottoscritto – dotato di parecchi titoli in formato SACD – di prendere in considerazione l’acquisto di questo Michi Q5 come “lettore definitivo”, titolo al quale altrimenti potrebbe senz’altro ambire.
Veniamo ora all’ascolto vero e proprio. Anni e anni di musica su file mi avevano fatto dimenticare quanto buono fosse il classico CD in formato Red Book, allorquando venga dato in pasto ad un lettore degno di tale nome. La prima cosa che colpisce di questo Rotel Michi Q5 CD player è l’ampiezza del fronte sonoro. Sembra quasi che voglia andare di pari passo con le imponenti dimensioni fisiche del lettore. Lo stage si dispiega in modo coerente sui tre assi, proiettandosi ben al di là dei diffusori e finanche dei limiti fisici dell’ambiente di ascolto. Altro aspetto che non passa inosservato è la granitica solidità della gamma bassa. Profonda, stentorea quando occorre, veloce e molto ben articolata. Fa un certo effetto ascoltare dopo tanti anni alcuni CD, che non ritenevo particolarmente buoni, suonare in modo così spettacolare. Poverini! Probabilmente la colpa della scarsa prestazione non era da attribuire a loro ma al lettore che impiegavo all’epoca. All’interno del quadro appena descritto vi è anche spazio per la delicatezza: la gamma media del Rotel Michi Q5 è particolarmente ricca, naturale, armonicamente dettagliata. In sintesi la definirei “ricca di contenuti ed espressività”, qualcosa di cui ci si rende immediatamente conto nell’ascolto della grande orchestra sinfonica dove risulta facile seguire l’alternarsi dei gruppi di strumenti proprio seguendone le tracce armoniche. Un plauso dunque alla sezione di conversione e agli stadi di uscita di questo lettore che sono stati capaci di pilotare con autorevolezza un pre esigente come il Soulution 525, riuscendo in tal modo a sfruttarne al meglio le straordinarie doti soniche.

Conclusioni
Ci siamo chiesti a lungo chi potesse essere l’acquirente tipo di una macchina del genere oggi, nel 2025, quando la musica in streaming regna quasi incontrastata. La risposta tutto sommato è semplice e rivela l’intelligenza dell’offerta della Rotel. Secondo noi il potenziale acquirente è l’audiofilo di lungo corso, dotato di una ampia libreria di CD, che vuole dotarsi di una macchina definitiva, senza tuttavia spendere una fortuna. Il Rotel Michi Q5 CD player si riesce ad acquistare a poco meno di 5.000,00 € a dispetto di un prezzo di listino di circa mille Euro superiore. Considerata la qualità del prodotto, la sua appagante veste estetica, il fatto che possa essere anche utilizzato come DAC si tratta di un prezzo decisamente interessante in termini di rapporto qualità prezzo. Dei due difetti elencati il primo – ne sono certo – verrà risolto da un futuro firmware upgrade, l’altro e cioè l’incapacità di gestire il SACD, purtroppo resta.
Giulio Salvioni
Prezzo: 6.000,00 € IVA inclusa.
Distributore per l’Italia: Audiogamma spa – Via Nino Bixio 13 – 20900 Monza (MB) Italia
Tel. +39 02 55181610
web: www.audiogamma.it
Caratteristiche Tecniche
- Distorsione Armonica Totale: Ingressi CD/Elettrico/Ottico/PC-USB: < 0,0006%
- Distorsione d’intermodulazione: < 0,002%
- Risposta in Frequenza: 20 Hz – 20k Hz, +0 dB, -0,1 dB
10 Hz – 70k Hz, +0 dB, -3 dB - Bilanciamento tra i canali: ± 0,5 dB
- Separazione tra i canali: >104 dB @ 10k Hz
- Rapporto Segnale/Rumore (pesato “A” IHF): >115 dB
- Gamma Dinamica: >99 dB
- Sensibilità Ingresso: 0 dBfs / 75 Ω
- Livello Uscite Analogiche: Non Bilanciati (RCA): 2,3 V
Bilanciati (XLR): 4,9 V - Impedenza Uscite Analogiche: Non Bilanciati (RCA): 100 ohm
Bilanciati (XLR): 4k Ω - Formati Ingressi Elettr/Ottico: SPDIF LPCM (fino a 24-bit / 192k Hz)
- PC-USB: USB Audio Class 2.0 (fino a 32-bit / 384k Hz)*
*È richiesta l’installazione di un driver
DSD nativo (fino 4X, 11,2M Hz) e DoP (fino 2X, 5,6M Hz)
MQA e MQA Studio (fino a 24-bit / 384k Hz)
Roon Tested - Convertitori D/A: ESS ES9028PRO DAC
- Alimentazione: 230 V, 50 Hz
- Assorbimento: 25 W
- Assorbimento in Standby: <0,5 W
- Dimensioni (L×A×P): 485x150x452 mm
- Peso Netto: 23,5 kg
- Finitura: Nera




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