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Dirac la scienza che ascolta

Tutto comincia a Uppsala, nel nord della Svezia. Una città universitaria immersa nel silenzio e nella neve, dove la ricerca scientifica incontra spesso l’arte e la curiosità diventa metodo. È qui che, all’inizio degli anni Duemila, un gruppo di giovani ingegneri e studiosi del suono si pone una domanda semplice ma rivoluzionaria: perché accettare che l’ambiente in cui ascoltiamo la musica ne alteri inevitabilmente il carattere? Da quella domanda nasce Dirac. Il nome è un omaggio al fisico Paul Dirac, uno dei padri della meccanica quantistica, ma anche al rigore e alla precisione che i fondatori volevano portare nel mondo dell’audio. Il loro sogno era ambizioso: eliminare le distorsioni e i difetti acustici non cambiando i diffusori, ma modificando matematicamente il modo in cui il suono si comporta nello spazio.

L’idea prende forma tra i laboratori dell’Università di Uppsala, dove i ricercatori sviluppano algoritmi capaci di “ascoltare” l’ambiente e correggerlo in tempo reale. Nasce così una delle prime tecnologie di correzione digitale ambientale, capace di analizzare come le onde sonore rimbalzano sulle pareti, sui mobili, sul soffitto, e di modellarle per restituire un ascolto neutro, naturale e coerente. La comunità audiofila inizia a parlarne presto. I primi test sorprendono per la loro efficacia: improvvisamente, una stanza ordinaria può suonare come una sala d’ascolto professionale. È un piccolo miracolo scientifico. Da quel momento, Dirac diventa sinonimo di innovazione acustica, e le sue soluzioni entrano nei laboratori e nei prodotti dei grandi marchi del mondo hi-fi e automotive. BMW, Volvo, Bentley, Harman, NAD, Arcam e molti altri iniziano a integrare il “tocco svedese” del suono perfettamente bilanciato. Col passare degli anni, Dirac evolve e amplia il suo orizzonte. Dalla casa al cinema domestico, dall’auto allo smartphone, fino all’audio 3D e ai sistemi intelligenti per il trattamento acustico attivo. La filosofia però non cambia: il suono non è solo una questione di potenza o frequenza, ma di verità. La missione rimane quella di far sì che ciò che l’artista ha voluto comunicare arrivi all’ascoltatore senza filtri, come se fosse lì, presente nello stesso spazio.

Dirac è in grado di analizzare la stanza in più punti ed eseguire una ottimizzazione mirata e precisa della risposta in frequenza risultante del sistema

L’idea prende forma tra i laboratori dell’Università di Uppsala, dove i ricercatori sviluppano algoritmi capaci di “ascoltare” l’ambiente e correggerlo in tempo reale. Nasce così una delle prime tecnologie di correzione digitale ambientale, capace di analizzare come le onde sonore rimbalzano sulle pareti, sui mobili, sul soffitto, e di modellarle per restituire un ascolto neutro, naturale e coerente. La comunità audiofila inizia a parlarne presto. I primi test sorprendono per la loro efficacia: improvvisamente, una stanza ordinaria può suonare come una sala d’ascolto professionale. È un piccolo miracolo scientifico. Da quel momento, Dirac diventa sinonimo di innovazione acustica, e le sue soluzioni entrano nei laboratori e nei prodotti dei grandi marchi del mondo hi-fi e automotive. BMW, Volvo, Bentley, Harman, NAD, Arcam e molti altri iniziano a integrare il “tocco svedese” del suono perfettamente bilanciato. Col passare degli anni, Dirac evolve e amplia il suo orizzonte. Dalla casa al cinema domestico, dall’auto allo smartphone, fino all’audio 3D e ai sistemi intelligenti per il trattamento acustico attivo. La filosofia però non cambia: il suono non è solo una questione di potenza o frequenza, ma di verità. La missione rimane quella di far sì che ciò che l’artista ha voluto comunicare arrivi all’ascoltatore senza filtri, come se fosse lì, presente nello stesso spazio. Oggi Dirac è un punto di riferimento globale, ma conserva lo spirito originario dei suoi inizi accademici. Dietro le sue tecnologie c’è ancora quella stessa idea poetica e razionale insieme: la convinzione che la musica meriti di essere ascoltata come è stata pensata, e che la scienza possa restituirle la sua purezza. Nel mondo dell’audio digitale, dove spesso tutto corre verso il nuovo, Dirac rappresenta una voce diversa: quella che invita a fermarsi, ad ascoltare meglio, e a ricordare che ogni dettaglio del suono racconta una storia. Ultima frontiera l’Active Room Treatment ART, la funzione Dirac Live più avanzata. E’ in grado di armonizzare i diffusori in un sistema risultante omogeneo, per neutralizzare le risonanze indesiderate della stanza. Per adesso disponibile du alcuni prodotti Marantz e Denon è molto indicata in caso di presenza di numerosi diffusori, come nel caso di sistemi home theater. Potete trovare approfondimenti qui

Scritto da Audio 2G

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