Oggi parliamo dello Yamha A-S501, prima però una doverosa intro su un brand che voi lettori tanto apprezzate.Yamaha è un marchio che, frase banale ma appropriata, non ha certo bisogno di presentazioni. Lo dicono le oltre 28.000 views di A-S3200 sul nostro canale, e, a seguire, le 14.106 in crescita di R-N2000A. Fa parte del DNA dell’HiFi, e lo scrivente è uno tra quelli da sempre ammaliati dall’azienda, oltre ad essere fervido collezionista di amplificatori vintage, tanto che nell’analisi tecnica di A-S3200 troverete anche un paragone con il mio CA-2010, mentre l’R-N2000A è accompagnato dal bellissimo e ancora molto attuale A-1060

Con me, insomma, si gioca in casa con Yamaha ! La produzione attuale è piuttosto interessante e peccato non si riesca mai a mettere mani e orecchie sull’accoppiata C-5000 e M-5000, attuali top di gamma e dei quali si dicono mirabilie, ma che non si riescono a sentire neanche nelle fiere, relegando l’ascolto delle bellissime NS-800A provate sul canale o NS-2000A all’R-N2000, che per quanto sia un ottimo prodotto, non è qualitativamente adatto a far esprimere al meglio le acustiche del costruttore giapponese. Purtroppo, a volte, certe logiche miopi e spesso incomprensibili limitano la diffusione di prodotti che invece meriterebbero ben altra copertura. Ma tanto è, e quindi lo scrivente probabilmente rimarrà con la curiosità di ascoltare C-5000 e M-5000, curiosità che probabilmente hanno anche molti appassionati.

L'economia di scala fa la forza dello Yamaha A-S501 e più in generale del brand giapponese
Lo Yamaha A-S501 in prova è il terzo per importanza nel catalogo, ed è preceduto da A-S201 e A-S301, il primo appena sotto i 200€ e il secondo che supera di poco i 300€. A-S501 si attesta come street price poco sopra i 400€ (tra 419€ e 429€ secondo il colore) con un listino di 549€, ed è identico, esteticamente parlando, sia ad A-S301 che al maggiore A-S701. Condividono 301, 501 e 701 lo stesso identico cabinet, dimensioni 435X151X387 per un peso che parte dai 9kg per il più piccolo, toccando i 10,3kg per il nostro 501, fino ad arrivare agli 11,2 kg per il più grande 701.

Li divide, ovviamente, la potenza di uscita, 60W per il 301 a canale, 85W il nostro 501 e infine 100W per il 701 con uno smorzamento (numero adimensionale che indica la capacità di pilotaggio) di 210 per l’entry e 240 per gli altri due. Di pari passo l’uscita cuffia, derivata con un partitore dalle uscite altoparlanti, va dai 360mV/470Ω del 301, a 430 mV/470Ω di questo 501 e infine 470 mV/470Ω del top 701. Gli amplificatori sono praticamente identici in quanto a versatilità, con 8 ingressi analogici, compreso un phono MM, digitali ottico e coassiale (PCM fino a 192/24), uscita subwoofer.

Costruire in questo modo ben 3 modelli che si basano sullo stesso telaio e uso di componenti per tutta la parte di preamplificazione, significa economizzare, e quindi poter tenere il prezzo di listino il più basso possibile. E stessa identica filosofia per i modelli più ambiziosi, A-S1200 e AS-2200, come per il telaio e la struttura dell’integrato A-S3200 e del finale M-5000. La diversificazione di peso tra gli integrati 301, 501, e 701 ovviamente suggerisce un trasformatore via via più grande e quindi costoso salendo di modello, e probabilmente transistor finali diversi, con verosimilmente la stessa aletta di raffreddamento, che appare piuttosto surdimensionata almeno per dissipare i circa 80W su 8 ohm del 501.
Yamaha A-S501: da chi gli amplificatori li sa fare.
Può piacere o non piacere, può essere o meno nelle nostre corde, ma senza dubbio Yamaha è una azienda che gli amplificatori li realizza da sempre….e li sa fare. E questo non può essere messo in dubbio. Questo “piccolo” Yamaha A-S501 prima di tutto mantiene il lettering e la forma delle manopole tipica del marchio dei tre diapason. Volume a destra, ingressi subito dopo, con in mezzo il tasto di bypass, e poi 4 splendide manopole per Loudness regolabile (è stato sempre un pallino di Yamaha), bilanciamento, alti e bassi. All’estrema sinistra selettore per la coppia di casse (A,B, A+B), uscita cuffia da 6,3mm, sensore IR e tasto di accensione. Si vede lontano un miglio che si tratta di uno Yamaha. Semplice, lineare, bellissimo nella sua apparente semplicità.

Sotto il cofano, la filosofia ToP-ART, che secondo Yamaha offre il miglior suono possibile. Si basa sul processamento e la trasmissione semplice e diretta del segnale in modo che sia influenzato il meno possibile da rumore e distorsione. Progettazione simmetrica, con i canali destro e sinistro disposti in un layout lineare anche grazie all’utilizzo di ponticelli in rame stagnato ad alta sezione nelle parti di potenza e più sottili in quelli di segnale, ce ne sono moltissimi.

E poi, molto interessante, la base dello chassis ART (Anti-Resonance and Tough) una struttura di rinforzo centrale che conferisce rigidità alla struttura e quindi una sensibile riduzione delle vibrazioni. Una occhiata ai componenti interni denuncia poi un massiccio impiego di elementi e soluzioni molto raffinate, come per esempio i condensatori ceramici “celesti” usati anche nei prodotti top, e che hanno sempre scatenato la curiosità dello scrivente che non è mai riuscito a trovarli sul mercato per testarne l’efficacia e il suono, non di meno viti e capicorda in rame, elettronitici Nichicon di quelli buoni, e semiconduttori di potenza Sanken selezionati. Insomma, tutti ingredienti che normalmente stanno in “ricette” molto più sofisticate ed ambiziose di un integrato sotto i 500€.
Un controllo di impedenza sui generis
Sul pannello posteriore dello Yamaha A-S501 c’è un commutatore che sostanzialmente serve a rendere l’amplificatore adatto a pilotare basse impedenze nella posizione “LOW”, dai 4Ω, e invece impedenze più alte in quella “HIGHT” (dai 6Ω), in sostanza si tratta, senza entrare troppo nello specifico tecnico, di un sistema che evita che l’amplificatore possa auto-oscillare o andare in protezione in caso di volumi troppo alti o, soprattutto, di cavi molto lunghi, immaginiamo per esempio di dover sonorizzare un altra stanza, e quindi di trovarci di fronte a decine di metri di cavi che diventano una impedenza piuttosto cospicua. Trovandoci però di fronte, nel nostro caso, a connessioni corte (e riteniamo corti anche cavi da 4mt soprattutto rispetto alla logica di diffusori installati in altri ambienti) ci siamo presi la libertà di provare entrambe le posizioni con diffusori sia da 4Ω che da 8Ω. Prima di tutto l’amplificatore non è andato mai in difficoltà, ne dal punto di vista termico ne da quello delle protezioni, ed abbiamo poi trovato delle discrete differenze di suono, tanto da sentirci di consigliare solo se avete una sola coppia di diffusori di provare entrambe le posizioni e trovare quella che sonicamente vi soddisfa di più. Ovviamente, ma lo recita anche sia il manuale che l’avvertimento sul pannello posteriore, il commutatore LOW/HIGH va spostato quando l’amplificatore è spento !

Ascolto, conclusioni sullo Yamaha A-S501
Il carattere sonoro di questo “piccolo” amplificatore Yamaha è lo stesso, fatte le dovute proporzioni, di R-N2000 e in scala ancora più grande di A-S3200. Composto, energetico, autorevole, con una bella amalgama e una eccellente capacità di ricostruzione della scena. Manca di granularità, e di un corpo e sostanza in gamma bassa tipiche di amplificatori più costosi. Ma dobbiamo sempre ricordarci che siamo di fronte a un prodotto sotto i 500€, per il quale certi parametri dovrebbero essere proprio inarrivabili ! Molto buono, davvero, è lo stadio Phono MM, inaspettatamente performante rispetto alla classe del prodotto, e che ha condotto in modo davvero esemplare un giradischi -New Horizon- e una testina -Ortofon 2M Bronze- di una classe molto più alta.
Bassa impedenza e alta impedenza dei diffusori generano due suoni abbastanza diversi, ma che non si possono generalizzare, perchè dipendono molto dal diffusore che si utilizza, nel nostro caso tra Paradigm Founder 40B e Indiana Live Diva 6, abbiamo avuto opinioni in qualche frangente diverse, ma questo apre un interessante scenario di personalizzazione che nessun prodotto ha nella fascia di prezzo dei 500€.
Promosso, quindi, a pieni voti questo piccolo Yamaha, che tra l’altro offre in uno stretto range di prezzo tre prodotti molto simili, A-S301, A-S501 e A-S701, con potenze diverse e costi di conseguenza. Entrare nel mondo Yamaha dalla porta principale non è stato mai così facile !
Specifiche tecniche, prezzo, distribuzione dello Yamaha A-S501
- Potenza RMS su 8 ohm, 20Hz-20kHz, 0,0019% THD: 85+85 W
- Potenza dinamica 8/6/4/2 ohm: 130/150/185/220W
- Ingressi/uscite: 7/2
- Ingresso phono: 1XMM
- Sensibilità di ingresso phono/linea: 3mV/200mV
- Livello uscita cuffia: 430mV/470 ohm
- Ingressi digitali: ottico e coassiale
- Formati digitali accettati: PCM 192/176,4/96/88,2/48/44,1/32 kHz, 24 bit
- Uscita subwoofer: singola su RCA
- USB per alimentazione: 5V, 1A
- Fattore di smorzamento: 240
- Risposta in frequenza: 10Hz-100kHz +/- 1 dB
- Distorsione armonica totale (20Hz-20kHz): 0,019%
- Rapporto segnale/rumore: 99dB
- Assorbimento in stby: 0,5W
- Dimensioni: 435X151X387
- Peso: 10,3 kg
- Colori: nero o silver
- Prezzo: 549€
Distributore per il territorio italiano dello Yamaha A-S501: Yamaha Italia, Via A. Tinelli, 67/69, Gerno di Lesmo (MB)




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