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Morel AVYRA 622 bookshelf

https://youtu.be/q7oXnOI6S6A

Meir Mordechai è uno dei progettisti audio più influenti degli ultimi cinquant’anni. Agli inizi degli anni Settanta insieme a Ejvind Skaaning e Gerhard Richter fondò la RMS (acronimo delle inziali dei loro cognomi e che corrisponde “casualmente” a anche a quello di Root Mean Square utilizzato per le grandezze elettriche) un’azienda che segnò un cambiamento importante nel modo di costruire altoparlanti. Skaaning e Richter presto presero una strada separata creando Dynaudio e offrendo in diversa maniera un importante contributo alla scuola danese in Seas e Skan-Speak tanto per citare due aziende. Mordechai invece rilevò la RMS che divenne nel 1975 Morel (MORdechai ELectro-acoustic), azienda si è affermata tra i maggiori specialisti del settore. Ad oggi è infatti un rinomato costruttore conto terzi, i suoi altoparlanti sono molto apprezzati nel car audio e tra gli autocostruttori che possono attingere ad un catalogo ben fornito e di alto livello. Non manca l’impegno di Morel anche nel settore hi-fi e high-end dove realizza due linee di diffusori sviluppati interamente in casa. Propone la serie Sopran, di fascia alta, e la Avyra che riporta in scala le migliori tecnologie ad un prezzo più abbordabile. I 622 di questa prova sono il modello da piedistallo, cui si affianca il 633 da pavimento e il centrale C5 e il S1201 Subwoofer che completa la linea adatta anche al multicanale.

Il design delle Avyra 622 è molto originale. Le rifiniture laterali sono fatte in PVC stampato

Costruzione: gli altoparlanti al centro del progetto

L’Avyra 622 è un diffusore a due vie, di medie dimensioni, dotato di tweeter a cupola morbida da 28 millimetri e un mid-woofer da 16 centimetri con caricamento in bass reflex posteriore. La forma è quella del classico parallelepipedo con la struttura del mobile composta da pannelli in MDF di 18 millimetri di spessore rinforzato internamente con un setto aperto posto idealmente tra tweeter e midwoofer. Il volume interno è di circa 12 litri riempito di materiale fonoassorbente in poliestere di densità medio-bassa. L’estetica è impreziosita da pannelli laterali, lavorati con macchine a controllo numerico, che coprono parzialmente i fianchi. La loro forma segue una linea curva tale che nella parte posteriore lascia scoperto il cabinet principale sottostante mentre anteriormente si raccorda interamente con il profilo del frontale. Le colorazioni prevedono la tinta unita nera o bianca oppure le opzioni a due tinte con il mobile antracite e fianchetti in color rovere o noce chiaro. La finitura del cabinet è ottenuta con una pellicola che appare molto resistente alle abrasioni e, seppur non certo lussuosa, risulta piacevole alla vista mentre l’essenza del legno non è naturale ma facilmente confondibile. Sono disponibili piedistalli dedicati, alti 68 centimetri, con i medesimi abbinamenti. Vale la pena fare considerazioni su queste scelte che da un lato permettono di rientrare entro un budget stabilito, dall’altro offrono una estetica accattivante, una certa robustezza delle finiture e hanno anche caratteristiche funzionali. I fianchi, ad esempio, appesantiscono la struttura abbassandone la frequenza di risonanza, mentre il profilo che si raccorda con il pannello frontale, seppur di raggio limitato, in qualche modo limita le diffrazioni rispetto agli spigoli vivi.

Sul pannello posteriore c’è una placca di metallo avvitata a filo che ospita i collegamenti con l’amplificatore. I morsetti sono di buona fattura, d’orati con isolamento in plastica trasparente, predisposti per il single-wiring. Il cablaggio interno è ottenuto con semplici cavi rosso e nero di spessore sufficiente, fasciati con materiale assorbente spugnoso per evitare vibrazioni interne. Il filtro crossover prevede componenti di elevata qualità per la categoria ed è disposto su di una basetta in vetronite alloggiata sul fondo del diffusore. Tutti i condensatori sono in polipropilene e induttanze avvolte in aria, come su realizzazioni di fascia più elevata. Di notevole dimensioni l’induttore in serie al midwoofer che, insieme ed un condensatore da 16 microfarad, contribuisce al taglio a 2,2 kHz in una configurazione del secondo ordine elettrico. L’impedenza nominale del sistema è dichiarata a 4 ohm mentre l’efficienza è di 88 dB (2,83 volt/ 1 m).

Scritto da Audio 2G

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    Il cabinet nei diffusori, la nuova frontiera