in

Accuphase, la storia di una eccellenza giapponese

Storia di Accuphase

La storia di Accuphase inizia nel 1972, quando Jiro e Nakaichi Kasuga lasciarono la Trio-Kenwood, poi divenuta Kenwood, per fondare una piccola azienda dedicata alla costruzione di prodotti con un livello qualitativo che, all’epoca, pochissimi marchi al mondo potevano permettersi. La chiamarono inizialmente Kensonic, e infatti ancora oggi si trovano prodotti sul mercato del vintage perfettamente funzionanti con quella firma. Dopo pochi anni decisero di adottare il nome Accuphase, una fusione di “accurate” e “phase”, i due concetti che per loro rappresentavano l’essenza stessa della riproduzione musicale. L’obiettivo dei fondatori non era competere sui volumi, ma costruire apparecchi che unissero precisione ingegneristica, musicalità e robustezza. La produzione era limitata e quasi artigianale, e lo è rimasta fino ai giorni nostri.

Il preamplificatore C-200 e il finale P-300, entrambi del 1973, stabilirono subito un nuovo standard per silenziosità, potenza e raffinatezza timbrica, sono ancora a tutt'oggi molto considerati

Il preamplificatore C-200 e il finale P-300, entrambi del 1973, stabilirono subito un nuovo standard per silenziosità, potenza e raffinatezza timbrica. Il loro compagno integrato, l’E-202, era il primo in commercio che poteva competere con un pre/finale, dimostrando al grande pubblico il fatto che un singolo telaio poteva essere all’altezza di un doppio telaio. Erano gli anni d’oro per l’Hi-Fi in Giappone, ma Accuphase piuttosto che approfittarne si distinse subito per l’impiego di componenti selezionati, circuitazioni completamente discrete e un controllo qualità maniacale, il che portava il listino talmente in alto da renderli comunque prodotti di elite. I fratelli Jiro e Nakaichi Kasuga puntavano esclusivamente sulla qualità e non avrebbero potuto garantirla con grandi catene di produzione.

I fratelli Jiro e Nakaichi Kasuga fondatori di Accuphase, decisero di adottare il nome Accuphase, fusione di “accurate” e “phase”, i concetti che per loro rappresentavano l’essenza della riproduzione

Negli anni ottanta la casa affrontò la rivoluzione digitale con grande prudenza. Fu tra le prime a progettare lettori CD non come semplici prodotti commerciali ma come strumenti di precisione. Il lettore DP-80 con convertitore DC-81, a metà decennio, divenne una sorta di riferimento per neutralità e stabilità di lettura. Nello stesso periodo continuarono ad evolvere i pre e finali: i modelli della serie C-280 e P-500 consolidarono la reputazione di Accuphase come produttore capace non solo di prestazioni eccellenti, ma anche di affidabilità straordinaria. Non era raro che un cliente acquistasse un apparecchio e lo tenesse per venti o trent’anni senza alcuna necessità di manutenzione oltre l’ordinario. E infatti nella intervista che trovate qui a proposito del controllo di Volume AAVA, Takura Inokuma (Senior Managing Director) parla proprio del fatto che per loro la cosa più importante è l’affidabilità nel tempo.

Il lettore DP-80 con convertitore DC-81 debuttarono a metà degli anni '80 e divennero immediatamente un riferimento per neutralità e stabilità di lettura

Con gli anni novanta arrivò una nuova generazione di amplificatori integrati come l’E-405 e l’E-550, quest’ultimo uno dei primi integrati in classe A pura dedicati a un pubblico audiophile non di nicchia. Parallelamente la casa sviluppò finali di potenza più sofisticati come il P-7000 e successivamente il P-7100, nei quali applicò soluzioni proprietarie come il bilanciamento totale, alimentazioni sovradimensionate e sistemi di riduzione del rumore allo stadio di uscita. Nello stesso periodo vennero introdotti i primi equalizzatori di precisione e i primi crossover elettronici, segnando l’intenzione dell’azienda di controllare ogni elemento della catena audio senza mai scendere a compromessi.

P-7000 in foto e poi P-7100, nei quali Accuphase applicò soluzioni proprietarie come il bilanciamento totale, e sistemi di riduzione del rumore allo stadio di uscita

All’inizio degli anni duemila Accuphase lanciò modelli destinati a entrare nel mito dell’hi-end. Il preamplificatore C-2800, considerato da molti un capolavoro della progettazione analogica, e rappresenta ancora oggi una vetta per silenziosità, linearità e trasparenza. Poco dopo arrivò il finale A-60 in classe A che combinava potenza, dinamica e una dolcezza timbrica che divenne una sorta di marchio della casa. Nel mondo digitale il lettore DP-700 e poi il DP-720 dimostrarono che il compact disc, pur essendo un formato maturo, poteva ancora raggiungere livelli di raffinatezza sorprendenti se riprodotto con una meccanica e una conversione di livello assoluto.

C-2800 è considerato da molti un capolavoro della progettazione analogica, e rappresenta ancora oggi una vetta per silenziosità, linearità e trasparenza

Negli anni successivi la filosofia Accuphase è rimasta sorprendentemente coerente: nessuna corsa alle mode, nessuna rivoluzione improvvisa, ma un’evoluzione continua, fatta di miglioramenti incrementali e verificabili. Ogni nuovo modello veniva introdotto solo quando realmente superiore al precedente, non per ragioni commerciali. L’arrivo degli integrati E-450, E-470, E-480 e oggi E-5000 ha continuato a dimostrare come come un amplificatore integrato Accuphase possa raggiungere prestazioni un tempo riservate ai sistemi separati. Nel frattempo la serie A dei finali in classe A è proseguita con l’A-65, l’A-70 e l’A-80, ciascuno caratterizzato da una musicalità equilibrata e da un controllo del segnale quasi chirurgico. La sezione digitale ha visto DAC modulari come il DC-901 e più recentemente il DC-1000, progettati per funzionare in coppia con meccaniche dedicate come la DP-900.

E-450 di inizio anni '90 era un integrato da 180W per canale con controllo di volume AAVA, prestazioni eccellenti e un prezzo relativamente concorrenziale

Arrivando ai giorni nostri, Accuphase continua a essere un marchio indipendente, rimasto fedele alle idee originali dei fratelli Kasuga. I prodotti, assolutamente riconoscibili dal classico frontale color champagne e dai vu-meter ambrati, in molti modelli sostituiti da LED solo per questioni di affidabilità, sono costruite ancora oggi in Giappone con un livello di cura che pochissimi produttori, anche nel settore hi-end, riescono a eguagliare. I modelli recenti come l’integrato E-700 ed E-800 in classe A, il preamplificatore C-3900 o il lettore SACD DP-770 testimoniano che l’azienda ha mantenuto la sua identità: unire rigore tecnico, eleganza sonora e una durabilità quasi senza tempo. La storia di Accuphase è, in fondo, la storia di un marchio che ha sempre preferito l’eccellenza alla quantità, la pazienza al marketing, e che ancora oggi continua a rappresentare una delle interpretazioni più pure dell’alta fedeltà.

Grazie di esistere.

Scritto da Audio 2G

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

    Volumio Preciso DAC

    Volumio Preciso DAC

    Intervista con Accuphase