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B&W 707 Prestige Edition

Ascolto

Come dicevo all’inizio, i diffusori B&W hanno sempre avuto un imprinting musicale ben definito e riconoscibile, e questa 707 non fa eccezione per molti aspetti. Avendo a che fare con un piccolo due vie, la prima cosa che analizzo con attenzione è sempre la resa delle basse frequenze, tallone di Achille di questa tipologia di diffusori. Molti di essi, infatti, per sopperire ai limiti fisici del piccolo trasduttore ed assicurare una sensazione di completezza del basso, presentano una configurazione dell’accordo che ne privilegia non tanto l’estensione quanto un rinforzo della gamma intorno agli 80/100 Hz e ciò comporta spesso una resa dei bassi tendente al gommoso ed un po’ opaca. Nel caso di queste B&W invece, si è privilegiata l’estensione, che in ambiente può essere considerata come flat almeno fino ai 60 Hz, con un basso assolutamente corretto e definito, almeno fin dove può. Il risultato è quello di un diffusore “maturo” e ben concepito, direi completo compatibilmente con le sue dimensioni. Per appurare quanto detto mi sono premurato subito di ascoltare un paio di brani dove l’apporto del contrabbasso risulta decisivo ed impegnativo, ossia il primo brano dell’opera di Charles Mingus chiamata “Five Mingus”, nel quale l’incipit del contrabbasso anticipa la sezione fiati, qui registrati molto dinamici e potenti (incredibile come all’epoca furono realizzati dischi di questa qualità tecnica). Lo strumento di Mingus risulta giustamente contrastato e ben dettagliato e l’entrata dei fiati non ne pregiudica l’intellegibilità. Un altro brano piuttosto impegnativo risulta essere “It Ain’t Necessarily So” dell’album “Gershwin’s World” di Herbie Hancock, nel quale il basso è effettivamente un pochino impastato e non perfettamente a fuoco, tendendo ad essere più che uno strumento un tappeto musicale indefinito. In questa occasione le B&W non si sono perse ma hanno riprodotto le note basse con un bordo riconoscibile, esaltando anzi la percussività delle corde piuttosto che la loro vibrazione. Tutto ciò per dire che, anche a volumi decentemente sostenuti, le 707 non si scompongono e riescono a fornire una riproduzione contrastata e dinamica, forse anche al di sopra delle loro dimensioni.

La laccatura Santos Gloss prevede 12 mani di lacca lucida per queste 707 Prestige Edition

Direi infatti che questo è un diffusore che suona “più grande” di quanto esso realmente sia. La restante gamma di frequenze presenta una eccezionale apertura in alto e ciò resta perfettamente in linea con la tradizione della Casa inglese, ma va detto che rispetto al passato il tweeter non è affetto da eccessi vistosi, perlomeno fin quando l’incisione non ci metta del suo. Diciamo che con alcuni brani si vorrebbe un po’ meno luce, che risulta in alcuni casi un po’ accecante, come nel caso di “Take Five” registrata dal vivo in “We’re All Together Again for the First Time” del Dave Brubeck Quartet (in questo caso quintet visto che erano in cinque), nel quale i piatti di Alan Dawson risultano decisamente avanzati ed in primo piano. La gamma media viene riprodotta in maniera egregia, innanzi tutto corroborata da un medio basso mai sottolineato ma sempre solido e concreto ed è dotata di una consistente dose di dettaglio e pulizia sonora, che riescono sempre a rendere intellegibile il cantato in ogni occasione. E’ un medio che non strilla mai, piuttosto lineare e mai fastidioso, testimone di una riproduzione molto veloce nei transienti, che non esiterei a definire “croccante”. Anche qui viene preservato il DNA di B&W, che ha sempre reso riconoscibile ogni diffusore per doti di trasparenza e capacità introspettiva. La complessa riproduzione del pianoforte, viene risolta dalle due piccoline in maniera piuttosto completa, siamo ovviamente lontani dal realismo inquietante delle mie Klipsch la Scala 2, ma lo strumento ha corpo armonico e dettaglio ammirevoli. Nella bella realizzazione di “Stan meets Chet”, il duo strepitoso Getz/Baker esprimono tutto il loro talento, con una riproduzione fluida ed ariosa, ed il piano di Jodie Christian fornisce un accompagnamento mai sopra le righe ma corretto, con uno strumento giustamente percussivo ma non privo di corpo armonico. Tutto è a posto ed in ordine, coerente e musicale.

Le 707 Prestige Edition sono caricate in bass-reflex con condotto posteriore

Ho fatto pilotare le 707 sia dal mio Mastersound 845 Reference che dal piccolo Nad C315 BEE che utilizzo in un secondo impianto, ovviamente con risultati ben diversi, ma anche il Nad, pur non potendo vantare la raffinatezza e la magia del valvolare, è riuscito a far emergere i pregi delle B&W ed è risultato anzi molto sinergico in termini timbrici, addolcendo leggermente la gamma alta del diffusore. Altro elemento di rilievo è la ricostruzione scenica che le piccole 707 riescono a garantire, anche e soprattutto con brani classici. Dandogli in pasto i “Carmina Burana” diretti da Eugen Jochum nella consueta edizione DG, perlomeno fino a livelli medi di volume il coro è ben riprodotto, con una capacità di riconoscere le varie sezioni in maniera agile e definita. L’immagine è ben ricostruita nelle tre dimensioni, soprattutto in larghezza, che con il Mastersound travalica decisamente il triangolo d’ascolto estendendosi all’esterno dei diffusori, i quali risultano scomparire del tutto. E’ una prestazione direi degna di nota ed insolita in questa classe di prezzo. Sul fronte della dinamica ovviamente ci sono i limiti fisici imposti dal diffusore e dai suoi trasduttori, ma a livelli anche medio alti la riproduzione non perde il filo e non mostra la corda tanto facilmente, garantendo una spinta a tratti inaspettata. Posso tranquillamente affermare che con queste 707 la riproduzione non risulta mai banale, ma sempre piacevole ed accattivante, con un dettaglio a tratti veramente degno di nota.

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