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Exposure pre XM7 e finali mono XM9

Qualche mese orsono abbiamo provato, traendone peraltro grande soddisfazione, l’interessante amplificatore integrato Exposure 2510. Quella prova ci aveva lasciato con la curiosità di ascoltare qualche altro amplificatore appartenete alle serie più elevate di questo storico costruttore britannico. Il distributore italiano ASM ci ha immediatamente accontentati inviandoci questo terzetto Exposure pre XM7 e finali mono XM9; tuttavia grande è stato lo stupore allorquando ci è stata recapitata una scatola dalle proporzioni sostanzialmente cubiche e così piccola da non poter accogliere tre elettroniche di dimensioni standard.

Exposure pre XM7 e finali mono XM9

Exposure pre XM7 e finali mono XM9: design compatto, ambizioni elevate

Il mistero è durato il tempo di aprire l’imballo per scoprire che al suo interno erano ordinatamente sistemati un preamplificatore XM7 e due Finali monofonici XM9, in rappresentanza della serie XM che abbiamo poi scoperto significare Exposure Mini. Tale serie include anche un Lettore CD (XM CD Player), un pre phono (XM3 Phono Amplifier), un integrato (XM5 Integrated Amplifier) e un ampli cuffia (XM HP Headphone Amplifier). Ma perché proporre una serie “mezzo formato”? La risposta è decisamente semplice: molte persone desiderose di avere componenti audio di eccellente qualità non dispongono tuttavia dello spazio per poterli inserire in casa. Le dimensioni standard tendono a risultare un pò “invasive” rispetto all’arredamento di un classico ambiente domestico e questo può comprensibilmente generare “attriti” familiari. Dunque è proprio per soddisfare tale esigenza che la Exposure ha creato la serie XM, una linea di elettroniche di alta gamma in formato compatto. In estrema sintesi un’idea semplice semplice: offrire prestazioni da grande hi-fi in metà dello spazio.

Semplice a dirsi ma molto meno a farsi: va infatti ricordato che i classici cabinet da 430 mm di larghezza hanno effettivamente una loro ragion d’essere, specialmente quando si tratta di amplificatori. Raffreddare adeguatamente un finale di potenza richiede dissipatori di dimensioni rilevanti che occupano parecchio spazio. Questo discorso, seppur in misura minore, si applica anche agli amplificatori in Classe D che per quanto notoriamente assai efficienti dal punto di vista energetico, devono pur sempre gestire il problema del calore. Nel caso specifico dei finali mono Exposure XM9 che funzionano in Classe AB, la sfida era dunque rilevante. Cionondimeno i tecnici inglesi sono riusciti nell’impresa: offrire una coppia pre/finale di alto livello sonico in un cabinet largo la metà di quelli convenzionali. Basta guardare le foto degli interni che abbiamo realizzato in questa occasione per rendersi conto che il trasformatore toroidale è stato dimensionato sfruttando al limite le possibilità offerte dallo spazio interno dello chassis.

In entrambi gli apparecchi spicca una generosa sezione di alimentazione dotata di trasformatore toroidale.

XM7: un preamplificatore con DAC interno

Le foto mostrano come all’interno del preamplificatore Exposure XM7 si trovi, sovrapposta alla scheda principale, una grande scheda DAC che reca due ingressi SPDIF in formato BNC, due ingressi ottici in formato Toslink, oltre a una porta USB tipo 2. La compatibilità rispetto ai file in ingresso è fino a 24 bit/192 kHz (PCM) e fino a DSD64, questo vale per tutti i tipi di connessione. Questi dati fanno intuire come il chip impiegato, vale a dire il Wolfson WM8742, non sia di ultimissima generazione, purtuttavia è un componente di conclamata qualità. Interessante rilevare come su tale scheda trovi posto anche la sezione di uscita analogica a componenti discreti.

Al di sotto, dunque sulla scheda principale del pre, troviamo a partire da sinistra, uno stadio phono MM, due ingressi analogici linea uno dei quali non asservito al controllo del volume (AV) e le due uscite preamplificate a livello variabile, dunque asservite al controllo del volume che poi è un ottimo ALPS serie Blu motorizzato. Sempre sul pannello posteriore è presente una uscita per cuffie con doppio jack (6,35 mm e 3,5 mm) commutabile. La costruzione è eccellente: cabinet in alluminio, pannello frontale in alluminio estruso, finitura a scelta tra nero o titanio.

Una volta rimosso il coperchio spicca il generoso trasformatore da 200 VA e una componentistica passiva di alto livello. La selezione degli ingressi avviene tramite relè e i circuiti audio usano transistor discreti, come da tradizione di Exposure.

Sul sobrio frontale una fila di LED indica chiaramente l’ingresso selezionato, mentre una piccolo LED rosso incastonato nella manopola del volume – pilotabile anche dal telecomando in dotazione – ne segnala lo stato di operatività.

Exposure pre XM7 e finali mono XM9
Particolare della scheda DAC del pre XM7

XM9: monofonici compatti ma muscolosi

I piccoli finali monofonici Exposure XM9 trasmettono sin dal primo impatto visivo una gradevole sensazione di solidità. Sensazione avvalorata del peso piuttosto sostenuto (5kg) e da una costruzione ben fatta e curata a dispetto del costo relativamente contenuto. Analogamente a quanto visto nel pre Exposure XM7, la gran parte del volume interno è occupato dal trasformatore toroidale da 200 VA. Il circuito è in Classe AB, accoppiato in continua e utilizza transistor di potenza bipolari Toshiba. In particolare nella sezione di alimentazione Exposure impiega una topologia a cascode nella sezione del rilevatore di errore al fine migliorare la risposta complessiva dell’alimentatore. Sul percorso del segnale sono montati esclusivamente componenti discreti di alta qualità. Pur non essendo degli amplificatori intrinsecamente bilanciati gli XM9 possono operare tanto in modalità bilanciata quanto sbilanciata; per passare da una all’altra è necessario intervenire su un jumper posto sulla mainboard, il che richiede l’apertura del cabinet. Posteriormente troviamo dei binding post, che accettano solo connettori a banana predisposti per il bi-wiring, quindi sdoppiati.

Exposure pre XM7 e finali mono XM9
Nella vista interna del finale si notano i quattro grandi condensatori di filtraggio da 10.000 μF ciascuno.

Qualità sonora: gli Exposure pre XM7 e finali mono XM9 sono dei compatti dal pugno di ferro

Sin dalle primissime battute ci siamo resi conto che c’era qualcosa di inconfondibilmente “Exposure” nella voce di questo compatto terzetto Exposure pre XM7 e finali mono XM9. Alla luce del nostro entusiasmo derivate dalla prova del 2510, potete intuire che lo diciamo in senso positivo. Essenzialmente possiamo affermare che il suono si conforma felicemente alla classica impostazione della casa: bassi pieni e caldi, un medio dettagliato e ampio, un’estensione verso l’estremo alto ariosa e giammai aggressiva. Il tutto è presentato in un contesto di musicalità coinvolgente, con una buona spinta dinamica che aggiunge divertimento e coinvolgimento emotivo all’ascolto.

Exposure pre XM7 e finali mono XM9
Vista dei pannelli posteriori dei tre elementi

Exposure pre XM7 e finali mono XM9: caratteri generali del suono

Il suono proposto dal terzetto Exposure pre XM7 e finali mono XM9è energico e coinvolgente, con bassi caldi ma che non scivolano mai in una fastidiosa sensazione di artificioso gonfiore. Dal lato opposto dello spettro l’estensione sugli alti è dolce e raffinata. L’elemento centrale a mio avviso è comunque il dettaglio in gamma media che è senz’altro ben presente, ma mai eccessivo. L’equilibrio tra dinamica e musicalità è notevole, con una scena sonora che si apre bene lateralmente, anche a volumi contenuti. La profondità, invece, non è la carta vincente, con gli strumenti che tendono a disporsi su un piano arretrato rispetto a quello dei diffusori. Tuttavia tale limitazione è compensata dalla generosa larghezza della scena acustica virtuale.

Le prestazioni rimangono complessivamente coerenti indipendentemente dalla sorgente, sia analogica che digitale. Tuttavia ci sentiamo di fare alcune osservazioni in merito nei prossimi paragrafi, osservazioni che nelle conclusioni ci porteranno a delle riflessioni di carattere generale.

Exposure XM9: DAC, linea e phono convincono

Abbiamo pilotato il DAC interno dell’Exposure XM7 collegandolo in USB ad un PC Audio di alto livello che operava alternativamente sia all’interno di un ecosistema Roon, sia all’interno di una architettura di sistema UPnP/DLNA. In entrambi i casi si è dimostrato un componente efficace e musicale, dando luogo ad a un suono vivido e molto piacevole. A dispetto della sua non recente concezione, la sezione DAC/preamp dell’XM7 ci è piaciuta molto: il segnale fornito ai finali Exposure XM9 è pulito, dinamico, ben bilanciato. Spicca in particolare l’ampiezza della scena sonora, che si estende ben oltre i diffusori che, nell’occasione, erano le Opera Prima V2. Dunque, come diciamo spesso nei nostri video, non è il chipset a fare la differenza ma il modo in cui viene implementato. Anche il vecchio Wolfson WM8742, nelle mani di tecnici sapienti, può sfoderare una musicalità che nulla ha da invidiare ai chip più recenti. 

La sezione phono MM dell’Exposure XM7 ci ha invece convinto un pò meno. Intendiamoci, collegando una buona sorgente analogica (New Horizon 303i con testina Ortofon M2 Bronze), l’ascolto di Birds del Tingvall Trio, tra i tanti altri album che abbiamo ascoltato, si è fatto notare per ampiezza della scenda, profondità, ricchezza dei dettagli. Tuttavia non ha saputo tenere il passo rispetto alla qualità degli ingressi linea relativamente al parametro della ricchezza armonica. Resta comunque una proposta valida e coerente, particolarmente apprezzabile per l’utente che si vuole divertire con i vinili ma che non considera questi come la sua sorgente principale. Del resto, se così non fosse, non avrebbe avuto senso la presenza dell’Exposure XM3 Phono Amplifier che intercetta proprio le esigenze di quel tipo di utenza.

Come avrete a questo punto intuito gli ingressi linea offrono la resa migliore in assoluto, quantomeno secondo il nostro parere: l’Exposure XM7 collegato al DAC Aqua La Sala MKII ha fornito una prestazione superlativa, regalandoci ore di assoluto divertimento.

Exposure pre XM7 e finali mono XM9
Particolare del pannello frontale del pre XM7

Exposure XM9: qualità e potenza inaspettate

Per quanto riguarda i finali Exposure XM9, avendo a disposizione un paio di DAC/pre di fascia decisamente superiore, non abbiamo resistito alla tentazione di fare una prova di ascolto al di fuori del suo “contesto” abituale. Il risultato è stato davvero notevole, permettendo ai compatti finalini inglesi di mostrare tutto il loro esplosivo potenziale, con prestazioni che ci hanno sorpreso per velocità e articolazione dinamica. I finali XM9 gestiscono senza sforzo apparente anche carichi ostici, spingendosi a volumi importanti senza alcun accenno di fatica.

Conclusioni: piccolo è bello, se si chiama Exposure

La combinazione Exposure pre XM7 e finali mono XM9 rappresenta una soluzione elegante, compatta e sorprendentemente performante. Ogni componente è studiato per completare l’altro, sia visivamente che sonicamente. L’equilibrio tra musicalità, dettaglio, potenza e praticità è senz’altro riuscito e ben centrato. Dunque la scommessa fatta da Exposure, quella cioè di restituire agli audiofili lo spazio fisico della propria sala d’ascolto senza compromettere le prestazioni soniche, si può dire vinta. L’Exposure XM7 (pre/DAC) costa € 2.170, una cifra in assoluto non trascurabile per un apparecchio che sconta la concorrenza di prodotti asiatici Low Cost dalle funzionalità analoghe. Tuttavia vuoi per l’intelligente dotazione di ingressi, vuoi per l’innegabile qualità sonica, è comunque una proposta concreta da tenere in seria considerazione laddove le esigenze funzionali e di spazio fossero compatibili.

Diverso il discorso per i finali mono Exposure XM9 che, oltre alla già citata qualità sonica, offrono il bonus delle compatte dimensioni e della versatilità lato ingressi. Ciò, assieme ad un prezzo tutto sommato competitivo (€ 2.970 la coppia), li fa essere dei seri canditati anche al di là dell’accoppiata con il loro preamplificatore di elezione. 

Infine, presi come sistema completo – quindi così come la Exposure li propone – il trio Exposure pre XM7 e finali mono XM9 offre una resa paragonabile a quella di un amplificatore integrato nella stessa fascia di prezzo, ovvero quella medio/alta.

Giulio Salvioni

Costruttore: Expsure Electronics Ltd – Unit 18, Winston Business Centre, 43 Chartwell Road, Lancing, West Sussex, BN15 8TU  +44 1273 423877

Distributore: ASM SRL
email info@asmdistribuzione.com
fax +39.02.700528234
phone/mobile-WhatsApp +39.335.6610736

Prezzo:

  • Pre XM7 € 2.170
  • Finali XM9 € 2.970 la coppia

Scritto da Audio 2G

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