Exposure 2510 un amplificatore integrato di grande tradizione con il classico e intramontabile “british sound”

Exposure nasce in Inghilterra, West Sussex, nel 1974 e da subito perfeziona l’arte di creare prodotti davvero Hi-Fi per veri amanti della musica. Nasce in un’epoca di pieno fermento per la riproduzione di qualità, nella “Silicon Valley” inglese della riproduzione audio, a pochi passi da aziende come Kef, SME, Bowers & Wilkins, Naim, insomma nomi altisonanti e solo per fare alcuni esempi.

Exposure nonostante siano cambiate molte cose nel mercato è rimasta in Inghilterra e gode di ottima salute, mantenendo la primigenia filosofia, ovvero impegno assoluto a non scendere mai a compromessi sulla qualità, progettando e costruendo prodotti con il miglior suono e un eccellente rapporto qualità/prezzo. Macchine semplici ed eleganti insomma che danno vita a qualsiasi collezione musicale, dall’aspetto semplice e funzionale, semplici da usare e da mantenere. Quello che le caratterizza, prima di tutto, è la veste estetica, che le farebbe riconoscere in qualsiasi scaffale anche in mezzo a mille altri prodotti, e quasi la stessa delle prime serie. I prodotti si differenziano solo nel naming dei modelli, prima fatto con simboli romani, adesso, e se ne giova la praticità, con numeri via via crescenti secondo l’importanza del prodotto. Solo le serie “piccole”, quelle mezza larghezza, sono contraddistinte con delle lettere.

In gamma numerosi prodotti. Il giradischi 360, l’amplificatore Exposure 2510 in prova, la linea 3510, che consta di un integrato, un pre, un finale stereo e uno mono e un lettore di CD, poi la top di gamma 5010, con un pre e un finale mono. Infine la serie mid-size XM, XM3 phono, XM5 integrato, XM7 preamplificatore, XM9 finale mono, e infine XM HP ampli cuffie e XM CD il lettore CD
Exposure 2510, il classico
L’ Exposure 2510 Somiglia molto al 10, prima versione da 35W man mano più potente negli anni con il Super 10 da 2X50W, Super 15 e poi 20 e 30 da 2X60W, sostituiti dall’XXXV da 80W e poi questo 2510. Semplicissimo, con sole due manopole, ingressi e volume, unica concessione al vezzo il telecomando e il doppio colore, nero e silver, per venire incontro alle richieste del pubblico, prima erano solo, assolutamente, neri.

Gli ingressi sono 4, oltre a un phono MM che può diventare un aux1 in assenza di giradischi, un tape-loop, un ingresso AV con pass-trought e infine un pre-out. I binding-post di uscita, in piena tradizione Exposure, accettano solo connessioni a banana, non troppo comode ma molto più sicure rispetto ai binding-post tradizionali che con scarsa disposizione di spazio potrebbero favorire i corto-circuiti. Insomma il classicissimo amplificatore analogico, il cui unico vezzo “numerico” è il controllo ingressi e volume con telecomando. Anche dal punto di vista circuitale, la realizzazione è semplice e molto razionale, con l’aletta di raffreddamento ricavata dal contenitore, cosa che per esempio utilizzava anche ONYX, altro marchio inglese piuttosto noto, e coevo a Exposure.

Uno sguardo all’interno denota l’utilizzo di condensatori di alta qualità utilizzati nel percorso del segnale, con un layout ben studiato per accorciare il più possibile il percorso del segnale. Molti componenti sono SMD mentre alcuni altri, quelli che per valore non sarebbero compatibili con questa tecnologia sono invece classici. La produzione del circuito stampato e la saldatura dei componenti superficiali (SMD) sono fatti in oriente per questione non solo di costi ma anche di disponibilità di macchine ad alta precisione, mentre tutti i componenti a foro passante e l’assemblaggio/test finali sono fatti in Inghilterra. Lo schema, ad occhio, sembra molto simile a quello dei vecchi Exposure, aggiornato solo in capo alla componentistica e ad alcuni valori, come quelli dei condensatori di filtro, e al sistema di gestione del telecomando e di controllo del volume, fatta con il classico potenziometro ALPS blu motorizzato, visto su moltissime realizzazioni moderne. Da notare il fatto che questa parte di controllo è la più “analogica” possibile, in modo da non influenzare con disturbi in radio-frequenza i circuiti. Da notare la realizzazione fatta quasi esclusivamente a discreti se non per l’inserimento di un operazionale a gestire l’ingresso phono.

Un tuffo nel passato con i piedi ben piantanti nell'oggi
Exposure è sempre uguale a se stessa. E questo è un vantaggio. Il suono, il timbro, la firma, è esattamente la stessa dei primi prodotti, e quella che ci si aspetterebbe dal costruttore inglese. Un tuffo nel passato perchè sembra di tornare a oltre 40 anni fa ad ascoltare non solo Exposure, ma tante firma british, come Cambridge, Naim, Onyx e sono per citarne alcune. Un suono che per omogeneità e pasta fa venire i brividi. Denso, corposo, avvolgente, rende qualsiasi contenuto godibile. Ecco, quello che le elettroniche inglesi hanno sempre avuto è la invidiabile capacità di saper suonare ogni cosa non solo e non tanto come generi musicali ma come qualità di incisione con grande disinvoltura e autorevolezza, rendendo godibile ogni contenuto, e questa è una dote unica e assolutamente invidiabile. Ascolti, senza pensare all’impianto, quello che senti ti accompagna, ti rilassa, ti coccola. Unica differenza con il passato una maggiore capacità di pilotaggio, una verve sconosciuta ai primigeni Exposure (ma come a tutti gli altri colleghi d’oltremanica) ai quali non potevi chiedere null’altro se non la spesso limitata potenza di targa, che accompagnava a volte faticosamente i diffusori ai quali venivano collegati. Con questo 2510 si sente che il tempo è passato e i componenti si sono evoluti. C’è maggiore velocità, capacità di pilotaggio, ma il suono è quello, lo stesso, splendido feeling che ha fatto innamorare tanti appassionati dell’HiFi in generale e del british sound in particolare. Del resto queste elettroniche si affermarono negli ’80 in un terreno inesplorato, tra i giapponesi e l’HiEnd, proponendo un punto di vista del tutto diverso che metteva al centro dell’attenzione la musica. Quello che ascoltiamo oggi è molto simile a quello che ascoltavamo agli inizi della nostra passione, seppure ringiovanito.
Conclusioni
L’Exposure 2510 è adatto a chi è appassionato di musica, e vuole un prodotto eterno, che possa accompagnarlo nel suo viaggio emozionale senza mai tradirlo, riuscendo infatti sempre a tirare fuori magia ed emozioni. Certo, è totalmente lontano dagli attuali canoni, non ha luci supplementari, vu-meter, controlli, non pesa neanche troppo, insomma è solo sostanza. E in fin dei conti la musica, quella vera, è “solo” sostanza.
Specifiche tecniche:
- Potenza: 75W su 8Ω
- Distorsione armonica totale: <0,0015%
- Risposta in frequenza: 20Hz-20kHz
- Rapporto segnale/rumore: >100dB
- Separazione tra i canali: >80dB
- Sensibilità Linea: 350mV
- Sensibilità MM: 2,5mV
- Consumo: <200W
- Dimensioni: 90X44X30
- Peso: 6kg
Prezzo: 2470€
Costruttore: Exposure Unit 18, Winston Business Centre, 43 Chartwell Road, Lancing, West Sussex, BN15 8TU, tel. +44 1273 423877, www.exposurehifi.com
Distributore: ASM srl Contrada Cereo 2 36078 Valdagno (VI) tel/wapp: 3356610736, www.asmdistribuzione.com




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