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Il controllo di volume AAVA di Accuphase

Accuphase AAVA

Il controllo di volume AAVA sviluppato da Accuphase rappresenta uno dei tentativi più avanzati di superare i limiti intrinseci dei tradizionali attenuatori audio. Nei sistemi convenzionali, la regolazione del livello avviene tramite potenziometri o reti di resistenze a commutazione che attenuano il segnale analogico, introducendo inevitabilmente variazioni d’impedenza, rumore di contatto e potenziali asimmetrie tra i canali, un potenziometro doppio, o ancora peggio quadruplo se il circuito è bilanciato, per certo non traccerà con precisione perfetta tutti e 4 i segnali in modo preciso, essendo, nel caso del potenziometro, un contatto a strusciamento. AAVA, acronimo di Accuphase Analog Vari-gain Amplifier, affronta il problema da una prospettiva completamente diversa: invece di attenuare il segnale, ne modifica il guadagno all’interno di un circuito attivo, mantenendo costanti le condizioni operative e minimizzando le distorsioni.

Il modulo AAVA e quello ANCC di ultima introduzione e bordo di praticamente tutte le amplificazioni del marchio giapponese

Il cuore del sistema è costituito da una rete di convertitori che trasformano il segnale analogico in una serie di correnti proporzionali, ognuna delle quali segue un percorso di amplificazione controllato. La combinazione di queste correnti genera in uscita il livello desiderato. La regolazione del volume non interviene mai sul segnale mediante dissipazione, come avviene con le resistenze, ma agisce sulla struttura di guadagno che lo elabora. In questo modo l’impedenza d’ingresso resta stabile e il rapporto segnale-rumore non risente dell’attenuazione, un risultato difficile da ottenere con qualsiasi schema passivo. Il controllo avviene tramite una matrice di elementi di guadagno selezionati in modo da garantire uniformità di risposta su tutta la gamma dinamica, anche ai livelli più bassi dove i potenziometri tradizionali tendono a perdere linearità.

C3900S è il preamplificatore top di gamma della Accuphase e la massima espressione dell'implementazione di AAVA e ANCC

Poiché nessuna parte del percorso del segnale subisce variazioni strutturali al variare del volume, si ottiene anche un’immunità quasi totale dai problemi di bilanciamento dei canali, particolarmente critici quando si scende vicino al fondo corsa. Nei potenziometri convenzionali, soprattutto se di tipo carbon track, il matching tra i canali tende a peggiorare drasticamente ai bassi livelli, mentre in AAVA lo stesso algoritmo di combinazione delle correnti viene applicato simmetricamente al canale sinistro e al destro, garantendo una coerenza che sarebbe impossibile ottenere con dispositivi meccanici. Accuphase impiega inoltre circuiti di buffer separati e un layout a simmetria dual-mono che riduce le interferenze reciproche e minimizza il crosstalk, contribuendo a una separazione tra i canali che si avvicina ai limiti misurabili degli strumenti di laboratorio.

Schema a blocchi del funzionamento di AAVA

Dal punto di vista della microdinamica e della risposta ai transienti, AAVA offre vantaggi che derivano direttamente dalla natura attiva e non dissipativa della regolazione. L’assenza di variazioni d’impedenza evita il carico variabile sulla sorgente e permette al preamplificatore di operare in condizioni costanti indipendentemente dal livello selezionato. Questa stabilità consente ai transistor del circuito di lavorare sempre nella loro zona più lineare, mantenendo invariati parametri come il punto di bias, la corrente di quiescenza e la temperatura operativa. In condizioni del genere, la minima variazione del segnale viene trattata con un margine di linearità molto maggiore rispetto a un attenuatore passivo, che tende invece a mascherare i dettagli nei passaggi più delicati a causa della dissipazione e dell’innalzamento del rumore relativo.

L'attuatore del sistema AAVA è un capolavoro di ingegneria, tattilmente conserva lo stesso effetto "honey spoon" di un controllo di vulume a potenziometro di alto livello

Nelle versioni più recenti del sistema, Accuphase ha introdotto ulteriori perfezionamenti come la riduzione del numero di stadi di conversione, l’uso di semiconduttori selezionati per rumore ultra-basso e la realizzazione multilayer del PCB per minimizzare induttanze parassite e correnti spurie di ritorno. L’intera rete di convertitori opera con un clock interno ad alta stabilità, necessario per sincronizzare le commutazioni evitando glitch, discontinuità o artefatti impulsivi che potrebbero introdurre rumore a banda larga. Una parte significativa del lavoro di ricerca si è concentrata sul mantenimento del comportamento analogico puro del circuito nonostante la logica di controllo sia di natura digitale, ottenendo un sistema ibrido in cui il segnale audio non entra mai all’interno della sezione digitale, che si limita esclusivamente alla selezione dei coefficienti di guadagno. Gli attenuatori tradizionali introducono resistenze serie che aumentano l’impedenza d’uscita a bassi volumi, riducendo il controllo sul carico e potenzialmente alterando la risposta in frequenza quando sono collegati dispositivi con impedenze non ideali. AAVA, grazie alla struttura a guadagno variabile, mantiene l’impedenza d’uscita costante e molto bassa, garantendo che il preamplificatore possa interfacciarsi con finali di potenza o amplificatori integrati senza degradare né la risposta ai transienti né la linearità complessiva del sistema.

Il C2800, uscito nel 2002, fu il primo prodotto Accuphase con il sistema di controllo AAVA

Il risultato è un controllo di volume che si comporta come un amplificatore a guadagno variabile continuo, con una finezza di regolazione di gran lunga superiore a quella di qualsiasi sistema analogico tradizionale e con un livello di trasparenza che deriva direttamente dalla stabilità elettrica del percorso del segnale. La filosofia AAVA può essere considerata non solo un’evoluzione tecnologica ma un cambio concettuale nel modo stesso di immaginare la regolazione del livello audio. La sua adozione diffusa nella gamma di prodotti Accuphase testimonia la maturità del progetto e l’efficacia di un approccio che coniuga il rigore dell’ingegneria elettronica con l’obiettivo di preservare la massima purezza del segnale analogico. L’ultima novità all’interno della tecnologia AAVA è l’ANCC è l’acronimo di Accuphase Noise and Distortion Cancelling Circuit, una tecnologia proprietaria specificamente sviluppata per ridurre rumore e distorsione nel percorso del segnale. In pratica ANCC non è un semplice filtro o una sezione ausiliaria, ma un circuito attivo integrato direttamente nell’elemento di conversione da corrente a tensione (current-to-voltage) della catena AAVA, dove il segnale audio analogico, dopo essere stato convertito in correnti variabili per il controllo di guadagno, deve essere riconvertito in tensione prima di proseguire verso gli stadi successivi del preamplificatore o dell’amplificatore. 

L'ANCC, ulteriore perfezionamento dell'AAVA

Il principio di funzionamento di ANCC si basa sulla rilevazione delle componenti indesiderate di rumore e distorsione presenti all’ingresso di questo stadio di conversione e sull’iniezione, in controfase, di una corrente di cancellazione che annulla o riduce significativamente tali componenti. Questo processo avviene in modo dinamico e continuo a qualsiasi livello di volume, consentendo al circuito di mantenere la purezza del segnale anche quando il guadagno varia di molti decibel. La cancellazione attiva delle imperfezioni consente quindi di migliorare il rapporto segnale-rumore e di abbassare la distorsione complessiva generata dall’elettronica stessa, cosa particolarmente utile nel caso di un controllo di volume analogico estremamente fine come quello di AAVA, dove ogni piccola variazione di guadagno potrebbe altrimenti introdurre artefatti. In sintesi, ANCC all’interno di AAVA è una sorta di “sistema di compensazione attiva” che rileva e contrasta rumore e distorsione nel punto critico in cui il segnale controllato viene ricostruito in tensione dopo la regolazione del guadagno. Grazie a questa tecnologia, il controllo di volume mantiene un’elevata trasparenza e una riproduzione più fedele del segnale originale, con una sensazione di maggiore dinamica e precisione anche ai livelli più bassi di ascolto.

Scritto da Audio 2G

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