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ONIX meccanica XST20 e DAC XDA20

“Se volti lo sguardo a sud di Londra sulla mappa delle Isole Britanniche, troverai una piccola città di mare chiamata Brighton. Una famosa località turistica in Inghilterra conosciuta da molti come la capitale della musica e dell’arte britannica. L’anima della creatività. Negli anni ’80, ONIX è nata qui”.

Questo è il suggestivo testo che ho trovato alla voce “About us” sul sito della ONIX Audio che ha immediatamente risvegliato ricordi di gioventù. Si, perché io l’integrato OA20 dei primi anni ottanta me lo ricordo benissimo giacché era presente nell’impianto di un mio compagno di università. Non solo suonava benissimo, ma era anche bello da morire nella sua estetica minimalista caratterizzata da un volume del tutto inconsueto per quei tempi. Tutto ciò è bellissimo ed evocativo ed ha fatto sì che accogliessi a braccia aperte la “combo” Zenith XST20 + XDA20. Però dai tempi di Brighton di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e la bandiera cinese sventola sul sito aziendale lasciando intendere chiaramente che molto è cambiato. Dunque cosa è rimasto della ONIX di allora?

ONIX XST20 top
La meccanica di lettura CD e SACD ONIX XST20

ONIX: un pò di storia

La storia del marchio ONIX è sovrapponibile a quella di diversi altri marchi inglesi che nel secolo scorso hanno contribuito alla nascita e all’affermazione del British Sound. Marchi salvati da un sicuro declino da lungimiranti imprenditori/appassionati asiatici (Giappone, Cina, Taiwan) che hanno saputo valorizzarli attualizzandone le tecnologie. Ad esempio la International Audio Group (IAG) è una azienda cinese che possiede gli iconici marchi Wharfedale, Castle Loudspeakers, Audiolab, Luxman, Mission, Quad e Leak. Talvolta queste operazioni hanno una esclusiva finalità commerciale, altre volte invece sono rispettose della tradizione del marchio. In ogni caso è innegabile come la qualità di questi prodotti asiatici si sia elevata nel corso degli anni, andando oggi a costituire più che una sfida ai marchi europei o americani, ma una solida alternativa.

OA20 salnt view
Un esemplare di un amplificatore ONIX degli anni ottanta (foto tratta dal web).

Per quanto riguarda ONIX tutto ebbe inizio nel 1979, quando Tony Brady, studente al Brighton Technical College, iniziò a progettare amplificatori di potenza in un magazzino situato nei pressi del molo di Brighton, una rinomata città costiera dell’Inghilterra meridionale. L’amico Michael O’Brien, secondo quanto riportato nella storia aziendale, rimase sbalordito dalle ridotte dimensioni e dall’enorme potenza di quegli amplificatori. All’epoca Michael ricopriva già un ruolo manageriale presso il rinomato marchio britannico di diffusori acustici Rogers, e scorgendo il potenziale commerciale nelle creazioni di Brady, decise di associarsi a lui. I primi modelli, lanciati nel 1981, furono gli amplificatori integrati OA20 e OA21 che suscitarono l’attenzione della critica (e del sottoscritto, per quel che vale) a causa dell’impiego di uno stadio di alimentazione di elevata qualità, una caratteristica tutt’altro che comune a quei tempi. L’azienda si dedicò anche alla produzione di amplificatori di fascia alta e di un interessante sintonizzatore radio, ma alla fine degli anni ’80 incontrò delle difficoltà finanziarie. Nel 1990, le azioni, allora interamente di proprietà di Adam Worsfold, vennero trasferite alla Onix Electronics Ltd. e un anno più tardi vendute al suo nuovo socio, Michael O’Brien, che all’epoca possedeva il marchio Rogers.

In quella fase vennero creati diversi prodotti interessanti, tra cui, nel 1993, il primo lettore Compact Disc CD33 del marchio. Analogamente a quanto fatto dalla scozzese Linn l’azienda non si affrettò ad adottare questa innovativa tecnologia ma preferì prima studiarne a fondo le problematiche per provare a risolverle. Linn e ONIX presentarono entrambe il loro primo lettore CD nello stesso anno. Ricordo a fini storici che Sony rilasciò il primo lettore CD commerciale, il CDP-101, sul mercato giapponese il 1° ottobre 1982. La realizzazione di alcuni buoni prodotti non fu tuttavia sufficiente a riconquistare quote di mercato e, dopo aver cambiato nome nel 1997 in Kendal Electronics Ltd., l’azienda venne chiusa.

Nello stesso anno il marchio ONIX fu acquistato da Pu Hsao Hsiung della Taiwan Sound Art Co. Per costui, a quanto riportato dalle cronache, ONIX costituiva poco più di un passatempo e non una vera e propria attività imprenditoriale. Cionondimeno i suoi sforzi portarono alla nascita di una nuova generazione di dispositivi. Evidentemente però la sola passione non fu sufficiente, visto che nel 2002 i diritti sul nome furono ceduti all’azienda cinese Shanling, nota sin dal 1988 per la produzione OEM, che diede inizio alla produzione di dispositivi a marchio ONIX presso i suoi stabilimenti in Cina. A partire dal 2003 è stata rilasciata una ampia gamma di modelli tra i quali segnaliamo l’ambizioso OC93, lettore CD/DAC/streamer, e l’amplificatore integrato con streamer incorporato OIA92, entrambi del 2022. Nel corso dell’edizione del 2023 della fiera High End di Monaco di Baviera, Onix si è rilanciata sul mercato internazionale con nuovi prodotti e una nuova distribuzione globale.

DoP schema
DSD over PCM, schema tratto dal sito di Audirvana.

Il controverso tema del lettore SACD

L’ONIX Zenith XTS20 è un trasporto Super Audio CD e ciò non è affatto banale. Non si tratta dunque della classica meccanica di lettura per CD in cui il segnale digitale in uscita viene inviato ad un qualsivoglia DAC. Non è nemmeno il classico lettore CD/SACD: questo tipo di dispositivi – quantomeno limitatamente al formato Super Audio CD – si abbinano sempre ad un DAC di una specifica azienda che esegue la conversione D/A. Tanto per rimanere tra i prodotti provati sul canale Audio 2G, è il caso di Esoteric. Il problema tecnico è costituito dalla modalità con cui trasmettere il segnale DSD, visto che Philips e Sony, titolari del brevetto, non hanno mai concesso in licenza uno standard commerciale presumibilmente per una scelta motivata dalle (legittime) preoccupazioni derivanti dal problema della pirateria digitale. Per quanto ne so questo ONIX Zenith XTS20 costituisce dunque il primo esempio di un trasporto SACD che può funzionare con qualsiasi DAC che supporti il formato DoP (DSD-over-PCM) sui suoi ingressi Coassiale RCA, ottici o AES/EBU. Paul McGowan, titolare della PS Audio, chiarisce spesso che il DoP non è una conversione del segnale DSD in PCM. Si tratta bensì di un metodo di “impacchettamento” in cui i dati DSD vengono inseriti all’interno di un frame PCM per essere trasportati attraverso interfacce (come l’USB) che non supportano nativamente il DSD. Una volta arrivati al DAC, i dati vengono estratti e trattati come DSD puro, senza alcuna perdita di qualità. Ciò comporta la selezione di gruppi di 16 campioni adiacenti a 1 bit da un flusso DSD e il loro inserimento nei 16 bit inferiori di un flusso di dati 24/176,4. I dati dell’altro canale della coppia stereo vengono inseriti allo stesso modo. Un codice marcatore specifico (header) negli 8 bit superiori identifica il flusso di dati come DoP, anziché PCM. Il flusso DoP risultante può essere trasmesso attraverso interfacce USB, AES, Dual AES o SPDIF con capacità 24/192 a un DAC compatibile con DoP, che ricompone il flusso dati DSD stereo originale in modo completamente inalterato.

DSD over PCM

Il protocollo DSD over PCM (DoP) è stato inventato e formalizzato nel 2011 da un gruppo di esperti del settore audio high-end. I protagonisti principali della sua creazione sono stati: 

Andreas Koch che ha ideato il DoP per permettere ai computer (specialmente i Mac, che non avevano driver per il DSD nativo) di trasmettere segnali DSD senza convertirli. Poi l’azienda inglese dCS (Data Conversion Systems) che ha collaborato alla definizione dello standard aperto, pubblicando le prime specifiche nel 2011. Lo sviluppo ha inoltre visto il supporto di figure chiave come Andy McHarg (dCS) e Rob Robinson (Channel D), e aziende come Aesthetix, Focusrite/Novation e MSB Technology, che hanno contribuito a rendere il DoP un Open Standard adottato universalmente dall’industria audio.

Dal punto di vista cronologico dobbiamo ricordare come il protocollo DoP risalga al 2011, mentre  il formato DSD originale è stato sviluppato molto prima (1999) da Sony e Philips con il determinante contributo di Andreas Koch per il supporto SACD. Il DoP è dunque un modo per inviare segnali DSD tramite USB a DAC che non accettavano segnali “nativi” di questo tipo. Col tempo, è stato ampliato per includere lo standard di connessione S/PDIF, su connessioni RCA e BNC, e poi Toslink e AES/EBU. Va detto che oggigiorno sono molti i DAC che accettano il DSD in modo “nativo”, quindi senza la necessità del passaggio per il DoP. Ciò ha fatto sì che l’interesse nei suoi confronti sia andato scemando. Inoltre c’è chi sostiene che le operazioni aggiuntive eseguite sul segnale, sia lato trasmettitore che lato ricevitore, influiscono sul suono peggiorandolo a causa del rumore introdotto nel corso della procedura.

ONIX XST20 front and back
Sul pannello frontale del XST20 spicca la manopola dorata multifuzionale e il bel touchscreen a colori da 3,4 pollici. Le uscite digitali sul pannello posteriore sono ben sei.

ONIX Zenith XST20

Il dispositivo è leggermente più piccolo rispetto allo standard misurando 320 x 240 x 72 mm. La veste estetica è quantomai lussuosa, ma questo è diventato ormai uno standard per le produzioni cinesi di classe elevata. Penso, ad esempio, al LAiV Harmony DAC o ai vari Eversolo da noi provati. Il materiale con cui è realizzato il cabinet è una lega di alluminio lavorata con macchine a controllo numerico, grazie alle quali è stato possibile realizzare il motivo a scanalature parallele al lato maggiore che arricchisce il pannello superiore e i due laterali. L’alloggiamento per il dischetto è posto sul pannello superiore (Top Loader) con il disco che è posizionato direttamente sull’asse del motore e trattenuto in posizione da un piccolo dischetto magnetico rivestito in plastica. Una volta posizionato il CD/SACD il vano va chiuso con un coperchio in vetro con una maniglia in alluminio.

ONIX XST20 tray
Il vano dell'XST20 con il suo coperchio appoggiato lateralmente.

Sul pannello dell’ONIX XST20 frontale troviamo un display touch a colori da 3,4 pollici accanto al quale c’è una grande manopola multifunzione dorata che permette i classici comandi Play, Pause, Stop traccia avanti e traccia indietro. Non credo mi sia mai capitato un lettore con questo tipo di comando ma, in effetti, l’ho trovato semplice ed efficace. Le informazioni mostrate sul display sono disposte in modo razionale ed ordinato, il che rende leggibili anche le piccole indicazioni ausiliarie. La selezione degli ingressi ed uscite, nonché di una ulteriore serie di opzioni di configurazioni, avviene utilizzando dei semplici menu caratterizzati da icone sufficientemente autoesplicative. A corredo viene fornito anche un telecomando che, essendo condiviso con molti altro prodotti ONIX, è davvero troppo pieno di pulsanti per i miei gusti, pur essendo solido e anche bello. Per quanto mi riguarda ho trovato più semplice ed efficace agire sul touchscreen. L’unità di lettura è la Sanyo HD870 affiancata da un chip MediaTek MT1389EE DSP. Questa unità è in grado di leggere CD (inclusi CD-R e RW) e DVD e, conseguentemente, anche SACD dal momento che hanno la medesima struttura fisica dei DVD; inoltre questo lettore può anche decodificare gli MQA-CD, invero piuttosto rari. Sul pannello posteriore, oltre alla vaschetta IEC per il cavo di alimentazione, troviamo ben sei uscite digitali: I2S (utilizzabile con CD, SACD DoP), ottico, coassiale, AES/EBU, BNC (utilizzabili con CD, SACD DoP) e USB (solo CD). La porta I2S è implementata su una presa HDMI che è asservita ad una FPGA utilizzata per affrontare il problema della mancanza di standardizzazione del collegamento I2S. É infatti possibile selezionare una tra le dieci diverse modalità di pinout, rendendo questa unità di trasporto compatibile con quasi tutti i convertitori dotati di ingresso I2S. Abbiamo più volte segnalato come l’elemento qualificante di questo collegamento è che trasmette separatamente i segnali dei canali sinistro, destro e clock. Viceversa nel collegamento S/PDIF, tutto è contenuto all’interno della medesima stringa che pertanto deve essere decodificata in uscita, cosa che potrebbe generare  degli errori.

ONIX XDA20 back and front
Sul pannello posteriore, oltre alle uscite analogiche (RCA e XLR), troviamo sei ingressi digitali tra cui un I2S su HDMI. Anche sul DAC è presente un display touch.

ONIX Zenith XDA20

Il DAC ONIX XDA20 della serie Zenith condivide le dimensioni e la veste estetica del lettore che abbiamo appena descritto. L’unica differenza sta nell’ovvia mancanza dello sportello per il caricamento del CD. Per completezza di trattazione ricordo che nella serie Zenith c’è anche lo streamer XMT20 che funziona su una piattaforma basata su Linux sviluppata internamente dalla Shanling e arriva con la certificazione Tidal Connect, Qobuz Connect e Roon Ready e compatibilità DLNA e AirPlay 2. Gli elementi qualificanti di questo DAC sono il doppio chipset di conversione ESS ES9039Pro che garantisce il supporto di file PCM fino a 32bit/768kHz e DSD512. A valle di questo troviamo otto amplificatori operazionali TI OPA1611 della Texas Instruments che realizzano il circuito di conversione  I/V (corrente/tensione) denominato, non casualmente, Brighton. La componentistica utilizzata è di livello elevato: ad esempio, l’alimentatore è basato su due trasformatori Talema da 15 W e 25 W e per il filtraggio sono utilizzati quattro condensatori Vishay da 3300uF/63V. L’XDA20 è anche un amplificatore per cuffie basato sul chip TPA6120 di Texas Instruments che garantisce una potenza fino a 1,6 W con cuffie con resistenza nominale di 32 Ohm, il che consente di lavorare anche con un carico complesso. Il chip XMOS XU316 è responsabile dell’emissione del segnale tramite interfacce I2S (HDMI) e USB-B. 

Anche su questo XDA20 troviamo un display touch a colori da 3,4 pollici e la stessa manopola multifunzione vista sul lettore. Al centro del display viene mostrata l’indicazione del tipo di file che si sta suonando (PCM o DSD) con la relativa indicazione della risoluzione. Qualora si utilizzi la funzione di preamplificatore, che è escludibile, viene mostrato anche il livello del volume. Nella modalità amplificatore per cuffie sono disponibili due livelli di guadagno (Low Gain / High Gain). La selezione degli ingressi ed uscite è a dir poco intuitiva grazie alle comode icone rappresentate sul display (Vd. Grafico).

Dal menu dei settaggi è possibile selezionare uno tra gli otto filtri di uscita e la modalità di illuminazione del display e dei comandi fisici del DAC (Vd. Grafico). Anche in questo caso è incluso nella confezione un telecomando del tutto analogo a quello del lettore visto in precedenza, con il risultato di trovarsi con due telecomandi identici e, almeno nel mio caso, inutilizzati stante la maggior comodità del display touch. Il Pannello posteriore è ben organizzato e contiene le sei porte di ingresso e, sulla destra, le due uscite analogiche bilanciate (XLR) e sbilanciate (RCA) poste in verticale.

ONIX XDA20 input selector
L'interfaccia touch è molto intuitiva grazie ad icone ben leggibili ed adeguatamente spaziate.

Ascolto

Ascolto

Abbiamo provato l’accoppiata ONIX meccanica XST20 e DAC XDA20 collegandoli tra loro in I2S e sfruttando l’uscita bilanciata del DAC per collegarlo all’amplificatore integrato Audio Analogue Maestro 2.0 che pilotava i diffusori Vivid Audio Kaya S12. Abbiamo inoltre utilizzato la meccanica XST20 collegandola al nostro DAC di riferimento Aqua La Scala MKII a sua volta collegato in sbilanciato allo stesso amplificatore. Il DAC XDA20 è stato poi collegato ad uno dei nostri PC Audio via USB (Scheda JCat USB EVO) per verificarne la compatibilità con il sistema operativo Audiolinux e i vari software che su esso utilizziamo abitualmente (ROON, UPnP, ecc.). Ovviamente, il primo test che abbiamo voluto fare è stato quello che prevedeva l’ascolto dei nostri, pochi invero, Super Audio CD che sono stati letti senza alcuna difficoltà tanto dall’ONIX XDA20 – questo non ha certo costituito una sorpresa – quanto dall’Aqua La Scala MKII che è compatibile con il protocollo DoP. Anche il sistema operativo Audiolinux ha visto senza esitazioni il DAC XDA20.

Chi ci legge abitualmente è al corrente del fatto che nel corso delle nostre prove la sorgente principalmente utilizzata è lo streaming da Qobuz e, attraverso Minimserver, dai nostri capienti NAS. Tuttavia questa prova mi ha forzato a riprendere in mano parte della mia collezione di dischetti argentei e a fare i conti con l’interazione “fisica”che essi presuppongono. A tal proposito voglio precisare che ho sempre ritenuto il CD, quantomeno a livello di godimento “tattile/estetico”, assolutamente non paragonabile all’LP. Se desidero godere dell’aspetto della ritualità del gesto l’analogico non ha paragoni, così come imparagonabile è la qualità dell’artwork di un vinile al confronto di quella di un Compact Disc. Purtuttavia, e non so spiegare il perché, mi ha fatto piacere tornare dopo tanto tempo a maneggiare i miei CD. Certo, mi sono dovuto nuovamente abituare al telecomando per il cambio traccia e al dover abbandonare la mia abituale modalità di ascolto basata sul “confronto di interpretazione” che solo lo streaming audio permette di fare quasi in tempo reale. Al suo posto però mi sono goduto l’ascolto di interi dischi dalla traccia 1 fino all’ultima traccia (o nota musicale) e anche questo non è un fatto trascurabile.

Altro motivo di riflessione è stato l’ascolto del SACD che, obiettivamente, è uno straordinario formato. Purtroppo la mia collezione è davvero limitata a pochi titoli di Classica e Jazz, ma sono tutti dischi di rara bellezza tanto a livello artistico che a livello tecnico.

Passiamo alle osservazioni scaturite dall’ascolto, iniziando dalla prima configurazione testata, quella cioè che vedeva funzionare assieme entrambi i prodotti ONIX collegati in I2S. La prima cosa che mi ha colpito è stata la dimensione davvero inusuale del palcoscenico virtuale proposto. L’ampiezza sui tre assi – in particolare in altezza – è quantomeno inconsueta e ha dato luogo ad una illusione prospettica assai gratificante anche grazie alle spiccate doti in tal senso delle piccole Vivid Audio Kaya S12. L’equilibrio timbrico di questa combo tende a privilegiare il medio alto con colori luminosi e una bella sensazione di naturalezza e setosità. Purtuttavia mi è sembrato che con alcuni strumenti come viole e violoncelli, mancasse un pò di corpo e di calore dando luogo ad una impressione di eccessiva leggerezza. Tale comportamento è stato in parte mitigato dall’impiego mirato dei diversi filtri di uscita che il DAC XDA20 mette a disposizione, tuttavia sempre in modo troppo misurato per essere decisivo. Molto diverso il comportamento con il DAC Aqua La Scala MKII collegato in SPDIF: in questo caso il bilanciamento timbrico ha virato verso il “calore”, ripristinando il senso di equilibrio al quale sono abituato. Non sono in grado di dire se il fenomeno sia da attribuirsi al DAC ONIX o al particolare tipo di collegamento, visto che il La Scala MKII non dispone di una connessione I2S su HDMI, dunque non mi è stato possibile fare comparazioni dirette. Resta comunque la mia convinzione che le prove sulle meccaniche di lettura siano fortemente influenzate dalla tipologia e qualità del DAC posto a valle di esse. L’altra considerazione che mi sento di fare è che la meccanica ONIX XST20 può essere serenamente impiegata anche con DAC di fascia di prezzo superiore rispetto a quella del suo DAC d’elezione, senza timore di sfigurare.

Di entrambi gli apparecchi ho apprezzato la semplicità di funzionamento che deriva da un attenta progettazione degli elementi di interfaccia. Qui non mi riferisco solo ai due touchscreen ottimamente realizzati ed implementati, ma anche alla simpatica manopola ruotante della meccanica di lettura. Una soluzione quantomai efficace ma, stranamente, poco diffusa.

ONIX Zenith Series
La serie Zenith al completo con, al centro, lo streamer che manca nella nostra prova.

Conclusioni

Shanling ci ha proposto due eccellenti prodotti a marchio ONIX assi ben coordinati tra loro. Sarei stato curioso di provare anche lo streamer della serie Zenith all’interno della combo, ma ciò non è stato possibile per problemi di logistica. Magari sarà per la prossima volta. Pur considerando il DAC XDA20 un prodotto eccellente sotto ogni aspetto, anche in relazione al prezzo che è decisamente conveniente, credo che la maggior parte della mia attenzione sia stata assorbita dalla meccanica di lettura XST20. Dotata di un bel design, ben realizzata, silenziosa e stabile nel funzionamento, mi ha fatto riscoprire il fascino di un supporto fisico, il CD, che non frequento abitualmente. Inoltre la scelta di dotarla di un sistema che le permette di utilizzare il protocollo DSD over PCM (DoP) mi è sembrata geniale.

Giulio Salvioni

Specifiche tecniche XDA20

Product type: DAC + amplificatore per cuffie

Ingressi:

  • 1x I2S via HDMI
  • 1x USB-B
  • 1x Coaxial
  • 1x Optical Toslink
  • 1x BNC
  • 1x AES/EBU

Uscite:

  • 1x Balanced stereo XLR
  • 1x Single-ended stereo RCA
  • 1x Headphone output Jack 6.35mm

DAC chips: (2x) ES9039Pro

Interfaccia USB: XMOS XU316

Frequenze di campionamento supportate:

  • SPDIF input: PCM up to 24bit 194kHz, DSD64 DOP
  • I2S input: PCM up to 32bit 768kHz, Native DSD up to DSD512
  • USB input: PCM up to 32bit 768kHz, Native DSD up to DSD512

Chip di amplificazione: TPA6120

Schermo:  3.4″ touchscreen

Specifiche uscite RCA:

  • Output level: 2.1V
  • Frequency response: 20Hz-40kHz (-0.5dB)
  • Total harmonic distortion + noise (THD+N): 0.0003%
  • Dynamic range: 123dB
  • Channel separation: 122dB
  • Signal-to-noise ratio (SNR): 123dB
  • Noise: 117dB

Specifiche uscite XLR:

  • Output level: 4.2V
  • Frequency response: 20Hz-40kHz (-0.5dB)
  • Total harmonic distortion + noise (THD+N): 0.0003%
  • Dynamic range: 127dB
  • Channel separation: 126dB
  • Signal-to-noise ratio (SNR): 127dB
  • Noise: 114dB

Specifiche uscite 6.35mm jack cuffia:

  • Output power
    • Low gain: 101mW @ 32 Ohm
    • High gain: 1620mW @ 32 Ohm
    • High gain: 252mW @ 300 Ohm
  • Frequency response: 20Hz-40kHz (-0.5dB)
  • Total harmonic distotion + noise (THD+N): 0.003%
  • Dynamic range: 121dB
  • Channel separation: 69dB
  • Signal-to-noise ratio (SNR): 120dB
  • Noise: 112dB

Impedenza di uscita: 3.3 Ohm

Dimensioni: 320 x 240 x 62mm

Peso: 5.7kg

Colore: Black

Prezzo: 2.599,00 €

Specifiche tecniche ONIX Zenith XST20

  • dimensioni: 32 x 24 x 7,2 cm
  • peso: 5,2 kg
  • schermo: 3,4 pollici, touchscreen
  • sistema: proprietario
  • alimentazione: trasformatore Talema da 25 VA
  • supporto disco: SACD, CD, MQA-CD

Uscite audio digitali:

  • I2S: CD 44,1 kHz, SACD DSD64
    ottico/coassiale/AES/EBU/BNC: CD 44,1 kHz, SACD DSD64 DoP
    USB: CD 44,1 kHz

Prezzo: 2.299,00 €

Costruttore: https://onixhiend.co.uk/about/

Distributore per l’Italia: https://www.polarisaudio.it/it/

Scritto da Audio 2G

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