A distanza di poche settimane torniamo a parlare di un prodotto dell’azienda di Singapore LAiV della quale abbiamo già provato l’Harmony DAC e l’Harmony µDAC. Due convertitori digitale analogico che ci hanno convinto per qualità costruttiva e risultato sonico. Oggi affrontiamo un DDC, che sta per Digital to Digital Converter. A dire il vero questa sigla lascia un pò perplessi, quantomeno sulle prime. Perché mai uno dovrebbe desiderare una conversione digitale->digitale? Ci sono parecchie buone ragioni e il LAiV HARMONY µDDC protagonista di questa prova ci fornisce lo spunto per parlare di questa tipologia di apparecchi che da qualche tempo ormai sta riscuotendo un certo successo nel variegato panorama dell’audio digitale o Computer Audio che dir si voglia.

I Re-clocker
Proviamo ad inquadrare il problema: a partire dalla sua prima, timida apparizione risalente alla fine degli anni novanta, l’USB è diventata la connessione de facto per qualsiasi cosa, dai trapani avvitatori ricaricabili, alle fotocamere, agli orologi, ai computer ma anche nell’ambito dell’audio digitale che più ci interessa. Personalmente ricordo di essermi imbattuto per la prima volta in questo tipo di collegamento nel 1998, quando acquistai il mio Apple iMac G3 che è stato il primo prodotto mainstream dotato di connessione USB. In quel caso lo standard Universal Serial Bus sostituiva tutte le interfacce legacy che equipaggiavano i computer dell’epoca come le seriali RS-232, la porta ADB per tastiera e mouse, la porta SCSI per i dischi rigidi, ecc. L’USB è stato rapidamente adottato dal mondo informatico e poi ha iniziato ad espandersi verso tutti gli altri settori del Consumer Electronics, audio compreso. Tuttavia l’USB non è stato progettato per trasmettere segnali audio. Cionondimeno, il fatto che la maggior parte dei laptop possa inviare audio digitale tramite questo tipo di connessione, implica che essa sia diventata il modo in cui nella maggior parte dei casi si trasmette la musica a dispetto del suo essere tutt’altro che perfetta. Chi si è cimentato nell’autocostruzione di un server audio sa bene quanto sforzo sia necessario mettere in campo per far suonare bene le uscite USB standard presenti sulle motherboard dei PC e quanto le schede dedicate USB/PCI possano elevarne la performance complessiva.
Cosa fa dunque un reclocker? Fondamentalmente memorizza in un buffer il segnale audio in ingresso e ne ricostruisce la parte relativa al Clock grazie ad un orologio OCXO ad altissima precisione, basato su un oscillatore con un tasso di errore minimo, che lo rende notevolmente più preciso del clock presente in tutte le sorgenti USB e nella maggior parte dei DAC. Ma perché i DAC beneficiano di un clock esterno quando ne hanno già uno a bordo? Fondamentalmente perché se il segnale in entrata è cronometrato esattamente alla giusta frequenza e con errori minimi, richiede meno potenza di elaborazione il che lascia libere più risorse per gestire il processo di conversione. Nel fare questa operazione di reclocking tipicamente questi apparecchi svolgono anche il compito di isolatori galvanici e riduttori di rumore.
I prodotti della concorrenza più economici tendono a svolgere il lavoro di hub digitale con molti ingressi e molte uscite, al contrario di quelli più dichiaratamente votati al segmento High End che talvolta hanno un solo ingresso ed una sola uscita. Alla prima famiglia appartiene, per esempio, il Mutec MC3 che può entrare anche in USB ma privilegia per l’uscita l’AES/EBU e lo S/PdIF. Alla seconda appartiene invece l’Innuos Phoenix che entra ed esce solo in USB.

Harmony µDDC: Descrizione
L’HARMONY µDDC è un reclocker digitale nonché riduttore di jitter molto avanzato, che svolge anche la funzione di interfaccia digitale multi-ingresso. In questa ottica il dispositivo aumenta il numero e la tipologia di ingressi disponibili rispetto al DAC ad esso collegato. Non fosse altro per la somiglianza a livello estetico, il dispositivo è progettato per essere abbinato al µDAC che abbiamo provato recentemente, tuttavia funziona perfettamente anche con qualsiasi altro DAC purché dotato di ingresso I2S come il Pro-Ject Pre Box RS 2 che abbiamo impiegato durante il nostro test.

Il LAiV HARMONY µDDC dispone di ingressi I2S, Coassiale, USB e AES/EBU; segnalo che quest’ultimo non è presente né sull’Harmony DAC né sul µDAC. La selezione avviene agendo su dei pulsanti fisici collocati sul pannello superiore. Nella confezione non è presente un telecomando. La forma, come anticipato, è pressoché identica a quella del µDAC e si basa sull’impiego di un unico blocco di alluminio aeronautico lavorato con utensili CNC che svolge anche un’efficace funzione di dissipazione del calore. Il µDDC è offerto nelle due raffinate finiture Black e Silver, entrambe di elevata qualità. Le dimensioni compatte dell’Harmony µDDC ne suggeriscono l’impiego in un ambiente desktop, magari assieme al suo DAC di riferimento. Tuttavia, non bisogna lasciarsi condizionare dal fattore di forma: in effetti si tratta di un interessante complemento anche nell’ambito di sistemi di grandi dimensioni e di fascia alta.

Come per tutti i prodotti di questa categoria, il meccanismo di reclocking del LAiV HARMONY µDDC funziona riallineando la temporizzazione del segnale, in tal modo ripulendo efficacemente il segnale digitale dal jitter introdotto dalle sorgenti digitali a monte. Questo aiuta a ridurre il jitter complessivo e migliora la precisione del segnale prima che raggiunga il DAC. Ritengo utile in tale contesto ricordare che la scelta dell’uscita nel solo formato I2S è del tutto coerente con tali premesse. Diversamente da quanto accade, ad esempio, nel collegamento USB dove il segnale di clock e i dati sono veicolati dalla stessa coppia di fili (gli altri due sono i 5V ed il ground), nel collegamento i2S su HDMI il clock e i dati viaggiano su connettori separati, evitando in tal modo lo stadio di de-scramble prima del DAC. Inoltre voglio segnalare che il µDDC è dotato di isolamento galvanico sulle uscite digitali che riduce al minimo le interferenze e garantisce un percorso del segnale il più pulito possibile impedendo la propagazione di interferenze elettriche e rumore tra i componenti.

L’unità è dotata di un avanzato clock Femto a bassissimo rumore di fase. Tuttavia, grazie ad una porta BNC dedicata, è possibile collegarla a master clock esterni a 10 MHz. All’interno del µDDC troviamo una singola PCB sulla quale spicca la presenza di una Field-Programmable Gate Array (FPGA) ALTERA Cyclone IV che gestisce il routing e l’elaborazione di segnali digitali complessi con una latenza ultra bassa. Inoltre è presente una Logic Programmable Complex Device (CPLD) dedicata all’ottimizzazione della temporizzazione del segnale, riducendo al minimo il jitter e il rumore di fase. Per effettuare la sincronizzazione e il riallineamento dei segnali digitali il LAiV HARMONY µDDC utilizza un sistema buffer FIFO (First In, First Out) proprietario, eliminando le irregolarità di temporizzazione e il jitter dai dispositivi a monte per fornire un output stabile e pulito. I formati supportati sono fino a PCM 768 e DSD 512 con una gestione dei dati bit-perfect.

Harmony µDDC: Ascolto
Avendo ancora a disposizione in sala di ascolto il LAiV Harmony µDAC è stato del tutto consequenziale utilizzarlo per le prove di ascolto del LAiV Harmony µDDC. Tuttavia abbiamo voluto provarlo anche con un altro DAC e la scelta è caduta sul Pro-Ject Pre Box RS 2 che era poi l’unico che avevamo a disposizione dotato di ingresso I2S. Lato sorgente ci è venuto in aiuto il Volumio Rivo Plus che dispone di uscite compatibili con praticamente tutti gli ingressi del LAiV µDDC, ivi compresa la I2S su HDMI che ha agganciato senza esitazioni. Inoltre abbiamo utilizzato un music server dotato di scheda USB JCAT e alimentazioni custom made sul quale gira il sistema operativo Audiolinux con MPD in esecuzione. Lato sorgente il LAiV µDDC è stato visto da Volumio, da Audiolinux e da Roon come un qualsiasi DAC.
La mia prima impressione all’ascolto è stata relativa all’ampliamento del fronte sonoro che le Vivid Audio Kaya S12 pilotate dal Canor Virtus i3 sono state in grado di ricostruire. La differenza fra con e senza il LAiV µDDC è percepibile senza alcuna incertezza. Il fronte sonoro si amplia finendo con l’estendersi ben oltre i diffusori e molto più in profondità, con una articolazione dello spazio che prima era mancante. Sarei propenso a dire che questo aspetto è reso più evidente in virtù di una migliore separazione tra gli strumenti. Per fare una analogia che (forse) potrebbe chiarire il concetto a qualcuno, è come se si stesse utilizzando il filtro Maschera di Contrasto su Photoshop che aumenta la nitidezza di un’immagine aumentando il contrasto lungo i bordi degli oggetti. Lì i campi di colore adiacenti, qui gli strumenti musicali adiacenti, risultano meglio definiti facilitandone la focalizzazione e la separazione. Il secondo aspetto che ho notato riguarda la definizione dei transienti. In particolar modo di questo mi sono reso conto con diverse tracce di pianoforte solo e di chitarra acustica. É come se l’attacco di ogni singola nota fosse più definito e “scolpito” nello spazio. Suppongo che qui il merito sia da attribuirsi al migliorato timing complessivo, ma anche – probabilmente – al ridotto livello di rumore che permette ai segnali più deboli di essere riprodotti con maggiore chiarezza ed evidenza. In generale, rispetto al funzionamento senza il µDDC, la gamma bassa diventa più pulita e ordinata, mentre anche il ritmo e la chiarezza della gamma media migliorano. Complessivamente direi che il risultato va a favore di una maggiore espressività generale del suono emesso dal sistema di riproduzione.
Un aspetto interessante di questo test ha riguardato il confronto tra i diversi ingressi, ovviamente a parità di file in esecuzione. Per l’ennesima volta l’assunto da molti ritenuto veritiero: “…tanto sono solo zero e uno, quindi è impossibile che ci siano delle differenze”, si è rivelato errato. Ovviamente parliamo di sfumature, di dettagli, però le differenze ci sono eccome. In particolare ci è sembrato che nell’uso con il Volumio Rivo Plus la prestazione migliore sia stata con l’AES/EBU. Mentre l’ingresso USB dello streamer italiano si è rivelato meno performate rispetto a quello della scheda PCI/USB della JCAT che equipaggia il nostro server a parità di traccia in esecuzione. Molto buona è stata anche la qualità esibita dal collegamento in I2S sia in ingresso che in uscita che mi è parsa suonare in modo più leggero ma anche più luminoso rispetto all’USB.
Infine una cosa che mi ha sbalordito di questa prova riguarda la sua conclusione, vale a dire il momento nel quale ho ritenuto di aver terminato l’ascolto critico e ho tolto il LAiV µDDC dal sistema. Ecco, riprendere l’ascolto senza è stato scioccante. Era come se avessi tolto un appoggio al castello di carte. Tutto è collassato in modo impietoso. Per carità, non voglio certo dire che l’ascolto fosse diventato sgradevole, ma certo mancava del tutto quella magia che fino a qualche istante prima lo aveva reso una esperienza coinvolgente ed emozionante.

Conclusioni
Non serve un esperto recensore per concludere che il LAiV HARMONY µDDC è il partner naturale del µDAC. Certamente ne amplia la connettività e aggiunge l’AES/EBU. Tuttavia sarebbe riduttivo limitarsi a tali aspetti meramente utilitaristici. La qualità più grande del µDDC – e per il sottoscritto anche la più inaspettata – è quanto ne migliora il suono. Questo vale per il µDAC ma anche per qualsiasi altra sorgente ad esso collegata tramite uno dei vari ingressi. Quindi, se già avete un µDAC o se state pensando di acquistarlo, aggiungere il µDDC è una scelta quasi obbligata che però, per fortuna, può essere messa in pratica anche in un secondo momento, andato così a costituire un eccellente upgrade. Qualora invece utilizzaste un DAC diverso, purché dotato di un ingresso I2S, il consiglio è quello di provare comunque il LAiV HARMONY µDDC. Ci sono ottime probabilità che ne resterete ammaliati.
Giulio Salvioni
Specifiche Tecniche
- Tipo di prodotto: Reclocker, Isolatore galvanico
- Frequenze di campionamento supportate
- USB-B : PCM 768kHz DSD512
- I2S : PCM 768kHz DSD512
- Coassiale / AES : PCM 192kHz DoP64
- Ingressi: (1x) USB-B, (1x) I2S via HDMI, (1x) AES, (1x) Coassiale, (1x) BNC 10MHz clock input
- Uscita: (1x) I2S via HDMI
- Porte di alimentazione (1x) USB-C, (1x) Jack DC
Generale
- Tensione di alimentazione: 5V
- Dimensioni: 168 x 98 x 50 mm
- Peso: 600 gr
- Colore: Black o Silver
- Contenuto della confezione: (1x) LAiV Audio Harmony µDDC, (1x) Adattatore di alimentazione
Prezzo: 999 €
Costruttore: LAiV 24 Sin Ming Lane Singapore 573970
Distributore: Polaris Audio Via Matteo Babini 28 00139 Roma




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