I nuovi diffusori bookshelf Opera Prima V2, fanno parte della linea Classica del costruttore trevigiano. Contenitore di forma, altoparlanti pieni di tecnologia, suono estremamente convincente, sapiente progettazione. Questo in pillole il nuovo prodotto che utilizzeremo come riferimento per le prossime prove per quanto ci è piaciuto.

Opera è una azienda italiana di grande tradizione. Nasce verso il finire degli anni ’80 dal genio di Giovanni Nasta il cui approccio alla riproduzione di qualità si esprime in queste poche parole che campeggiano sul loro sito “Il nostro intento è quello di creare diffusori acustici con un giusto rapporto qualità-prezzo, piacevoli nell’ascolto e belli da vedere”. Il primo diffusore creato, il Caruso, rese immediatamente materico quel pensiero. Era una sapiente fusione tra il vecchio e il nuovo, tra le tradizionale costruzione artigianale del mobile e le più avanzate tecnologie acustiche, e il tutto con un inviabile rapporto qualità/prezzo. Di anni ne sono passati molti, e le linee di prodotto sono cresciute, adesso due, la più ambiziosa Callas, e la Classica, nata nel 2015 e rinnovata adesso, con le nuove versioni V2

Per adesso debuttano le Opera Prima, oggetto della prova, e le Quinta. La prima un diffusore da stand a due vie in bass-reflex dalle dimensioni generose (237x428x390) con mid/woofer da 18cm e tweeter da 2,6cm a cupola mentre Quinta è una grossa cassa acustica da pavimento con doppio woofer da 18cm e lo stesso driver per le alte frequenze di Prima. Gradualmente la linea verrà completamente rinnovata, e quindi debutteranno il nuovo centrale Centrale, la Mezza, che è un bookshelf di piccole dimensioni, e Grand Mezza che è la sua controparte da pavimento.

Made in Italy
Quello che balza subito all’occhio è lo splendido contenitore delle Opera Prima V2, che si allontana decisamente dall’usuale, dal già visto. Forma parallelepipeda garantita, seppure irregolare, ma con una cifra stilistica, che anche se relativamente vicina alla primigenia Prima, spicca decisamente per originalità e bellezza. Guardandola, chiunque giurerebbe sia dote di ingegno italiano. E infatti così è. La rifinitura è in ecopelle nera di tipo marino in modo da garantire reiezione all’umidità e assenza di manutenzione, invece necessaria nei diffusori rifiniti in pelle vera mentre i due pannelli laterali sono in PVC stampato a caldo di alta qualità. Di primo acchito è assolutamente impossibile distinguere questa lavorazione dal legno naturale, per la presenza delle tipiche venature a rilievo e delle caratteristiche macchie di colore. Bisogna saperlo e toccarle per rendersi conto che non è vero legno. Originalissima, tra l’altro, la bordatura, la regione di confine tra l’ecopelle e il PVC fatta a sbalzo, con un disegno del tutto originale.

Internamente la cura è massima, e si nota che nulla è lasciato al caso. Modificato rispetto alle Prima che mandano in pensione il rapporto tra le dimensioni del cabinet, in modo da ridurre ulteriormente le risonanze, l’assorbitore interno è poi un materiale poliuretanico con una densità molto più elevata di quella utilizzata in precedenza e i punti di maggiore sollecitazione sono stati maggiormente rinforzati con setti rotondi e pareti superiore e inferiore realizzate con particolare attenzione agli angoli relativi, in modo da interferire il meno possibile l’una con l’altra. Altra novità sono i componenti utilizzati, frutto di una collaborazione fattiva con Scan Speak (azienda che non ha certo bisogno di presentazioni). Piuttosto che affidarsi a costruzioni su specifica, infatti, sia il woofer che il tweeter sono frutto dell’esperienza di entrambe le aziende e di un lavoro di ottimizzazione svolto insieme.

Il primo rappresenta una notevole collaborazione con il costruttore danese, con cono in alluminio, garantisce una escursione estremamente generosa e una notevole linearità dinamica grazie al particolare design delle terminazioni polari e al generoso fattore di forza. Il tweeter a cupola morbida è stato invece ottimizzato soprattutto in capo ai materiali all’interno della camera posteriore, che è morbida e smorzata in modo da assorbire la totalità dell’energia posteriore emessa. Il filtro crossover con taglio a 2500 Hz utilizza resistenze Vishay ad impasto condensatori Mundorf, semplice nel disegno ha subito numerose modifiche in modo da garantire le migliori prestazioni acustiche.

Ascolto e conclusioni sulle Opera Prima V2
Abbiamo provato la Opera Prima V2 con molte amplificazioni diverse. Il Vitus R101 MKII, prima di tutto, una sorta di “centrale elettrica” con una corrente di pilotaggio infinita. Ma si sono poi avvicendati il Copland CSA100 compagno di tutte le nostre avventure, e infine Marantz Model 60n. Insomma 3 prodotti di livello e suono diversi che ci hanno permesso di valutare al meglio i diffusori trevigiani. Piccoli accorgimenti, ovviamente, vanno messi in campo per farle suonare al meglio, un toe-in non troppo accentuato, il giusto spazio tra parete di fondo e laterali, insomma, nulla di più dello standard. Pieno, corposo, solido, materico, il suono di queste Prima V2 sembrano avvicinarsi a un diffusore di ben altro costo. Anche la ricostruzione spaziale è assicurata, come un registro grave molto ben esteso se si tiene conto di litraggio e diametro del woofer. Insomma un diffusore universale di grande qualità, supportata da una efficienza di 90dB e impedenza di 4 ohm che gli consentono interfacciamenti anche con amplificazioni non molto potenti. Molto azzeccato potrebbe essere per esempio un amplificatore a valvole, non di bassissima potenza, ma a partire dai 15/20W. Insomma: cassa davvero convincente.
Caratteristiche tecniche delle Opera Prima V2
- Tipo: Bass-reflex posteriore
- Tweeter: 26mm a cupola morbida, con doppio magnete in ferrite
- Woofer: 18cm con cono in alluminio
- Efficienza: 90dB
- Risposta in frequenza: 50Hz-21kHz
- Impedenza: 3,8 ohm
- Potenza massima: 100W indistorti
- Potenza raccomandata: 25-100W
- Frequenza di incrocio: 2500Hz
- Dimensioni: 237X428X390
- Colori: Noce chiaro o Rosewood
- Prezzo: 3.000€ la coppia
OPERA Loudspeakers, Via Barone 4, 31030 Dosson di Casier (Treviso), ITALY
Tel. +39 0422 633547




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