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Musical Fidelity è un’azienda iconica dell’audio inglese che nel corso della sua storia ha spaziato dalle elettroniche minimaliste ai componenti high-end più imponenti. Gli amplificatori sono un po’ la specialità della casa, a partire dal celebre integratino A1 che stupì il mondo negli anni Ottanta fino ai mastodontici Titan da 1000 watt degli anni Duemila. Il marchio fa ora parte della scuderia Audio Tuning (Pro-Ject), che ha raccolto il testimone dal fondatore Anthony Michealson, dando continuità al know-how dell’azienda senza stravolgerne l’identità. L’attuale catalogo Musical Fidelity è ricco e diversificato, con più linee suddivise per categoria di prezzo e tipologia di componenti. I suoi modelli sono anche caratterizzati da una certa longevità. Una novità come l’amplificatore integrato M6xi non passa allora inosservata. Si tratta di un integrato che ha molto da offrire, dalla costruzione solida e le prestazioni sopra la norma nonostante il prezzo sostenibile.

Musical Fidelity M6xi: com’è fatto?
Il Musical Fidelity M6xi è un amplificatore integrato di elevata potenza, in grado di erogare 230 watt per canale su 8 ohm e 390 watt su 4 ohm, una potenza superiore alla media degli integrati di fascia medio-alta che solitamente troviamo in fasce di mercato più elevate. Aggiorna il predecessore M6si, modello che ha avuto un buon successo, rispetto al quale guadagna 10 watt di potenza, incrementa la connettività degli ingressi digitali e affina ulteriormente la costruzione.
L’architettura costruttiva è tradizionale e adotta la separazione delle funzioni circuitali all’interno di un robusto cabinet metallico. Gli stadi di potenza sono distinti per i due canali con le schede che sono collocate lungo gli ampi fianchi alettati dello chassis. Una configurazione praticamente dual mono ad esclusione del trasformatore singolo ma che dispone comunque di secondari distinti.

Questo trasformatore è un toroidale e appare ben dimensionato e realizzato con cura, rifinito con una pellicola protettiva nera sotto la quale si intravede un anello di contenimento del flusso elettromagnetico esterno. Una precauzione che viene incrementata anche dalla scatola metallica di schermatura in cui viene racchiuso e che rappresenta una miglioria rispetto al precedente M6si. I secondari sono ben cinque, dedicati a linee di alimentazione separate non solo per i due canali di potenza, ma anche per la sezione pre e per i servizi. All’interno dello stesso box di schermatura è presente pure la scheda di alimentazione dello stand-by, mentre le PCB audio ospitano i componenti di alimentazione di pertinenza. Sui moduli potenza e sulla sezione pre troviamo ad esempio i ponti raddrizzatori e i condensatori di filtro dedicati. Da un lato questo garantisce un’ottimale separazione tra le sezioni e favorisce basse impedenze dei circuiti, di contro però si potrebbe temere l’interferenza della dispersione delle linee di tensione alternata. I percorsi sono stati tuttavia accuratamente indirizzati e l’amplificatore è davvero molto silenzioso.
Nulla da eccepire sulla scelta dei componenti, che sono propriamente dimensionati e di buona qualità. La sezione di filtraggio di potenza è sufficiente, costituita da quattro condensatori elettrolitici per canale da 4700 microfarad. I dispositivi attivi sono due coppie di transistor complementari STD03N/STD03P di produzione Sanken. Si tratta di transistor Darlington moderni, per cui veloci, che come i famosi Thermal Trak di ON Semiconductor, integrano all’interno del proprio case i diodi di compensazione della temperatura.

La scheda preamplificatrice e degli ingressi, che logicamente è attigua al pannello posteriore, è di buona fattura. Vi sono impiegati i condensatori rossi a film metallico di Wima e adotta un chip di gestione degli ingressi NJW1112 di JRC (Japan Radio Company). Anche il controllo del volume è un circuito integrato, un ottimo PGA2320 di Burr-Brown/Texas Instruments. Si tratta di un attenuatore analogico a controllo digitale dove il segnale audio ovviamente non viene convertito ma è sottoposto a sequenza di resistenze e switch interni. La sequenza degli step di attenuazione è decodificata dalla posizione della manopola e comunicata al chip secondo un protocollo numerico standard dal controller dell’amplificatore. Questa soluzione garantisce silenziosità, precisione e perfetta separazione tra i canali ben oltre quelle possibili con i migliori potenziometri a contatti striscianti.
La sezione digitale è sviluppata su due schede separate, sovrapposte a quella degli ingressi. Il primo modulo è relativo all’HDMI, mentre il secondo, più grande, è il convertitore vero e proprio, basato su chip Texas Instruments. Vi troviamo il PCM9211, collaudata interfaccia di flussi numerici in ingresso, e un PCM1781, di certo non un DAC di ultima generazione ma comunque un efficace convertitore Delta/Sigma.

L’apparecchio è “designed in England – built in Taiwan” e mantiene una costruzione di assoluto rilievo a un prezzo concorrenziale. Da elogiare il fatto che, in un periodo in cui alcuni marchi contengono i costi lesinando un po’ sui materiali — si vedano alcuni frontali in plastica anche nelle fasce più elevate di mercato — Musical Fidelity mantenga pannelli in alluminio pieno spessi quasi due centimetri. Anche il numero di viti utilizzate per fissare il coperchio è superiore alla media, così come il peso complessivo dell’apparecchio, che si avvicina ai venti chili.
Vale poi la pena considerare anche il packaging, aspetto formale che non ha una relazione diretta con le prestazioni ma che dimostra l’attenzione con cui l’azienda valorizza il prodotto. L’amplificatore integrato Musical Fidelity M6xi arriva in un imballo di cartone multiplo, efficace rimedio contro la “sbadataggine criminale” di molti trasportatori. All’interno troviamo accessori per la cura estetica come guanti bianchi in cotone e panno anti-impronte. L’apparecchio poi viaggia contenuto in una sacca di velluto. Anche le istruzioni sono rilegare in un libretto ad anelli che ricorda le guide tecniche delle strumentazioni scientifiche. Insomma, Musical Fidelity ancora “coccola” il cliente, regalando la soddisfazione di un po’ di lusso anche in questa fascia di prezzo.




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