Accuphase è il marchio che probabilmente più di qualsiasi altro incarna la tradizione nipponica nell’Hi-Fi. Gli abbiamo infatti dedicato un articolo specifico che ne narra la storia, a partire dagli albori, che trovate qui. L’E-700 sostituisce l’E-650 portando con sé, a detta del costruttore, miglioramenti sostanziali in ogni aspetto ed eredita numerose soluzioni sviluppate per il modello celebrativo del cinquantesimo anniversario, E-800 top della gamma di integrati in classe A del costruttore. Abbiamo avuto il grande onore di incontrare il mitico presidente Mark M. Suzuki, il responsabile tecnico Takaya Inokuma e il sales manager Tatsuki Tozuka che ci hanno raccontato molte cose interessanti sui prodotti, sull’azienda e sulla filosofia del marchio. Trovate qui l’intervista.

Al cuore della filosofia progettuale dell’E-700 la determinazione di Accuphase di ridurre ancora di più il rumore rispetto al predecessore. Del resto questa mira ha sempre contraddistinto tutti i prodotti del marchio, ricordiamo E-2800, solo per fare un esempio, il primo preamplificatore dove è stato implementato il controllo AAVA di volume e che ha registrato il rumore più basso dell’epoca, basso del doppio. La sezione preamplificatore utilizza ovviamente il controllo del volume AAVA, una soluzione radicalmente diversa dai sistemi tradizionali basati su resistori variabili e del quale trovate qui approfondimento. Su E-700 viene integrato l’ANCC, Accuphase Noise and Distortion Canceling Circuit, tecnologia proprietaria che utilizza un principio tanto elegante quanto efficace: un amplificatore secondario viene impiegato per eliminare il rumore e la distorsione generati dall’amplificatore principale. Il processo avviene rilevando i componenti indesiderati nella fase di ingresso del convertitore e iniettando una corrente di cancellazione con polarità inversa.

L’attenzione maniacale ai dettagli si estende anche agli aspetti meccanici del controllo del volume. Il meccanismo del sensore è ricavato da un unico blocco di alluminio attraverso lavorazioni di precisione, garantendo un funzionamento fluido e una sensazione tattile di qualità durante l’utilizzo e con la classica bellissima sensazione tattile di “honey spoon”.
Estetica bellissima, sempre uguale a se stessa
Le elettroniche Accuphase, forse più di altre, si riconoscono a prima vista, e questo E-700 non fa certo eccezione. Segue tutti gli stilemi classici e mostra come per il costruttore il tempo non sembra essere andato avanti. Il pannello frontale riunisce in modo elegante tutti i controlli principali dell’amplificatore. Al centro domina il grande display con i VU-meter Accuphase, questa volta a LED, che mostrano in tempo reale la potenza erogata. Ai lati si trovano i due controlli principali: quello del volume, ampio e fluido, e quello per la selezione degli ingressi dove coassialmente si trovano dei led coassiali in corrispondenza delle scritte. Nella parte inferiore, dietro lo sportellino a scomparsa, sono presenti i controlli di tono, il bilanciamento, il selettore delle modalità di funzionamento, il pulsante mono/stereo, l’attivazione del circuito di compensazione (loudness) e alcuni altri tasti che funzionano solo in presenza delle schede di espansione Phono o DAC. Completano il frontale il tasto di accensione e l’uscita cuffie, disposti con la tipica simmetria e pulizia estetica Accuphase.

Le sezioni finali
E-700 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al modello precedente, utilizzando quattro (e non tre) MOS-FET in push-pull parallelo riducendo ulteriormente l’impedenza di uscita. Questa configurazione a quattro stadi opera interamente in Classe A fino a una potenza di 35 watt su 8Ω, di più rispetto ai 30 dell’E-650, estendendo la gamma operativa in pura Classe A. La potenza raddoppia su 4Ω, 70W, 140W su 2 ohm, in grado quindi di offrire ampi margini dinamici per riprodurre anche i passaggi musicali più complessi e ricchi di energia, anche grazie all’incredibile fattore di smorzamento, addirittura di 1000, quando un qualsiasi amplificatore non supera di norma i 500, ma ne parleremo più avanti.
Le sezioni finali
E-700 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al modello precedente, utilizzando quattro (e non tre) MOS-FET in push-pull parallelo riducendo ulteriormente l’impedenza di uscita. Questa configurazione a quattro stadi opera interamente in Classe A fino a una potenza di 35 watt su 8Ω, di più rispetto ai 30 dell’E-650, estendendo la gamma operativa in pura Classe A. La potenza raddoppia su 4Ω, 70W, 140W su 2 ohm, in grado quindi di offrire ampi margini dinamici per riprodurre anche i passaggi musicali più complessi e ricchi di energia, anche grazie all’incredibile fattore di smorzamento, addirittura di 1000, quando un qualsiasi amplificatore non supera di norma i 500, ma ne parleremo più avanti.

Alimentazione robusta
Il circuito di alimentazione è stato dimensionato generosamente, trasformatore toroidale BANDO, già visto in molte realizzazioni nipponiche, Yamaha in primis, e subito dopo due condensatori di filtro da 56.000µF, indice del fatto che la configurazione è dual mono da subito dopo questi due elementi, che alimentano quindi entrambe le bancate finali. L’architettura interna segue la tradizionale struttura monoblocco che caratterizza gli amplificatori Accuphase di fascia alta. Il grande trasformatore di alimentazione e i condensatori di filtro sono posizionati centralmente tra i canali sinistro e destro, creando una separazione fisica completa minimizzando le interferenze tra i canali. Uno degli aspetti più impressionanti dell’E-700 è il fattore di smorzamento garantito di 1000, superiore E-650 e lo stesso delfinale stereo in Classe A A-80. Questo parametro, rappresenta l’indice della capacità di pilotaggio degli altoparlanti, ed è stato raggiunto attraverso l’impiego coordinato di diverse tecnologie. Prima di tutto gli 8 Mosfet per canale, poi i percorsi del segnale progettati per essere il più corti e spessi possibile, riducendo ulteriormente ogni resistenza parassita.

Il segnale di feedback negativo viene poi prelevato in prossimità dei terminali degli altoparlanti, compensando le resistenze dei cavi e dei collegamenti e non sono presenti realys di protezione, ma bensì MOSFET con una resistenza di 0,96mΩ, questa soluzione migliora simultaneamente il fattore di smorzamento, l’affidabilità a lungo termine e la qualità sonora, eliminando il punto debole rappresentato dai relè tradizionali. Il sistema di protezione è stato progettato con particolare attenzione alla sicurezza senza compromettere le prestazioni sonore. Il circuito è in grado di rilevare eventuali cortocircuiti ai terminali degli altoparlanti, mentre sensori di temperatura installati sui dissipatori di calore monitorano costantemente le condizioni termiche della sezione di potenza. Le informazioni relative ai cortocircuiti rilevati vengono trasmesse attraverso fotoaccoppiatori, garantendo un isolamento completo dal percorso del segnale musicale e minimizzando ogni potenziale effetto negativo sulla qualità del suono. Quando i circuiti di protezione intervengono, l’E-700 interrompe l’erogazione e fa lampeggiare i misuratori di potenza per segnalare visivamente la condizione anomala. Le prestazioni in termini di rumore a detta del costruttore sono notevolmente migliori rispetto all’E-650. E non abbiamo motivo di non credergli visto l’assoluto rigore che l’azienda ha sempre dimostrato con un rapporto segnale-rumore di 103 dB (!!!! È un integrato !! Tanto di cappello!!) E’ così importante che il rumore si trovi più in basso possibile perché aumenta la dinamica reale, migliorando tangibilmente l’ascolto.
Versatilità d'altri tempi
Prima di tutto una doverosa citazione ai tappi di protezione sui connettori di ingresso, marchiati Accuphase. A molti sembreranno un inutile vezzo, ma così non è, servono infatti a preservare la bontà del contatto negli anni, ed è una attenzione che la dice davvero lunga. 5 gli ingressi RCA, 2 XLR, una barra di registrazione solo RCA, un pre-out/main-in sia XLR che RCA, due coppie di casse collegabili attraverso grossi binding-post proprietari, e infine 2 slot, Option 1 e Option 2, che possono accogliere tre schede diverse, la AD-60 phono, la DAC-60, e la Line 10 che aggiunge un ingresso linea. AD-60 con stadio di amplificazione differenziale MC con 4 transistor bipolari pilotati in parallelo in classe A, stadio di amplificazione differenziale MM con coppia di JFET, livello di guadagno MC 66 dB / MM 40 dB e impedenza di carico regolabile a 30, 100, 200, 300 Ohm MC e MM 47 kOhm. La sensibilità è 0,126 mV MC e 2,5 mV MM. Possibilità di filtro subsonico 25 Hz -12 dB/oct. Il DAC-60 è un convertitore digitale/analogico con capacità DSD 2.8224 MHz, 5.6448, MHz, 11.2896 MHz e PCM fino a 32 bit / 384 kHZ.

La conversione è affidata a uno stadio 2MDS+ (Multiple Delta-Sigma), con coppia di DAC chip ESS 9016K2M in parallelo con ingressi digitali USB B, 1 coassiale S/PDIF e un Toslink. I parametri possono essere gestiti tramite pannello frontale, l’elettronica di gestione di E-700 si accorge della presenza delle interfacce e rende disponibili le funzioni di settaggio oltre a poter visualizzare la frequenza di campionamento del segnale in ingresso sul display frontale e selezionare la sorgente desiderata tramite il selettore sul pannello.
Ascolto
L’Accuphase E-700 è compagno silenzioso e impeccabile, che non ha bisogno di impressionare con gesti eclatanti perché fa parlare la musica attraverso una grazia rara, quasi unica. Fin dai primi istanti si percepisce un senso di naturalezza che non è semplice equilibrio tecnico, ma una sorta di respirazione organica del suono, come se l’amplificatore sapesse interpretare ogni passaggio con l’intelligenza e la sensibilità di un musicista. La scena si apre ampia, senza forzature, con un ordine quasi architettonico ma mai rigido: tutto appare sospeso in una luminosità morbida e controllata che permette di seguire la trama musicale con una calma quasi contemplativa. Le voci emergono con una dolcezza che non ingentilisce ma rivela. È una qualità sottile, fatta di microdettagli che non si impongono, ma arrivano al momento giusto, come se non ci fossero veli. Le parole, i respiri, le inflessioni emotive sembrano scolpite in un materiale impalpabile, presenti e tangibili senza mai oltrepassare i confini. Gli strumenti, a loro volta, assumono un corpo e una tridimensionalità che non ha bisogno di essere ostentata. L’E-700 restituisce il peso e la consistenza fisica di ogni timbro con una compostezza esemplare, in cui nulla è mai eccessivo o trattenuto: semplicemente corretto nella maniera più elegante possibile. La gamma bassa scende con controllo esemplare, ma non con la severità di un amplificatore che impone, accompagna la musica con una sicurezza tranquilla, una profondità che sostiene e mai sovrasta. I colpi di grancassa, le note di un contrabbasso, il calore rotondo di un pianoforte rivelano una densità vellutata, la cui forza è sempre incanalata verso la fluidità dell’insieme. La gamma media è il cuore pulsante dell’apparecchio, un luogo in cui tutto respira con un calore sobrio e una trasparenza mai clinica. Gli alti, infine, si aprono in un’estensione fine, illuminata, priva di qualsiasi grana: non scintillano per stupire, ma per chiarire, per far emergere l’aria e la luce che circondano la musica.

L’aspetto più sorprendente dell’E-700 è forse la sua capacità di sparire dietro ciò che riproduce. Non c’è mai la sensazione che stia interpretando o colorando: semmai, c’è la percezione di una sorta di calma superiore, di una presenza stabile e rassicurante che permette alla musica di esprimersi nella sua forma più compiuta. Si ha l’impressione che tutto sia al proprio posto non per caso, ma per una scelta precisa e meditata. È un ascolto che non cerca di impressionare in modo immediato; affascina con la stessa delicatezza con cui un grande interprete sa far scorrere una frase musicale, lasciando che il tempo e lo spazio si modellino intorno alle note.
L’E-700 non impone emozioni, ma le rivela lentamente, come un narratore che conosce il valore del silenzio tra una parola e l’altra. Più lo si ascolta, più si comprende come la sua eccezionalità non risieda in un singolo parametro, ma in un’armonia complessiva che dà forma a un’esperienza inaspettatamente serena e coinvolgente. C’è un senso di maestria nel modo in cui unisce grazia, controllo, profondità e una certa leggerezza spirituale che rende la musica più vera, più viva e, soprattutto, più vicina a chi l’ascolta. Con il passare del tempo, l’E-700 diventa un compagno di ascolto discreto e prezioso, capace di trasformare anche brani familiari in momenti di scoperta. È un amplificatore in cui classe e raffinatezza non sono qualità esteriori, ma un modo di essere: una firma sonora che non si dimentica, perché lascia impressa la sensazione di aver vissuto la musica non solo con l’udito, ma con tutto ciò che sta oltre. Aspettiamo in prova pre e finale, sperando.
Caratteristiche tecniche:
- Potenza per canale 1/2/4/8Ω: 160/140/70/35
- Distorsione armonica totale: 0,03%
- Risposta in frequenza: 20Hz-20Khz 0/-0,2dB
- Fattore di smorzamento: 1000
- Sensibilità di ingresso: 14,2 mV per la massima potenza
- Impedenza di ingresso XLR/RCA: 40kΩ/20kΩ
- Guadagno: 28dB
- Controlli di tono 300Hz/3kHz: +/- 10dB
- Rapporto segnale/rumore: 117dB
- Uscita cuffia: impedenza >8 ohm
- Alimentazione: 120/230 VCA, 50/60Hz
- Consumo stby/on/max: 0,3/178/220W (IEC62368-1)
- Dimensioni: 46,5X19,1X42,8
- Peso: 24,9 kg
Prezzo: 16.000€
Schede di espansione:
- AD-60: 1350€
- DAC-60: 1650€
Costruttore: Accuphase Japan
Distributore: High Fidelity Italia




GIPHY App Key not set. Please check settings