L’amplificatore IN400 Evo di Atoll sostituisce la precedente iterazione IN400 Signature, non a caso la sigla “Evo” sta per “Evolution”. Rispetto al precedente modello l’estetica è radicalmente cambiata a favore di una presentazione più convenzionale, ancorché assai curata. Ciò che non è cambiato sono i principali dati targa e il peso: quasi 20 kg per una potenza di 300 Watt per canale su 4 ohm. Nella sua configurazione base l’integrato IN400 Evo è dotato di numerosi ingressi analogici ma sono anche disponibili una scheda phono e una digitale per chi volesse ampliare ulteriormente le possibilità di questo bell’amplificatore integrato francese.

Due parole sulla Atoll Electronique
Inizio questa prova ammettendo che non avevo avuto occasione, sino ad ora, di approfondire la conoscenza con questo marchio francese che vanta un catalogo amplissimo, completo, pieno di proposte molto interessanti. Infatti, accanto ai componenti separati di fascia alta a tutta larghezza, c’è una gamma di unità compatte, una di “all in one” e poi DAC, streamer, pre phono e una sbalorditiva quantità di lettori CD. La Atoll Electronique è stata fondata nel 1997 da Stephane ed Emmanuel Dubreuil a Brécey, in Normandia, con l’obiettivo di andare a presidiare una fascia di mercato all’epoca scoperta, ovvero quella dei prodotti audio audio high-end offerti a prezzi ragionevoli ad audiofili attenti al budget. I primi prodotti hanno iniziato ad essere immessi sul mercato nel 1998, ottenendo da subito un buon riscontro commerciale, tanto che nel 2001 l’azienda ha avuto bisogno di trasferirsi in locali più grandi. Essendo l’unico marchio francese ad avere all’epoca licenze Dolby e DTS, Atoll ha dedicato molte energie allo sviluppo di prodotti home theater con un programma di ricerca triennale culminato nel 2004 con il suo primo sistema multicanale. Nel 2016 c’è stato un ulteriore ampliamento della struttura produttiva per soddisfare la crescente domanda, in tal modo la Atoll Electronique è riuscita a mantenere sia la ricerca e sviluppo, sia la produzione al suo interno.

Amplificatore Atoll IN400 Evo: descrizione esterna
Due sono stati gli aspetti che mi hanno colpito al primo contatto con l’Atoll IN400 Evo: il primo, come già accennato, è il peso che rende quantomeno difficoltosa l’estrazione del prodotto da un imballo a sua volta di foggia piuttosto inconsueta. Il secondo aspetto che mi ha colpito è il gran numero di ingressi analogici presenti sul pannello posteriore: ben sette tra XLR (2) e RCA (5), cui va aggiunto il tape loop, il pre-out (2) e un bypass. A questi andrebbero poi aggiunti tutti gli ingressi digitali nel caso si installi il modulo opzionale denominato DA200. Questo vanta due coassiali (24 bit/192 kHz), due ottici (24 bit/192 kHz), un ricevitore Bluetooth e una porta USB-B. Il modulo monta un chipset AKM-AK4493SEQ ed è in grado di gestire il PCM fino alla risoluzione massima di 384 kHz a 32 bit e il DSD 256. L’istallazione della scheda non è particolarmente complicata: si tratta di togliere il pannello superiore dell’amplificatore, togliere una copertura metallica rettangolare dal pannello posteriore, posizionare il modulo e fissarlo con le viti in dotazione e – operazione non esattamente agevole – inserire un piccolo flat nel corrispondente connettore posto sulla scheda principale. Più semplice invece è l’installazione del modulo Phono P100 che richiede solo l’intervento su un banco di Dip Switch in modo da trasformare l’ingresso Aux in ingresso Phono. Sul modulo P100 è possibile intervenire, sempre mediante Dip Switch, per specificare quale tipologia di fonorivelatore è in uso (MM/MC) e per regolarne il carico elettrico. Una nota di merito va infine ai connettori per i cavi degli altoparlanti: belli e molto ben realizzati, sono in grado di accettare cavi terminati in qualsiasi modo, assicurando una connessione stabile e duratura.

Passiamo ora al pannello frontale in alluminio finemente spazzolato, micro-sabbiato e anodizzato, da ben 10 mm di spessore, impreziosito dal logo Atoll e da un motivo ornamentale incisi ad alta precisione. Al centro spicca un bel display OLED ad alto contrasto che dà conto dell’ingresso selezionato e del livello del volume. Le opzioni di finitura disponibili sono alluminio spazzolato anodizzato in nero o argento. Molto belle le due manopole del volume e del selettore degli ingressi, la cui circonferenza può essere illuminata da dei retrostanti LED con possibilità di scelta del colore (blu, rosso, viola, ecc.). Contrariamente a simili soluzioni implementate su prodotti dell’estremo oriente, qui il tutto si traduce in un effetto sobrio ed elegante. Il cabinet è in acciaio da 2 mm di spessore verniciato a polvere, mentre i dissipatori laterali sono ricavati da un blocco di alluminio scavato dal pieno per assorbire le vibrazioni meccaniche e garantire una perfetta dissipazione del calore. Il “telecomando globale” dell’Atoll è incluso di serie, anche se solo una parte dei pulsanti è dedicata all’amplificatore, mentre il resto può controllare un intero sistema Atoll. Sul pannello frontale è presente una presa per cuffie da 6.35 mm, il che costituisce un’altra piacevole aggiunta.

Amplificatore Atoll IN400 Evo: tecnica
Una volta rimosso il pannello superiore, la vista interna rivela la presenza di un enorme trasformatore toroidale da 1050 VA dedicato alle sezioni audio, affiancato da una serie di condensatori di filtro per un totale di 96.680 µF. Un ulteriore toroidale più piccolo, da 1.6 VA, è dedicato alla logica di controllo. Il layout generale è di tipo Dual Mono a partire dal trasformatore che è dotato di avvolgimenti separati per i due canali, fino ad arrivare ai due circuiti integrati Texas Instruments a commutazione di resistenze per la regolazione del volume. Il funzionamento è in Classe AB con un blando tasso di controreazione. La costruzione è tutta a componenti discreti. Gli stadi di ingresso dell’Atoll IN400 Evo integrated amplifier sono basati su transistor bipolari, sorgenti di corrente con transistor bipolari e LED per la stabilizzazione della tensione, stadi driver transistor Darlington e stadi audio con una struttura perfettamente simmetrica. Gli stadi di potenza si basano su otto transistor MOSFET per canale, selezionati con grande cura per garantire una rigorosa corrispondenza. Particolare cura è stata posta nella scelta del materiale interposto tra i transistor e i dissapori di calore: si tratta di un composto Kapton/silicone particolarmente performate dal punto di vista termico. Interessante anche la soluzione adottata per i condensatori di accoppiamento Calrity Cap Serie ESA che sono inseriti all’interno di un contenitore metallico con funzione isolante che reca inciso il logo Atoll. La sezione di ingresso prevede due schede sovrapposte e separate per i due canali con i connettori direttamente saldati alla PCB e abilitati mediante relè. Ho trovato interessante la possibilità di scegliere la modalità di standby tra una a basso consumo e un’altra che assicura il corretto preriscaldamento dell’amplificatore. La manopola di destra è di tipo multifunzione e, oltre alla selezione degli ingressi, consente di intervenire su diversi parametri tra i quali il bilanciamento tra i canali che può essere memorizzato.


Ascolto
La messa in funzione dell’amplificatore Atoll IN400 Evo è quantomai semplice ed immediata. Bisogna ricordare che questo integrato non è dotato di capacità di streaming a meno del modulo Bluetooth. Ciò implica la necessità di collegargli una qualsivoglia sorgente di tipo analogico o, nell’ambito dello streaming digitale, un PC Audio o uno Streamer puro collegato alla scheda DA200 per poter iniziare i propri ascolti.


Noi abbiamo optato per un giradischi New Horizon 301i con testina Ortofon 2M Bronze in ambito analogico, mentre in ambito digitale abbiamo collegato all’ingresso USB della scheda DA200 un PC Audio autocostruito con componentistica JCat sul quale girava Audiolinux in modalità Roon Bridge. Per le sessioni di ascolto più critiche abbiamo fatto ricorso al nostro immancabile DAC Aqua La Scala MKII a sua volta collegato ad un’altro PC Audio autocostruito con componentistica JCat sul quale girava Audiolinux questa volta in modalità HQPlayer NAA. Il Server era l’Antipodes Audio K30. Come diffusori abbiamo utilizzato le Vivid Audio Kaya S12 e, in alternativa, le Opera Prima V2. Il cablaggio di segnale analogico e di potenza, così come le alimentazioni, erano Neutral Cable Serie Reference.
Recensire un prodotto come l’amplificatore Atoll IN400 Evo è al contempo semplice e complicato. Semplice perché, sin dalle prime note riprodotte, si capisce che si è dinanzi ad un prodotto fatto da chi la musica la conosce, la ama e la rispetta. Questo ben al di là di quelli che possono essere i “fondamentali” richiesti ad un buon prodotto audio, quindi coerenza timbrica, dinamica, spazialità dello “stage”, estensione della risposta, ecc. Tutti aspetti sui quali l’amplificatore francese eccelle, senza tuttavia farlo notare (o “pesare”) più di tanto. Altrettanto scontata, pur in un ambito di eccellenza, è “l’esperienza utente”: mai una incertezza, mai una incoerenza, ogni cosa è al suo posto, vale a dire dove te lo aspetti. Non ci sono nemmeno concessioni al vezzo formale se non per la scelta del colore della retroilluminazione delle manopole ma, credetemi, è qualcosa che si muove sempre nell’ambito del buon gusto.
No, ciò che è davvero complicato è spiegare, a parole, perché il suono di questo Atoll IN400 Evo è capace di inchiodarti per ore su una sedia in sala di ascolto. Te lo chiedi mentre ascolti le tue tracce preferite: “Perché non riesco a smettere?”. La risposta è assai meno scontata di quanto ci si possa immaginare, nonché difficile da veicolare mediante un testo scritto. In estrema sintesi direi che l’amplificatorino francese rispetta la musica. Non aggiunge nulla di suo ma nemmeno lo toglie. Si limita (!) a presentare ciò che è scritto nella registrazione, al meglio delle sue capacità che, è bene ricordarlo, sono pur sempre quelle di un prodotto Hi-Fi da poco meno di seimila Euro. Dunque non stiamo trattando di un prodotto che appartiene al dorato empireo dell’High End, dove questo tipo di approccio te lo aspetti, anzi lo pretendi. Qui siamo ancora in un territorio economico alla portata di molti appassionati desiderosi di un bel suono, ma che non vogliono/possono permettersi esborsi economici eccessivi, e tuttavia sono in grado di discernere un buon suono da un suono fatto per “catturare” o “ammaliare”. Quante volte ci siamo trovati a scrivere: “La prima cosa che colpisce di questo amplificatore è la potenza del basso…” oppure: “Siamo rimasti scioccati dalla dinamica di questo prodotto”. Un pò come se questi parametri saltassero fuori dal contesto proponendosi come il parametro principale. Ecco, con l’amplificatore integrati Atoll IN400 Evo questo non succede mai. Se c’è qualcosa di cui rimanere scioccati – specialmente in questo ambito di prezzo – è la coerenza. Coerenza contemporanea di tutti i parametri. Prendiamo la dimensione dello Stage: ascoltando la registrazione del Concerto in Re minore per violino e orchestra di Sibelius (Jansen/Mäkela) ed. Decca, non solo l’ampiezza sull’asse orizzontale va ben al di là dello spazio compreso tra i diffusori, estendendosi idealmente oltre le pareti della sala di ascolto, ma è il “riempimento” a lasciare di stucco. In altre parole: la densità del suono sull’asse orizzontale (ma anche verticale) è sempre la medesima, senza alcun “addensamento” che tradisca, senza pietà, che siamo al cospetto di una finzione tecnologica seppur sofisticata. E ancora: il violino della sublime Janine Jansen – uno Stradivari presumo – non è giocato solo sui registri alti, come spesso accade, ma attraverso la catena Atoll IN400 Evo/Vivid Audio Kaya S12 acquista un “corpo”, una massa che lo rende assai più simile a ciò che si potrebbe sperimentare se lo si ascoltasse dal vivo di quanto solitamente capita di sentire. E le voci? Da qualche tempo utilizziamo una bella registrazione del duo costituito da Fiorella Mannoia e Danilo Rea al pianoforte. Con l’Atoll la voce della cantante diviene corposa, meno diafana di quanto abbiamo avuto modo di sperimentare ultimamente con alcuni amplificatori integrati passati in sala di ascolto. In un unico termine: naturale.

Non vorrei che, dopo aver letto il precedente paragrafo, pensate all’amplificatore Atoll IN400 Evo “solo” in termini di raffinatezza: niente affatto! Non dimentichiamoci che si tratta di un 300 W su 4 ohm (quelli delle Kaya S12, guarda caso…) che, alla bisogna, è in grado di generare pressione a sufficienza per rendere credibile anche il repertorio Rock più richiedente in tali termini. Solo che, ancora una volta, lo fa con il garbo, l’aplomb, che lo caratterizzano. In questo caso il divertimento è stato quello di ascoltare tracce in cui fossero presenti diversi tipi di chitarre elettriche (Fender, Gibson, Gretsch, ecc.) andando alla ricerca delle loro specifiche sonorità. Le impressioni di ascolto che ho testé riferito riguardano la configurazione che vedeva il DAC Aqua La Scala MKII collegato agli ingressi linea, ovvero quella che ci ha maggiormente convinto. Le prestazioni dei due moduli opzionali sono del tutto coerenti con la loro fascia di prezzo; forse la scheda digitale mi ha convinto maggiormente rispetto al modulo phono, in ogni caso ritengo che debbano essere considerati un buon affare dal punto di vista economico, ma non in grado di estrarre tutto il potenziale dell’amplificatore.
In conclusione di queste brevi note direi che i miei complimenti ai tecnici della Atoll vanno non solo e non tanto alle soluzioni tecniche adottate, ma all’approccio tenuto nei confronti del contenuto musicale.
Conclusioni
Cos’è che determina se un prodotto appartiene o meno all’High End? Il prezzo? Beh, in genere nella comune accezione si, è il prezzo. A me però piace pensare che, oltre a questo, ci sia anche l’approccio progettuale al tema della riproduzione audio. Il rispetto della musica che scaturisce dalla sua conoscenza e comprensione. In questo senso, per me, l’amplificatore Atoll IN400 Evo è un prodotto High End.
Giulio Salvioni
Specifiche tecniche
- Tipo: amplificatore integrato
- Ingressi analogici: 5 RCA, 2 XLR bilanciati, loop tape, bypass AV.
- Ingressi digitali: 2 ottici, 2 coassiali, USB
- Uscite analogiche: 2 preamplificate
- Uscita per cuffie: jack da 6,35 mm.
- Potenza di uscita: 160 W/8 ohm, 300 W/4 ohm.
- Distorsione: 0,05% @ 1 kHz
- Rapporto segnale/rumore: 100 dB
- Dimensioni (A x L x P): 130 x 440 x 370 mm
- Peso: 19,5 kg
- Garanzia: 2 anni.
Prezzo al momento del test: €5.700,00. Modulo DAC: € 350,00. Modulo phono: € 100,00.
Produttore: Atoll Electronique
http://www.atoll-electronique.com
Distributore per l’Italia: Audio Graffiti




GIPHY App Key not set. Please check settings