in

Amplificatore integrato Audia Flight FLS10

Audia Flight FLS10
L'Audia Flight FLS10 è disponibile nella livrea Silver o Black. Notare il logo del costruttore inciso sul pannello superiore

L’Amplificatore integrato Audia Flight FLS10 ci è stato inviato dai gentili titolari del marchio di Civitavecchia, alle porte di Roma, poco dopo il nostro incontro durante l’edizione 2025 del Monaco High End. In quella occasione avevamo postato sul canale YouTube Audio 2-G uno short nel quale mostravamo l’amplificazione Flagship Strumento n°8 Signature. In questa prova affrontiamo un interessante integrato, dal prezzo decisamente più abbordabile, ma pur sempre caratterizzato da un approccio progettuale e costruttivo di chiara impostazione High End. 

Audia Flight

Audia Flight è stata fondata nel 1996 da Massimiliano Marzi e Andrea Nardini. Tutti i prodotti sono interamente realizzati a mano presso la sede di Civitavecchia, a poco più di 70 chilometri a nord di Roma.

Partendo dalla convinzione che un componente non debba alterare il segnale elettronico, i due titolari hanno dedicato due anni (1994-1996) alla ricerca e sviluppo che avrebbe costituito la base di tutti i componenti realizzati nel corso degli anni successivi. La ricerca è partita dalla constatazione che il tradizionale approccio al design dei circuiti basato sul feedback di tensione, con la sua limitata capacità di gestire transitori ad alta velocità e carichi complessi, tendeva ad alterare il segnale elettronico e quindi a introdurre imprecisioni. Ciò ha portato alla progettazione di un circuito basato sull’approccio del feedback di corrente, che consente una maggiore velocità di risposta e un migliore controllo del carico, producendo così un segnale più accurato.

Nel 1997 Audia Flight ha lanciato sul mercato la prima versione dell’amplificatore di potenza Flight 100 che è stato accolto con favore dalla critica e dai clienti. Poco dopo, Audia Flight ha introdotto il Flight Pre e l’amplificatore di potenza Flight 50, ottenendo un analogo successo. Il Flight Pre in particolare era caratterizzato da un sofisticato design del cabinet a sezioni multiple e da un attenuatore di volume a impedenza costante per ottenere una risposta in frequenza accurata a tutti i volumi. Nel 2001 Audia Flight ha introdotto il suo primo amplificatore integrato, denominato Flight One, che integrava molte delle soluzioni progettuali presenti negli amplificatori Flight Pre, Flight 50 e Flight 100. Oggi la linea di prodotti comprende la Serie Classic, la Serie Three S, la Serie FLS e la Serie Strumento, cioè quella flagship.

Amplificatore Integrato Audia Flight FLS10 front view
I due elementi caratterizzanti l'estetica sono gli ampi radiatori laterali e l'iconico pannello frontale

Esterno

l’amplificatore integrato Audia Flight FLS10, per diverse ragioni non può e non vuole “nascondersi” e/o dissimulare la sua presenza in sala di ascolto. I suoi 36 kg di peso implicano la necessità di un robusto tavolino porta elettroniche, oltre a quella di almeno due persone per togliere l’amplificatore dall’imballo e collocarlo in posizione. I due ampi dissipatori di calore che occupano per intero le fiancate dell’unità richiedono inoltre di lasciargli una buona quantità di spazio per garantire una adeguata circolazione d’aria. Ho apprezzato la soluzione escogitata dal costruttore per l’implementazione dei radiatori che, seppur esterni, sono coperti superiormente ed inferiormente. In tal modo, non risultano fastidiosi durante gli spostamenti e sono anche meno visibili, a tutto vantaggio dell’estetica. Suppongo che l’effetto camino ne risenta leggermente, tuttavia i pannelli inferiore e superiore che confinano le alette sono in spesso alluminio da ben 7 millimetri e vanno ad integrare la superficie radiante. Da notare che i dissipatori sono a sezione ondulata, il che ne incrementa l’efficienza, con il risultato finale che l’amplificatore integrato FLS10 difficilmente offrirà al tatto superfici con temperatura superiore ai 50 gradi. Il cabinet non presenta viti a vista: per il fissaggio del pannello superiore, sul quale è inciso a grande dimensione il logo del costruttore, si è fatto ricorso a lunghi elementi metallici saldati e recanti all’estremità una filettatura sulla quale è impegnato un bullone che viene tirato dal fondo. Questo è solo uno dei tanti possibili esempi per raccontare l’eccellenza costruttiva che promana da questo amplificatore che è costruito in modo davvero superbo. Anche il pannello frontale, nella sua semplicità, si distingue per eleganza: una sorta di motivo ad “Onda”, posizionato a circa due terzi dell’altezza partendo dal basso, lo attraversa da fianco a fianco. Subito al di sopra troviamo una fenditura sagomata che ospita il display OLED a caratteri blu. L’encoder rotativo multifunzione, che svolge anche il ruolo di controllo del volume, è collocato in posizione incassata sulla destra, mentre una teoria di piccoli pulsanti è posta in prossimità del bordo inferiore. Il risultato estetico complessivo è quello di un apparecchio che trasmette in modo inequivocabile solidità e forza unita ad una austera eleganza. Inoltre, cosa che personalmente ho molto apprezzato, l’immagine dell’Audia Flight FLS10 è del tutto coerente con quella del resto della produzione di questo costruttore, ivi compresi i modelli della serie Strumento. Per quel che concerne le finiture potrete scegliere tra argento o nero; in entrambi i casi la capacità di integrarsi con  l’arredamento dell’ambiente che lo ospita sarà probabilmente modesta data la personalità di questo amplificatore che, per i motivi appena esposti, non tende certo a mimetizzarsi.

Audia Flight front panel
I pulsanti posti sul pannello frontale richiedono un pò di attenzione nell'azionamento a causa delle ridotte dimensioni. La manopola del volume svolge anche funzione di controllo durante le varie fasi di regolazione.

Operatività

l’amplificatore integrato Audia Flight FLS10 è semplice da usare nella quotidianità, tuttavia ho riscontrato la necessità di qualche attenzione in più nella fase di setup. Ciò è dovuto in larga misura all’impiego di comandi di tipo “softkey”, il che significa che il loro effetto dipende dalla funzione impostata in precedenza. Ad esempio, l’encoder rotativo collocato sulla destra controlla di base il volume, ma premendo il pulsante “In” si possono selezionare sequenzialmente gli ingressi (a condizione che ciò accada entro 5 secondi). Il pulsante “Set”, invece, agisce sulle impostazioni programmabili, quali il guadagno differenziale di un ingresso (fino a ±6 dB), il suo nome, se è in uso o no, se utilizzarlo in modalità “direct” (per integrare l’amplificatore in un impianto multicanale), se disabilitare il ricevitore ad infrarossi e quale attenuazione utilizzare per il muting (completa o -30 dB). Sempre dal pannello frontale sono disponibili i comandi diretti per l’inversione della fase assoluta e la connessione degli altoparlanti. Forse a causa delle ridotte dimensioni dei pulsanti di input/funzione, che richiedono una delicata azione con la punta delle dita, ho trovato il controllo dell’apparecchio non esattamente immediato. Probabilmente si tratta solo di abituarsi, come del resto sempre accade con le interfacce che divergono dagli standard consolidati. In ogni caso il bel telecomando metallico si rivela assai funzionale, con un controllo del volume più reattivo e opzioni aggiuntive, quali l’impostazione del bilanciamento sinistro/destro, che non sono accessibili dal pannello frontale del FLS10 stesso.

Per quanto attiene al display ho trovato simpatica la scelta del lettering, con le grosse scritte blu su fondo nero che evocano memorie anni ’80, reinterpretate con la tecnologia OLED. In ogni caso, è abbastanza grande e chiaro da poter essere visto da lontano quando si utilizza il telecomando, anche grazie alla funzione di regolazione della luminosità che si è rivelata particolarmente utile. L’unica accortezza è quella di posizionarsi grossomodo in asse per leggerlo, altrimenti il grande “ciglio” che lo sovrasta ne impedisce la lettura allorquando lo si osserva dall’alto.

Amplificatore Integrato Audia Flight back panel
Pannello posteriore dell'Audia Flight FLS10. Si noti la presenza dei due sportelli che danno accesso agli slot di espansione per le schede opzionali. I morsetti degli altoparlanti sono sdoppiati.

Amplificatore Integrato Audia Flight: Costruzione

Basato sull’amplificatore di potenza Audia Flight FLS4 operante in Classe A, l’amplificatre integrato Audia Flight FLS10 è un Classe AB capace di erogare 200 W su 8 ohm, dotato di ampie opzioni di collegamento. Sul pannello posteriore troviamo due uscite RCA sbilanciate e un’uscita del preamplificatore XLR bilanciata, assieme ad una presa per cuffie situata sul pannello frontale. Sono poi disponibili cinque ingressi, di cui tre RCA sbilanciati e due XLR bilanciati. Nella configurazione base  l’FLS10 è un amplificatore linea analogico. Tuttavia, c’è da notare che sul pannello posteriore sono presenti due slot per l’installazione di schede di espansione opzionali, che forniscono funzionalità aggiuntive: una scheda phono MM/MC (€ 1.350), una scheda DAC dotata di alimentazione autonoma e compatibile via USB con segnali PCM fino a 768 kHz e DSD fino a 5,6 MHz e con ulteriori ingressi digitali, tra cui S/PDIF  in formato coassiale e ottico (€ 2.250). E ancora una scheda DAC/streamer (€ 4.000) ed infine una scheda che offre due ingressi aggiuntivi RCA o XLR (€ 600).

Una volta rimosso il coperchio superiore si resta impressionati dalla mole del gigantesco trasformatore toroidale di alimentazione da ben 2 chilowatt e 12 secondari, tra i quali quelli di potenza per i singoli canali, annegato in resina per abbattere le vibrazioni e schermato magneticamente. Ovvio supporre che una consistente parte dei 36 kg del peso complessivo di questo integrato siano da attribuirsi al trasformatore. I condensatori impiegati (288.000 µF per i soli finali) sono di elevata qualità. La sezione di preamplifcazione si trova a ridosso del pannello posteriore e su di essa spiccano quattro “Current Feedback Gain Modules” annegati in resina, siglati FLS CFA 15. Di questi moduli ve ne sono altri quattro nelle due sezioni potenza. L’amplificatore è un dual mono bilanciato dall’ingresso all’uscita e pertanto anche il controllo del volume è bilanciato. Il chip sul quale si basa è il Muses 72320 che abbiamo già incontrato in diverse realizzazioni provate sul nostro Canale Audio-2G.com. Le sezioni di potenza dei due canali, collocate verticalmente e a contatto dei dissipatori laterali, sono in configurazione “bridge”, dunque costituite da due amplificatori operanti in contro fase. I dispositivi attivi di potenza sono bipolari, ovvero 8 coppie per canale di MJL3281/1302.

Amplificatore Integrato Audia Flight inside
Nell'immagine dell'interno è possibile notare il grande trasformatore toroidale posto sotto alla scheda blu con il piccolo trasformatore, la scheda di preamplificazione in prossimità del pannello posteriore e le due bancate di potenza in posizione verticale. Sulla destra si scorge la scheda con i quattro Current Feedback Gain Modules posizionata sopra alla scheda pre in condizioni di normale operatività.

Amplificatore Integrato Audia Flight: ascolto

Talvolta – non sempre, per carità – capita di poter desumere le caratteristiche soniche di un prodotto audio dal suo aspetto. Non questo è il caso dell’amplificatore integrato Audia Flight FLS10. A dispetto di una immagine che trasmette forza e potenza, alla prova di ascolto l’integrato di Civitavecchia ha rivelato una sensibilità da fine musicofilo. Certo, quando c’è da mostrare i muscoli non si tira indietro: la cassa della batteria di Mike Portnoy dei Dream Theatre nella traccia di apertura di A Change of Season è poderosa, così come lo sono i timpani della Chicago Symphony Orchestra diretta da Muti alle prese con la Messa da Requiem di G. Verdi. Però quando passo a On the Nature of Daylight di Max Richter mi rendo conto che gli archi, e in particolare il violino solista, sono proposti con una delicatezza, una finezza, una risoluzione che toccano l’anima. La silenziosità e la risoluzione sono ai massimi livelli e ciò permette di godere al meglio di questa bellissima traccia tratta da Heard On Tour 82024) . Certo, un amplificatore del genere deve essere accompagnato da partner di pari livello; nel caso specifico si è trattato dei diffusori della Vivid Audio della serie Kaya modello 90 – da pavimento con 4+4 woofer – e S12, un raffinatissimo standmounter con una capacità di ricostruzione spaziale da primato. Come sorgente digitale abbiamo usato il DAC Playback Design MPD-8 collegato al server/player Antipodes Audio K30 (upgrade G4), il tutto cablato AudioQuest Mythical Creatures e, limitatamente all’USB, Mad Scientist Black Magic Ultra. L’unità che ci è stata inviata non era dotata di schede opzionali, pertanto non siamo in grado di riferire alcunché rispetto al DAC interno o al pre phono. Tornando all’Audia Flight FLS10 possiamo dunque ribadire che l’aspetto che più ci ha convinto è proprio la sua articolata e sfaccettata personalità sonica che gli permette di affrontare qualsiasi materiale musicale gli si dia in pasto con assoluta autorevolezza e capacità di estrarre il meglio dal materiale registrato. Questo per dire che anche le registrazioni meno “riuscite”, quelle che insomma qualche difettuccio ce l’hanno, ne escono comunque in modo gradevole. Prodotti del genere, indipendentemente dalla fascia di mercato nella quale vanno a posizionarsi, non sono molti. Mi viene in mente un’altro integrato di fascia alta, che abbiamo provato qualche tempo fa, che potrebbe essere considerato un possibile competitor di questo Audia Flight: il Vitus Audio Ri 101 MK II. In entrambi i casi si tratta di amplificatori a stato solido in Classe AB, dotati di tutta la potenza necessaria a pilotare al meglio qualsiasi diffusore e, ciò che per me è più importante, dotati di fine sensibilità musicale. Questo implica che chi li ha progettati, oltre che un tecnico sopraffino, sia anche un fine musicofilo. Della delicatezza dell’Audia Flight FLS10 ho avuto conferma dall’efficacia con la quale è stato rappresentato il delicato tocco di K. Jarrett nella traccia conclusiva del recente New Vienna (Live), Somewhere Over the Rainbow. Passo poi alle voci con il chiaroscuro di E Penso a Te, tratta da Luce con D. Rea al pianoforte, dove l’interazione tra i due artisti viene riproposta in modo assolutamente affascinante.

Conclusioni

L’amplificatore integrato Audia Flight FLS10 ripropone il vecchio – ma sempre attuale – quesito: “Di cos’altro potrei aver bisogno in ambito audio?”.

Mentre lo ascoltavo pensavo a quanta gioia può regalare una macchina da musica come questa senza costringere il suo proprietario ad affrontare tutte le complessità che l’audio High End reca inevitabilmente con se. Una sorgente, un paio di diffusori all’altezza della situazione e questo amplificatore. Ecco fatto un Super Impianto che può durare anni e regalare emozioni a non finire.

Alla mia età, con il sopraggiungere della nausea da Iper Complessità Audio, inizio a farci un pensierino…

Giulio Salvioni

Specifiche tecniche dichiarate

  • Potenza di uscita per canale Wrms: 200/380/700 (8/4/2 ohm)
  • Ingressi: 3 sbilanciati (RCA), 2 bilanciati (XLR)
  • Uscite: 1 sbilanciato (RCA), 1 bilanciato (XLR), 1 REC sbilanciato (RCA)
  • Intervallo di guadagno: -90dB / +10dB
  • Risoluzione di guadagno: 0,5dB
  • Risposta in frequenza (-3dB): 0,3 Hz ÷ 500 KHz
  • THD: < 0,05 %
  • Rapporto S/N: 110 dB
  • Impedenza di ingresso: 47 Kohm
  • Fattore di smorzamento (a 8 ohm): > 650
  • Tensione principale AC (50-60Hz): 100, 110-115, 220-230, 240 V
  • Consumo energetico in standby: meno di 1 W
  • Consumo energetico (200W RMS @ 8 Ohm entrambi i canali): 840W
  • Dimensioni e peso 450x180x440mm (L x A x P): 36kg

Prezzo: € 12. 200,00 

Costruttore: Audia Flight Via Alfio Flores, 7 – 00053 Civitavecchia (RM)

Tel. +39 0766 561403

email: info@audia.it

Scritto da Audio 2G

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

    K11 R2R

    FiiO K11 R2R DAC

    Indiana Line Utah5

    Indiana Line Utah5 diffusore acustico