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Musical Fidelity NU-Vista 600.2

Nel mese di febbraio 2023 abbiamo avuto modo di provare il modello Flagship della rinnovata linea Nu-Vista della Musical Fidelity, ovvero il sistema di amplificazione PRE/PAS a quattro telai. In quella circostanza ci fu anticipato dal costruttore che erano in corso di finalizzazione altri due amplificatori integrati della stessa linea. Il primo di questi, l’800.2, fece in effetti il suo debutto pochi mesi dopo. Ora è il turno del NU-Vista 600.2 che ci era stato annunciato come il Nu-Vista “a bassa potenza”. In effetti la potenza dichiarata, pari a 2×160 W su 8 ohm, è inferiore rispetto ai 330 W su 8 ohm dell’800.2 e del Nu-Vista PAS. Cionondimeno non credo lo si possa considerare “piccolo” e questo anche in ragione delle dimensioni e della massa. Con un peso di 36 kg, è infatti solo 5 kg più leggero del suo fratello maggiore e ha le medesime dimensioni.

NU-Vista 600.2: un pò di tecnica

Per prima cosa voglio sottolineare che anche per questo nuovo amplificatore integrato Musical Fidelity ha adottato un approccio decisamente purista: non c’è un DAC, uno stadio phono o qualsivoglia componente digitale all’interno del cabinet che possa contribuire all’aumento delle rumorosità interne che potrebbero rischiare di limitarne le prestazioni. Le similitudini con l’800.2 partono dal robusto cabinet in alluminio, disponibile in nero o argento, che mi è sembrato del tutto identico. Secondo Musical Fidelity, questo materiale e l’intera struttura sono progettati per agire come una gabbia di Faraday, proteggendo i componenti interni dai campi elettromagnetici esterni e impedendo che i campi elettromagnetici generati dal Musical Fidelity NU-Vista 600.2 raggiungano i componenti circostanti

NU-Vista 600.2 front
L'immagine lascia solo parzialmente intuire la solidità e la massa del 600.2

L’amplificatore in prova condivide con l’800.2 alcune tecnologie chiave tra cui, ovviamente, i triodi nuvistor 6S51N impiegati nello suo stadio di pre amplificazione linea in Classe A. Ricordo che queste particolari valvole vennero introdotte dalla RCA nel 1959 presentando sostanziali miglioramenti in termini di prestazioni e affidabilità rispetto alle classiche valvole a vuoto in vetro. La concomitanza temporale con la travolgente diffusione dei transistor, fece sì che questi geniali dispositivi compatti con il corpo in metallo siano ormai praticamente “estinti”. Tuttavia la Musical Fidelity afferma di averne acquistato un stock gigantesco che gli permetterà non solo di realizzare questa serie di amplificatori e ulteriori modelli nel futuro, ma anche di garantire la disponibilità di parti di ricambio per molti anni a venire.

Nuvistor
Sezione di un tubo NuVistor.

Così come l’800.2 è un aggiornamento del Nu-Vista 800, anche il Musical Fidelity NU-Vista 600.2 è una evoluzione del precedente 600. Tuttavia in questo caso le modifiche sono state ben più radicali rendendolo molto simile agli attuali modelli più costosi della linea Nu-Vista. Le migliorie riguardano i componenti, come i condensatori in polipropilene di qualità superiore e l’uso di relè di commutazione nella sezione di ingresso in luogo del controllo a circuiti integrati del modello precedente. Questo accorgimento secondo l’azienda garantisce una migliore separazione e dinamica. Lo stadio di potenza in classe AB, analogamente a quello impiegato sull’800.2 e del PAS, fa uso dell’architettura Titan di Musical Fidelity, dove ognuno dei transistor Sanken delle due coppie complementari per canale ha un corrispondente condensatore di alimentazione ad alta corrente. Secondo il costruttore ciò “permette un accesso più immediato all’energia immagazzinata” grazie a un “percorso ad impedenza molto più bassa”.

Power amplifier section
L'architettura dell'amplificatore è di tipo dual mono. Si notino le sezioni di potenza montate a contatto con i dissipatori di calore laterali munite di quattro condensatori di alimentazione corrispondenti ad altrettanti dispositivi attivi.
preamplifier section
La scheda di pre amplificazione è montata su una sorta di "vassoio" posto superiormente rispetto alle sezioni di alimentazione migliorandone l'isolamento. In prossimità del bordo posteriore si possono scorgere i quattro NuVistori.

Anche il layout delle varie PCB è stato completamente rivisto e semplificato, e include ora una sorta di vassoio schermato per i circuiti del preamplificatore al fine di migliorare l’isolamento dal rumore. La sezione di amplificazione con layout completamente bilanciato e dual-mono utilizza una coppia di grandi trasformatori toroidali.

Connettività

Sul pannello posteriore sono presenti due ingressi linea XLR bilanciati, in luogo dell’unico presente sul modello 800.2. Mi viene il sospetto che ciò sia stato fatto per garantire la contemporanea compatibilità del NU-Vista 600.2 con il DAC Nu-Vista e con il preamplificatore phono Nu-Vista Vinyl 2, andando in tal modo a costituire un sistema completo e anche assai interessante. Sempre in formato bilanciato (XLR) troviamo un’uscita variabile, oltre ai quattro ingressi linea RCA e alle uscite fisse/variabili (sia XLR che RCA). I set di terminali per diffusori di grandi dimensioni (4 mm) sono sdoppiati così da permettere configurazioni bi-wired. Il pannello frontale è dominato dal grande display per il quale si può scegliere tra la modalità chiara e quella scura. Ciascuna modalità ha un’opzione VU meter o una dove viene visualizzato il nome dell’ingresso selezionato e il valore del volume. Ai lati troviamo due grandi comandi rotativi, uno per la selezione della sorgente e l’altro per il controllo del volume. Quest’ultimo è del tutto analogo a quello che si trova nell’800.2 trattandosi di una unità regolata al laser che, secondo Musical Fidelity, garantisce un errore di guadagno di soli ±0,5 dB anche ai livelli di volume più bassi. 

NU-Vista 600.2 back panel
La dotazione di ingressi ed uscite è molto ampia ed in grado di risolvere qualsiasi esigenza in termini connettività.

Merita una menzione il grande telecomando che si abbina splendidamente all’amplificatore essendo sia grande che pesante. I suoi tasti sono ben distanziati e coprono quasi tutte le funzioni, mancando in effetti solo il tasto “Lighting Mode” che è presente sul pannello frontale del NU-Vista 600.2. Ciò implica la necessità di operare sul pannello dell’amplificatore nel caso in cui si volesse scegliere che il display entri in modalità salvaschermo o che le quattro valvole nuvistor 6S51N, visibili attraverso una griglia posta sul pannello superiore, siano illuminate (arancione durante il “riscaldamento”, blu al “pieno equilibrio termico”, rosso quando l’amplificatore è silenziato).

Sono inclusi nella confezione un set di piedini a punta (Spike) e uno piatto.

Remote control
Il bel telecomando metallico permette il controllo di ingressi, volume, muting e luminosità del display

NU-Vista 600.2: ascolto

Ho ascoltato l’amplificatore integrato Musical Fidelity NU-Vista 600.2 abbinandolo a componenti che ben conosciamo per essere da tempo i nostri riferimenti. Come sorgente digitale il nostro immancabile DAC Aqua La Scala MKII a sua volta collegato ad un PC Audio autocostruito con componentistica JCat sul quale gira Audiolinux in modalità MPD/UPnP. Per pilotarlo sono ricorso ad un iPad con installata la app JPlay della quale trovate una esaustiva recensione in questo mio articolo. Come diffusori abbiamo utilizzato le Vivid Audio Kaya S12 e Kaya 90. Il cablaggio di segnale analogico e di potenza, così come le alimentazioni, erano i Neutral Cable Serie Reference.
Inizio col dire che, a dispetto delle apparenze, questo 600.2 è un animo gentile, molto più versato all’introspezione che all’esibizione della forza bruta della quale peraltro non difetta. La cosa interessante è ragionare su come si esprime questa gentilezza e per farlo bisogna estrapolarne alcuni caratteri distintivi. Uno tra questi è il senso di coesione che il 600.2 riesce ad infondere alla riproduzione. Al contrario di alcuni amplificatori che della analiticità fanno il loro fiore all’occhiello, questo Musical Fidelity sembra privilegiare un approccio votato alla ricerca di un continuum sonoro. Ciò non vuol dire che non sia in grado di estrarre i dettagli, tutt’altro! Solo che, dopo averlo fatto, riesce – non so come – a realizzare una sapiente amalgama che ti permette di perderti nella musica. Ho a lungo ascoltato una registrazione dal vivo al Festival di Verbeier di un sestetto di archi (tra gli esecutori figuravano L. Kavakos e L. Batiashvili), nell’interpretazione di Souvenir de Florence Op. 70 di P. I. Tchaikovsky, cercando di concentrarmi sulla parte di un singolo strumento. La cosa mi riusciva per un pò ma poi venivo sedotto dalla bellezza complessiva dell’impasto sonoro dei sei strumenti e finivo con l’ascoltare il tutto e non più il solo dettaglio.
Altro aspetto interessante è la gamma bassa che ha la peculiare capacità di essere veloce ed accurata ma, laddove serve, anche viscerale. Qui la sperimentazione l’ho fatta ascoltando alcune tracce dei Dream Theater e dei Liquid Tension Experiment (stesso batterista Mike Portnoy). La cassa della batteria forse non è tra le migliori in quanto ad accuratezza timbrica, ma la sua capacità di coinvolgimento emotivo non è seconda a nessuno e ha fatto muovere i quattro + quattro woofer delle Vivid Audio Kaya 90 in una seducente danza accompagnata dal movimento ritmico dei VU Meter sul display. Peraltro in tale contesto ho apprezzato anche un’altra peculiarità di questo amplificatore integrato, ovvero l’ottimo timing complessivo che si estrinseca in transienti fulminei e in rilasci credibili e privi di innaturali code. Anche portato ad esprimersi a livelli di pressione sonora da lite condominiale si ha sempre la sensazione che il Musical Fidelity NU-Vista 600.2 stia andando in souplesse senza sforzarsi minimamente. Il che mi permette di ricollegarmi a quanto scritto in apertura di articolo, ovvero che la potenza erogata, ancorché inferiore a quella del fratello maggiore 800.2, è probabilmente sufficiente per la gran parte di coloro i quali vivono in case di dimensioni normali, dispongono di diffusori normalmente efficienti ed ascoltano a pressioni normali.

E le valvole? Si sentono le valvole? Ad un primo ascolto e non sapendo che a bordo c’è una sezione di preamplifcazione a NuVistori in Classe A, si potrebbe essere tentati dal considerare il NU-Vista 600.2 un ottimo amplificatore a Stadio Solido, poi però ascoltando delle voci, maschili o femminili non fa differenza, ci si rende conto che c’è un qualcosa, un guizzo, un calore, un non so che di umanità che ti fa riconnettere mentalmente alle sonorità di un tubo a vuoto.
Un’ultima una riflessione riguarda la spazialità: il Musical Fidelity NU-Vista 600.2 è capace di costruire spazi molto ampi sui tre assi e lo fa con grande maestria nella scansione delle profondità e della focalizzazione. Qualche pecca, volendo cercare il proverbiale pelo nell’uovo, la potrei ravvisare nella tendenza ad una certa approssimazione nelle armoniche degli strumenti acustici, quali violini o pianoforti, ma anche di certe registrazioni di chitarra acustica dove lo strumento suona in modo leggermente diverso e meno articolato rispetto ai miei riferimenti che però, lo devo dichiarare per onestà intellettuale, sono assai più impegnativi dal punto di vista economico.

VU Meter
Ancorché frutto di una rappresentazione grafica i VU Meter hanno un funzionamento fluido e gradevole alla vista.

L’amplificatore integrato Musical Fidelity NU-Vista 600.2 non può essere considerato una scelta di ripiego per chi non dispone dei capitali necessari all’acquisto nel Nu-Vista 800.2. Scrivo questo perché non vorrei che venisse erroneamente considerato in tal modo, non rendendo giustizia ad un amplificatore che nasce invece da una idea progettuale ben definita e sviluppata in modo coerente. Se la spesa che si approssima ai diecimila Euro non vi spaventa, se gli ingombri e l’estetica sono compatibili con il vostro ambiente di ascolto e, soprattutto, se siete alla ricerca di un amplificatore integrato ben costruito, pieno di interessanti contenuti tecnici ma anche di un “anima”, questo Musical Fidelity NU-Vista 600.2 merita di essere ascoltato con attenzione. Personalmente l’ho trovato il più equilibrato tra i due amplificatori integrati della serie Nu-Vista, sia in termini di dotazione di ingressi che come personalità sonica.

Giulio Salvioni

Caratteristiche tecniche

    • Potenza: 160W su 8 ohm, 300W su 4 ohm, 500W di picco su 2 ohm
    • Corrente: 50 Ampere picco/picco
    • Fattore di smorzamento: 100
    • Dispositivi di uscita: 2 coppie di transistor per canale
    • Guadagno: preamplificatore 4,3x (12,6dB) al volume massimo, stadio di potenza 34x (31dB)
    • THD+N: < 0,005% tipico, da 20Hz a 20 kHz
    • SNR: > 107dB ponderato ‘A’
    • Impedenza di ingresso: 100 k Ohm
    • Risposta in frequenza: + 0, –0,1dB, da 10 Hz a 30 kHz
    • Ingressi: 4 x RCA, 2 x XLR bilanciati
    • Uscite: 2 x RCA (fissa/variabile), 1 x XLR (variabile)
    • Connettori per diffusori: accettano puntali/banane max 4 mm
    • Alimentazione: 230VAC, 50Hz
    • Consumo: <0,5W in modalità standby; 75W acceso senza carico; 600 Watt max
    • Dimensioni (LxAxP): 483x187x510mm
    • Peso: 36kg

Prezzo: 9.900 Euro

Distributore per l’Italia: Audiogamma spa – Via Nino Bixio 13 – 20900 Monza (MB) – Italia www.audiogamma.it

Costruttore: Musical Fidelity a Division of Audio Tuning Vertriebs GmbH – Margaretenstrasse 98
A-1050 Wien
AUSTRIA

E-Mail: info@musicalfidelity.com

Scritto da Giulio Salvioni

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