Lanciata verso la fine dello scorso anno, la North Collection di cui fa parte l’amplificatore integrato Moon 641 protagonista di questa prova, costituisce un cambio di rotta del costruttore canadese rispetto al recente passato, puntando a raggiungere obiettivi talvolta apparentemente in contrasto tra loro.
Multifunzionalità
Scorrendo il catalogo della North Collection la prima cosa che balza all’occhio è il modo in cui sono state scelte le diverse funzionalità da associare ai vari componenti. Oggigiorno molti utenti, e tra questi inserisco anche gli audiofili più maturi, tendono a ridurre il numero dei telai presenti nei loro impianti audio, puntando a realizzare sistemi più compatti ed integrati. Per assecondare tale tendenza, la North Collection punta a rendere ogni componente (tranne gli amplificatori di potenza) multifunzionale. Ciò significa che – quantomeno nelle intenzioni – gli utenti non dovrebbero aver bisogno di più di due telai per soddisfare le loro esigenze. Per un’azienda i cui prodotti di punta sono stati storicamente componenti separati si tratta di un cambiamento non trascurabile
La serie inizia con l’amplificatore integrato 641, protagonista della nostra prova, e il DAC/streamer 681 suo partner naturale. Salendo di livello la collezione si divide in due categorie: una serie di front-end completi, come il DAC/linestage/streamer/phono-stage 791 e gli amplificatori di potenza.
Le prestazioni della North Collection, che ricordo essere l’attuale flagship della Moon, non potevano ovviamente essere inferiori a quelle dei suoi precedenti prodotti separati. Date le premesse questo è un obiettivo non semplice da raggiungere, giacché inserire diverse funzioni in un unico chassis tendenzialmente ne compromette le prestazioni. Tuttavia i nuovi componenti Moon affrontano questa sfida forti di una serie di soluzioni tecnologiche grazie alle quali, secondo il costruttore, non solo non vengono compromesse in alcun modo le prestazioni, ma addirittura consentono di migliorare quanto era possibile ottenere dai singoli componenti separati.

MDCA: Moon Distortion-Cancelling Amplification
A questo punto possiamo introdurre una di queste tecnologie denominata MDCA. Si tratta di un modulo di guadagno che sostituisce il classico circuito di feedback globale. Al suo posto, è utilizzato un circuito completamente esterno al percorso del segnale che analizza il segnale in ingresso e apporta precise correzioni per eliminare le eventuali distorsioni rilevate in uscita. Queste correzioni vengono iniettate nel segnale nello stadio di uscita. Qui trovate il link verso una piccola animazione realizzata dalla Moon che descrive il processo meglio di quanto possano farlo tante parole.

L’estetica della North Collection
Tra i vari obiettivi che l’azienda canadese voleva raggiungere vi era anche quello di differenziare i nuovi componenti Moon rispetto ai separati realizzati in precedenza. L’idea era che le unità della North Collection, relativamente poco ingombranti, sarebbero state probabilmente collocate in ambienti domestici multifunzionali quali salotti o soggiorni, piuttosto che in spazi dedicati all’ascolto. In tali scenari d’impiego, l’estetica diventa una priorità assoluta. Il design e la finitura complessiva di questi prodotti è esemplare: le superfici di controllo (in particolare l’uso di controlli rotativi sull’amplificatore integrato Moon 641 e sul telecomando BRM-1 che lo accompagna) sono eccezionali e il display widescreen LCD da 4,3” a colori è ben leggibile grazie ad una grafica che non travalica mai i confini del buon gusto. In questo caso si tratta di una forte differenziazione rispetto ai display a LED rossi utilizzati in precedenza. Da precisare che, sebbene si possa essere indotti a credere che si tratti di uno schermo Touch date le ampie dimensioni, in effetti non lo è. L’interfaccia utente si basa sull’impiego dei due già citati encoder rotativi e su alcuni piccoli pulsanti. In linea generale comunque l’usabilità è alla portata di qualsiasi utente.


Amplificatore integrato Moon 641: analisi tecnica
Prima di addentrarmi nel racconto delle specificità tecniche di questo amplificatore integrato Moon 641 ritengo necessario un piccolo preambolo: a mio avviso è auspicabile che un amplificatore integrato con vocazione High End non abbia troppe funzioni funzioni aggiuntive quali presa per cuffie, ingressi digitali, controlli di tono e uscite per altoparlanti commutabili. E in effetti il Moon 641 non ha nessuna di queste caratteristiche. Mi rendo conto che tale affermazione contrasta probabilmente con le aspettative di chi vorrebbe che l’apparecchio avesse a bordo ogni ben di Dio. Di tale orientamento abbiamo contezza leggendo i commenti, talvolta sferzanti, che accompagnano le nostre prove sul canale YouTube Audio-2G. Ritengo tuttavia discutibili queste critiche, visto che l’unico, vero scopo di questi ampli integrati con ambizioni High End è quello di offrire prestazioni sonore di assoluta eccellenza nell’ambito della loro fascia di prezzo. Anche per quel che riguarda la presenza – assenza in questo caso – di un ingresso phono, penso sia giusto far notare che la maggior parte di coloro che possiedono un “sistema giradischi” in grado di sfruttare appieno le capacità di un amplificatore di questo livello utilizzeranno il proprio stadio phono preferito. Suppongo sia questo il motivo per cui il 641 non ne ha uno. Alla luce di quanto appena esposto dovrebbe essere chiaro come la Moon abbia sviluppato questo amplificatore per lavorare in abbinamento al DAC/Streamer 681 con il quale dialoga via Ethernet mediante il protocollo proprietario MOONLink che consente ai due dispositivi interconnessi di funzionare come se fossero una singola unità, grazie ad un’integrazione senza soluzione di continuità, sfruttando peraltro il medesimo telecomando BRM-1 del quale riferirò più avanti.

Chiarito questo aspetto procediamo nella descrizione ricordando che il costruttore Simaudio descrive l’amplificatore integrato Moon 641 come un preamplificatore e un amplificatore dual mono collocati in un unico telaio. L’unità è in grado di erogare 125 W in classe A/B per canale su otto ohm e tale potenza raddoppia su un carico di quattro ohm. Il merito di ciò va attribuito ad una coppia di poderosi trasformatori da 1KVA e ad una sezione di alimentazione, sdoppiata per i due canali, molto ben progettata. Il 641 è bilanciato fino allo stadio di uscita. Gli ingressi bilanciati vanno alla sezione preamplificatorice, che è bilanciata. Uno dei punti di forza degli amplificatori della Moon è storicamente stato il circuito di controllo del volume. Il 641 non fa eccezione, pur basandosi su una nuova circuitazione che Simaudio chiama M-VOL3. Questo controllo del volume funziona con incrementi di 1 dB fino al livello 20 e di 0,5 dB fino al livello massimo 80. Ciascuno dei cinque ingressi (1 XLR e 4 RCA) è configurabile e include opzioni di bypass home theatre.

Con la North Collection Moon ha ulteriormente migliorato il suo già elevato standard costruttivo. Ho particolarmente apprezzato il complesso design dei dissipatori di calore laterali che vengono affiancati nel loro lavoro da un uso intelligente della canalizzazione dei flussi di aria calda che vengono estratti, senza alcuna ventola motorizzata, attraverso la piastra recante il logo Moon collocata sul pannello superiore del cabinet. Si tratta in pratica di una sorta di “camino” che contribuisce al mantenimento di temperature di esercizio mai troppo elevate. Molto belli ed efficaci i piedini di appoggio che offrono un ottimo isolamento meccanico e gli inserti metallici dai bordi smussati che alleggeriscono il look del cabinet. Quanto alle finiture i componenti della gamma North Collection sono disponibili solo nella versione bicolore, visibile nelle fotografie allegate a questo articolo. Prima di passare alle valutazioni di ascolto vorrei celebrare degnamente il telecomando BRM-1 che – lo affermo senza alcun problema – è il migliore che abbia mai usato. È dotato di un controllo del volume rotativo, simile a quello dell’amplificatore che controlla e di un display con indicazioni molto comprensibili. Il suo impiego diventa intuitivo dopo pochi minuti di utilizzo. Il BRM-1 funziona tramite Bluetooth, garantendo un ampio raggio d’azione.

Amplificatore integrato Moon 641: Ascolto
L’unità che ci è stata inviata in prova era nuova e sigillata, dunque c’è stato bisogno di un pò di rodaggio prima che potesse esprimersi al meglio delle sue capacità. La cosa del resto è chiaramente indicata nel manuale d’uso che suggerisce di far funzionare l’amplificatore integrato Moon 641 per un centinaio di ore prima di esperire qualsivoglia giudizio critico. La cosa personalmente non mi stupisce, avendo avuto modo di sperimentare nel corso degli anni la necessità, maggiore o minore a seconda degli apparecchi, di un periodo di rodaggio. Rilevo tuttavia che questo argomento è uno dei tanti utilizzati in rete per dare “fuoco alle polveri” alimentando sterili ed inutili polemiche. Qui mi limiterò a scrivere che il Moon 641, dopo circa cento ore, ha espresso al meglio il suo potenziale in gamma bassa, cosa che nelle prime ore non aveva fatto. Intendiamoci: non parliamo di un amplificatore che fa del “pugno sullo stomaco” la sua cifra stilistica. La gamma bassa dell’integrato canadese va ascoltata ed assaporata con attenzione perché è elegante, veloce, timbricamente ricca ma al contempo neutra. Quella raffinatezza tipica dell’apparecchio che non vuole farsi notare a tutti i costi (una tendenza fastidiosissima per il sottoscritto), tuttavia nel momento del bisogno il Moon 641 sa bene come farsi sentire. Mentre scrivo ho in mente il primo movimento della Quarta Sinfonia di Mahler nel quale l’entrata dei timpani e il “pieno” degli ottoni mi hanno letteralmente fatto sobbalzare. Per completezza di trattazione riferirò in merito al contesto nel quale è stata svolta la prova: come sorgenti abbiamo fatto ricorso al nostro immancabile DAC Aqua La Scala MKII a sua volta collegato ad un PC Audio autocostruito con componentistica JCat sul quale girava Audiolinux in modalità HQPlayer NAA. Il Server era l’Antipodes Audio K30. In alternativa abbiamo anche utilizzato il DAC Streamer Esoteric N-05XD direttamente collegato alla LAN. Come diffusori abbiamo utilizzato le Vivid Audio Kaya S12 e Kaya 90 nonché, in alternativa, le Opera Prima V2. Il cablaggio di segnale analogico e di potenza, così come le alimentazioni, erano Neutral Cable Serie Reference in Sala 2 e vari AudioQuest Mythical Creatures in Sala 1.
Detto della gamma bassa passiamo a fornire qualche ulteriore informazione per aiutare i nostri lettori a farsi un’idea del suono dell’amplificatore integrato Moon 641. Personalmente sono rimasto affascinato dal suo Flow o, per dirla altrimenti, dalla capacità di coinvolgerti nel flusso della musica – qualsiasi musica, si badi bene – senza costringerti ad una faticosa concentrazione. Qui è tutto molto semplice in virtù di un suono organico, naturale mai artefatto. L’effetto di tale attitudine è quello di farti venire voglia di tenere l’impianto sempre acceso con la musica che va, come fosse un sottofondo alle quotidiane attività, ma godendo al contempo di una riproduzione di elevato livello qualitativo. Il Moon 641, secondo me, riesce in tal modo a conciliare due opposti: ascolto disimpegnato e ascolto da “studio”. E questo non è assolutamente un fatto banale, giacché implica la profonda conoscenza delle dinamiche che sono alla base della nostra percezione uditiva. Alla classica domanda: “A quale musica è più adatto?”. La risposta non può che essere: “A tutta quella bella”. Che si tratti di Classica, non solo sinfonica ma anche da camera, o Jazz o Pop/Rock, l’elettronica canadese se la cava sempre con slancio e con gran classe, regalando intese emozioni, sempre “scomparendo” nel più assoluto rispetto della natura delle tracce che viene chiamato a riprodurre. Nulla di rilevante da segnalare sul fronte dell’interfacciamento con i diffusori che gli abbiamo abbinato, se non che i 4+4 woofer delle Vivid Audio Kaya 90 hanno (ovviamente) gradito la sua energica spinta.

Conclusioni
Al termine di questa prova, se posso essere sincero, mi resta il rammarico di non aver avuto modo di provare il partner d’elezione dell’amplificatore integrato Moon 641, cioè il DAC/Streamer 681. Il perché lo avrete già capito: si tratta di due macchine progettate in parallelo per funzionare sinergicamente. Astrarre l’amplificatore dalla combo probabilmente significa non cogliere appieno l’intento progettuale che ne è alla base e che, peraltro, costituisce il motivo fondante della Moon North Collection. Nondimeno il 641 è un amplificatore di altissimo livello, delizioso da ascoltare, capace di pilotare qualsiasi diffusore a livelli ampiamente sufficienti a scatenare una lite condominiale e, ciò che per me è ben più interessante, con una raffinatezza assoluta. Anche il piacere che ne trae l’occhio dell’amante dell’industrial design deve essere inserito nella valutazione di un prezzo che, seppur elevato in assoluto, non è certamente esagerato rispetto agli standard dell’attuale High End.
Giulio Salvioni
Specifiche tecniche
- Potenza di uscita: (Stereo 8 Ω) 125 W
- Potenza Di Uscita: (Stereo 4 Ω) 250 W
- Sensibilità di ingresso: 300 mV – 6 V
- Impedenza di ingresso: 22 kΩ
- Guadagno: 37 dB
- Risposta in frequenza: 2Hz–90kHz (+0 dB/-3 dB)
- Diafonia: -109 dB
- Rapporto segnale/rumore: 109 dB
- Distorsione armonica totale + rumore (@ 1W). 0,008 %
- Distorsione armonica totale + Rumore (@ 125W): 0,003%
- Distorsione di intermodulazione: 0,06%
- Fattore di smorzamento: 700
- Dimensioni (L×A×P): 48.1. × 10,2 × 46,5 cm
- Peso: 26 kg
Prezzo (al momento del test): € 13.500,00 (IVA inc.)
Distributore per l’Italia: LP AUDIO – Via della Tesa 20, Trieste 34138
Italy
Phone: +39 040 569824




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