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Apple Music Classical

Pubblicato sul numero 38 di AudioGallery.

Quando questo numero di Audio Gallery sarà in edicola il nuovo servizio di streaming Apple Music Classical avrà già aperto i battenti; l’atteso debutto è previsto infatti per il 28 marzo 2023. Vediamo di cosa si tratta e perché merita lo spazio di Audio Press.

 

La notizia che Apple stesse lavorando ad una piattaforma di streaming dedicata alla musica classica è divenuta di dominio pubblico sin dal momento dell’acquisizione della piattaforma olandese Primephonic avvenuta nel 2021. Si trattava della più grande library specializzata nello streaming in alta risoluzione di musica classica, con oltre 3,5 milioni di tracce di 170.000 artisti distribuite su quasi 230.000 album di 2.400 etichette discografiche. Nella sua nuova versione come Apple Music Classical il catalogo arriverà ad avere 5 milioni di tracce in alta risoluzione fino a 192 kHz/24 bit lossless, con migliaia di registrazioni in Spatial Audio con la codifica Dolby Atmos della quale abbiamo già parlato su questa rubrica. Al di là di questi pur interessanti numeri, quali sono gli elementi che hanno suscitato la mia curiosità? Il primo riguarda lo sviluppo di un motore di ricerca specifico sviluppato tenendo conto delle peculiari esigenze dell’ascoltatore di musica classica che differiscono non poco da quelle di chi ascolta musica pop, rock e jazz.

 

Il problema della ricerca

Si tratta di un aspetto non trascurabile. Tenuto conto che Apple gestisce da molti anni e con grande successo di pubblico il servizio Apple Music, la strada più semplice sarebbe stata quella di far confluire il catalogo di Primephonic all’interno di quel servizio. Tuttavia è stato scelto un diverso approccio che ha richiesto una cospicua mole di tempo e lavoro. Apple Music, come del resto la maggior parte delle piattaforme di streaming dedicate al genere pop-rock, dispongono di un motore di ricerca fondamentalmente basato sui brani. Ciò riflette una struttura, peraltro ampiamente condivisa, basata su poche chiavi di ricerca quali: nome artista, titolo dellalbum, titolo della traccia, tipo di registrazione (studio-live), etichetta discografica, ecc. Uno dei motivi per cui da anni utilizzo Roon è la sua capacità di gestire contemporaneamente più operatori di ricerca consentendo interrogazioni della base dati più mirate e dunque anche più efficaci. Nell’ambito della musica classica le cose funzionano in modo diverso: il focus prevalente della ricerca è sui contenuti simili di artisti diversi. Prendiamo una Sinfonia di Beethoven. Quante Orchestre ne hanno suonata una? E quanti direttori diversi ha avuto ciascuna orchestra a parità di Sinfonia di Beethoven interpretata? E ancora: quanti solisti si sono alternati nelle diverse interpretazioni/registrazioni? E per ognuna di queste registrazioni quanti remixing vi sono stati nel corso degli anni? Può capitare, ad esempio, di avere la stessa orchestra che suona la medesima partitura con lo stesso direttore e lo stesso solista, ma in una diversa sala da concerto, o in una diversa occasione, e quella registrazione avrà ovviamente caratteristiche diverse rispetto a tutte le altre. Come potete capire si tratta di ricerche che possono coinvolgere contemporaneamente un insieme di variabili assai più ampie ed articolate rispetto a quanto accade con altri generi musicali. E che dire della ricerca diretta di una traccia per numero di catalogo? Traccia che potrebbe probabilmente trovarsi all’interno di un album con un titolo con scarsa/nulla attinenza rispetto al nome della traccia. Questi esempi ci fanno capire quanto sia utile per l’ascoltatore di classica avere a disposizione un motore di ricerca capace di gestire tutte queste variabili al posto del tipico formato artista-album-traccia”. Apple Music Classical promette di risolvere tale problematica permettendo agli utenti di effettuare ricerche mirate per compositore, opera, direttore dorchestra ed altri criteri, finanche per numero di catalogo.

 

La cura editoriale

Apple Music Classical sarà inclusa gratuitamente negli abbonamenti Apple Music o Apple One, ma non nel piano Apple Music Voice. Sarà accessibile mediante una app specifica che verrà resa inizialmente disponibile per iOS su iPhone (il supporto per l’iPad, a quanto pare, arriverà più avanti) e solo in un secondo tempo per il sistema operativo Android. Questa App avrà un aspetto più semplificato e sobrio rispetto all’attuale app Musica. La schermata Playavrà uno sfondo completamente bianco o nero (a differenza di Apple Music che genera uno sfondo a partire dalla grafica dellalbum del brano in riproduzione) dalla quale sarà possibile accedere a descrizioni scritte dei brani, biografie dei compositori, note editoriali e informazioni sulle opere. Apple ha Inoltre commissionato a degli artisti una serie di immagini: i primi tre ritratti includono Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven e Frédéric Chopin.

 

Un ulteriore interessante aspetto può essere rilevato leggendo in filigrana la descrizione sull’App Store: Apple Music Classical rende semplicissimo per i neofiti acquisire familiarità con il genere, grazie a centinaia di playlist Essenziali, biografie di compositori ricche di informazioni, guide approfondite per diverse opere chiave e caratteristiche di navigazione molto intuitive”.

Ecco, secondo me questo punto è fondamentale e tocca un mio “nervo scoperto”. Ho specificato “mio” così da chiarire che l’esperienza cui faccio riferimento è strettamente personale e pertanto non generalizzabile. Ritengo tuttavia di non essere stato il solo a trovarsi in tale situazione. Mi spiego: il mio viaggio nella musica è iniziato, da adolescente, con il pop-rock ed è proseguito in età adulta con il jazz. Non voglio certo affermare che si tratti di generi musicali ai quali è semplice ed immediato approcciare tuttavia, non foss’altro per la più ridotta estensione temporale dei movimenti artistici, intraprendere un percorso di conoscenza è più agevole rispetto a quanto accade con la Musica Classica. La mole di compositori, opere, movimenti artistici è talmente sconfinata da risultare intimidente se non si ha la fortuna di essere affiancati da un Virgilio che ci guidi nel tortuoso cammino. Io questo Virgilio l’ho cercato invano, sbattendo il muso contro le porte chiuse di tanti “cultori della materia” sicuramente più interessati ad auto celebrare la loro cultura musicale che a condividerla. Ecco, forse la mossa di Apple potrebbe riuscire in questo miracolo: rendere attraente la musica classica anche al pubblico dei giovani o dei “neofiti” come vengono definiti nella descrizione che ho citato, che comprano e amano i prodotti della mela. Avere la possibilità di ascoltare facilmente molta musica classica essendo al contempo consigliati/guidati potrebbe creare le condizioni per un aumento del pubblico che si interessa a tale immenso patrimonio artistico. Magari m’illudo ma questo approccio divulgativo potrebbe accrescere la cultura musicale di base facendo in modo che le platee degli auditorium non siano più solo appannaggio di un pubblico attempato.

 

Alla faccia dei cultori dello snobismo musicale.

 

Giulio Salvioni

Scritto da Giulio Salvioni

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