
Progettare una cuffia che presenti una architettura chiusa, ovvero con i padiglioni che contengono gli altoparlanti chiusi, non è un’impresa per chiunque: bisogna saperci fare. Nel classico ascolto domestico un buon controllo sugli effetti che la geometria dell’ambiente d’ascolto ha sulla diffusione del suono dovrebbe sempre essere fatto. Esaltazioni, cancellazioni e riverberi vari sono gli effetti più frequenti in un ambiente chiuso, per quanto grande possa essere. Ambienti vasti come una sala da concerto – un volume delimitato quindi – hanno dimensioni che superano quelle delle lunghezze d’onda dei suoni percepibili dall’orecchio umano e tipicamente in problema si sposta dalla distorsione alla diffusione uniforme nei confronti di tutti gli ascoltatori. Il problema delle distorsioni sonore si complica ancora se il volume chiuso è quello di un piccolo padiglione di una cuffia dove l’altoparlante emette ad una distanza estremamente ravvicinata sia sul lato direttamente affacciato all’orecchio che sul lato opposto verso il fondo del padiglione

Aune Audio, ditta di base a Wuhan in Cina (proprio al centro di questo immenso paese), ha trovato la quadra e lo dimostra con la sua cuffia – il modello SR 7000. dando prova di cosa serva per realizzare questa impresa dove in tanti hanno fallito. La cuffia SR 7000 è l’unico modello ad architettura chiusa del catalogo Aune, il driver è di tipo dinamico e il suo aspetto è dei più classici per nel segmento delle cuffie che occupa la parte medio-alta del mercato. Tutto il progetto ruota attorno a due concetti tecnici basilari e ad una ergonomia studiata per rendere assolutamente privo di fatica anche un suo prolungato utilizzo. I padiglioni sono molto ampi e consentono di coprire interamente l’orecchio, a questa scelta si abbina poi il fatto che il cuscinetto di appoggio dell’orecchio è sagomato in maniera tale da lasciare scoperto sono uno spazio ristretto ma calcolato attorno al driver consentendo così la sigillatura dello spazio anteriore del padiglione quale che sia la dimensione dell’orecchio di chi la indossa. Questo consente di mantenere il carico acustico dell’altoparlante pressochè costante garantendo quindi prestazioni sonore stabili. Naturalmente altrettanto deve essere fatto anche sull’altro lato della membrana dell’altoparlante dinamico.

Infatti se guardiamo cosa si trova in questa sezione interna della cuffia troviamo un cerchio mi materiale assorbente e smorzante ad alta densità ed una struttura che elimina qualsiasi risonanza o alterazione si possa creare nell’angusto spazio posteriore. Le figure misure della Risposta in Frequenza, dell’Impedenza e soprattutto della Waterfall confermano quanto appena detto. Il driver dinamico dal diametro di 50 mm è realizzato con una membrana polimerica ricoperta da uno strato ceramico per incrementare la rigidità della struttura ed evitare così fastidiosi break-up. Come dicevamo le misure sottolineano la bontà della realizzazione. L’andamento della risposta in frequenza ha una linea classica con una interpretazione robusta della prima parte dello spettro, un segmento mediano molto regolare privo di esaltazioni eccessive dovute alla conformazione del padiglione umano e forse un appena repentino decadimento nell’ultima parte dello spettro.

La prova d’ascolto ci dirà la verità sull’eventuale impatto tonali di questa scelta. E’ presente nel grafico una leggera incertezza tra i 100 e i 200 Hz ma così stretta da risultare inudibile visto che il nostro orecchio cancella gli avvallamenti limitati in banda. La distorsione misurata a 90 dB di pressione a 1 kHz è bassissima. Anche la curva dell’Impedenza conferma la dolcezza della risposta con una curvatura minimale nella prima parte – risonanza con un bassissimo fattore di merito – e appena due minime incertezze a 1.9 e 3.5 kHz. Il valore dell’impedenza misurato ad 1 kHz è molto vicino ai 55 ohm dichiarati nelle specifiche e questo dovrebbe mettere in guardia chi volesse utilizzare la cuffia con uno smartphone ma la potenza misurata per ottenere 90 dB di pressione sonora è appena pari a 0.2 mW confermando l’alta sensibilità della SR 7000, in ogni caso per ottenere il massimo anche in mobilità è sempre consigliato l’impiego tramite un Digital Audio Player dedicato. L’ottimo lavoro della camera posteriore si riflette nella prestazione del grafico della Waterfall: le code sprofondano sotto il livello di 30 dB in una manciata di millisecondi.

Il progettista però non si è fermato nella cura delle prestazioni alla sola camera del padiglione ma ha montato il driver inclinato rispetto al piano dell’orecchio così da simulare la direzione anteriore della sorgente sonora a tutto beneficio della creazione di un headstage, il palcoscenico virtuale, molto realistico. L’archetto di sostegno è realizzato da una struttura portante in acciaio per la pressione e tenuta laterale ed una fascia sottostante regolabile che ben distribuisce i 390 grammi della cuffia. I cuscinetti hanno uno spessore variabile, più alto posteriormente, consentendo assieme agli snodi rotanti un posizionamento della cuffia confortevole. Il cavo di collegamento è staccabile, è dotato sul lato cuffia di due classicissimi connettori jack da 3.5 mm che consentono all’utilizzatore di rivolgersi al mercato post vendita qualora volesse sostituire i collegamenti. Evenienza questa però difficile perché in dotazione sono forniti due cavi, uno sbilanciato con connettore stereo jack da 3.5/6.3 mm e uno bilanciato con connettore pentaconn da 4.4 mm. Una pratica custodia rigida per il trasporto conclude la dotazione della cuffia.
L'ascolto
La cuffia Aune SR 7000 si indossa facilmente e la buona distribuzione delle masse fa sì che non si sia rivelata alcuna fatica anche dopo una sessione d’ascolto durata alcune ore. Un veloce ascolto con alcuni brani ben conosciuti e di riferimento ha subito svelato un’impostazione della timbrica e delle prestazioni audio moderna e vivace. La gamma bassa è corposa, viva e realistica, la parte media dello spettro è perfettamente equilibrata mentre la parte che va dai 7 kHz in su è dolce e non in evidenza meritando un giudizio finale che merita una definizione come: “equilibrata, poco affaticante, dedicata al Pop/Rock e al Jazz con una ancora buona prestazione anche nella Musica Classica”. Proprio per queste caratteristiche abbiamo voluto scegliere un brano dell’ultima fatica live di Steven Wilson – “Impossible Tightrope” – che se acquistato sul sito di Wilson offre anche la versione binaurale.

Nel brano “Home Invasion – Regret 9” il basso e la batteria coinvolgono da subito, il rullante e la grancassa sono pieni e veloci, la prestazione del driver da 50 mm associa ad una pressione sonora corposa una risoluzione tale da far scandire in maniera chiara i colpi delle bacchette sulla pelle. Chitarre e tastiere accompagnano il cantante riempiendo un palcoscenico virtuale esteso nelle tre dimensioni, soprattutto in quella orizzontale estesa ben oltre la distanza delle orecchie. Al minuto 4 si arresta per il riff delle chitarre dando spazio alla voce di Wilson che per naturalezza ci riporta subito alla prestazione dal vivo ascoltata circa un anno fa al suo concerto. I piatti sono distinguibili, quindi nessuna preoccupazione per quella parte dello spettro, ma in questo brano il coinvolgimento all’interno del palco e il riff la fanno da padrone. Notevole la resa dell’assolo delle tastiere dopo il minuto 7. Per valutare meglio l’equilibrio e l’attitudine della cuffia SR 7000 siamo allora passati ad un bellissimo album del 2025 dove Klaus Makela dirige l’Orchestre de Paris in una coinvolgente esecuzione della Sinfonia Fantastica di Berlioz. Vista l’attitudine di questa cuffia ci siamo subito rivolti a quarto movimento – “Songe d’une nuit du Sabbat” – che nel primo minuto introduce la scena con gli archi bassi che la fanno da padrone. L’interpretazione resa è ancora una volta impetuosa, la scena larga e i contrabbassi sono chiaramente posizionati dietro agli altri archi sulla destra del fronte sonoro.

Il primo minuto e mezzo trascorre così con i fiati che dialogano con i contrabbassi per poi esplodere con i timpani e la tuba. Le famose campane (2’.50”) sono giustamente posizionate lontane, in alto, ma piene di risonanze riprese in pieno dal basso tube che scuote il driver senza però far notare alcuna coda fastidiosa. Dal minuto 4 in poi i fiati e le percussioni la fanno da padroni, giustamente posizionati dietro gli archi. In questo caso si apprezza l’attitudine alla dolcezza della riproduzione della parte alta dello spettro che permette di non abbassare il volume nonostante gli ottoni vadano a tutto gas. Per concludere e valutare se si tratta di vera dolcezza della riproduzione abbiamo lanciato una registrazione dal vivo del 1999 dove Anne–Sophie Mutter si esibisce nella Quattro Stagioni di Vivaldi assieme ai Trondheim Soloists. Il terzo movimento dell’Estate con il temporale che sopraggiunge non fa rimpiangere alcuna mancanza nelle voci degli archi che incalzano da vicino, disposti su un largo fronte sonoro. La Mutter è veramente piacevole e ben resa in questa interpretazione che l’album scorre senza soste fino alla fine.

La cuffia Aune SR 7000 ha dato evidenza dell’ottimo lavoro fatto dai progettisti del marchio di Wuhan. La realizzazione di un’architettura chiusa che quindi consente un ascolto isolato e privo di difetti nella prestazione sonora è riuscito in pieno. La cuffia si rivolge ad un pubblico vasto amante dei più disparati con un’impronta timbrica in grado di non tradire nessuno.
Caratteristiche tecniche:
- Tipologia: Cuffia circumaurale dinamica ad architettura chiusa.
- Trasduttore: Dinamico da 50 mm di diametro.
- Sensibilità: 106 dB SPL / 1mW.
- Riposta in frequenza: 5 Hz – 44.5 kHz.
- Impedenza: 55 Ohm
- Peso: 390 g.
Dotazione di serie: cavo rimovibile con connettore sbilanciato jack stereo da 3.5 mm e adattatore da 6.3 mm, cavo rimovibile con connettore bilanciato pentaconn da 4.4 mm valigetta da trasporto rigida.
Prezzo: 639 €
Costruttore: Aune Audio
Distributore: Polaris Audio




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