Siamo pieni di streamer e streamer/DAC che appaiono, con display enormi, a volte anche sulle manopole, caratterizzati da colorazioni forti e cangianti, spesso totalmente personalizzabili. È un panorama sempre più affollato, quello dello streaming audio di alta gamma, ma Madison Streamer si impone per ciò che sceglie consapevolmente di evitare. Non insegue la spettacolarizzazione, insomma, ma la sostanza. Lo stesso vale per gli altri prodotti della gamma: gli Emerson, estremamente compatti; Digital, solo streamer puro con uscita AES/EBU e S/PDIF; Analog, con uscite RCA; poi Madison Amplifier, finale compatto da 50 W/canale su 8 Ω; e infine Madison Power S, alimentatore da 5 V che può essere utilizzato sia con i prodotti Wattson (Madison Streamer e i due Emerson) sia con qualsiasi prodotto alimentato a 5 V. Noi abbiamo effettuato la prova sia con l’alimentatore a corredo sia con Power S.

Osservando Madison Streamer si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un oggetto volutamente silenzioso, quasi ritroso. Nessun display, nessuna interfaccia invasiva, nessuna concessione all’estetica tecnologica fine a sé stessa. Un blocco compatto di alluminio, disponibile nei colori grigio chiaro o scuro, lavorato con precisione quasi chirurgica, costruito interamente in Svizzera, che sembra voler affermare una tesi precisa: l’alta fedeltà non ha bisogno di attirare l’attenzione per esistere. È la sintesi della filosofia progettuale Wattson questo Madison Streamer, che non è soltanto un network player, ma un sistema integrato che unisce conversione digitale-analogica e amplificatore per cuffie con controllo di volume, in un’unica architettura pensata per ridurre al minimo le intermediazioni. Supporta flussi ad alta risoluzione fino a 32 bit/384 kHz e DSD256 ed è perfettamente integrabile in ecosistemi contemporanei come Roon, Qobuz e Tidal Connect, ma ciò che colpisce è la sensazione che queste funzionalità non siano mai il fine ultimo del progetto.

La vera chiave di lettura, piuttosto, risiede nella sua genealogia tecnica. CH Precision, da sempre considerata una delle realtà più rigorose e rispettate nel mondo dell’high-end, utilizza le piattaforme di streaming Wattson all’interno dei propri sistemi. Non si tratta di una semplice fornitura tecnologica, ma di una collaborazione profondamente radicata, in cui il know-how digitale di Wattson diventava parte integrante dell’identità sonora CH. La recente acquisizione di Wattson Audio da parte di CH Precision non ha fatto altro che rendere ufficiale questo legame, sancendo una continuità progettuale che nel Madison Streamer era già evidente.
Una costruzione eccellente
All’interno del Madison, questa eredità si traduce in un’architettura estremamente raffinata. La topologia è completamente bilanciata, con convertitori Cirrus Logic 8742 dedicati per ciascun canale, oscillatori (due, uno per ogni risoluzione o multiplo) a bassissimo rumore di fase e una gestione dell’alimentazione studiata per minimizzare ogni possibile interferenza. Gli ingressi sono un ottico, un coassiale e network (non Wi-Fi, non BT); non è presente l’USB. Ma questo, più che interpretarlo come un minus, ci convince sempre di più del fatto che il computer sia ormai superato come sorgente digitale. Le piattaforme connect on-demand ormai la fanno da padrone e non ha neanche più senso avere un software di streaming all’interno dei prodotti, visto che sempre più si utilizza quello di Qobuz o Tidal. Riguardo a Roon, poi, l’ingresso Ethernet è quanto di meglio si possa avere, visto che è sempre da preferire questa connessione rispetto alla USB. Come uscite, oltre a XLR e RCA che funzionano simultaneamente con circuiti buffer separati, è presente una performante uscita cuffia in configurazione dual-mono su jack da 6,3 mm, il che permette a Wattson Streamer di essere anche un prodotto desktop di livello assoluto.

Il controllo del volume è progettato in modo molto diverso rispetto a quello che si trova nei dispositivi audio tradizionali: non si basa infatti su un potenziometro analogico, ma su un’elaborazione interamente digitale del segnale. Questo significa che il volume viene regolato agendo direttamente sui dati audio prima della conversione digitale-analogica, con una precisione estremamente elevata grazie all’uso di un’elaborazione a 32 bit con un’eccellente granularità. Madison Streamer può comunque funzionare anche in modalità a volume fisso, in modo da poterlo collegare a una catena dotata di controllo di livello. Originale il sistema di visualizzazione del livello: una mezzaluna di LED gialli affiancati alla manopola del volume segue l’andamento della regolazione ed è molto facilmente visibile anche da lontano.

Un aspetto spesso trascurato ma fondamentale riguarda l’alimentazione. Madison Streamer viene fornito con un alimentatore switching basato su piattaforma Mean Well di livello medicale. Si tratta di una soluzione tutt’altro che banale: stabile, silenziosa, progettata per ambienti sensibili, capace di garantire una base operativa estremamente pulita. Non è il classico alimentatore economico che accompagna molti prodotti consumer, insomma, ma un componente selezionato con attenzione, coerente con la filosofia del progetto. Ovviamente è possibile sostituirlo, e noi lo abbiamo fatto, con il Power S, alimentatore a tecnica mista, con step-down 230 V CA–9 V CC switching e una sezione di filtraggio e livellamento analogica; quindi da 9 V CC a 5 V CC, invece, completamente analogica, stabilizzata in modo davvero accurato e in grado di fornire energia estremamente pulita all’utilizzatore che, come accennato, può non essere per forza un prodotto Wattson, ma qualsiasi dispositivo con ingresso connettore da 2,5 mm. In dotazione, infatti, viene fornito sia un cavo mini-XLR > mini-XLR a due poli per alimentare i prodotti Wattson, sia un mini-XLR > cannon per rendere quasi universale il Power S.

Un viaggio interessante
Con l’alimentatore in dotazione, Madison offre una prestazione di alto livello. Il suono è articolato, con una scena ben organizzata e una resa timbrica che tende alla neutralità senza mai risultare fredda. La gamma bassa è controllata, mai invadente, mentre il registro medio emerge con naturalezza, restituendo voci credibili e strumenti acustici ben definiti. L’impressione generale è quella di un sistema che non forza mai il dettaglio, ma lo lascia emergere con gradualità e coerenza. È qui che entra in gioco il Wattson Audio Power S, con un cambiamento non immediatamente “spettacolare” nel senso tradizionale del termine, ma progressivo e, soprattutto, irreversibile. La scena sonora acquista profondità, i piani si separano con maggiore chiarezza e la microdinamica emerge con una naturalezza che rende più evidente la trama. Il silenzio tra le note diventa ancora più leggibile, quasi tangibile, e questo contribuisce a una sensazione complessiva di maggiore realismo. La differenza più significativa è nella tessitura armonica. Con il Power S, gli strumenti sembrano acquisire una maggiore densità materica, senza perdere trasparenza. Le code dei riverberi si estendono con più naturalezza e la coerenza temporale, già ottima con l’alimentatore switching, raggiunge un livello superiore. Non si tratta di un cambiamento che stravolge il carattere del Madison, ma di un affinamento che ne rivela appieno il potenziale. È interessante notare come questa evoluzione mantenga una coerenza assoluta con la filosofia Wattson e, per estensione, con quella di CH Precision. Non c’è alcuna ricerca di effetto immediato o di “wow factor”, ma un lavoro sottile sulla qualità del segnale e sulla sua integrità lungo tutta la catena. Madison Streamer è un oggetto profondamente consapevole della propria identità. Con l’alimentatore in dotazione offre già una prestazione completa, equilibrata e tecnicamente solida, grazie anche a una scelta tutt’altro che scontata come quella di un alimentatore switching di livello medicale. Con il Power S, però, compie un ulteriore passo verso una riproduzione più raffinata e stratificata, confermando che, in ambito high-end, l’alimentazione non è un dettaglio, ma parte integrante del progetto sonoro. In un mercato dominato da funzionalità e aggiornamenti continui, il Madison Streamer resta un oggetto controcorrente. Non cerca di fare tutto, ma di fare quello che sa fare nel miglior modo possibile. E proprio per questo, oggi più che mai, rappresenta una delle interpretazioni più pure e coerenti dello streaming audio contemporaneo.
Wattson Audio Madison Streamer
- Risoluzione massima: fino a PCM 32-bit 384kHz, DSD 256x (11,2896MHz)
- S/PDIF: PCM fino a 24-bit 192kHz
- Livello di uscita RCA: 2,0V RMS
- Livello di uscita XLR: 4,0V RMS
- Rapporto segnale/rumore: > 120dB
- Distorsione armonica: < 0,001%
- Uscita cuffia: 2x 150mW 32Ω
- Standards supportati: UPnP/DLNA, AirPlay, TIDAL connect, Qobuz connect, Roon Ready, Audirv?na
- Servizi di streaming tramite Wattson Music iOS app: TIDAL, Qobuz, airable radios, DLNA
- Formati supportati: WAV, FLAC, AIFF, ALAC, MP3, AAC, Ogg Vorbis, WMA
- Ingresso Ethernet: 100Mbit/s
- Ingressi digitali: 1x S/PDIF ottico e 1x S/PDIF coassiale
- Uscita cuffia: 6.35mm Jack
- Dimensioni (LxPxA): 174x185x52mm
- Peso: 1075g
- Alimentatore: 5V DC medical grade
- Consumo: 50mW (stby), 3,5 W (acceso)
Wattson Audio Madison Power S
- Ingresso AC universale: 100 – 240V AC 50/60Hz
- Tensione di uscita: 5.0V DC
- Massima corrente di uscita: 3.0A
- Consumo senza carico: < 500mW
- Massimo consumo: 30W
- Dimensioni (LxPxA): 175x155x87mm
- Peso: 2.3kg
Prezzi:
Madison Streamer: 5500€
Madison Power S: 2750€
Costruttore: Wattson Audio
Distributore: Audiogamma




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