Le Indiana Line Utah 8, il modello più grande della serie, ci sono state inviate a poco più di sei mesi di distanza dalla pubblicazione della recensione delle Utah 5. La tentazione di liquidare questi imponenti diffusori derubricandoli a “fratelli maggiori” di quelli già recensiti è del tutto giustificabile, ma gli si farebbe un torto. Si, perché le differenze sono parecchie a iniziare dall’incremento del volume per arrivare alla componentistica utilizzata. Il risultato finale, ovviamente, rispecchia tale diversità, ponendo questi diffusori in una classe superiore, cosa del resto testimoniata anche dal prezzo. Insomma, vale la pena di seguirci nell’analisi di questo ennesimo interessante prodotto della Indiana Line.
Indiana Line: un pò di storia
Nell’articolo dal titolo La storia di Indiana Line: dalla Selectra ad oggi, pubblicato su questo sito a firma di F. Taddei, abbiamo ripercorso le tappe più significative di questo glorioso marchio. Qui mi limiterò a ricordare che la sua nascita risale agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, su iniziativa della storica azienda Selectra di Torino, all’epoca detentrice di marchi prestigiosi come Revac, che decise di importare in Italia i diffusori realizzati dal costruttore statunitense Utah. C’è una curiosità che bene esemplifica lo spirito pionieristico dell’epoca: i diffusori venivano spediti in Italia “a pezzi”, per essere successivamente assemblati in loco. Una scelta necessaria, se si voleva contenere l’impatto dei pesanti dazi doganali che gravavano sull’importazione di prodotti finiti. Oggi Indiana Line non è più una azienda italiana ma polacca e realizza i suoi prodotti in Cina, riuscendo in tal modo a proporre prodotti caratterizzati da un vantaggioso rapporto qualità/prezzo.

Indiana Line Utah 8: analisi tecnica
Scrivevo in apertura che l’accostamento delle Utah 8 alle più piccole Utah 5 è quasi automatico. Si tratta pur sempre di un diffusore da pavimento a tre vie in bass reflex, pensato per essere posizionato a terra in posizione leggermente reclinata. Esattamente sovrapponibile è l’intento progettuale a livello di design: anche in questo caso infatti il riferimento è costituito dai grandi diffusori che andavano per la maggiore negli anni ’70, la cui estetica è reinterpretata secondo un gusto retrò-contemporaneo, con finiture in legno (Wood) o nero opaco e griglia para polvere in stoffa nera magneticamente fissata al pannello frontale. Pensiamo quindi agli iconici design delle JBL e Acoustic Research (AR) degli anni d’oro, ma anche alla fortunata serie LD di ESB, in particolare i modelli 80LD e 100LD, solo per fare qualche esempio. Le analogie tuttavia finiscono qui: tecnicamente le Utah 8 sono un prodotto progettato ex-novo e rappresentano un importante passo avanti non solo per la serie Utah ma per l’intera gamma Indiana Line, introducendo innovazioni tecnologiche e perfezionamenti sviluppati internamente mai impiegati prima sui diffusori di questa azienda.

I driver
Cominciamo dal grande woofer da 12 pollici (307 mm) dotato di cono in polipropilene rigido e sospensione Tri-Wave di nuova concezione. L’escursione è ampia ma ben controllata; l’accordo reflex, ottenuto mediante due tubi con uscita sul pannello inferiore collegati alla gran parte del volume interno del cabinet, permette di estendere la risposta fino a 30 Hz con una presenza della gamma bassa ben solida e priva di risonanze spurie. Il midrange è da 7” con sospensione Dual-Wave di seconda generazione. Il cono è realizzato in CURV, una combinazione di fibre in polipropilene con elevata rigidità e smorzamento interno, termoformato in un profilo conico che unisce la naturalezza timbrica dei materiali organici alla dinamica e precisione delle membrane rigide. La bobina, in configurazione underhung, è completamente contenuta all’interno del traferro, riducendo le distorsioni e garantendo una dinamica più naturale; questo conferisce al midrange una resa articolata e fluida, anche su contenuti vocali e strumenti acustici.

Il tweeter infine è una unità da 28 mm con cupola in alluminio-magnesio dinanzi alla quale è collocata una guida d’onda 3D-Guide. Nel filtro del tweeter vengono impiegate bobine avvolte in aria per evitare la saturazione del nucleo, e condensatori in film di poliestere, per minimizzare le distorsioni alle alte frequenze.

Il cabinet e la costruzione
Anche le dimensioni testimoniano la sostanziale diversità tra le Utah 8 dalle Utah 5: con uno sviluppo in altezza di 73 cm e un ingombro in pianta di 40 x 37,5 cm questi diffusori non passano certo inosservati e, per quanto teoricamente utilizzabili a scaffale, la loro posizione deve necessariamente essere a terra, anche perché il peso di 27 kg sconsiglia soluzioni diverse. Ogni pannello del cabinet è realizzato in MDF ad alta densità e per la prima volta in un diffusore Indiana Line viene utilizzato il sistema DIRS (Damped Inner Reinforcement System). Si tratta di un sofisticato sistema di setti di rinforzo interni il cui compito è quello di attenuare le vibrazioni generate dai trasduttori delle basse e medie frequenze, assorbendo l’energia alla fonte tramite speciali pad (cuscinetti) resilienti realizzati in elastomero e una struttura interna multi-piano, mantenendo il cabinet inerte e prevenendo colorazioni indesiderate.
Il sistema bass-reflex è accuratamente calibrato con due porte collocate alla base del diffusore, ciascuna di 75 mm di diametro. È prevista la possibilità di ostruire parzialmente o completamente i condotti tramite appositi tappi, utile per posizionamenti ravvicinati alla parete posteriore. Quattro piedini in gomma isolano il diffusore dal pavimento, garantendo stabilità e l’inclinazione ottimale per un palcoscenico sonoro bilanciato. Nella confezione sono presenti anche dei piedini che permettono il posizionamento in verticale delle Utah 8. Il collegamento di potenza verso l’amplificatore è predisposto per il bi-wiring.

Utah 8: ascolto
Le Utah 8 sono state ascoltate con diversi amplificatori tra i quali il Canor Virtus A3, il Moon River 404 – entrambi di media potenza (circa 50W) – ed il più potente Copland CSA 100 (100W). Il posizionamento, a terra ovviamente, nella nostra sala di ascolto acusticamente trattata, è stato piuttosto laborioso ed impegnativo a causa della esuberante risposta in bassa frequenza. Dopo diversi tentativi abbiamo trovato un buon equilibrio a circa 90 cm dalla parete posteriore (rispetto ai diffusori) e 80/90 cm da quelle laterali. Ciò ha comportato un avvicinamento dei centri di emissione dei trasduttori che certamente non ha giovato rispetto alla dimensione della scena acustica sull’asse longitudinale. La verità è che il nostro ambiente di ascolto è sottodimensionato rispetto a ciò di cui le Utah 8 avrebbero bisogno. Purtuttavia il trattamento acustico consente di metterle in condizione di esprimere al meglio la loro personalità. Già, perché la sorpresa – quantomeno per il sottoscritto – è stata quella di scoprire una certa raffinatezza a livello timbrico che non mi sarei aspettato. Detto in modo diverso: non bisogna lasciarsi condizionare dall’aspetto esterno delle Utah 8 immaginando un diffusore esclusivamente votato alla riproduzione di una gamma bassa potente ed assertiva. Indubbiamente c’è anche quella ma, rispetto ai riferimenti vintage citati qualche paragrafo addietro, qui è assai più frenata e smorzata. Ciò contribuisce alla percezione di una gradevole sensazione di chiarezza e risoluzione che in quei prodotti del passato era piuttosto carente. L’altro aspetto che mi ha piacevolmente colpito è il bel raccordo tra la gamma bassa e quella media, che da luogo ad una sensazione di “corpo”, organicità e naturalezza che rendono credibile la riproduzione delle voci e degli strumenti acustici. Personalmente non ho riscontrato il medesimo raccordo tra la gamma media e la gamma alta la quale è sicuramente assai estesa, ma timbricamente orientata verso una estetica di suono leggermente diversa. Dunque quella bella sensazione di calore e corpo alla quale facevo riferimento poc’anzi, lascia il posto ad una asciutta rigidità salendo verso l’estremo alto. Questo tipo di equilibrio può risultare molto gratificante con alcuni generi, rock e pop in primis, ma genera una sensazione di straniamento con la grande orchestra sinfonica dove gli ottoni risultano eccessivamente sottolineati nella loro componente metallica e la componente lignea del timbro degli archi non adeguatamente valorizzata. Cosa implica questa considerazione? Beh, non molto in realtà. Ritengo infatti poco probabile che un cultore di musica Classica o antica possa orientarsi verso un diffusore tipologicamente così caratterizzato come le Utah 8. Al contrario l’acquirente di riferimento sarà completamente gratificato sia dalle “forti sensazioni” che i diffusori polacchi sono capaci di dispensare a pieni mani, sia dalla credibilità delle voci.

Utah 8: conclusioni
Le Indiana Line Utah 8 costano 1.650,00 € la coppia. Dunque la differenza di prezzo rispetto alle Utah 5 è decisamente marcata pur restando entrambi modelli nel novero dei prodotti audio dal costo accessibile. Mi auguro che il pubblico non commetta l’errore di considerare il modello in prova “soltanto” una versione più grande delle Utah 5. In realtà si tratta di due prodotti assai diversi a partire da una dotazione di contenuti tecnologici assai più completa nel caso delle Utah 8. Si tratta di diffusori che per potersi esprimere adeguatamente hanno bisogno di grandi spazi all’interno dei quali operare e di una chiara idea rispetto al suono che sono in grado produrre. Se queste due precondizioni sono soddisfatte ritengo che le Indiana Line Utah 8 possano dare grandi soddisfazioni, anche in relazione al prezzo di acquisto che è assolutamente adeguato. L’elevata sensibilità (93 dB) non pone limiti rispetto alla potenza dell’amplificatore che può essere anche piuttosto contenuta. Purtuttavia, con un woofer da 30 cm, entrano in gioco anche altri parametri da valutare con attenzione. Ancora una volta i miei complimenti alla Indiana Line che ha saputo risolvere brillantemente il tema proposto dal brief progettuale.
P.S. A questo punto sono più curioso di ascoltare le nuove Lira che promettono di essere le Indiana Line più affini al mio ideale di diffusore acustico.
Giulio Salvioni
Indiana Line Utah 8: specifiche tecniche
- Allineamento elettrico / tipologia: 3 vie / pavimento
- Caricamento acustico / accordo: bass-reflex / inferiore
- Drivers:
- tweeter: 28 mm
- midrange: 175 mm
- woofer: 307 mm
- Risposta in Frequenza: 30 – 30000 Hz
- Sensibilità (2,8 V/1 m): 93 dB
- Frequenze di crossover: 350 / 2200 Hz
- Predisposizione Bi-wiring / bi-amping: sì
- Impedenza: 4 – 8 ohm
- Amplificatore consigliato: 30 -240 W
- Dimensioni (H x I x P): 700 mm (732 mm con piedini) × 400 × 375 mm
- Peso: 27 kg
- Colori disponibili: nero, wood.
Prezzo: € 1.650,00 la coppia
Costruttore: Indiana Line
Sito web: www.indianaline.it
Distributore per l’Italia: A.S.M. Srl Contrada Cereo 2, 36078 Valdagno (VI)
Mail: info@asmdistribuzione.com




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