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Fosi ZD3 con Op-Amp Sparkos e alimentatore iFi Power Elite

Fosi ZD3

Fosi Audio ZD3, DAC con chipset Sabre ESS9039 e possibilità di cambiare op-amp e alimentatore. Ci abbiamo provato, con interessanti risultati.

Fosi è una azienda nata nel 2017 da una idea di Ryan Huang con l’obiettivo di migliorare a prezzi accessibili l’esperienza audio domestica. La gamma di prodotti è oggi molto ampia, comprende amplificatori di potenza e per cuffia, DAC, preamplificatori e alcuni accessori. Assolutamente cinese, come del resto i due suoi principali competitor, ovvero SMSL e Topping, viene venduta tramite Amazon o EBAY, e non ha altri mezzi di commercializzazione, mettendo in pratica quello che è un sistema di vendita sempre più affermato, che salta a piè pari almeno due passaggi, ovvero il distributore locale e il negozio, riuscendo quindi a offrire prezzi decisamente più aggressivi. Il risvolto della medaglia è ovviamente una assistenza diversa, che manca del negoziante che consiglia e aiuta, e del distributore che provvede all’assistenza e al supporto tecnico di alto livello. Fosi in realtà offre un supporto via mail, support@fosiaudio.com, ma abbiamo provato a scrivere simulando una semplice domanda in inglese e non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Il cambio di operazionali sul Fosi Audio ZD3

Un cavallo di battaglia molto presidiato da Fosi e quindi anche dal Fosi Audio ZD3, è lo swapping degli operazionali. Ma cosa sono gli operazionali? Dei circuiti integrati, tipicamente a 8 piedini, che provvedono nel nostro caso alla preamplificazione audio, e che riescono a comprimere notevolmente i costi, visto che sostituiscono a piè pari almeno ¾ della circuitazione necessaria a realizzare uno stadio, dal phono fino a quelli di uscita di un DAC e/o un pre. Li si trova in lungo e in largo in tante, tantissime realizzazioni anche di blasone, e solo nei prodotti hi-end si utilizzano invece circuitazioni discrete, ovvero fatte con componenti standard. L’operazionale sostituisce infatti un bel pezzo di circuito -20 e oltre transistor oltre ai componenti accessori-, con il vantaggio di contenere tutti i semiconduttori nello stesso chip di silicio, garantendo una superiore similitudine tra componenti e un comportamento termico più lineare, essendo gli elementi molto vicini tra di loro.

Gli op-amp, una storia di quasi 100 anni arrivata fino al Fosi Audio ZD3

L’amplificatore operazionale, il cui nome viene dal fatto che intrinsecamente può effettuare numerose operazioni sui segnali, ovvero somma, sottrazione, derivata, integrale ecc. ecc. fece la sua prima comparsa negli anni ’40 realizzato a tubi termoionici, ma era un dispositivo costoso e ingombrante. Il salto evolutivo avvenne grazie ai semiconduttori a stato solido nel 1963 con l’introduzione del primo amplificatore operazionale a circuito integrato, l’u702 progettato da Bob Widlar e realizzato da Fairchild , seguito da u709 

Op Amp Fairchild uA741
Uno dei primi amplificatori operazionali ancora in contenitore metallico. La miniaturizzazione non era molto spinta, ed infatti è facile vedere il circuito sul chip e i relativi collegamenti

nel 1965. In seguito Bob passò a National Semiconductors e lì creò nel 1967 LM101, il primo vero e proprio op-amp in contenitore metallico. Poco meno di un anno dopo Fairchild rispose a National con l’uA741 che prese immediatamente piede anche nel mondo dell’audio. Ci vollero però 10 anni per il totale sdoganamento nel nostro mondo con il TL071 che debuttò nel 1975 e poi a seguire TL072, 081 e 082 di Texas Istruments, e successivamente NE5532 (1977) e a seguire tutti gli altri, fino ai giorni nostri. Esistono, solo per dovere di cronaca verso i lettori, op-amp singoli, ovvero che internamente contengono una sola cella di amplificazione, e altri, quelli del Fosi Audio ZD3 per esempio, che ne contengono due.

Ha senso sostituire un op-amp con un altro ?

Il vasto mercato degli operazionali, con migliaia di modelli e decine di produttori, permette la sostituzione di una particolare tipo con un altro -entro certi limiti-. Attenzione quindi a cambiare (senza essersi adeguatamente informati) un op-amp con un altro, si rischia di bruciare l’integrato e forse anche il circuito intorno. Da questo punto di vista la Fosi è precisa, pubblica i modelli che è possibile interscambiare, e quindi fornisce indicazioni certe. 

Va poi rispettato il riferimento, quel dentino centrale che normalmente è sistemato accanto al PIN 1, se si inverte l’op-amp lo si brucia praticamente per certo, iniettando nel malcapitato la tensione di alimentazione dove si aspetterebbe invece quella di ingresso. Ma questa è un’altra storia. Il fenomeno dilagante del marketing dell’apparenza al quale Fosi si appoggia, è quello di proporre la sostituzione degli op-amp successivamente all’acquisto del prodotto. E il costruttore non lo fa solo con il nostro Fosi Audio ZD3 ma anche con praticamente tutti gli altri prodotti a catalogo, e questo genera nell’acquirente l’aspettativa di poter migliorare le prestazioni successivamente, con una spesa relativamente modesta. L’op-amp però, come del resto in misura diversa i chip DAC, hanno bisogno di un contorno solido per lavorare al meglio. Non è detto che un operazionale relativamente vecchio suoni peggio di uno molto moderno, c’è il circuito di alimentazione, il lay-out, i componenti, e soprattutto il disegno del circuito. I cinesi – e Fosi non si sottrae a questa regola- utilizzano gli schemi della letteratura applicativa del costruttore dell’op-amp senza nessuna particolare fantasia.

Nell'inserire gli operazionali bisogna stare attenti a rispettare il riferimento, pena la probabile bruciatura del dispositivo. A sinistra lo zoccolo con il riferimento standard al centro, e a sinistra come possono presentarsi i riferimenti sull'op-amp che differiscono secondo il modello

Un progettista che conosce l’audio fa un ritratto artistico, una interpretazione spesso lontana dalle misure o addirittura dalle formule, e sa mettere sapientemente il componente giusto al posto giusto. Il Fosi Audio ZD3 tra l’altro, ma questo è comprensibile dato il costo, ha un percorso di alimentazione molto semplice, ingresso a 12V da un pessimo alimentatore a spina, LM317 (stabilizzatore di tensione variabile), che eroga 8,5V e poi DC-DC converter fino alla tensione di alimentazione degli operazionali, in questo caso di +9/0/-9, quindi 18V. Sul percorso pochi e poco capaci condensatori ad assicurare la stabilità durante i picchi di assorbimento. Non male come sistema per un DAC da poco meno di 200€, ma molto lontano da una linea ambiziosa, che vede impiegati trasformatori e poi circuiti di livellamento e filtro di grande capacità sia in corrente che in filtraggio. Questo rende il Fosi Audio ZD3, ma come molti altri DAC di questa fascia, estremamente dipendente dalla qualità dall’alimentatore primario, quello a spina nel caso di ZD3 e interno nei modelli paragonabili SMSL o Topping (il che è peggio perché neanche volendo si possono sostituire). Quindi -e lo abbiamo provato- forse un power-supply esterno di grande qualità oltre che capacità, è in grado di migliorare notevolmente il suono, forse più degli operazionali, del resto la tensione che arriva a questi ultimi è quella che poi viene “modulata” in un segnale sonoro. Se dall’inizio è di scarsa qualità…. E tra l’altro un percorso così modesto non permette grandi performance neanche in capo alla massima tensione erogabile in uscita, e infatti si parla di 2,5V o 5V secondo se l’uscita è RCA o XLR.

Fosi Audio ZD3 compatto ma versatile

Dal punto di vista estetico il Fosi Audio ZD3 è costruito molto bene, tipica “bolla” arancione distintiva del costruttore la manopola del volume, poi display circolare dalla parte opposta che indica al centro il volume e coassialmente l’ingresso, la risoluzione e poche altre informazioni, a coadiuvare le operazioni il compatto telecomando.

Fosi ZD3
Fosi ZD3 è un DAC dotato del nuovo chip Sabre ESS9039Q2M e da la possibilità di cambiare gli op-amp interni

Frontale e contenitore in alluminio, centralmente, sotto, un interruttore che abilita la regolazione del volume, su bypass non è attiva, mentre lo è su OFF. Ingressi USB che fa capo al chipset XU316 di XMOS, bluetooth con Qualcomm QCC3031, HDMI con ARC, coassiale, ottico, ingresso/uscita trigger e infine uscite XLR e RCA. Cosa molto apprezzata da noi, la mancanza di selezione filtri in uscita, il che semplifica decisamente la vita e che non va vista come una mancanza, visto che molto spesso riescono solo a confondere e si finisce per usarne comunque uno solo. Il chipset DAC è l’ESS9039Q2M, comune anche ai competitor di questo ZD3, ovvero SMSL DO100 e Topping D50 che a fronte di circa 50€ in più offrono due chip 9039 in configurazione differenziale, mentre il più economico SMSL D-6s ha un singolo chip.

Qualche esperimento

Abbiamo colto l’occasione di fare qualche esperimento non solo in capo al cambio di operazionali, di serie ci sono i National LME49720 ma anche sostituendo l’alimentatore con uno di molto maggiore qualità, mettendoci nelle condizioni più onerose. Quindi op-amp Spakos SS3602 costruito a discreti e che costano tra i 90€ e i 170€, il mercato è molto oscillante: arrivando dagli Stati Uniti occhio anche alla dogana (prezzi bassi nascondono trappole successive), e l’alimentatore iFi Elite X da 299€, ma esiste anche una versione più economica, la Power X, da poco più di 100€.

Ifi Power Elite PSU
iFi power Elite X è un alimentatore di altissimo livello disponibile con varie tensioni. Noi ovviamente abbiamo usato la versione 12V per alimentare ZD3 in luogo di quello in dotazione
Sparkos SS3602
Sparkos SS3602 è il miglior op-amp da utilizzare in sostituzione di quelli in dotazione a ZD3. Come potete notare è di fatto realizzato a componenti discreti miniaturizzati.

Le prove che abbiamo fatto

Abbiamo quindi provveduto a provare ZD3 out-of-the-box, così com’è, con i suoi operazionali e il suo modesto alimentatore, abbiamo poi cambiato prima gli operazionali e poi l’alimentatore, per poi tornare indietro utilizzando gli op-amp di serie con iFi Power Elite facendo molte considerazioni. Attenzione, non serve procurarsi 3 operazionali nuovi, se si usa l’uscita sbilanciata è sufficiente cambiarne uno, quello a ridosso dei pin RCA, se invece si sfrutta l’XLR ne vanno sostituiti due.

Molti ascolti

L’ascolto in configurazione base, è discreto, il prodotto mostra accettabili caratteristiche in capo a focalizzazione, timbrica, dinamica, ance se non eccelle particolarmente in nessun parametro, ma dobbiamo tenere presente della classe del prodotto, e per poco meno di 200€ ci si può ritenere già molto soddisfatti. Le cose cambiano completamente se si sostituiscono gli op-amp, noi lo abbiamo fatto cambiando la coppia XLR e utilizzando, ovviamente, quella connessione. La cosa che è immediatamente evidente è la grande intellegibilità della gamma bassa, che diventa riconoscibile, focalizzata e articolata, cosa che invece non era nella configurazione base, dove appariva confusa e relativamente poco comprensibile. Ma non di meno lo spettro medio e alto prendono vita, partecipando in modo convincente alla riproduzione e perdendo completamente una certa spigolosità che aveva contraddistinto il primo ascolto. Abbiamo poi sostituito l’alimentatore in dotazione con Power Elite X di iFi. Il suono ha fatto un balzo in avanti davvero sostanziale prendendo una piega estremamente piacevole. Riposante, ritmico, con basso scolpito e medio-alti perfettamente a fuoco: un bel suono insomma, che ha accompagnato l’ascolto in modo estremamente piacevole.

L'alimentatore a spina a corredo di ZD3 è di bassa qualità e penalizza decisamente le prestazioni del DAC. Andrebbe sostituito come prima priorità

Certo, a questo punto occorre fare due conti e chiedersi se vale la pena comprare ZD3, coppia di operazionali e Power Elite, oppure direttamente un DAC più prestante, visto che la somma supera abbondantemente i 500€, ed esistono numerosi prodotti performanti su quella fascia di prezzo. Abbiamo allora fatto un passo indietro, rimontato gli operazionali in dotazione, che tra l’altro sono degli ottimi prodotti, e utilizzato il solo super-alimentatore, assistendo a un downgrade non troppo drammatico, valutando l’apporto nel miglioramento del power supply un 60%, e dei soli operazionali un 40%. Allora potrebbe avere un senso, per mantenere il prezzo finale della combo in un range ragionevole, adottare al posto di Power Elite il Power X da 119€ o addirittura il Power 2 da 79€ (ma consigliamo la versione X)

Power X è l'alimentatore mediano del catalogo di accessori iFi, estremamente consigliabile tra il costoso Elite che abbiamo provato e l'entry Power2

In questo modo pur non raggiungendo le eccellenti vette prestazionali di Elite, senza dubbio compiamo un grande salto rispetto all’alimentatore a spina a corredo, davvero tremendo. Riguardo invece gli operazionali, pensiamo che gli Sparkos siano davvero “troppo” per ZD3, soprattutto se si usa collegamento XLR dove sono necessari due op-amp, ma potrebbe avere un senso sperimentare altri modelli, come NE5532 o MUSES02, anche se in questo ultimo caso esistono prezzi molto diversi e provenienze altrettanto variegate, alcune dubbie. MUSES02 infatti è un eccellente op-amp, che viene prodotto dalla Nisshinbo Microdevices (che tra l’altro offre anche regolatori di volume di livello assoluto, uno utilizzato addirittura nel Marantz Model 10)

Muses02
Muses02 è un op-amp di alto livello utilizzato in molte elettroniche anche esoteriche

Attenzione alle copie !

I Muses si possono comprare solo su Mouser, Digikey e Profusion. Il prezzo di Mouser è 45€+IVA e trasporto l’uno, ma si trovano su Aliexpress, per esempio, a quotazioni variabili tra i 10€ e i 25€ al pezzo, ma qui bisogna stare MOLTO attenti alle copie e alle truffe. Potrebbe esserci un altro operazionale “dentro” mentre l’etichetta apposta è quella del Muses, e per accorgersene bisognerebbe fare delle misure sofisticate per un appassionato qualsiasi. Meno difficile è il mercato dei 5532, uno dei migliori produttori è Texas Instruments, e il prodotto si può comprare “certamente” vero e a specifiche su Farnell, come su Farnell si trova anche il 49720 sempre della Texas, e che costa circa 7,50€. Quelli comprati da Farnell marchiati Texas suonano meglio di ciò in dotazione a ZD3 ? Capita sovente di trovare nella produzione cinese componenti che solo esteriormente sono “uguali” all’originale, e non ci riferiamo solo agli op-amp, ma anche ai condensatori per esempio. I WIMA rossi sono capacità molto care, oramai utilizzate ovunque, anche dove l’economia del prodotto lo impedirebbe decisamente, come è possibile ? Ma del resto non c’è quasi nessun mezzo -soprattutto per una capacità- di risalire alla effettiva provenienza.

Concludendo

Tiriamo le somme. ZD3 è un DAC che vale almeno tutti i soldi che costa anche senza nessuna ulteriore “modifica”, per meno di 200€ fa senza dubbio, onestamente, il suo lavoro. Quello che consigliamo, però, prima di mettere mano agli operazionali, è cambiare l’alimentatore, quello in dotazione è di scarsa qualità e il miglioramento è nettissimo. Optando per gli iFi se si vuole una soluzione compatta e molto performante, o affidandosi ai tanti alimentatori lineari che vengono venduti anche direttamente sui marketplace cinesi. In seconda opzione ha senso cambiare gli op-amp, ma senza per forza ricorrere agli Sparkos che sono i più costosi, si può provare con una versione “sicuramente” originale dei 49720 o i Muses02. Poi certo dipende molto se si sfrutta la connessione XLR per la quale sono necessari 2 operazionali, oppure quella RCA che necessita di una sola unità, e allora la spesa si ridimensiona. La nostra scelta sarebbe probabilmente quella di sostituire immediatamente (senza neanche usarlo una volta) l’alimentatore e poi, eventualmente, in un futuro, pensare agli op-amp. Buon ascolto !

Caratteristiche tecniche:

  • Chip Set: XMOS XU316 + ESS 9039Q2M + QCC3031 + LME49720
  • Compatibilità:
    USB: PCM 32bit/768kHz; DSD512
    OTTICO/COAX: PCM 24bit/192kHz
    Bluetooth: PCM 24bit/48kHz
  • Livello di uscita: XLR: 5Vrms RCA: 2.5Vrms
  • Ingressi: USB, HDMI (ARC), Coaxial, Optical, Bluetooth
  • Uscite: XLR, RCA
  • Rapporto S/N: 126dB
  • Distorsione THD: ≥120dB
  • THD+N: <0.00008%
  • Range dinamico: ≥123dB
  • Tappeto di rumore: ≤2μV
  • Bluetooth: 5.0
  • Formati Bluetooth: aptX HD, aptX, AAC, SBC
  • Alimentatore: DC 12V 1.5A
  • Compatibilità USB: Windows 7, 8, 8.1, 10, 11, MACOS

Costruttore/distributore: Fosi Audio, WhatsApp: +8613716612254, support@fosiaudio.com

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Scritto da Audio 2G

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