Eversolo DMP A-10 : prima un po' di storia
Prima di descrivere l’Eversolo DMP-A10 ritengo utile fornire qualche informazione in merito all’azienda che lo realizza. Dunque, Eversolo è un’azienda cinese che negli ultimi anni ha attratto l’attenzione degli audiofili e della stampa di settore grazie ad una interessante gamma di prodotti, tutti caratterizzati da una sofistica tecnologia, accurata realizzazione e un ottimo rapporto prezzo/prestazioni. Contrariamente ad altre aziende asiatiche concorrenti, Eversolo non ha aggredito il settore Entry Level del mercato, ma si è posizionata nella fascia intermedia pur realizzando prodotti con spiccata caratterizzazione High End. Il catalogo è vasto e comprende streamer, DAC, DAC dongle per cuffie e un paio di amplificatori di potenza. Le poche informazioni che siamo riusciti a trovare in merito alla Eversolo provengono dalla sezione “Chi siamo” del sito web:
Eversolo Audio Technology Co.Ltd è finanziata da Zidoo Technology Co. Ltd. I principali membri del team fondatore sono impegnati da molti anni nello sviluppo e nella gestione nel settore dell’HiFi. Il team di ricerca e sviluppo ha competenze nell’ambito della decodifica audio, dell’audio analogico, dell’ottimizzazione acustica, degli amplificatori, dell’integrazione di sistema, dell’esperienza utente e così via. L’attività principale comprende dispositivi di riproduzione audio, DAC e amplificatori ecc. Eversolo è un marchio registrato di Eversolo Audio.
Non è granché, tuttavia quel che avevamo letto in precedenza sui loro prodotti ci aveva fortemente incuriosito e questo è stato il motivo dell’entusiasmo con cui abbiamo accolto il modello top di gamma, cioè l’Eversolo DMP-A10 DAC/Streamer.
Eversolo DMP-A10
L’analisi della scheda tecnica di questo Eversolo lascia allibiti per quanto riguarda la completezza delle dotazioni. Ciò complica il compito del recensore che deve riuscire a raccontare tutto in modo puntuale, senza dilungarsi eccessivamente. Iniziamo allora col descriverne l’ampia selezione di ingressi ed uscite digitali. Abbiamo un USB, un HDMI-ARC, nonché due ingressi coassiali e ottici. Particolarmente curata è la sezione degli ingressi di rete che può avvenire tramite cavo Ethernet (RJ45), WiFi (2.4 e 5 Ghz) e fibra SFP per la quale è previsto l’alloggiamento di un modulo transciever da acquistare a parte. Immancabile l’ingresso Bluetooth 5.0. Accanto agli ingressi digitali, troviamo due ingressi analogici RCA e un ingresso XLR per sorgenti esterne che verranno digitalizzate dal processore AKM AK7739 ADC presente a bordo. Sarà poi possibile inviare tale segnale digitale a un DAC esterno utilizzando le uscite digitali visto che non è possibile inviare questo segnale analogico al preamplificatore interno dell’Eversolo.

Per quanto riguarda le uscite digitali abbiamo USB A, ottico e coassiale. Per la parte analogica abbiamo una uscita bilanciata su XLR, una sbilanciata su RCA e ben due uscite Subwoofer (R&L). Se proprio vogliamo trovare una carenza quella è costituita dall’assenza di una uscita digitale in formato I²S su HDMI. Francamente direi che è un dettaglio trascurabile, anche se noto che sul più piccolo DMP-A8 questo tipo di uscita è presente. Non mancano i trigger a 12V per comandare l’accensione/spegnimento di un eventuale amplificatore.
Veniamo ora allo Storage: è possibile collegare fino a due unità USB 3.0 e installare due SSD M.2 in un apposito scomparto ricavato nella parte inferiore dell’unità. La capacità supportata è fino a 4 TB ciascuno, il che fornirebbe uno spazio di archiviazione teorico complessivo di 8 TB più i 64 GB interni.

Passiamo ora ad un tema caro a molti lettori e sul quale l’Eversolo DMP-A10 non presta il fianco a critiche: il chip DAC è il recente ESS9039Pro con architettura HyperStream IV; il processore audio è l’XMOS XU316 che supporta fino a DSD512 Nativo e PCM768kHz@32bit. Le porte ottiche e coassiali supportano DOP64, PCM192kHz@24Bit. Per quel che riguarda lo stadio di amplificazione troviamo degli operazionali OPA1612, mentre per il controllo del volume è stata scelta una sofisticata soluzione analogica R2R che assicura che il DAC possa funzionare continuamente come si si trovasse nello stato di bypass. La sezione di alimentazione fa uso di due grandi toroidali schermati di alta qualità a basso rumore, più altri due di tipo switching per i servizi complementari e lo standby mode. La componentistica passiva utilizzate è di eccellente qualità: WIMA, Texas Instruments, muRata o Nichicon solo per citare i brand che popolano le tre PCB del DMP-A10. In particolare si notano le due unità OCXO del sistema di clock sviluppato in house dall’azienda. La tecnologia di controllo della temperatura assicura che entrambi gli oscillatori (45,1584 MHz e 49,152 MHz) funzionino costantemente nel range ottimale, eliminando così le fluttuazioni di frequenza causate dai cambiamenti di temperatura, offrendo al contempo un rumore di fase molto basso. Ogni oscillatore subisce un rigoroso processo di test che porta all’ottenimento di valori di jitter inferiori a 50fs.
Grazie all’incorporazione delle API proprietarie (Application Programming Interfaces) il DMP-A10 supporta TIDAL e Spotify Connect ed è Roon Ready. Inoltre Qobuz, Highresaudio, Amazon Music, Deezer, Apple Music, Soundcloud e molti altri servizi sono integrati nel suo sistema operativo basato su un Android.

Telecomando
All’interno della confezione del’Eversolo DMP-A10 troviamo una scatola di accessori, che contiene un cavo di alimentazione, tre antenne, un cavo trigger da 12 V, una guida rapida e uno splendido telecomando Bluetooth + infrarossi per il funzionamento del quale è necessaria la presenza dell’antenna dedicata. Data la mia idiosincrasia nei confronti delle antenne avevo, come mio solito, omesso di installarle e questo ha causato qualche problema a configurare correttamente il telecomando. Dopo aver installato l’antenna tutto ha funzionato senza esitazioni. Il telecomando è molto bello, soprattutto perché la sua metà inferiore è realizzata in alluminio lucido che tuttavia tende a sporcarsi quando lo si tocca con le mani. La batteria interna è ricaricabile tramite una porta USB C.

Qualità costruttiva
Le immagini del DMP-A10 viste in rete avevano colpito la mia fantasia e dunque mi aspettavo di ricevere un componente di pregevole fattura. La realtà però ha superato di gran lunga le aspettative, giacché questo DAC/Streamer è costruito come una macchina di fascia superiore al suo prezzo di vendita. Ciò è chiaramente percepibile all’esterno, nelle dimensioni “importanti” (430 x 310 x 117 mm (LxPxA)), nelle lavorazioni delle parti metalliche, nella loro verniciatura e nel loro ben riuscito design. Come si può evincere dalle immagini allagate il motivo estetico dominante è costituito dalle ampie alettature laterali che non hanno tuttavia alcuna funzione dissipante rispetto al calore, visto che internamente nessun componente attivo è collegato ad esse. L’altro elemento che gioca un ruolo importante nel look della macchina è il grande display touchscreen LCD da 6,5” che occupa la parte centrale del pannello frontale dell’unità. La sua dimensione è sufficientemente ampia da permettere di leggere tutte le informazioni dalla posizione di ascolto, questo anche perché il layout e la dimensione del lettering è ampiamente configurabile. Altro elemento di sicura attrattiva estetica è il lezioso schermo secondario posto all’interno della manopola del volume che, oltre a dare conto del livello impostato, riporta l’indicazione dell’ingresso selezionato.

Per la selezione della componentistica che equipaggia il DMP-A10 alla Eversolo devono aver deciso di non badare alle spese: osservando l’interno con occhio critico ci si rende conto che è costruito con componenti di livello audiofilo provenienti dai miglio fornitori. Condensatori WIMA rossi dalla Germania, amplificatori operazionali Texas Instruments dagli Stati Uniti, condensatori audiophile NICHICON e componenti SMT Murata dal Giappone: ogni dettaglio è stato progettato per garantire una qualità audio superiore.
Se posso muovere un appunto questo riguarda l’eccessiva quantità di temi grafici che si possono impostare sui due display. Ad esempio è possibile far comparire sul quello grande dei VU Meter, il che può anche essere grazioso. Ma che bisogno c’era di metterne un numero esorbitante tra i quali scegliere? Lo stesso discorso vale per lo spettroscopio: una funzione forse utile in qualche circostanza, ma certamente la quantità di temi grafici proposti tra i quali scegliere a me è parsa sovrabbondante. E che dire della manopola del volume che può arrivare a dar l’indicazione dell’ora corrente trasformandosi in un orologio, anche del tipo analogico a lancette, oppure mostrare la miniatura della copertina della traccia in esecuzione che gira su se stessa come fosse un dico in vinile poggiato su un giradischi? Insomma, forse qui i designer di Eversolo si sono lasciati un pò prendere la mano.

Ripping e Room Correction
L’Eversolo DMP-A10 impiega un sistema operativo basato su un Android “chiuso”. Ciò implica che non è possibile installare qualsiasi app uno voglia ma solo quelle incluse in una sorta di White List, predisposta dal costruttore. Tra questo ve ne sono due di particolare interesse: quella per fare il ripping di un Compact Disc e quella dedicata alla Room Correction. Riguardo alla prima non c’è granché da dire: basta collegare una meccanica di lettura a una delle porte USB e il DMP-A10 sarà in grado di leggere il contenuto del CD inserito, mandarlo in esecuzione o effettuarne il ripping nel formato che si preferisce (.wav, .flac) sulla memorie interna della macchina o, qualora siano installati, sugli SSD opzionali.

Ben più interessante per il sottoscritto è il discorso relativo alla room correction: come molti di voi sapranno l’acustica dell’ambiente di ascolto gioca un ruolo decisivo nell’ottenimento di una prestazione complessiva soddisfacente, tuttavia per diversi motivi è un aspetto spesso trascurato. Eseguire il trattamento della stanza utilizzando specifici componenti passivi quali trappole per i bassi, pannelli diffrattori, ecc. non sempre è un’opzione percorribile, vuoi per una questione di costi, vuoi perché quegli elementi hanno un impatto visivo che nella maggior parte dei casi è incompatibile con le esigenze domestiche. In questi casi, cioè quando l’ambiente di ascolto non può essere trattato passivamente installando hardware sulle pareti, c’è la possibilità di farlo tramite software. Normalmente è necessario attrezzarsi con un PC dotato di un software specifico – io da anni utilizzo l’ottimo Audiolense della Juice Hifi – e di un microfono. Con l’Eversolo DMP-A10 il necessario per eseguire questa opzione di ottimizzazione del suono è già presente a bordo a meno del microfono. Il processo è decisamente semplice visto che il software vi guiderà passo dopo passo con delle istruzioni e dei grafici chiari ed autoesplicativi. L’unica cosa della quale c’è bisogno è un microfono che servirà a misurare la risposta in frequenza della stanza. In effetti il programma permetterebbe anche di usare il proprio smartphone per svolgere questo compito, tuttavia è del tutto evidente che per ottenere un risultato attendibile è meglio utilizzare un microfono esterno. Io ho usato un Mini DSP Umik 1, mentre Eversolo propone un microfono omnidirezionale denominato EM-01, del quale è possibile scaricare il file di calibrazione selezionando “Recupero automatico dal cloud” nell’apposita sezione della app. Se, come nel mio caso, se ne sta utilizzando uno diverso è possibile far leggere alla app il relativo file di calibrazione (.txt) che verrà usato nei passaggi successivi. A questo punto è fondamentale silenziare tutti le eventuali fonti di rumore (es. il condizionatore d’aria) ed evitare di muoversi al fine di evitare rumori indesiderati che altererebbero la misurazione. Nel passaggio successivo viene chiesto di “impostare il livello”, ovvero regolare il volume di uscita in un intervallo compreso tra -60 e -20 dB letti dallo strumento di misura. Fatto questo si può dare inizio al passaggio successivo della misurazione vera e propria, che richiede circa 20 secondi, nel quale l’Eversolo farà emettere degli Sweep all’impianto che verranno misurati ed analizzati. Ciò fatto il software calcolerà dei filtri FIR (Finite Impulse Response), che si possono applicare alle impostazioni del DSP interno. Non mi è piaciuto il fatto che non si possa intervenire manualmente sulla Target Curve, ovvero sulla risposta in frequenza che dovrà essere ottenuta dopo l’intervento del filtro. Il software dell’Eversolo prevede infatti un solo tipo di curva target che è sostanzialmente una linea piatta.

Interfaccia utente
l’Eversolo DMP-A10 può essere utilizzato in tre modi: con il telecomando in dotazione del quale ho scritto poc’anzi, con il grande touchscreen posto sul pannello frontale, oppure con l’app “EverSolo Control”. Personalmente l’ho utilizzato quasi esclusivamente in quest’ultimo modo, vuoi perché stando seduto sul divano è la soluzione più comoda, vuoi perché l’app – scaricabile gratuitamente dal Play o dall’App Store – è fatta molto bene. I servizi di streaming più importanti sono integrati nel DMP-A10 a livello di API e ciò permette di usare Roon (Ready), Tidal Connect, DLNA e Squeezelite in modo nativo. Altresì, grazie alla selezione di servizi di streaming pre-istallati, non ho avuto difficoltà ad utilizzare, tra gli altri, Qobuz, Highreaudio, Amazon Music e Apple Music. Tenuto conto che nel nostro studio utilizziamo prevalentemente Roon e DLNA sono state queste la modalità con la quali abbiamo condotto la gran parte delle nostre prove e che si sono rivelate del tutto esenti da difetti.

Il DMP-A10 offre così tante opzioni nel menu delle impostazioni che sarebbe difficile, oltre che tedioso, elencarle tutte. Tra quelle di maggiore impatto sul suono ricordo l’accesso ai diversi filtri digitali, la possibilità di cambiare la polarità delle uscite e di impostare la frequenza di campionamento massima per le uscite digitali. Il menu DSP, già citato nel paragrafo relativo alla room correction, offre anche altre opzioni interessanti. Ad esempio si può abilitare un Equalizzatore parametrico per modellare la risposta in frequenza in base ai propri desiderata e si possono addirittura specificare impostazioni differenti per ogni singolo ingresso. Ciò significa che il PC collegato via USB, il televisore collegato via HDMI ARC e il lettore di CD possono avere ognuno la sua equalizzazione dedicata.
In generale posso affermare che il software di Eversolo è uno dei migliori che mi sia capitato di utilizzare. É completo, è ben organizzato, è reattivo, ma soprattutto non ha mai mostrato alcuna esitazione nel funzionamento.

Ascolto
L’impianto con il quale si è svolta la prova dell’Eversolo DMP-A10 era inizialmente costituito dall’amplificatore integrato Marantz Model 10, collegato ai diffusori Opera Prima V2 o alle ATOHM Sirocco 2.24 – diffusori da pavimento. Come sorgente digitale di riferimento e confronto abbiamo usato il DAC Aqua La Scala MKII collegato in USB ad un PC Audio basato su Audiolinux, con scheda JCAT USB XE, scheda di rete JCAT NET XE entrambe dotate di alimentatore dedicato. Il Cablaggio di segnale sia analogico che digitale, di potenza ed alimentazione, era Neutral Cable della serie Reference. Consci del fatto che questo DAC/Streamer è dottato di un eccellente controllo di volume abbiamo anche deciso di effettuare una abbinata “azzardata”, quantomeno dal punto di vista commerciale, sostituendo l’amplificatore integrato Marantz con un Esoteric S-05 a stato solido in Classe A.
Sin dalle prime battute l’Eversolo DMP-A10 ha messo in chiaro il suo standing da macchina di livello alto. Il suono viene presentato con grande autorevolezza, articolazione ed estensione verso gli estremi della banda riproducibile. L’equilibrio generale è orientato alla massima neutralità accompagnata da una piacevole sensazione di corpo e precisione. L’altra cosa che, indipendentemente dalla tipologia dei diffusori utilizzati, balza all’attenzione dell’ascoltatore è l’ampiezza e la stabilità del palcoscenico virtuale proposto, nonché la capacità di sfruttare le doti dinamiche della catena di riproduzione posta a valle.
Volendo attenersi alla classica analisi basata sulla tripartizione della gamma riprodotta, posso inviare col dire che il basso proposto da questo apparecchio è profondo, energico e dotato di buona articolazione. Mi è piaciuta anche la sensazione di velocità che riesce a trasmettere, facendo sì che i passaggi dal piano al fortissimo risultassero emozionati e partecipati come ci aspetta che debbano essere. Naturalmente qui stiamo riferendo di una sorgente, che dunque deve trasmettere il segnale ad una catena di amplificazione costituita da un amplificatore e dei diffusori. Sarebbe dunque quasi superfluo sottolineare che se le componenti della catena poste a valle del DMP-A10 non sono all’altezza della situazione queste potenzialità rischiano di andare irrimediabilmente perse. Nel nostro caso, fortunatamente, avevamo a disposizione dei partner eccezionali. Devo anzi sottolineare come l’Eversolo DMP-A10 sia stato capace di porre in evidenza le diverse “anime interpretative” dei due amplificatori che gli sono stati abbinati. In particolare con il Classe A della Esoteric ho potuto apprezzare quel senso di calore che il DAC/Streamer cinese sa infondere alla transizione tra gamma medio bassa e gamma media che contribuisce ad “umanizzare” – passatemi il termine, per favore – la riproduzione, tenendo alla larga quel fastidioso senso di evento “meccanico” o artificiale che dir si voglia. Esemplari in tal senso sono state le sezioni degli archi bassi che, a condizione di avere una buona registrazione, sono risultati caldi, levigati, trasparenti e armonicamente attendibili. La gamma media spicca per pulizia e capacità di focalizzazione, qualcosa che aiuta molto nel compito talvolta arduo di collocare nello spazio i vari strumenti. Le voci sono riprodotte con realismo e con il dovuto corpo senza tuttavia arrivare a quell’effetto di epifania proprio delle macchine più propriamente radicate nel segmento High End. Intendiamoci, questa non vuole essere una critica volta a sminuire le doti dell’Eversolo DMP-A10. Il solo fatto di aver pensato a questo particolare aspetto evidenzia quanto questa macchina sia stata in grado di alzare il livello della mia griglia di valutazione. Detto in altri termini: non ho mai pensato che il mio Playback Designs MPD-8 o l’Aqua La Scala MKII fossero dei riferimento troppo impegnativi rispetti ai quali fare dei confronti. La gamma alta si è fatta apprezzare per la già citata capacità di focalizzazione e per il suo non essere mai eccessivamente penetrante. I violini suonano con la giusta dose di setosità ma, se richiesto, sanno essere anche aspri e duri. I piatti della batteria sono luminosi il giusto – forse non luminosissimi talvolta – ma comunque credibili. Direi in generale che la gamma alta dell’Eversolo DMP-A10 si inserisce in modo organico in un continuum ben strutturato che da luogo ad un suono preciso, naturale e rilassato.
Ecco, forse a questo punto dovrei riferire quella che non può essere altrimenti descritta che come una impressione. E cioè che l’uscita linea a livello fisso suoni un pò più dettagliata ed energica rispetto a quando la si utilizza passando per il controllo del volume. E’ chiaro che nella comparazione c’è di mezzo il cambio di amplificatore e che i due che abbiamo usato non potevano essere più distanti quanto a impronta sonica. Purtuttavia mi sento di ripetere che il controllo del volume conferisce al suono un senso di morbidezza e rilassatezza che altera, seppur di poco, il carattere generale della macchina.

Conclusioni
L’Eversolo DMP-A10 è stato sicuramente all’altezza delle elevate aspettative che avevo. É una macchina ottimamente realizzata che trasmette un senso di concretezza e robustezza degno di realizzazioni dal costo decisamente superiore. A livello software francamente non credo sia possibile chiedere di più. Anzi, se potessi chiederei al dipartimento grafico dell’azienda di limitare la propria verve creativa evitando di inserire dei temi grafici dai toni troppo sgargianti. Sonicamente la macchina è in grado di dare grandi soddisfazioni a chi se le porterà a casa. Merita senz’altro di essere presa in considerazione se siete sul mercato alla ricerca di un DAC/Streamer di fascia alta ma dal costo ancora abbordabile. A me resta la curiosità di provare il “fratellino”, cioè il DMP-A8.
Giulio Salvioni
Distributore per l’Italia: Polaris Audio
Prezzo: 4.199,00 €




GIPHY App Key not set. Please check settings