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La storia di Luxman

M4000 era un finale da 300W a canale con una originalissima alettatura di raffreddamento. Il look era meraviglioso e si scostava nettamente da qualsiasi amplificatore della concorrenza

Furono anni straordinari per il marchio: i preamplificatori C-1000 e C-1010, i finali M-4000 e M-6000, oltre a una serie di integrati come L-58A, L-80V e L-85V. Il design Luxman di quel periodo è ancora oggi considerato uno dei più eleganti mai prodotti: grandi vu-meter, pannelli champagne, manopole lavorate con precisione quasi artigianale e una costruzione interna maniacale. Il finale M-4000, con i suoi enormi vu-meter illuminati e il peso impressionante, rappresentò forse il punto più alto della Luxman “classica”. Parallelamente, Luxman continuava a perfezionare gli amplificatori valvolari: MQ-88, CL-35 e CL-40 divennero oggetti di culto. Luxman divenne anche una scuola di eccellenza dell’audio; progettisti come EAR Yoshino — Air Tight e Leben, solo per fare un nome — si fecero le ossa nel team tecnico del costruttore giapponese. Gli anni Ottanta furono invece complessi. Da un lato Luxman produsse apparecchi straordinari come gli M-05, M-07, C-05 e il ricevitore R-117; dall’altro il mercato hi-fi stava cambiando radicalmente. L’avvento del compact disc, la competizione sui prezzi e la trasformazione dell’audio in prodotto di massa crearono enormi difficoltà economiche. In quel periodo Luxman entrò nell’orbita di Alpine. Molti appassionati considerano questa fase controversa: alcuni prodotti divennero più commerciali e meno raffinati rispetto alle realizzazioni degli anni Settanta. Negli anni Novanta arrivò la lenta rinascita, con un ritorno alle proprie radici: costruzione giapponese, circuitazioni raffinate, ricerca del “sound Luxman”. Fu il periodo della serie “u” — L-505u, L-507u e L-509u — integrati che riportarono il marchio ai vertici dell’alta fedeltà mondiale.

M-05 era un finale straordinario sotto ogni punto di vista.

In parallelo, Luxman iniziò a sviluppare sorgenti digitali, lettori SACD e DAC che cercavano di trasferire nel dominio digitale quella stessa fluidità e naturalezza che aveva reso celebri gli amplificatori valvolari storici. D-05u e DA-06 mostrarono come il marchio sapesse affrontare l’era dell’audio ad alta risoluzione senza perdere identità. Negli ultimi anni Luxman ha vissuto una nuova età dell’oro. Gli attuali L-509Z, in prova qui sul canale, MQ-300 e il giradischi PD-171A hanno consolidato la reputazione del marchio. MQ-300, in particolare, è diventato una sorta di tributo moderno all’epoca d’oro delle valvole, grazie all’uso delle rarissime