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Linn Selekt DSM – Streamer modulare

La prova dei fatti: l’ascolto

Le prove d’ascolto si sono concentrate sulla configurazione streamer-DAC, alternando i due moduli di conversione Katalyst e Organik. La catena di riferimento prevedeva un amplificatore integrato Luxman L-509Z e diffusori Bowers & Wilkins 804 D3.

In un panorama digitale che ha alzato sensibilmente l’asticella qualitativa, anche grazie a prodotti dal rapporto prezzo/prestazioni aggressivo, la sola performance tecnica è un parametro necessario ma non sufficiente. Il confronto tra molte elettroniche contemporanee può sempre più spesso portare a risultati vicini, ma in high-end contano affidabilità, continuità progettuale e soprattutto identità sonora. In questo senso il Selekt DSM gioca con carte diverse: non è un oggetto di provenienza asiatica, di quelli che potrebbero essere comparse fugaci nell’impianto, ma è un dispositivo con una filosofia ben riconoscibile, destinato a lasciare il segno nella “storia vissuta” dell’appassionato.

La memoria mi riporta infatti ai personali vecchi lettori Karik e Numerik, che già allora si distinguevano per una musicalità poco comune nel panorama digitale dell’epoca e che in molti casi sarebbero ancora attuali. Oggi quel linguaggio è stato aggiornato lasciando l’impostazione di un suono coerente ed estremamente attendibile.

Il Selekt DSM è una macchina che non si limita a suonare bene, ma si impone, diventa riferimento ascolto dopo ascolto grazie al modo controllato, coerente, di suonare. La capacità di mantenere la correttezza timbrica e il controllo, anche quando la complessità del segnale aumenta, è esemplare. Sia via rete, sia come DAC USB da PC (in questo caso si ferma a PCM 192kHz che per i miei gusti è ben oltre la soglia della risoluzione percepibile), il Selekt DSM conferma una padronanza del dominio digitale che non lascia spazio a incertezze. La sensazione è quella di una trasparenza realistica più che di una “firma sonora” evidente: il segnale non viene interpretato ma tradotto fedelmente.

Sul piano della micro-informazione il sistema si comporta in modo esemplare. Le differenze tra Katalyst e Organik emergono soprattutto nella capacità di definire lo spazio e il contrasto. Nel primo caso la presentazione è già molto solida, precisa e priva di sbavature; nel secondo si percepisce una diversa continuità del flusso musicale e della naturalezza complessiva. La scena sonora si sviluppa con larghezza e soprattutto con stabilità: non si tratta di un’immagine “larga”, ma di un palcoscenico credibile, con proporzioni giuste e un buon senso di aria tra gli strumenti. Con la grande orchestra la scena si apre con una ricostruzione spaziale ampia e credibile. L’ambiente è leggibile nei suoi piani. Gli strumenti acustici emergono con precisione chirurgica ma senza analiticità. Il sustain è naturale, mai artificialmente esteso. È proprio questo equilibrio il punto chiave: il dettaglio c’è, ma non viene mai separato dal contesto musicale.

La dinamica è uno dei punti più convincenti del sistema: non tanto per l’impatto in senso spettacolare, quanto per la capacità di passare da livelli minimi a massimi in scioltezza. Il basso è controllato, profondo e ben articolato.

Dal punto di vista funzionale, il sistema conferma una notevole maturità: stabilità operativa, gestione flessibile delle sorgenti. La differenza tra le due configurazioni DAC non è tanto una questione di “giusto o sbagliato”, quanto di grado di finezza. Il Katalyst offre già un livello di prestazioni pienamente credibile e privo di compromessi evidenti. L’Organik, si apprezza soprattutto dopo lunghe sessioni d’ascolto ed è destinato a chi vuole il meglio. La scelta finale, inevitabilmente, si sposta dal piano tecnico a quello economico e di filosofia d’ascolto. Ma è difficile non notare come, salendo o non di livello, il Selekt DSM mantenga lo status di sistema di riproduzione affidabile come pochi nel panorama attuale.

Linn Selekt DSM + 119
Linn Selekt DSM con diffusori Linn 119

Linn Slekt DSM: conclusioni

Linn non si è limitata a realizzare uno streamer evoluto ma ha progettato una piattaforma in continua trasformazione, pensata per adattarsi alle esigenze dell’ascoltatore. Coerente con la propria storia in cui evoluzione e innovazione hanno dato longevità e identità al marchio.

Nel Selekt DSM troviamo il DNA tecnologico distintivo di Linn, fatto di soluzioni tecnologiche non banali e finalizzate ai risultati sonori. Questo streamer è un componete audio di alto livello, estremamente evoluto, in grado di soddisfare le esigenze della maggior parte degli appassionati e di adattarsi ai loro voleri. Dalla possibilità di diventare preamplificatore, all’upgrade dei circuiti di conversione fino ad arrivare all’opzione dei moduli amplificatori che lo trasformano in uno smart-amp high-end o perfino in un sistema Audio Video di eccellenza. Sfruttato “normalmente” come streamer o sorgente digitale in generale, di per sé regge il confronto con le migliori realizzazioni attuali. Oltre al blasone e alle prestazioni sonore trova nell’espandibilità e nella possibilità di rimanere aggiornato nel tempo un valore aggiunto non banale.

Andrea Allegri

Dati Tecnici Dichiarati

Formati audio: FLAC, Apple Lossless, WAV, DSD (64/128/256), MP3, WMA (eccetto lossless), AIFF, AAC, OGG.

Risoluzione: Fino a 24 bit/384 kHz.

Servizi integrati: TIDAL, Qobuz, Spotify Connect, Deezer, AirPlay 2, Roon Ready, airable, TuneIn, Calm Radio.

Specifiche HDMI: HDMI 2.0 – Supporta: risoluzione 4k a 60 Hz, 4:4:4, HDCP 2.2, HDR, ARC, eARC, CEC, velocità dati 18 Gbps

Ethernet (x1). Exakt Link (x2). Wi-Fi Sì (802.11ac). Bluetooth Sì (4.2).

Ingressi

HDMI (aggiornamento opzionale) x4, HDMI eARC x1, Toslink x2, SPDIF x2 (1 ingresso/uscita configurabile), USB (Tipo B) x1, Phono a livello di linea (RCA) x1, Phono MM (RCA) x1, Phono MC (RCA) x1.

Uscite

Morsetti / Banana / Forcella (aggiornamento opzionale) Fino a x6 (configurabili per canali surround).

XLR bilanciato (aggiornamento opzionale) Fino a x6 (configurabili per canali surround).

RCA sbilanciato (aggiornamento opzionale) Fino a x6 (configurabili per canali surround).

Uscita subwoofer RCA x2.

SPDIF x1 (ingresso/uscita configurabile).

HDMI 2.0 (aggiornamento opzionale) x1.

Jack per cuffie da 1/4 di pollice x1.

Con modulo di commutazione HDMI

Uscita HDMI x1 (funge anche da eARC)

Con aggiornamento audio surround (moduli DSP e di commutazione HDMI)

Elaborazione audio surround fino a 7.2

Formati supportati: DTS-HD Master Audio, DTS-HD High Resolution Audio, DTS 96/24, DTS, Dolby TrueHD, Dolby Digital Plus, Dolby Digital e PCM

Dimensioni (LxAxP): 355 x 122,5 x 355 mm; Hub Edition 355 x 119,5 x 355 mm.

Peso: Hub Classic 8,05 kg – 10,85 kg; Hub Edition  9,5 kg – 12,3 kg.

Scritto da Andrea Allegri

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