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Linn Selekt DSM – Streamer modulare

Moduli…Modulari

L’apparecchio ha una costruzione sofisticata e relativamente complessa. Il telaio è composto da parti di alluminio “piene”, come il fondo spesso otto millimetri e il coperchio di circa cinque millimetri,  assemblato con i fianchetti in modo da non avere lamiere piegate. Entrambi sono poi lavorati internamente per ricavare alloggiamenti e aperture come le feritoie del coperchio (che risuonano leggermente come le corde di un arpa). Tutti gli elementi meccanici sono solidi, anche i coperchi degli slot predisposti per i moduli sono pesanti. L’apparecchio poggia su tre punti, dei piedoni in metallo torniti e dotati di un O-ring in gomma di smorzamento.

All’interno il circuito ha una motherboard estesa, realizzata con componenti SMD, che presenta dei connettori multipolari di vario tipo e in vari punti. Su alcuni sono applicate in orizzontale le schede degli ingressi analogici, altri sono liberi per ospitare differenti tipologie di ingressi.

Selekt DSM vista interna
Nella vista dell’interno del Selekt DSM, oltre alla scheda principale, si possono notare sulla destra i due moduli DAC e amplificatore.

A ridosso del pannello frontale c’è un sandwich di due schede, quella più esterna è relativa al display mentre quella più interna è contrassegnata con la dicitura Exakt e svolge la funzione di interfaccia tra la mainboard e i vari moduli aggiuntivi grazie alla presenza di tre connettori multi-pin per i moduli opzionali di espansione.

Il modulo di uscita analogica su cui si applica la scheda DAC è composta da un circuito stampato lungo quasi quanto l’intera profondità dell’apparecchio. Ad un capo c’è il connettore multi-pin per l’inserimento nella slitta del Selekt DSM, all’altro le uscite RCA e XLR. Tutto è incluso all’interno di un contenitore metallico in lamiera piegata chiuso su un lato da un coperchio in materiale plastico color fumé. Al centro è presente una finestra per l’alloggiamento della scheda DAC, chiusa a sua volta da un coperchio in plastica.

Selekt DSM Modulo Analogico
Il modulo di uscita analogia scomposto nelle sue varie parti

Il DAC Standard è basato su componenti prodotti da terze parti cosi come il livello successivo Katalyst che adotta un chip di livello superiore, l’AK4497EQ, e integra alimentazioni dedicate più curate per rendere maggiormente stabili il clock, il flusso dei dati e il segnale più pulito sull’uscita – filtro analogica. La componentistica è SMD e il circuito quasi integralmente a transistor discreti se si eccettua un ottimo OPA1612A per ogni canale posto nei pressi dell’uscita.

Katalyst DAC module
Il DAC Katalyst nell’alloggiamento del modulo di uscita analogico

Il DAC Organik invece ha un’architettura a componenti discreti che si differenzia dalla maggior parte dei DAC Sigma-Delta integrati attuali. Sfrutta sempre la modulazione digitale sigma-delta ma applica una successiva modulazione PWM (Pulse Width Modulation) per generare un flusso di dati digitali che viene poi ricostruito utilizzando un filtro AFIR (Analog-Finite-Impulse-Response) formato da elementi DAC in corrente ad alta precisione a componenti discreti. Il modulo DAC Organik è implementato su due schede sovrapposte e su quella più esterna troviamo un FPGA ARTIX-7 di AMD che si occupa del signal-processing. Molta attenzione è stata dedicata al disegno delle piste dei circuiti stampati. Quelle del clock, ad esempio, seguono percorsi che coincidono con tolleranze di frazioni di millimetro per evitare ritardi tra sezioni differenti nel DAC. Anche l’alimentazione del circuito di conversione è stata realizzata a componenti discreti.

Organik DAC boards
Il DAC Organik scomposto nelle sue due schede

Gestione e controllo: L’occhio magico di Linn

Il Selekt DSM è una macchina versatile che ovviamente richiede un certo periodo per familiarizzare con le varie funzioni. Uno streamer si controlla principalmente attraverso un applicazione che nel nostro caso di chiama appunto Linn App (Android e iOS). L’app è intuitiva e scorrevole, personalmente l’ho trovata pratica e molto rapida anche nella gestione delle librerie da NAS su rete domestica LAN. È compatibile con Tidal, Qobuz, Spotify Conenct, Roon, Airplay. Il collegamento USB-B con un PC non prevede driver ASIO ma solo quelli del sistema operativo, ragion per cui i file gestibili arrivano in PCM a 192 kHz. File DSD fino a DSD256 sono invece trasmessi attraverso lo streaming.

Abbiamo anche i comandi fisici come il bel controllo rotativo, una sorta di occhio magico di Linn che vagamente ci riporta alle radio a valvole di un tempo. Gli input sono impartiti ruotandolo e premendo nei punti cardinali principali mentre sull’ampio display sul frontale scorrono le informazioni.

Particolare del comando rotativo posto sul pannello superiore del Linn Selekt DSM

Un po’ in controtendenza sembra essere proprio il display alfanumerico che non prevede controlli touch. Sul profilo frontale centrale però ci sono sei tasti fisici programmabili con le funzioni che ognuno riterrà più opportune.

La gestibilità dell’apparecchio è molto ampia se si considera la possibilità di disattivare le funzioni che non interessano, ad esempio se non si utilizza l’ingresso fono o il bluetooth, e di riattivarle solo all’occorrenza. Si può poi creare un proprio Linn Account con cui gestire a trecentosessanta gradi la configurazione del Selekt e di eventuali altri apparati Linn via web browser. Tra le varie possibilità va segnalata la Space Optimization, un sistema di correzione acustica proprietario con cui costruire un modello della propria stanza inserendo geometrie e applicando le caratteristiche dei propri diffusori da un archivio di modelli misurati da Linn.

Il modo migliore per prendere “pieno possesso” del Selekt DSM è seguire le istruzioni che si trovano sul sito Linn Docs (https://docs.linn.co.uk/wiki/index.php/Products), una vera e propria “Linn-pedia” dedicata alle creazioni della casa scozzese.

Linn Space Optimization
Screenshot tratto dalla Linn app relativo alla Space Optimization

Scritto da Andrea Allegri

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