Ho sempre riconosciuto alla Casa britannica una coerenza progettuale e produttiva che, nel corso dei decenni, ha mantenuto ben salda la barra di navigazione verso i vertici della riproduzione sonora dei diffusori.
Ricerca costante della ottimizzazione dei trasduttori, ottenuta con studi sui materiali più performanti, unita ad una sistematica attenzione rivolta ad ogni aspetto progettuale nonché alla costruzione del mobile, ha nel tempo consentito un continuo miglioramento delle prestazioni, sempre caratterizzate da una emissione sonora accattivante, con gli estremi gamma molto estesi, seppure affetti in alcuni modelli del passato da qualche enfasi, con una ricostruzione scenica solida e ben rappresentata.
Il suono di una B&W, è sempre stato caratterizzato da dettaglio ed estrema pulizia, risultato di bassa distorsione ottenuta con altoparlanti performanti ed una accurata scelta dei componenti del crossover.

Come è fatto
Questo piccolo due vie viene presentato in versione denominata Prestige, caratterizzandosi da quella normale per una finitura in legno decisamente attraente, denominata “Santos Gloss”, e da particolari di maggior pregio come i morsetti posteriori in ottone lucido, molto solidi e raddoppiati per consentire il biwiring o addirittura il biamping. Finalmente una finitura in vero legno, al posto delle noiose laccature bianche o nere che ci hanno afflitto negli ultimi anni. Il mobile dunque si presenta molto curato, soprattutto in relazione al prezzo di vendita ampiamente al di sotto dei 2.000 euro, con le dimensioni tipiche di un compatto due vie che ne consentono l’inserimento praticamente in tutti i contesti, seppure direi auspicabile senza dubbio un utilizzo in ambienti non superiori ai 30/35 mq, meglio ponendo i diffusori sulle basi fornite dal catalogo B&W, di eccellente qualità. Quindi nessun particolare improvement, al contrario dei modelli denominati dalla Casa “Signature”, che invece sono caratterizzati da crossover con componenti di maggior pregio e da una collocazione del tweeter all’esterno del mobile. La realizzazione è sicuramente di ottimo livello, non dimenticando che la serie 7 si pone comunque a ridosso della più prestigiosa serie 8, che rappresenta praticamente il top del catalogo di B&W. Gli altoparlanti mutuano molte caratteristiche da quelli utilizzati per i diffusori maggiori, pertanto vantano per il tweeter una cupola rivestita in carbonio, a detta del costruttore il materiale migliore in termini di linearità e frequenza di risonanza, spostata ben oltre il limite percepibile attestandosi sui 33khz.

Ovviamente l’estrema leggerezza e rigidità della cupola consentono sulla carta al trasduttore di esprimere un suono molto veloce e dettagliato, cosa confermata al test di ascolto. Il piccolo midwoofer da 13cm, denominato “Continuum”, è dotato di un cono in materiale composito intrecciato, ed è ormai un elemento distintivo di B&W sin dal suo debutto nella serie 800 Diamond, con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile la diffrazione delle onde acustiche sul pannello, garantendo anch’esso una maggiore rigidità e leggerezza rispetto ai precedenti driver in Kevlar. Anche qui l’obiettivo è quello di ottenere un suono più neutro e non affetto da risonanze indesiderate. La resa dei bassi è ovviamente supportata dall’accordo reflex, realizzato come di consueto nella configurazione denominata “Flowport”, con una superficie del tubo di accordo contraddistinta da dei piccoli incavi simile a quelli di una pallina da golf, pensata per limitare la turbolenza del flusso d’aria. Non ho reperito i dati tecnici del crossover, seppure ad orecchio l’incrocio mi pare spostato piuttosto in alto, a tutela del tasso di distorsione e della tenuta in potenza in gamma media.



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