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Advance Paris A 10 Classic – amplificatore integrato

L’Advance Paris A 10 Classic, protagonista di questa recensione, ci pone dinanzi ad un quesito: la grande maggioranza degli amplificatori integrati prodotti oggigiorno dispone di una sezione di alcuni ingressi analogici – talvolta un phono – di ingressi digitali spesso con capacità di streaming. La cosa interessante è che in questo ambito la variabilità dei prezzi è davvero sbalorditiva: si va da poche centinaia di Euro a diverse decine di migliaia. Va da sé che anche la qualità delle proposte è enormemente variabile, il che rende difficile definire in modo univoco dove si collochi la linea di demarcazione tra “gadget” e vera Hi-Fi. Oggi, con l’Advance Paris A 10 Classic, proviamo un amplificatore integrato che coniuga diversi aspetti, taluni anche contraddittori, in un prodotto che – a ben guardare – si distingue dalla concorrenza.

Advance Paris A 10 Classic - front view
Durante l'avvio l'A10 Classic esegue un ciclo di riscaldamento dei tubi di preamplificazione.

Advance Paris

Advance Paris ha iniziato la sua attività con il nome di Advance Acoustic nel 1995 a Tolosa con una gamma di cinque diffusori sviluppati in Francia. Dopo aver ampliato la gamma dei diffusori, Advance Acoustic ha iniziato a lavorare sui prodotti elettronici nel 2002, lanciando il suo primo amplificatore integrato nel 2004. Quel prodotto ha gettato le basi estetiche e tecnologiche dei prodotti Advance Paris come li vediamo oggi. VU meter, valvole e cabinet massicci sono ancora nel DNA del marchio. Si tratta di prodotti progettati in Francia e realizzati in Cina come del resto il prezzo particolarmente competitivo lascia intuire. Il primo prodotto a marchio Advance Paris è stato lanciato nel 2013. L’azienda ha iniziato ad affrontare il mercato internazionale nel 2005 e oggi vende i suoi prodotti in più di 40 paesi.

Advance Paris A 10 Classic - inner view
La vista interna rivela una costruzione ordinata organizzata su più schede dedicate.

Advance Paris A 10 Classic: Tecnica

Iniziamo dalle informazioni basiche: l’Advance Paris A 10 Classic è un amplificatore integrato dalle considerevoli dimensioni (mm 430 x 175 x 385 (LxAxP)) e peso (14,5 kg), che opera in classe AB erogando 130 W su 8 ohm e 190 W su quattro ohm. Queste sintetiche informazioni non esauriscono tuttavia i molteplici contenuti tecnologici che lo caratterizzano rendendolo, a suo modo, ben distinguibile in un segmento di mercato decisamente affollato. Vediamo perché.  

Tipologia ibrida

Il primo e più caratterizzante elemento di distinzione rispetto alla concorrenza è costituito dalla sezione preamplificatrice che non utilizza i convenzionali dispositivi attivi a stato solido. Come già accennato nell’introduzione, l’azienda francese predilige l’impiego di tubi termoionici (valvole) in diverse parti dei suoi circuiti e l’A 10 Classic non fa eccezione, facendo uso di una coppia di doppi triodi ECC81 nel circuito di preamplifcazione. La scelta non è certamente innovativa, visto che di esempi di amplificatori integrati ibridi ve ne sono stati molti nel corso degli anni. Tra l’altro, uno dei nostri riferimenti in Audio 2G è proprio un integrato ibrido, cioè il Copland CSA 100. La motivazione di tale scelta tecnica si basa sulla considerazione che quella particolare parte del circuito di amplificazione lavora a basso voltaggio e quindi un tubo come la ECC81, se utilizzata entro i limiti previsti, offre prestazioni più che soddisfacenti e una “firma sonica” particolarmente piacevole e dal sapore vagamente retrò. Una caratterizzazione che non viene inficiata dalla sezione di potenza a transistor la quale, a sua volta, garantisce la capacità di erogazione necessaria a pilotare agevolmente qualsiasi carico. Insomma, la tipologia dell’ibrido, se ben implementata, permette di coniugare il meglio dei due mondi. Tornando all’Advance Paris A 10 Classic un ulteriore aspetto distintivo è la presenza sul pannello posteriore di un interruttore, denominato “High-Bias”, che consente il funzionamento in Classe A sui primi watt. Sul libretto d’uso non è specificato a quanto ammonta il concetto di “primi watt”, ma non credo si possa ipotizzarne più di cinque o sei. Vediamo comunque di cosa si tratta: analizzando l’andamento del segnale musicale, mediamente lo sfruttamento della potenza di un amplificatore si limita a pochi watt, riservandone la maggior parte ai “picchi”, situazione in cui l’escursione dinamica richiede una maggiore spinta. Ciò detto l’A 10 Classic lavora appunto in Classe A per i “primi watt”, mentre quando sono richieste potenze maggiori lo stadio di potenza commuta in Classe AB. Tuttavia, in un apparecchio come questo da 130 W/canale, tale potenza viene effettivamente utilizzata solo per brevi periodi. Tale circostanza, unita alla possibilità di variare la corrente di polarizzazione poc’anzi descritta, consente di ascoltare in Classe A per la maggior parte del tempo. Attenzione al fatto che in questa modalità la temperatura dell’apparecchio tenderà leggermente ad aumentare e sarà quindi importante lasciare dello spazio libero attorno all’amplificatore così da permettere una corretta ventilazione.

Advance Paris A 10 Classic - power solid state devices
Particolare dei dispositivi attivi di potenza montati sull'ampio dissipatore di calore.

Connessioni analogiche

La sezione delle connessioni analogiche della sezione preamplificatrice è notevole: a una connessione XLR bilanciata si affiancano ben cinque ingressi linea RCA e uno stadio phono a magnete mobile che offre anche la possibilità di regolazione del carico capacitivo, un fattore determinante per estrarre la massima qualità dal segnale proveniente dalle testine MM.

Per quanto riguarda le uscite, l’A 10 Classic dispone di un bypass AV, un’uscita REC a livello fisso, un’uscita pre e una coppia di uscite per subwoofer con un filtro a 400 Hz non regolabile. Sul pannello frontale è presente una presa per cuffie da 6,35 mm che fa capo ad una specifica scheda di amplificazione.

Sezione digitale

Nella parte superiore del pannello posteriore dell’Advance Paris A 10 Classic Classic troviamo la sezione degli ingressi digitali che punta quantomeno a raggiungere la stessa completezza della controparte analogica. Il chipset utilizzato è un ESS9038 in grado di gestire la frequenza di campionamento fino a 384 kHz per il PCM e il DSD256, dunque una soluzione più che adeguata per la maggior parte degli utenti. La scheda digitale è dotata di un ingresso digitale SPDIF coassiale, tre ingressi ottici e una connessione USB-B che supporta la massima frequenza di campionamento consentita dal chipset. È inoltre presente una connessione proprietaria per il modulo Bluetooth opzionale, una scelta che trovo assolutamente condivisibile e che ha fatto crescere immediatamente la mia simpatia nei confronti di questo amplificatore integrato.

Fin qui, tutto sommato, le caratteristiche risultano piuttosto convenzionali sebbene la presenza di tre ingressi ottici denoti una notevole cura da parte di Advance Paris. Quel che mi ha positivamente colpito sono alcune connessioni aggiuntive. La prima è l’ingresso HDMI ARC, non così comune in questa fascia di prezzo, ma sicuramente gradita visto che è facilmente ipotizzabile un impiego di questo amplificatore in abbinata ad una TV in un contesto di media center domestico. Accanto a questa troviamo un’altra connessione HDMI in grado di estrarre l’audio da un dispositivo compatibile quali, ad esempio, i sempre più frequenti DAC che utilizzano questo sofisticato tipo di collegamento. A conti fatti, è possibile collegare all’A 10 Classic il non trascurabile numero di 14 dispositivi, escludendo il Bluetooth. Ora non è affatto detto che uno debba utilizzarli tutti, anzi mi pare decisamente improbabile, tuttavia questa dotazione rende quasi tutti gli altri dispositivi della stessa fascia di prezzo proposti dalla concorrenza decisamente meno equipaggiati. Non mancano i controlli di tono, il loudness, i trigger IR per accensione e spegnimento da ulteriori elettroniche. L’unica cosa che magari avrei preferito sarebbe stata la possibilità di selezione diretta degli ingressi sul pannello frontale, poiché passare da una sorgente ad un’altra utilizzando il controllo di volume che funge anche da selettore e il piccolo display alfanumerico a due righe posto in basso a destra, risulta piuttosto macchinoso. Osservando l’immagine del pannello posteriore si noterà l’assenza di una connessione Ethernet e delle antenne per il Wi-Fi. In effetti l’Advance Paris A 10 Classic, pur montando a bordo una eccellente sezione DAC, non dispone di capacità di streaming. Questa apparente mancanza deve però essere messa in relazione alla disponibilità sul catalogo Advance Paris di moduli dedicati a tali specifiche caratteristiche. Il connettori di potenza ai quali collegare gli altoparlanti sono due coppie gestibili indipendentemente.

Il pannello posteriore è caratterizzato da una dotazione di ingressi/uscite davvero completa.

Advance Paris A 10 Classic: Costruzione

Osservando l’interno dell’Advance Paris A 10 Classic si nota l’enorme trasformatore toroidale posto verticalmente che alimenta le varie sezioni di cui l’amplificatore è composto. Un’altro aspetto da menzionare è la suddivisione in schede dedicate alle varie funzioni, anziché utilizzare una sola grande PCB come ormai sempre più spesso ci capita di vedere. Abbiamo dunque una scheda dedicata alla sezione Phono, una alla sezione DAC, una alla sezione degli ingressi digitali, ecc. Le varie schede, di colore rosso, sono popolate con componentistica di buona qualità.

Advance Paris A 10 Classic - toroidal transformer
Particolare del grande trasformatore toroidale montato verticalmente.

Advance Paris A 10 Classic: Estetica e finitura

Il controllo di volume in precedenza citato, che è in realtà un encoder rotativo multifunzione, è l’unico elemento fisico con il quale l’utente interagisce escludendo l’interruttore di accensione/standby. Va da sé che la maggior parte delle interazioni avvengono mediante il completo telecomando in plastica, piuttosto ben realizzato anche se, come molti altri analoghi componenti, soffre di un certo “sovraffollamento” di pulsanti dovuto al fatto che può essere utilizzato con altri prodotti del costruttore francese. A questo punto si dovrebbe poter intuire come la veste estetica dell’Advance Paris A 10 Classic, sia stata pensata in funzione di due elementi certamente funzionali ma anche molto connotati esteticamente: la finestra centrale che contiene le valvole e i due enormi VU Meter.

Come già accennato in apertura questo è un amplificatore dalle dimensioni considerevoli: la larghezza di 430 mm è quella standard, mentre l’altezza di 170 mm è piuttosto importante. Le scelte stilistiche tendono inoltre ad enfatizzare la massa piuttosto che alleggerirla: la manopola del volume e il pulsante di accensione cromati sono gli unici due elementi a contrasto in un contesto completamente dominato dal nero lucido del pannello frontale e nero satinato delle pareti del cabinet. Inevitabilmente dunque l’occhio cade sui due elementi citati poc’anzi: la finestra retroilluminata per le valvole ECC81, che per loro natura non emettono null’altro se non un fioco bagliore, e la coppia di VU meter che, anziché il tradizionale sfondo bianco/crema, utilizzano un azzardato violetto su fondo nero. Personalmente nessuno dei due elementi mi convince, trovando quantomeno discutibile la scelta di tenere la finestra delle valvole perennemente illuminata in rosso, quindi anche quando la funzione di attenuazione dell’illuminazione dei VU Meter è attiva, evocando una non necessaria atmosfera natalizia, che non solo alimenta una sorta di cliché inevitabilmente associato ai tubi termoionici, ma fa a pugni con la glaciale estetica dei VU Meter. Per quanto riguarda questi dispositivi, in particolare quelli meccanici, sono consapevole del fatto che siano elementi di design molto apprezzati da alcuni utenti. Tuttavia ho avuto l’impressione che quelli dell’A 10 Classic siano stati messi lì essenzialmente per offrire un’indicazione visiva dell’attività dell’amplificatore, conferendo un tocco di drammatica espressività, piuttosto che per una reale necessità.

Il pannello frontale è dominato dai due VU Meter e dalla finestra centrale che contiene le due valvole di preamplificazione

Ascolto 

Un amplificatore si ascolta, non si guarda. Tralasciamo dunque le considerazioni estetiche, che sono personali e hanno un valore limitato, e passiamo alle note di ascolto, che dovrebbero mettere tutti d’accordo. Abbiamo abbinato l’Advance Paris A 10 Classic a due coppie di diffusori già provati sul nostro canale: le Indiana Line Diva 6 e le Opera Prima V2. Come sorgente abbiamo usato il nostro DAC di riferimento Aqua La Scala MKII e il giradischi New Horizon 301i con fonorivelatore Ortofon 2M Bronze.

Iniziamo con il DAC collegato all’ingresso linea, riproducendo da Qobuz un grande classico del repertorio sinfonico: La Moldava di Smetana, diretta da J. Levine con la Wiener Philarmonic Orchestra (ed. D.G.). I flauti accompagnati dall’intermittente pizzicato dei violini, che evocano la sorgente del grande fiume boemo nei primissimi istanti della composizione, sono davvero emozionanti. Il contrasto armonico tra i due gruppi di strumenti e le velocissime incursioni dei violini sono ben rappresentati, anche se in un contesto che evita la ricerca spasmodica del dettaglio. Dopo circa un minuto, quando entrano tutti i gruppi degli archi, anche quelli bassi, ed eseguono il tema principale della composizione, l’emozione è grande. Ritengo che sia in questi momenti, caratterizzati dai contrasti dinamici, che questo integrato francese gioca le sue carte migliori: la capacità di rendere adeguatamente i “pieni” rispetto ai momenti più delicati.

Passo all’ascolto, sempre in digitale, di alcune tracce di pianoforte eseguite da Danilo Rea nel disco Lirico (2004, ed. Egea). È una bella registrazione piena di dettagli, che l’amplificatore francese riesce a far emergere seppur in un contesto di generale rilassatezza, senza mai “forzare la mano” verso un’analiticità fine a sé stessa.

Passiamo ora all’ingresso phono, mettendo sul piatto il vinile Birds del Tingvall Trio. Qui possiamo apprezzare la sostanziale neutralità dell’ingresso, che non impone alcuna colorazione al suono, risultando ben intelligibile e coerentemente veloce. Un’altra nota di merito riguarda la silenziosità di questo ingresso, che per un phono non è sempre scontata. La possibilità di gestire il carico capacitivo, inoltre, ci ha permesso di interfacciare al meglio la nostra testina Ortofon 2M Bronze.

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Conclusioni

La nostra presa di contatto con Advance Paris non poteva essere migliore. L’A 10 Classic si è rivelato un amplificatore integrato moderno, completo nelle dotazioni e, soprattutto, dal suono eccellente. A fronte di un esborso tutto sommato contenuto, si ha l’opportunità di entrare in possesso di una macchina da musica versatile e ben costruita, in grado di soddisfare sia i neofiti che gli ascoltatori più smaliziati. Certo, per l’audiofilo più esigente le richieste diventano più impegnative, ma sono sicuro che anche per costui il catalogo Advance Paris avrà qualcosa di interessante da offrire.

Giulio Salvioni  

Specifiche tecniche dichiarate

  • POTENZA DI USCITA 8Ω, 4Ω e 2,66Ω: 130W, 190W e 250W;
  • LIVELLO DI USCITA sbil.: (max vol.) 9 volt;
  • RISP IN FREQUENZA: (+/-3dB) 20Hz – 80 kHz;
  • DISTORSIONE: < 0,006% @1KHz/1W < 0,02%@32W;
  • RAPPORTO SEGNALE RUMORE: HN 98dB;
  • IMPEDENZA DI USCITA: 10KΩ;
  • DAC: ESS9018;
  • TRANSCIEVER PCM AUDIO DIGITALE: AK4118;
  • INTERFACCIA DI RICEZIONE USB/DSD
  • * Ingresso ottico: 24bit – 96kHz PCM;
  • * Ingresso coassiale: 24bit – 192kHz PCM;
  • * Ingresso PCM audio USB: 24bit/32bit 44,1kHz – 384kHz;
  • * Ingresso PCM audio USB: 2,8 MHz (DSD64)-DOP/5,6 MHz, (DSD128)-DOP/11,2 MHz (DSD      256)-DOP;
  • INGRESSO CA: 115/230V 50/60Hz
  • CONSUMO ENERGETICO MAX: 900W
  • DIMENSIONI: A. 175 x L. 385 x P. 430
  • PESO NETTO: 14,5 kg
  • Impostazioni: Alti, Bilanciamento, Bypass, interruttore Hi Bias, Bassi, Volume
  • VU-Meter:
  • Tubi: (2x) ECC81/12AT7

Prezzo: € 2.300,00

Distributore per l’Italia: MPI Electronic

Per comprarlo su Amazon

Scritto da Audio 2G

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