Athom Sirocco 2.24: diffusori da pavimento forse ancora poco conosciuti ma che potrebbero stupirvi. Non perdete questo articolo.
ll marchio francese ATOHM è ancora oggi relativamente sconosciuto per molti appassionati nel nostro paese. Personalmente, grazie al distributore italiano Audioplus Hi End, a partire dal 2015 e poi negli anni successivi, ho avuto modo di provare diversi modelli tra i quali le GT 1-HD della serie più costosa, delle quali serbo un ottimo ricordo, nonché la precedente versione della ATOHM Sirocco 2.24 protagonista di questo articolo. Inizialmente, non sapendo granché di questa azienda, mi documentai scoprendo che alla guida di ATOHM c’è un tecnico di altissimo livello: Thierry Comte.
Profilo della ATOHM
Comte è stato per anni il direttore tecnico della Triangle, prestigioso costruttore francese di sistemi di altoparlanti. Successivamente ha collaborato con Onix e Waterfall (forse qualcuno ricorderà i suoi diffusori trasparenti), ed infine ha fondato la Welcohm Technology registrando il marchio ATOHM con il quale ha iniziato ad operare nel settore della costruzione degli altoparlanti, sia come fornitore conto terzi, sia vendendo direttamente i suoi kit agli autocostruttori. Assieme alla connazionale Focal e pochi altri, la ATOHM è uno di quei costruttori di sistemi di altoparlanti che i driver se li progetta e realizza autonomamente, invece di affidarsi alle solite aziende scandinave che, seppur disponibili a realizzare versioni su specifiche del cliente, dispongono di un catalogo di modelli predefiniti dal quale scegliere di volta in volta il componente più adatto alle esigenze di progetto. La progettazione e la costruzione dei driver richiedono invece un know how e delle capacità produttive che non sono alla portata di tutti: Thierry Comte utilizza sofisticati sistemi di simulazione e misure di interferometria laser per definire ed ottimizzare la geometria di tutte le parti meccaniche in movimento, con l’obiettivo di ottenere la massima linearità su tutta la larghezza di banda prima di ricorrere ad eventuali elementi correttivi sul filtro di crossover. Complesse ricerche sulla meccanica degli altoparlanti lo hanno convinto che, sebbene le proprietà fisiche della membrana influenzino senza dubbio la risposta in frequenza di un driver, il risultato complessivo è fortemente condizionato da tanti altri parametri quali, tra gli altri, la rigidità e la lunghezza della bobina mobile, le caratteristiche degli avvolgimenti, il tipo e la quantità di colla utilizzata per il montaggio dell’altoparlante (ma il discorso vale anche per i pannelli del mobile), ed infine dalla geometria, peso e proprietà viscoelastiche delle sospensioni del driver.

ATOHM Sirocco 2.24: Costruzione
I diffusori protagonisti della nostra prova sono il modello più grande della rinnovata serie Sirocco, costituita appunto dalla 2.24 e da un modello più piccolo da stand, la 1.24. Ricordiamo qui che questa serie costituisce l’entry level del costruttore. Il mobile, seppur semplice nella sua forma di parallelepipedo sviluppato in altezza, è realizzato con notevole cura in MDF da 18 mm. Nella finitura bianca che ci è stata concessa in prova si fa apprezzare per la compattezza e l’estetica gradevole che ne aumenta la compatibilità con gli ambienti domestici. La laccatura bianco/satinato e le piccole griglie circolari in tela che coprono i due driver a cono conferiscono un tocco di modernità e leggerezza che fa sembrare ancor più snello il diffusore che è alto poco meno di un metro (990 cm), largo 22 cm e profondo 26 cm. Dal punto di vista tipologico il sistema è definito come due vie e mezza, vale a dire un tweeter e due mid woofer con carico in bass reflex con uscita del condotto posta sulla faccia inferiore del mobile. Questo è a sua volta posizionato, mediante dei distanziali metallici, ad una distanza predefinita da una base quadrata che costituisce il plinto di appoggio a terra del diffusore. La sensibilità dichiarata è pari a 88 dB/2.83V/1m con una impedenza di 6 ohm (min. 3,5 ohm) ed una potenza massima consigliata di 300 W. La risposta in frequenza va da 40Hz a 25kHz (-3dB). L’interno del mobile presenta delle centine di rinforzo con il volume racchiuso in larga misura riempito da due diversi tipi di assorbente acustico; nella parte inferiore, in corrispondenza del tubo di accordo, si trova una camera riempita di materiale fonoassorbente con funzione di adattatore di impedenza, filtro acustico ed assorbitore delle onde stazionarie. La soluzione, applicata anche in altri diffusori ATOHM si chiama SWDTM™ (Standing Wave Damper) ed ha lo scopo di limitare i modi di risonanza lungo l’asse verticale tipici dei sistemi a torre. Il crossover delle ATOHM Sirocco 2.24, è montato in corrispondenza della vaschetta dei connettori, si articola su due schede ed effettua gli incroci tra i driver alle frequenze di 200 Hz e 3500 Hz. Si basa su semplici celle da 6 dB/ottava, integrate da circuiti di compensazione dell’impedenza per garantire pendenze elettriche precise, ottimizzare le pendenze acustiche risultanti e mantenere la compatibilità con una ampia gamma di elettroniche. Per quanto attiene ai componenti impiegati sono accuratamente calibrati e soddisfano specifici standard di qualità in base alla loro applicazione (induttori in aria, condensatori MPT, induttori con nucleo in acciaio laminato a bassa resistenza, ecc.). Il cablaggio interno è realizzato con uno specifico cavo OFC multifilare da 1,5 mm². Sulla vaschetta dei collegamenti troviamo dei Binding Post dorati non predisposti per il bi-wiring e un selettore per l’attenuazione dell’emissione del tweeter a tre passi da -2 dB ciascuno.

ATOHM Sirocco 2.24: Driver
Atohm è principalmente un costruttore di altoparlanti e pertanto ci ha messo a disposizione un paper ricco di informazioni tecniche mediante le quali inquadrare le notevoli peculiarità dei driver utilizzati e del quale riportiamo il link per chi volesse consultarlo.

Nelle ATOHM Sirocco 2.24 le frequenze superiori, dai 3.500 Hz ai 25.000 Hz, sono gestite da un tweeter (WSD20DND04F) con cupola in seta dotato di un potente doppio complesso magnetico circolare in neodimio e bobina da 20 mm realizzata con filo CCAW (lega di rame ed alluminio che garantisce un buon bilanciamento tra leggerezza e conducibilità). In virtù della leggerezza dell’equipaggio mobile questo componente ha una sensibilità pari a 97 dB / 2.83 V / 1 m, ottenuta senza carico a tromba o camera di compressione. La flangia anteriore è realizzata in alluminio pressofuso per eliminare le vibrazioni e costituisce una guida d’onda ottimizzata per allineare temporalmente questo tweeter al mid-woofer C150. Abbinata a una ogiva con funzione di equalizzatore di fase, migliora l’efficienza e offre una direttività quasi costante su tutta la gamma di frequenze. Ogni componente di questo tweeter è prodotto con estrema precisione e il suo assemblaggio riceve una meticolosa attenzione ai dettagli. Il controllo di qualità include test con sweep di frequenza e cinque misurazioni condotte in una piccola camera anecoica. Questi controlli permettono di classificare i tweeter prodotti in base alla sensibilità e di accoppiarli con una precisione di +/-0,25 dB prima di inserirli negli altoparlanti.

Passiamo ora all’unità utilizzata come midwoofer nelle ATOHM Sirocco 2.24: si tratta di un componente da 15 centimetri denominato C150 DCR, dotato di cono in carta realizzato con fibre corte orientate. Uno specifico trattamento sulla faccia posteriore viene applicato per ottimizzare e smorzare il breakup del cono alle frequenze più elevate, migliorando così la linearità della risposta e semplificando il processo di messa a punto del crossover. La sospensione in gomma incorpora la tecnologia LDS™ (Low Diffraction Surrounding), che consente un comportamento progressivo all’approssimarsi del breakup in gamma media così da ottenere una risposta in frequenza più lineare possibile. La sua geometria ottimizzata garantisce una rigidità simmetrica durante le escursioni massime riducendo la massa in movimento. Lo sviluppo del gruppo motore ha beneficiato dell’esperienza maturata in molti anni di progettazione e simulazioni elettromagnetiche avanzate (F.E.A.); presenta un magnete in ferrite da 84 mm abbinato a espansioni polari ottimizzate e una bobina da 25 mm. La geometria scelta massimizza la concentrazione del flusso magnetico nel traferro, offrendo un fattore di forza (BL) alto, costante e simmetrico su un’ampia escursione. Sono molte le peculiarità tecnologiche di questo componente che potrete trovare ampiamente documentate nel paper al quale abbiamo fatto riferimento poc’anzi. Ci piace tuttavia ricordare la M-GUARD Technology che combina una specifica geometria “progressiva” dello spider con un materiale dalle particolari caratteristiche meccaniche. Il risultato è uno spider che mantiene un coefficiente di rigidità quasi costante su l’intero intervallo di escursione nominale (+/-6 mm) e lo aumenta gradualmente oltre questo punto, raggiungendo più di tre volte il suo valore a +/- 12,5 mm. In pratica si ottiene una sorta di “soft clipping meccanico” che consente al driver di gestire fino a ulteriori 6 dB di tensione (4 volte l’aumento di potenza) senza una degradazione audio significativa, estendendo così il limite assoluto di ulteriori 2 dB e migliorando enormemente l’affidabilità. Citiamo infine la tecnologia denominata TICR™ (Thermal & Inductive Control Rings), che prevede l’impiego di due anelli in rame posizionati simmetricamente attorno alla bobina mobile. Questo accorgimento migliora il controllo elettromagnetico e la dissipazione termica.

Ascolto
L’impianto con il quale si è svolta la prova delle ATOHM Sirocco 2.24 era costituito dall’amplificatore integrato Marantz Model 10, come sorgente digitale è stato usato il DAC Aqua La Scala MKII collegato in USB ad un PC Audio basato su Audiolinux, con scheda JCAT USB XE, scheda di rete JCAT NET XE entrambe dotate di alimentatore dedicato. Come sorgente analogica abbiamo invece usato il giradischi New Horizon 303i con testina Ortofon M2 Bronze. Il Cablaggio di segnale, potenza ed alimentazione, era Neutral Cable della serie Reference. Dal punto di vista del posizionamento in ambiente non abbiamo avuto particolari difficoltà se non quella di trovare un punto nel quale la distanza dalla parete posteriore fosse tale da bilanciare la risposta alle basse frequenze e la dimensione dell’immagine del palcoscenico virtuale. Dopo qualche tentativo – neanche troppi a dire il vero – ci siamo stabilizzati su una sessantina di cm dalla parete di fondo e circa ottanta da quelle laterali. In questo senso la presenza del condotto reflex sulla faccia inferiore si rivela di grande aiuto nella fase di installazione in ambiente. Inizio subito col dire che sin dalle prime battute le Siroco 2.24 hanno suonato come un diffusore maturo, completo e con tutte le carte in regola per essere collocato nel gruppo dei diffusori ben più costosi rispetto al loro prezzo di listino. In particolar modo siamo rimasti sbalorditi dalla loro capacità di restituire i fortissimo orchestrali in modo credibile, senza compressioni, appiattimenti e forme varie di distorsione. La presenza del Marantz Model 10 come amplificazione di prova ci ha permesso di spingere le Sirocco 2.24 a dei livelli di pressione veramente molto elevati senza tuttavia percepire mai un accenno di compressione o indurimento. Anzi, sembrava quasi che la sezione medio bassa del diffusore francese ci spingesse a cercare il limite senza alcun motivo di preoccupazione. Questa caratteristica – che ovviamente deve essere assecondata da una catena di adeguato livello – ha fatto venire voglia anche a me, che non sono certamente un amante degli ascolti ad alto volume, di ruotare la manopola per vedere sin dove mi potevo spingere pur mantenendo inalterato il piacere d’ascolto. Vi posso assicurare che la risposta delle Atohm è stata davvero gratificante. La cosa interessante però è che questo diffusore non sa solo fare la voce grossa, tutt’altro! Con altrettanta classe è capace di tessere delle raffinate trame sonore a livelli molto bassi, conservando rigore timbrico e intelligibilità. Inoltre – e questo è un tratto tipico dei diffusori della ATOHM – anche queste Sirocco 2.24 sono in grado di sfruttare ogni minima informazione di ambienza che la catena a monte e la registrazione sono in grado di passargli, dando luogo ad un senso di spazialità che ha nella focalizzazione e scansione dei piani sonori il suo punto di forza. Un altro parametro nel quale queste ATOHM ci hanno convinto è la loro velocità complessiva che le rende in grado di reagire con grazia e altrettanta fermezza anche alle più repentine variazioni dinamiche sia micro che macro, rendendo così giustizia alle registrazioni meglio riuscite. Anche in questo caso l’abbinamento con il muscoloso ma raffinato Marantz Model 10 ci ha permesso di esplorare al meglio questo aspetto. Da quanto sin qui esposto non può che trasparire il nostro giudizio più che lusinghiero rispetto ad alcuni parametri “fondamentali”. Tuttavia tale giudizio non dà ancora conto dell’aspetto che alla fine della prova di ascolto mi è sembrato quello prevalente, ovvero il “come” questi risultati vengano conseguiti. Certamente le tecnologie utilizzate, solo superficialmente descritte in precedenza, ci lasciano intuire la raffinatezza e la maturità del progetto. Tuttavia esse si amalgamano e poi scompaiono durante l’ascolto dando luogo ad un sistema capace di porgere il messaggio sonoro in modo del tutto naturale, senza alcuno sforzo apparente. Per esperienza personale so che questa è una peculiarità che contraddistingue i sistemi maturi e di alto lignaggio.

ATOHM Sirocco 2.24: Conclusioni
Dopo la mia precedente affermazione è d’uopo ricordare il costo di queste ATOHM Sirocco 2.24 che si attesta sui 3.900,00 € la coppia; un prezzo che mi pare non solo del tutto proporzionato, ma tale da far considerare le Sirocco 2.24 un vero affare. I sistemi da pavimento sono sicuramente più costosi dei bookshelf per vari motivi legati al loro ingombro, peso, quantità di materiale, ecc. Parecchie volte mi è capitato di ascoltare diffusori economici di questa tipologia e quasi sempre ho avuto la sensazione di avere a che fare con sistemi che si sforzavano di mascherare i loro limiti, col risultato di suonare in modo poco autorevole. Come le ATOHM Sirocco 2.24 questa sensazione non potrebbe essere più lontana. Il loro modo di porgere la musica le colloca in una fascia economica sicuramente superiore rispetto al loro prezzo di vendita.
Giulio Salvioni





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