Non troppo tempo fa abbiamo recensito il modello da pavimento della serie Sirocco della ATOHM, denominato 2.24, dove erroneamente pensavamo che il 2 iniziale fosse riferito al numero delle vie che invece, in realtà, sono due e mezza. Nel caso del modello in prova, il bookshelf ATOHM Sirocco 1.24, abbiamo capito che il numero è progressivo. Dunque questo è il modello d’ingresso della serie Entry Level della ATOHM. Qui però la smentita è ben più sostanziale: tecnologia, costruzione e prestazioni sono tutt’altro che di livello entry. Seguiteci alla scoperta di questo sorprendente mini diffusore.

Profilo della ATOHM
Alla guida di questa azienda transalpina c’è un tecnico di prim’ordine: Thierry Comte il quale, dopo un periodo come direttore tecnico di Triangle — prestigioso costruttore francese di altoparlanti — ha collaborato con Onix e Waterfall, quest’ultima nota per i suoi particolari diffusori trasparenti. Ha successivamente fondato la Welcohm Technology, registrando il marchio ATOHM con cui opera nel settore della costruzione di altoparlanti, sia come fornitore per conto terzi che vendendo kit direttamente agli autocostruttori.
ATOHM si distingue dalla maggior parte dei concorrenti perché, come le connazionali Davis, Focal e pochi altri, progetta e realizza internamente i propri driver, senza affidarsi alle tradizionali aziende scandinave che, pur offrendo personalizzazioni, lavorano essenzialmente su cataloghi predefiniti. Questa scelta richiede un know-how e capacità produttive non comuni.
Dal punto di vista tecnico, Comte si avvale di sofisticati sistemi di simulazione e di misure con interferometria laser per ottimizzare la geometria di tutte le parti meccaniche in movimento, puntando alla massima linearità sull’intera banda prima di intervenire con correzioni sul filtro crossover. Le sue ricerche lo hanno inoltre convinto che la qualità finale di un altoparlante non dipende solo dalle proprietà della membrana, ma è il risultato di numerosi parametri combinati: la rigidità e la lunghezza della bobina mobile, le caratteristiche degli avvolgimenti, il tipo e la quantità di colla utilizzata — sia nel montaggio del driver che nella costruzione del mobile — e infine la geometria, il peso e le proprietà viscoelastiche delle sospensioni.

ATOHM Sirocco 1.24: costruzione
I diffusori protagonisti della nostra prova sono il modello più piccolo della serie Sirocco recentemente rinnovata, che è costituita appunto dalla ATOHM Sirocco 1.24 e da un modello da terra, la 2.24, che abbiamo provato sul canale Audio 2G qualche tempo fa. Ricordiamo che questa serie costituisce l’entry level del costruttore francese. Il mobile, realizzato con notevole cura in MDF da 18 mm, presenta le tipiche proporzioni del bookshelf tradizionale. Compatto, dalla forma parallelepipeda regolare (18 x 34,5 x 26 cm), non presenta particolari complessità morfologiche quali pareti rastremate. Se vogliamo l’elemento più “atipico” è costituito dalla base: il pannello inferiore del diffusore, quello sul quale è posizionata l’uscita del condotto di accordo del bass reflex, è posizionato mediante dei supporti metallici ad una distanza predefinita da una base metallica quadrata che costituisce l’elemento di contatto a terra del diffusore. Un plauso va all’impiallacciatura in vero legno, rovere chiaro nel nostro caso ma sono disponibili in noce scuro e poi in nero e bianco satinato, che ne valorizza l’estetica e aumenta la compatibilità con gli ambienti domestici. Dal punto di vista tipologico il sistema è un due vie in bass reflex. La sensibilità dichiarata è pari a 88 dB/2.83V/1m con una impedenza di 6 ohm (min. 4.4 ohm a 200 Hz). La risposta in frequenza va da 46Hz a 25kHz (-3dB).

L’interno del mobile delle ATOHM Sirocco 1.24 presenta una centina di rinforzo con il volume interno in larga misura riempito da due diversi tipi di assorbente acustico; nella parte superiore, in corrispondenza del tubo di accordo, si trova una camera riempita di materiale fonoassorbente con funzione di adattatore di impedenza, filtro acustico ed assorbitore delle onde stazionarie. La soluzione, applicata anche in altri diffusori ATOHM, si chiama SWDTM™ (Standing Wave Damper) ed ha lo scopo di limitare i modi di risonanza lungo l’asse verticale. Il crossover delle Sirocco 2.24, è montato in corrispondenza della vaschetta dei connettori, si articola su due schede sovrapposte ed effettua gli incroci tra i driver alla frequenza di 3500 Hz. Si basa su celle da 6 dB/ottava, integrate da circuiti di compensazione dell’impedenza. Per quanto attiene ai componenti impiegati sono accuratamente calibrati e soddisfano specifici standard di qualità in base alla loro applicazione (induttori in aria, condensatori MPT, induttori con nucleo in acciaio laminato a bassa resistenza, ecc.). Il cablaggio interno è realizzato con uno specifico cavo OFC multifilare da 1,5 mm². Sulla vaschetta dei collegamenti troviamo dei Binding Post dorati non predisposti per il bi-wiring e un selettore per l’attenuazione dell’emissione del tweeter a tre passi da -2 dB ciascuno.

Driver
Le frequenze superiori, dai 3.500 Hz sino all’estremo alto della banda riproducibile (25.000 Hz), sono gestite dal tweeter (WSD20 DND 04F) con cupola in seta dotato di un potente doppio complesso magnetico circolare in neodimio e bobina da 20 mm realizzata con filo CCAW (lega di rame ed alluminio che garantisce un buon bilanciamento tra leggerezza e conducibilità). In virtù della leggerezza dell’equipaggio mobile questo componente ha una sensibilità pari a 97 dB / 2.83 V / 1 m, ottenuta senza carico a tromba o camera di compressione. La flangia anteriore è realizzata in alluminio pressofuso per eliminare le vibrazioni e costituisce una guida d’onda ottimizzata per allineare temporalmente questo tweeter al mid-woofer C150. Abbinata a una ogiva con funzione di equalizzatore di fase, migliora l’efficienza e offre una direttività quasi costante su tutta la gamma di frequenze. Ogni componente di questo tweeter è prodotto con estrema precisione e il suo assemblaggio riceve una meticolosa attenzione ai dettagli. Il controllo di qualità include test con sweep di frequenza e cinque misurazioni condotte in una piccola camera anecoica. Questi controlli permettono di classificare i tweeter prodotti in base alla sensibilità e di accoppiarli con una precisione di +/-0,25 dB prima di inserirli negli altoparlanti.

Passiamo ora all’unità utilizzata come mid woofer sulle Atohm Sirocco 1.24: si tratta di un componente da 15 centimetri denominato C150 DCR 04, dotato di cono in carta realizzato con fibre corte orientate. Uno specifico trattamento sulla faccia posteriore viene applicato per ottimizzare e smorzare il breakup del cono alle frequenze più elevate, migliorando così la linearità della risposta e semplificando il processo di messa a punto del crossover. La sospensione in gomma incorpora la tecnologia LDS™ (Low Diffraction Surrounding), che consente un comportamento progressivo all’approssimarsi del breakup in gamma media, così da ottenere una risposta in frequenza più lineare possibile. La sua geometria ottimizzata garantisce una rigidità simmetrica durante le escursioni massime riducendo la massa in movimento. Lo sviluppo del gruppo motore ha beneficiato dell’esperienza maturata in molti anni di progettazione e simulazioni elettromagnetiche avanzate (F.E.A.); presenta un magnete in ferrite da 84 mm abbinato a espansioni polari ottimizzate e una bobina da 25 mm. La geometria scelta massimizza la concentrazione del flusso magnetico nel traferro, offrendo un fattore di forza (BL) alto, costante e simmetrico su un’ampia escursione. Sono molte le peculiarità tecnologiche di questo componente, tra queste ci piace ricordare la M-GUARD Technology che combina una specifica geometria “progressiva” dello spider con un materiale dalle particolari caratteristiche meccaniche. Il risultato è uno spider che mantiene un coefficiente di rigidità quasi costante su l’intero intervallo di escursione nominale (+/-6 mm) e lo aumenta gradualmente oltre questo punto, raggiungendo più di tre volte il suo valore a +/- 12,5 mm. In pratica si ottiene una sorta di “soft clipping meccanico” che consente al driver di gestire fino a ulteriori 6 dB di tensione (4 volte l’aumento di potenza) senza una degradazione audio significativa, estendendo così il limite assoluto di ulteriori 2 dB e migliorando enormemente l’affidabilità. Citiamo infine la tecnologia denominata TICR™ (Thermal & Inductive Control Rings), che prevede l’impiego di due anelli in rame posizionati simmetricamente attorno alla bobina mobile. Questo accorgimento migliora il controllo elettromagnetico e la dissipazione termica.

Conclusioni
Se vado a ritroso con la mente sino a qualche anno fa non mi viene in mente nessun diffusore dal costo inferiore ai 2.000 €, bookshelf o da pavimento non fa differenza, rispetto al quale io abbia utilizzato una griglia di valutazione analoga a quella impiegata nell’ascolto critico delle ATOHM Sirocco 1.24. Sarà che l’azienda francese i driver se li costruisce in casa con una tecnologia avanzata, sarà che i progettisti conoscono a fondo il loro lavoro e riescono a sfruttare al meglio questo vantaggio competitivo, fatto sta che il rapporto qualità prezzo di questi diffusori è, a mio modo di vedere, davvero sbalorditivo. Tanto che ho voluto sincerarmi con il distributore Audioplus che la cifra di € 1.750,00 fosse riferita alla coppia e non alla singola cassa. Un modo per dire che se fossero costate il doppio lo avrei trovato comunque corretto. Un ascolto è raccomandato a tutti, ma in particolare a coloro i quali sostengono che l’audio è ormai solo un gioco per milionari annoiati.
Giulio Salvioni
ATOHM Sirocco 1.24: ascolto
L’impianto con il quale si è svolta la prova delle ATOHM Sirocco 1.24 era costituito dall’amplificatore integrato Audio Analogue Maestro 2.0, mentre come sorgente digitale è stato usato il DAC Aqua La Scala MKII collegato in USB ad un PC Audio basato su Audiolinux, con scheda JCAT USB XE e scheda di rete JCAT NET XE entrambe dotate di alimentatore dedicato. Il cablaggio di segnale, potenza ed alimentazione era Neutral Cable della serie Reference. Il posizionamento in ambiente, anche in virtù della particolare configurazione in bass reflex downfiring non ha presentato particolari difficoltà se non quella di trovare un punto nel quale la dimensione dell’immagine del palcoscenico virtuale raggiungesse la sua massima espressione. Dopo qualche tentativo abbiamo individuato in circa 60 di cm dalla parete di fondo e 90 cm da quelle laterali un compromesso soddisfacente tra estensione verso il basso e spazialità. Durante il test le Sirocco 1.24 sono state collocate su degli stand della SolidSteel SS-7.
Come era logico immaginare le impressioni di ascolto hanno ricalcato quanto di buono avevamo avuto modo di apprezzare nel corso della prova delle Sirocco 2.24. Ovviamente il maggior litraggio di quel modello permette una estensione verso le basse frequenze che il solo dato di targa – 46 Hz per le 1.24 e 40 Hz per le 2.24 – non lasciava presagire. Quel che resta invariata è la straordinaria capacità di produrre grandi pressioni acustiche grazie alla considerevole tenuta in potenza. Di questo avevamo avuto sentore sin dalle fasi di analisi tecnica (Sventramento) che abbiamo eseguito per girare il video per YouTube, allorquando avevamo notato la presenza di alcuni accorgimenti mirati proprio ad ottenere tale caratteristica. Però un conto è vedere e un’altro è ascoltare. Se consideriamo che L’Audio Analogue Maestro 2.0, con i suoi 200 W @ 8ohm, non è esattamente un “peso piuma”, vederlo suonare a due terzi del volume senza alcun cenno di compressione da parte delle piccole ATOHM mi ha fatto una certa impressione. Tra l’altro non è che avessi deciso di avventurarmi in quel territorio per puro sadismo nei confronti dei bookshelf francesi, lo facevo perché quanto più alzavo la manopola del volume dell’integrato toscano tanto meglio quelli suonavano. Vero è che a un certo punto ho percepito un certo senso di irrigidimento, di repentina riduzione di quella naturalezza che caratterizza le Sirocco 1.24. Ma, ve lo assicuro, il coro del Requiem Tedesco, op. 45 di J. Brahms aveva assunto proporzioni credibili già da un pò, collocandosi ben dietro ad una orchestra che suonava in modo impeccabile tanto nella disposizione spaziale, quanto nella timbrica dei vari strumenti. Poc’anzi scrivevo della naturalezza di questi diffusori: a parità di amplificatore e sorgente il nostro riferimento in ambito bookshelf, ovvero le Vivid Audio Kaya S12, fatte le debite proporzioni, suonano con un approccio più analitico e con una risoluzione superiore che permette, qualora lo si desideri, di concentrarsi nel seguire un strumento (o un gruppo) in particolare. Con le ATOHM Sirocco 1.24 si è più portati a lasciarsi trascinare dal fluire della musica, magari in modo meno “cerebrale” e più rilassatamente godibile. Suppongo che, a questo punto, ci sarà qualcuno tra i miei lettori che starà affilando la penna (o tastiera che sia) per coprirmi di insulti perché ho abbinato dei diffusori da 1.750€ ad un amplificatore che costa dieci volte di più. Prego costui (o costei) di calmare i bollenti spiriti: la ratio dell’operazione è nel provare a spingere il diffusore al limite in un contesto di gran lunga superiore a quello nel quale sarà probabilmente chiamato ad esprimersi. Dopodiché il test prosegue in condizioni più “normali” e “prevedibili”. Nel caso specifico ho dapprima collegato le ATOHM Sirocco 1.24 ad un Moonriver 404 e successivamente al nostro Copland CSA 100, casualmente entrambi amplificatori provenienti dall’area scandinava. La prima prova in particolare è stata piuttosto interessante perché mi ha permesso di capire che anche un amplificatore di potenza relativamente modesta (50W @ 8ohm) è in grado di far suonare i bookshelf francesi con soddisfazione. Questo mi porta al secondo punto di valutazione delle Sirocco 1.24, ovvero la loro neutralità. Si tratta di un parametro che viene sovente considerato, anche a ragione per carità, un plus. Purtuttavia ritengo che non sia sempre chiaro cosa si intenda con questo termine e ciò fa si che talvolta, allorquando l’ascoltatore venga posto dinanzi ad un sistema di ascolto neutro, vuoi per il diffusore utilizzato vuoi per altro, lo consideri poco coinvolgente. Detto in altri termini ritengo che alcuni ascoltatori tendano a privilegiare sistemi audio che non sono affatto neutri ma caratterizzati in questa o quella direzione. Tornando alle ATOHM Sirocco 1.24 protagoniste della nostra prova, penso di poterle annoverare tra i diffusori tendenzialmente neutri perché, a parità di sorgente, hanno messo in luce in modo inequivocabile le caratteristiche proprie dei tre amplificatori integrati con i quali le ho provate. Dicevo, ad esempio, del Moonriver Audio 404 (Fågelsång), un amplificatore dal suono quantomai rilassante, gradevole e coinvolgente, che ha visto tali caratteristiche rifulgere grazie ai bookshelf francesi. Certo il coro delle già citate pagine di Brahms non aveva il medesimo impatto emotivo, ma la traccia Rose dall’album Neighbourhood di Manu Katché, era un vero godimento.
Conclusioni
Se vado a ritroso con la mente sino a qualche anno fa non mi viene in mente nessun diffusore dal costo inferiore ai 2.000 €, bookshelf o da pavimento non fa differenza, rispetto al quale io abbia utilizzato una griglia di valutazione analoga a quella impiegata nell’ascolto critico delle ATOHM Sirocco 1.24. Sarà che l’azienda francese i driver se li costruisce in casa con una tecnologia avanzata, sarà che i progettisti conoscono a fondo il loro lavoro e riescono a sfruttare al meglio questo vantaggio competitivo, fatto sta che il rapporto qualità prezzo di questi diffusori è, a mio modo di vedere, davvero interessante. Così tanto che ho voluto sincerarmi con il distributore Audioplus che la cifra di € 1.750,00 fosse riferita alla coppia e non alla singola cassa. Un modo per dire che se fossero costate il doppio lo avrei trovato comunque corretto. Un ascolto è raccomandato a tutti, ma in particolare a coloro i quali sostengono che l’audio è ormai solo un gioco per milionari annoiati.
Giulio Salvioni
Specifiche tecniche
- Bookshelf speaker: 2 vie bass reflex
- Efficienza: 88 dB/2.83V/1M
- Impedenza: 6 ohms ( 4.4 min. @ 200Hz)
- Risposta in frequenza: 46 Hz – 25 kHz
- Frequenza di incrocio: 3.5 kHz
- Unità medio/bassi: C150 DCR 04
- Tweeter : WSD20 DND 04F
- Pendenza del filtro: 1° ordine con compensazione dell’impedenza;
- Cabinet: MDF 18 mm;
- Finitura: Impiallacciatura in vero lego o verniciatura bianco o nero satinato;
- Dimensioni: 180*345*260 (mm);
- Peso: 7 kg.
Prezzo: € 1.750,00 la coppia IVA inclusa.
Costruttore: WELCOHM TECHNOLOGY
12 rue du breuil – 70150 PIN (France)
Tel : + 33 3 81 47 91 01
contact@atohm.com
Distributore per l’Italia: AUDIOPLUS HI END VIA CRISPI 77 63074 SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) TEL: 0735.593969 FAX: 0735.575014




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