Amplificatore integrato Luxman L-509Z: Analisi Tecnica
Ricordo che l’amplificatore integrato Luxman L-509Z non è dotato di ingressi digitali, DAC interno, sezione di streaming, insomma nessuna di quelle “modernità” che ormai diamo quasi per scontate. In effetti c’è da considerare che si tratta di un prodotto di livello decisamente alto, destinato ad un pubblico competente che probabilmente non vedrebbe di buon occhio qualsivoglia dispositivo interno che potrebbe costituire un potenziale elemento perturbante del delicato equilibrio interno. Dunque va benissimo il DAC o il DAC/Streamer purché sia esterno e scelto – possibilmente con criterio – dall’utilizzatore finale.

Osservando l’immagine complessiva dell’interno non si può rimanere indifferenti rispetto all’ordine che regna sovrano, evidenziando peraltro una costruzione che tiene nella dovuta considerazione la semplificazione degli eventuali interventi di manutenzione che dovessero rendersi necessari nel corso della vita dell’apparecchio. Al centro spicca una sezione di alimentazione che impiega un grande trasformatore a lamierini da 600 VA con nucleo “E-I”e otto condensatori per una capacità di livellamento complessiva di 80.000 uF. Ai lati troviamo le due sezioni di potenza i cui dissipatori sono contenuti all’interno dell’involucro del cabinet. Ogni canale dello stadio di uscita di classe AB dell’L-509Z utilizza transistor bipolari in configurazione Darlington a tre stadi con schema push-pull quadruplo in parallelo per fornire 120 W su 8 ohm e 220W su 4 ohm. I transistor impiegati sono i 2SC5200 e 2SA1943.

“Fully discrete LIFES” è il nuovo sistema di retroazione impiagato da Luxman in questo amplificatore, che sostituisce il precedente ODNF (Only Distortion Negative Feedback). LIFES sta per Luxman Integrated Feedback Engine System e prevede l’applicazione di una retroazione selettiva, che reinietta solo la componente di errore anziché l’intero segnale di uscita. Questo sistema che è utilizzato sia nella sezione preamplificatrice sia in quelle di potenza, ha l’obiettivo di ridurre gli effetti indesiderati dell’uso del feedback negativo, migliorando al contempo il rapporto S/R e la distorsione. L’amplificatore integrato Luxman L-509Z include controlli di tono per bassi e alti, integrati dalla manopola “MIDDLE” che, a detta del costruttore, agisce nella banda di frequenza delle voci e degli strumenti solisti. Vi sono inoltre i controlli Balance, Subsonic, Mute, Mono e anche il Loudness che non mi capitava di incontrare da molti anni.

La sezione di preamplifcazione è posizionata a ridosso del pannello posteriore e si articola su schede verticali tra loro connesse mediante delle PCB ad esse perpendicolari e non mediante il consueto cablaggio realizzato con i consueti Flat Cable. Per quanto riguarda il controllo del volume registriamo l’implementazione del sistema “LECUA” che sta per Luxman Electronically Controlled Ultimate Attenuator. Si tratta di una tecnologia che Luxman sviluppa sin dal 2006, che è in pratica la combinazione di un encoder rotativo ad alta precisione con un meccanismo di rotazione ponderato di nuova concezione. Il tutto consente una grande affidabilità associata ad una sensazione di utilizzo particolarmente naturale. Ben ottantotto step di regolazione da 0 a 87 dB, con la possibilità di controllare la curva di accelerazione relativa alla velocità di rotazione della manopola del volume, nonché la pressione prolungata sul tasto del telecomando, al fine di influenzare la rampa di salita del controllo di volume.

Tecnologia PCB
La tecnologia utilizzata dalla Luxman per realizzare le PCB che si trovano all’interno dell’amplificatore integrato L-509Z merita di essere descritta in un paragrafo a parte. Normalmente su un circuito stampato si usa un polimero sottile simile alla lacca come maschera di saldatura per evitare accumuli indesiderati di stagno tra componenti ravvicinati e piazzole di saldatura; peraltro tale maschera, che è permanente, garantisce una sorta di protezione alle piste conduttrici durante le fasi di produzione. Tuttavia può causare l’insorgere di capacità parassite che, secondo Luxman, possono avere un effetto di sfocatura sui segnali audio. Nel processo costruttivo di Luxman, la maschera è amovibile — ed effettivamente viene rimossa – eliminando il rischio di capacità parassite. Un altro aspetto interessante dei circuiti stampati è il percorso sinuoso e curvilineo delle piste dorate dello spessore di 0,1 mm utilizzate per ogni canale della sezione di potenza dell’L-509Z e in altre parti interne. Sempre secondo il costruttore, grazie a questo particolare tipo di piste, si ottiene un suono migliore, un flusso di corrente ottimizzato e un’induttanza inferiore rispetto alle piste delle PCB con cambi di direzione del percorso del segnale ad angolo retto. Tutto il cablaggio interno è in rame OFC e l’ultimo tratto dallo stadio di uscita ai morsetti degli altoparlanti, vede l’impiego di un cavo in rame con sezione trasversale di 3,5 mmq.






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