Ascolto
Abbiamo utilizzato per diversi giorni l’integrato top di casa Luxman nella nostra sala di ascolto abbinandolo ai diffusori Vivid Audio Kaya S12 e ai Parker Duo della Marten. Entrambi sono diffusori da stand, di efficienza media ed elevatissima qualità pur se con personalità soniche assai differenti. Come sorgente digitale abbiamo usato il Linn Selekt DSM e, in alternativa, il DAC Aqua La Scala MKII pilotato in USB dal nostro server autocostruito con componentistica della JCat sul quale gira il sistema operativo Audiolinux. Come sorgente analogica è stato impiegato il giradischi New Horizon 303i con fonorivelatore MM Ortofon 2M Bronze. Il cablaggio di segnale e di potenza, nonché di alimentazione è della Neutral Cable serie Reference.
La prima impressione, spesso, è quella che definisce il sapore complessivo dell’intera prova e anche nel caso di questo integrato posso dire che tale affermazione si è rivelata calzante. É vero: l’L-509Z non offre una potenza particolarmente elevata, ma i suoi 120W su 8Ω sono più che sufficienti a cavarsela d’impaccio nella grande maggioranza delle situazioni. Purtuttavia, con entrambi i diffusori, la prima impressione è stata che ci fosse poco impatto. Che timbricamente fosse tutto giusto, ma che mancasse quel pò di spinta che rende viva la musica riprodotta. Tale sensazione, che mi ha accompagnato nelle prime ore di ascolto, si è andata attenuando via via che entravo in contatto, in sintonia, con l’integrato nipponico. Non si tratta in effetti di mancanza di potenza, quella c’è ed è più che sufficiente, ma di un modo assai compassato di porgere la musica. Ciò sul quale bisogna concentrarsi non sono gli swing dinamici, ma la densità del suono e il suo colore. Un suono molto naturale che deve non essere confrontato con la memoria di ascolti con altri sistemi di riproduzione, bensì con l’esperienza dal vivo. Se si fa questo passaggio mentale, credo che si capisca meglio l’intento dei progettisti della Luxman che non sono andati nella direzione della spettacolarizzazione, bensì in quella opposta. Quella cioè dell’analisi, finanche dell’introspezione. E accidenti se c’è dinamica! Ma qui stiamo parlando in primo luogo di micro dinamica, cioè di quella capacità di portare alla luce i dettagli più tenui del tocco di un tasto di pianoforte, o della cavata di un archetto su un contrabbasso. Ecco, dunque che si inizia a delineare meglio il brief progettuale cui i gli ingegneri della Luxman hanno dato risposta con l’L-509Z: un integrato di fascia top, totalmente analogico e totalmente avulso da una idea di suono come intrattenimento. Direi anzi che questo amplificatore è particolarmente gratificante per chi ama andare alla ricerca del particolare che viene tuttavia proposto in quadro di complessiva naturalezza. Ciò detto è evidente che i partner a valle e a monte devono essere dotati delle medesime caratteristiche. In particolare con le Marten Parker Duo e con il Linn Selekt DSM l’abbinamento è risultato particolarmente azzeccato. Il DAC/streamer scozzese dispensa dettaglio e risoluzione, inoltre la sua dirompente personalità bilancia in un certo senso il distacco emotivo del Luxman L-509Z. I diffusori svedesi infine, con il loro equilibrio timbrico e la loro capacità di scendere in gamma bassa, operano una sintesi sonica davvero esemplare. In particolare con questo abbinamento ho potuto apprezzare un palcoscenico virtuale molto articolato e stratificato in profondità, con i vari gruppi strumentali saldamente ancorati nelle loro posizioni. Ancora una volta, a rischio di essere ripetitivo, voglio precisare che qui siamo agli antipodi del concetto di “espressività muscolare” o “forza bruta” che dir si voglia. Qui parliamo di grazia ed eleganza.
Per concludere ancora due parole sullo stadio phono che ha dimostrato notevoli doti di silenziosità, capacità di estrazione del dettaglio ed ottima dinamica. Noi lo abbiamo utilizzato con una testina MM di ottimo livello ma non con una MC, dunque non possiamo considerare la nostra una prova esaustiva. Tuttavia penso di poter affermare che per la maggior parte dei potenziali utilizzatori di giradischi questo stadio phono consentirà di evitare l’acquisto di una unità esterna dedicata.




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